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I campioni di Spalato un osso duro per tutti (2 e continua)

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SPALATO – Il calcio in Dalmazia nei primi anni ha avuto vita difficile. La Dalmazia è stata prima del 1914 lontana da qualsiasi centro calcistico organizzato. I primi campionati in Croazia e Slavonia li abbiamo già dal 1912. Per capire le difficoltà di collegamento però basti notare che vi parteciparono solo squadre zagabresi. Quelle della Slavonia rifiutarono di partecipare per difficoltà nei collegamenti. Figuriamoci venire a Zagabria dalla Dalmazia. L’Italia era decisamente più vicina, ma l’Adriatico la faceva essere più lontana del dovuto. Così le squadre dei tre principali centri calcistici dalmati di quegli anni, Zara, Spalato e Ragusa (Dubrovnik) furono costrette a disputare perlopiù partite amichevoli. Il massimo era rappresentato dall’arrivo di squadre della marina, per lo più militare, o di qualche compagine famosa in tournée per promuovere questo sport.
Negli anni del primo conflitto mondiale non si registrarono partite ufficiali. Però dei tentativi ci furono. Il 15 agosto 1916 una compagine dell’Hajduk giocò a Sinj contro i locali dello Junak. Vinse con un perentorio 13-0. Tra i giocatori italiani troviamo i fratelli Tagliaferro, Machiedo e Madirazza.


Finita la guerra nel 1918, finì pure l’era dell’Impero Austroungarico. A Spalato venne assettato il campo di calcio e già il 20 dicembre 1918 l’Hajduk giocò la sua prima partita ufficiale. Ospitò i giocatori della marina militare inglese HMS Shelldracke. Finì con un pacifico 2-2. Per comprendere quanta fosse la voglia di rivedere il calcio, basti il dato che la partita fu vista da ben 2.000 spettatori in una città che all’epoca contava poco più di 20.000 abitanti. Seguirono nell’inverno 1918/19 parecchie partite contro gli equipaggi delle varie navi ormeggiate in porto, per lo più battenti bandiera britannica. Rimasero impresse nel ricordo degli spettatori le quattro partite disputate contro l’HMS Diamond con un totale di 4-4. Con l'arrivo dei militari americani attecchì pure il baseball.
Piano piano il calcio cominciò a fare breccia pure nella provincia. Il Vuk di Donja Kaštela ospitò l’Hajduk il 27 gennaio 1919 e perse per 3-1. Dopo le quasi 20 partite disputate dall'Hajduk contro gli equipaggi delle navi militari straniere, conclusesi con ottimi risultati e parecchie vittorie, si cominciò a parlare della squadra spalatina pure al di fuori dei confini dalmati. L’invito pervenuto da Zagabria non fu, quindi, una sorpresa. L'incognita era rappresentato dal valore delle squadre zagabresi che durante la guerra avevano continuato a giocare. Nella prima partita l’Hajduk giocò contro il Građanski e perse per 2-0. Si giocò poco più di un tempo, visto che dopo l'espulsione di Tagliaferro, l’Hajduk abbandonò il campo di gioco. Seguì la sconfitta pure contro l'HAŠK per 4-0. Tutta la colpa della sfortunata trasferta zagabrese fu addossata a Nikola Gazdić che fu costretto a trasferirsi a Belgrado. La rivincità contro il Građanski ebbe luogo il 22 maggio 1921. Nikola Gazdić implorò di poter tornare a Spalato e di giocare questa partita. Dopo vari tentenamenti gli fu concesso il permesso di scendere in campo.  Segnò la prima rete e guadagnò il rigore dopo il quale arrivò la seconda rete. Finì 2-1. Fu gran festa per Spalato e per l'Hajduk. Ma per Gazdić fu l'inizio della fine. La prima vera stella dell'Hajduk giocò contro gli zagabresi la sua ultima partita. Già negli spogliatoi cominciò a tossire sangue. Morì poco dopo.
Ma ritorniamo indietro. Subito nel 1919 fu chiaro che se l'Hajduk voleva progredire sotto tutti gli aspetti aveva estrema necessità di giocare partite con le squadre più forti  e non solo con quelle della regione. Aspettare che qualche nave venisse a Spalato o magari che qualche squadra  famosa fosse disponibile a una trasferta in terra dalmata non poteva sortire gli effetti desiderati. Così dopo la trasferta a Zagabria seguirono quelle a Mostar e varie altre. Poi la "connection" con Praga portò il settimo giocatore ceco a Spalato, Karel Stiasny. In estate vennero i belgradesi del BSK che l'Hajduk sconfisse con due secchi 4-1 e 3-0.
