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Calcio e Dalmazia? Una combinazione perfetta e affiatata che dura ormai da quasi un secolo. Ma quali sono stati gli inizi del calcio in generale in queste terre e quale la storia, soprattutto quella poco nota, della società da sempre più in vista, l’Hajduk di Spalato?
Secondo gli ultimi studi il calcio è arrivato in Dalmazia e precisamente a Traù (Trogir) nel 1896. A portarlo come un po’ in tutta la costa orientale dell’Adriatico sono stati i marinai delle varie navi inglesi. La prima dimostrazione di questo gioco la gente l'ha avuta nella pianura di “Travarica” dove i marittimi hanno giocato una partita tra di loro. Poi pure gli equipaggi di varie navi della marina austroungarica hanno giocato varie partite, in primo luogo nelle zone di Spalato e Zara. Con il passare degli anni i giovani dalmati hanno cominciato a interessarsi a questo nuovo sport. Le prime squadre di studenti spalatini hanno iniziato a operare nei primi anni del 20.esimo secolo. Tra i primi insegnanti di educazione fisica a caldeggiare la diffusione del calcio troviamo Umberto Girometta.


Anche se le prime partite di pallone ci sono state già alla fine del 19.esimo secolo, per arrivare alla fondazione delle prime società calcistiche o almeno, come era all’epoca prassi, delle sezioni calcistiche, sono dovuti passare anni.  Le ultime ricerche dicono che la prima sezione calcistica venne fondata nel 1903 presso l'"Hrvatski Sokol" grazie all’arrivo del primo pallone da Vienna. La prima partita ufficiale tra giocatori spalatini fu giocata il 21 giugno 1903 quando l'"Hrvatski sokol" si recò in trasferta a Traù. Finì con un pacifico 1:1.
La vera espansione del calcio doveva però appena venire. Nel 1910 il dottore Ernest Ilić diede vita presso la società di ginnastica alla sezione calcistica di nome "Il calcio". Dopo poco tempo cambiò il nome in Edera. Di questa società, composta per lo più  da italiani, facevano parte tra gli altri Polli, Guina, Bartolazzi, Sanzin ed altri.
Se gli equipaggi delle navi inglesi e di quelle dell’Austra-Ungheria non diedero un grande impulso e non riuscirono a calamitare realmente l'interesse verso il calcio, la spinta decisiva venne da Praga. La metropoli ceca era una delle mete predilette degli studenti spalatini. Bisogna sapere che all’epoca a Praga il calcio era molto sviluppato e che le partite erano all’ordine del giorno. Non c'è da meravigliarsi se numerosi studenti spalatini furono subito attratti da questo nuovo sport. Appresero le regole ed ebbero modo di vedere tutto quello che all’epoca mancava a Spalato. Quando tornarono per le vacanze a Spalato nell’estate del 1909 fondarono l'“Hrvatski sportski klub” (HSK). Ci fu subito un grande interesse tra gli studenti praghesi e la popolazione locale. Ci furono parecchie partite tra i componenti di questa società. Però la dirigenza della società non aveva le idee molto chiare. Non appena gli studenti tornarono a Praga l’interesse per il calcio tornò a calare drasticamente, così che, ben presto, non furono più giocate nuove partite. All’inizio del 1910 fu eletta una nuova dirigenza. Tra le prime decisioni ci fu l’abolizione del calcio come fulcro d'interesse dell’HSK! Il tennis ebbe il sopravvento fino all’estate del 1910. Quando gli studenti di Praga tornarono rimasero stupiti dei cambiamenti insorti nel frattempo. Tentarono tutta l’estate di fare il possibile per far ritornare il calcio tra gli interessi precipui della società. Però ogni tentativo fu vano.
Dopo tanti fallimenti, finalmente un po' di luce in fondo al tunnel. In quell’estate del 1910 completarono gli studi a Praga, Fabijan Kaliterna e Lucijan Stella. Due patiti del calcio che con l’entusiasta spalatino Vladimir Šore decisero di fondare una nuova società, esclusivamente calcistica. I preparativi durarono mesi e si protrassero fino agli inizi del 1911. L'iter burocratico da superare fu estenuante, fu necessario aggirare tutte le resistenze per poter giungere alfine alla fondazione di una nuova società. Alla fine il problema rimase il nome. Chiesero aiuto al professor Josip Barač. Entrarono di soprassalto nel suo ufficio con la "domanda chiave". Il professore non ebbe dubbi nel coniare il nome. Disse: "Siete entrati senza bussare, dritti dentro, come dei veri 'hajduci'. Eccovi il nome: Hajduk. Simboleggia tutto quanto c'è di positivo, dall'amore per la libertà, al coraggio, all'ostruzionismo nei confronti del potere, alla difesa dei più deboli". E così fu. Però non a Spalato! Tornarono a Praga ad avvertire gli altri amanti del calcio. Non persero tempo e in una birreria a Praga subito fondarono la nuova società sportiva, l'Hajduk! Nacque così una delle più forti squadre della Croazia, sicuramente la più forte della Dalmazia. Nata lontano da Spalato e pure registrata lontano da Spalato! Infatti all'epoca Spalato non aveva un tribunale e faceva capo a Zara per qualsiasi fatto legale. Pertanto Kaliterna e Stella si recarono a Zara nel febbraio 1911 e compilarono la richiesta di  riconoscimento della società. Il 13 febbraio 1911 con la firma di Nardelli la società fu riconosciuta, però non le regole. Quelle furono approvate appena il 12 settembre 1911 quando i fondatori risolsero gli ultimi cavilli burocratici e pagarono le spese giudiziarie pari a 3,60 corone. I problemi però furono vari. Tre giorno dopo il riconoscimento i fondatori si trovarono davanti al rifiuto dei vertici militari di concedere un campo di calcio dove giocare e allenarsi. Questo diniego non sorprese molto i fondatori visto che a Spalato non era ben visto il loro collegamento con Praga. Un fatto più politico che altro. Per questo l'Hajduk  ritirò subito la sua domanda di affiliazione alla Federcalcio di Vienna, alla quale la Dalmazia faceva capo. Sulla decisione pesava la posizione di Vienna che condizionava il riconoscimento della società al divieto di giocare con le squadre della Cechia.
Anche se oggetto di attacchi da svariate parti la società già nel  primo anno di vita giocò numerose partite. La prima fu disputata da due squadre dell'Hajduk il 26 aprile 1911 (secondo altri fonti era il 16 aprile). Per la squadra "A" giocarono: Buchberger, Boneti, Namar, Righi I, Rosseg, Zupa, Kolumbatović , Righi II , Sisgoreo II , Tudor e Raunig. Per la "B": Mardešić I, Fabris, Nedoklan, Cotić, Stella, Fakač, Mardešić II, Lukas, Sisgoreo I, Bonačić. Vista la grande volonta di giocare e di misurarsi il tempo si rivelò un optional. La partita, al posto degli abituali 90 minuti, durò ben 160 minuti!  Un giornale dell’epoca scrisse che l'incontro attirò molti curiosi e si svolse in tutta tranquilità, senza incidenti di sorta. Unico neo, la durata della partita che affaticò più del dovuto sia i giocatori, sia gli spettatori.  Il risultato finale 7-0 la dice lunga su quanto più forte fosse la squadra “A”.
La prima partita ufficiale contro un'altra squadra venne giocata l'11 giugno 1911 quando l'Hajduk affrontò nel derby cittadino la compagine de "Il calcio" di Spalato. Fini con un perentorio 9-0! Gli avversari furono salvati dalla pioggia che "chiuse" la partita dieci minuti prima del dovuto. Per l'Hajduk nel primo incontro ufficiale giocarono: Buchberger, Namar, Zupa, Murat, Rosseg, Fakač, Tudor, Leway, Šitić, Nedoklan, Rauning. La "Slobodna", commentando la partita, notò  che gli spettatori furono quasi 3000. Un successone visto che Spalato all'epoca contava appena 20 mila abitanti. Dopo il primo successo arrivarono diversi problemi. La squadra cambiava spesso i giocatori cosicché arrivarono le prime sconfitte. Il "merito" fu di due squadre maltesi composte da marinai: Swizture e Conrwallis che vinsero rispettivamente per 7-0 e 7-1. Il 2 dicembre 1911, infine, venne a Spalato una squadra della marina militare di Pola, lo Zriny che perse per 2-1.
Anche se l'Hajduk è nato come una specie di opposizione alle prime sezioni calcistiche e in primo luogo a quelle italiane (che sostenevano "Il calcio"), già fin dal primo anno parecchi giocatori italiani giocarono per l'Hajduk. Tra questi vanno sicuramente ricordati: Ermenegildo Rosseg, Ampalio Sitic, Roberto Salvi, Mario Righi, Pasko e Stipe Sisgoreo, Pero Machiedo. A guidarli è stato Just.
Già nel 1912 l’Hajduk a livello locale era la squadra da battere. Vinceva tutte le partite contro le altre squadre spalatine: Labud, Uskok, varie scuole e la nazionale spalatina. Però le docce fredde non mancarono. A Spalato vennero due forti squadre zagabresi: Concordia e HAŠK. Il Concordia venne in luglio e in due partite umiliò l’Hajduk vincendo per 6-1 e 4-0. Perentorio pure l'HAŠK che vinse per 2-0 e 9-0.
Nel 1913 arrivò quella che fu definita la più forte squadra europea, lo Slavia di Praga. L’Hajduk perse per 9-0 e 13-1! Se escludiamo le partite contro i marinai delle varie navi inglesi e di altri Paesi, la prima partita realmente internazionale per quell'epoca, l’Hajduk la giocò contro il Vicenza il 30 agosto 1913 e perse per 2-0. Ma il giorno dopo, nella rivincita, si impose per 4-0!
Il 1914 segnò la definitiva crescita della compagine. Giunsero a Spalato squadre di livello europeo tipo Rapid di Vienna (due vittore dell’Hajduk) e Sturm Graz (altre due vittorie). Il fortissimo Sparta di Praga arrivò a luglio a Spalato per disputare due partite. Vinse per 3-0 e 1-0, ma l’Hajduk si fece eccome valere. Per capire quanto queste due partite fecero epoca, basti ricordare il fatto che i giornali scrivevano di spettatori che erano venuti anche da posti lontani da Spalato solo per vedere questi incontri.
Al fischio finale della seconda partita con lo Sparta iniziarono gli anni bui per l’Hajduk. Mentre l'incontro era in corso venne ordinata la mobilitazione per la prima guerra mondiale. Gli agenti, appena finita la partita, entrarono sul terreno di gioco e prelevarono gran parte dei giocatori inviandoli al fronte. La società venne chiusa e il primo campo di calcio dell'Hajduk venne trasformato in campo per prigionieri di guerra.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo l'11 febbraio 2006.

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