Però la fortuna dell’Hajduk era dietro l’angolo. A Zagabria, fu fondata la Federcalcio Jugoslava e a Spalato il 7 marzo la sezione locale che oltre a tutta la Dalmazia e le isole comprendeva pure il Montenegro (che diventò indipendente, calcisticamente parlando, nel 1930). Solo due settimane più tardi cominciò il primo campionato con cinque squadre spalatine: Hajduk, Jug, Uskok, Split e Borac. Per l’Hajduk subito una doccia fredda. Perse il campionato in seguito alla sconfitta contro lo Jug per 0-1. Però, nel secondo campionato regionale, l’Hajduk prevalse: vinse tutte le partite e così pure il campionato. Fu il primo "scudetto" di una lunga serie. A Spalato nel maggio 1921 arrivò lo Slavia di Praga: lo squadrone ceco prevalse per 5-0, ma nella rivincita arrivò un clamoroso 2-0 per l’Hajduk. Ormai l’Hajduk era la squadra da battere e non solo a livello dalmata. Le numerose vittorie contro compagini dell’Ungheria, di Praga, Zagabria e Belgrado fecero capire a tutti che l’Hajduk era un osso molto duro da rodere. Però, la situazione politica non era favorevole a quel tempo a un confronto calcistico con tutte le realtà dalmate e con quelle regionali contermini. Di mezzo c'erano i nuovi confini nazionali: Fiume, Lussino, il comprensorio di Zara e l’isola di Lagosta (Lastovo) erano ormai parte integrante del Regno d’Italia, mentre Spalato e il resto della Dalmazia facevano parte del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni che poi si sarebbe chiamato Jugoslavia.
Dopo l’ennesimo successo nel campionato regionale a Zagabria si decise di organizzare il primo campionato nazionale. L'Hajduk vi partecipò in rappresentanza della Dalmazia. Fu sconfitto nel primo turno contro il SAŠK a Sarajevo per 3-4, dopo essere stato in vantaggio per 3-0. Fu una grande delusione visto che l’Hajduk aveva pure due freschi nazionali, quello jugoslavo, Janko Rodin e quello della Cecoslovacchia, Jaroslav Bohat, scartato dallo Slavia Praga e che diventò nazionale proprio a Spalato!
Alla fine del 1923 l’Hajduk per la prima volta andò a giocare all’estero, in Africa! In Tunisia partirono per giocare ad un torneo 12 giocatori, per lo più juniores guidati da Luka Kaliterna. L’Hajduk vinse il torneo come pure le successive due amichevoli in Algeria. Al ritorno a casa, via Marsiglia, "caddero" pure i locali dell'Olimpique per 3-2. Dopo tanti successi come una doccia fredda arrivo l'Hellas di Verona che sconfisse l’Hajduk a Spalato per 4-0!
Dopo aver vinto il campionato locale l’Hajduk partecipò al secondo campionato nazionale e arrivò in finale! Al primo turno dovette affrontare subito un osso duro, il Građanski di Zagabria che fu sconfitto, dopo due partite. La prima finì 3-3 ai regolamentari e 4-4 ai supplementari. Siccome i calci di rigore per decidere il vincitore non erano ancora stati inventati si giocò una seconda partita. Stravinse l’Hajduk per 5-0! Nella semifinale arrivò la rivincita contro il SAŠK che subì un umiliante 6-1! In finale a Zagabria ci fu però la sconfitta contro la Jugoslavia di Belgrado per 2-1. Poco prima c'era stata pure la sconfitta nella coppa della città per 3-2 contro la selezione zagabrese.
Interessante da rilevare la partita giocata il 28 settembre 1924 a Zagabria contro la nazionale della Cecoslovacchia che gli spalatini persero per 2-0. Però è da notare che l'Hajduk giocò questa partita come nazionale jugoslava, visto che in campo c'erano ben 10 giocatori dell'Hajduk e uno, il portiere Fridrich dell'HAŠK. Mai più la nazionale jugoslava giocò con più giocatori di una squadra sola.
L'Hajduk ormai disputava solo partite a livello nazionale e tante all'estero. Nel 1925 ci fu un torneo a Malta (vinto) e parecchie amichevoli in Egitto (quasi tutte vinte). A Spalato vennero nuovamente i giocatori dell'Hellas Verona e ci fu la grande rivincita dei dalmati che prevalsero per 4-1 e 4-0. Pure l'Olympia di Fiume perse per 2-1 e pareggiò 2-2. Solo tre anni più tardi la neonata Fiumana (nata dalla fusione di Olympia e Gloria) partecipò al campionato di prima divisione italiana.
A livello nazionale mancava il passo finale. Anche se veniva considerata una della squadre più forti nel campionato doveva rassegnarsi a subire anche sconfitte. Nel 1925 uscì al primo turno contro la Jugoslavija di Belgrado. Nel 1926 perse nelle semifinali sempre contro la Jugoslavija.
Così arriviamo al 1927. Un anno d'oro per l'Hajduk. Gli spalatini conquistarono il primo titolo nazionale! Fu una gioia incontenibile a Spalato e in tutta la Dalmazia. Dopo aver vinto per l'ennesima volta il campionato regionale il 5 giugno cominciò l'avventura nazionale a Subotica. Fu un disastro, i dalmati persero 5-1 contro il SAND. E dire che doveva essere l'avversario più debole. Però a questa disfatta fecero seguito solo vittorie: BSK Belgrado 3-1, HAŠK Zagabria 4-0 (in trasferta), SAŠK Sarajevo 2-0 e nell'ultimo turno l'Ilirija di Lubiana 3-0. Grazie a questi risultati l'Hajduk finì primo con otto punti, due in più del BSK. Per l’Hajduk giocarono: Ottmar Gazzari, Lorenzo Gazzari, Ivan Montana, Miro Desković, Miho Kurir, Veljko Poduje, Sime Poduje, Leo Lemešić, Mirko Bonačić, Tonči Bonačić, Veljko Radić. Allenatore: Luka Kaliterna.
Dopo il successo nazionale, arrivò la partecipazione alla Coppa Mitropa (una specie di Champions League dell'epoca). Al primo turno all'Hajduk toccarono i fantastici giocatori del Rapid di Vienna, squadra fortissima. Nella capitale austriaca il 14 agosto fu un'esperienza umiliante: finì 8-1 per i viennesi. Il ritorno a Zagabria fu una formalità e la sconfitta per 1-0 fu il minimo.
A livello nazionale il campionato del 1928 vide l'Hajduk piazzarsi al secondo posto. Dopo la sconfitta contro il Građanski tutto era ormai chiaro. Seguirono due pareggi interni contro i non trascendentali SAŠK e Jugoslavija che ridimensionarono l'Hajduk.
Nel 1929 si giocò il primo campionato con partite d'andata e ritorno. Un vero campionato che l'Hajduk cominciò con il ritorno in squadra di Montana, tornato da Trieste, e di Bonačić "rimpatriato" dal Marseille. Con l'astro nascente di Ante Bakotić a dare man forte la squadra sembrava abbastanza forte. La doccia fredda venne al primo turno quando a Spalato, perse contro il BSK per 3-1, con ben 5 pali. Seguirono tre vittorie e il fenomenale 5-5 a Belgrado contro il BSK. Fino alla fine non ci furono contendenti e l’Hajduk conquistò il suo secondo titolo nazionale con due punti di vantaggio sul BSK. Per l’Hajduk giocarono: Bartul Culić, Janko Rodin, Ivan Montana, Veljko Poduje, Miro Dešković, Marko Mikačić, Dusan Stipanović, Sime Poduje, Veljko Radić, Ljubo Benčić, Branko Bakotić, Tonči Bonačić, Leo Lemešić. Allenatore: Luka Kaliterna. Fu un anno incredibile per Spalato che oltre ai successi dell'Hajduk mise a segno vittorie nei campionati di nuoto (Jadran), vela (Labud), canottaggio (Gusar); inoltre Tomić fu campione di pugilato e Bulatović si impose in parecchie discipline nell'atletica leggera.
Negli anni 20 l’Hajduk ha dato alla rappresentativa jugoslava diversi nazionali: Ljubo Benčić, Antun e Mirko Bonačić, Mihovil Kurir Borovčić, Petar Dujmović, Ante Kesić, Leo Lemešić, Šime e Veljko Poduje, Vinko Radić, Janko Rodin.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo l'11 marzo 2006.

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