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I calciatori dalmati «bestia nera» degli inglesi (4 e continua)

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SPALATO – L’Hajduk negli anni ‘30 ha vissuto il suo decennio più brutto. Un decennio senza successi. Quasi sempre lontano dalla lotta per lo scudetto, ha conosciuto più sconfitte che vittorie. Questi sono stati pure gli anni del ricambio generazionale che ha portato alla scoperta di svariati nuovi talenti. Ma alle porte c’erano anni ancora più bui. Stava per iniziare la seconda guerra mondiale. Un periodo che isolerà l’Hajduk nel suo piccolo, ma che pure porterà gli spalatini a giocare tutta una serie di partite all’estero tanto da far chiamare questa squadra una specie di nazionale jugoslava. Ma procediamo con ordine. Gli anni ’40 iniziarono sotto i migliori auspici. Alla fine degli anni ’30 vi furono svariati scossoni in seno alla Federcalcio: i cambiamenti del sistema del campionato e di qualificazione furono al ordine del giorno. Lo Stato andava frammentandosi da un punto di vista politico per cui pure lo sport e il calcio in particolare finivano per dividersi sempre di più, diventando sempre più succubi della politica. Calcisticamente la Jugoslavia nell’estate del 1940 era divisa in tre parti. Da una parte era rimasto il campionato serbo, dall’altro l’unione della Croazia e Slovenia era stata sciolto per cui si erano formate tre leghe di qualificazione. L’Hajduk si trovò così a giocare il campionato croato. E fu subito un successo! All’inizio del campionato nelle file spalatine c’erano dei timori per la qualificazione alla fase finale del campionato croato visto che bisognava piazzarsi nei primi tre posti. E siccome gli avversari si chiamavano Građanski, HAŠK e Concordia, tutte squadre di Zagabria, i timori erano leciti. A sciogliere tutti i dubbi furono subito nelle prime giornate i bomber dell’Hajduk. A Spalato cadde lo Slavia Osijek per 6-1, a Subotica i locali del Bačka furono battuti per 6-2 e infine a Spalato il SAŠK fu travolto con un secco 4-0. Però a mettere paura erano le zagabresi. Il primo incontro contro il Concodia finì con una sconfitta per 2-1. Dopo cadde l’HAŠK per 3-0 e ci fu  un pareggio contro il fortissimo Građanski 1-1. Un autunno ottimo durante il quale l’Hajduk si ritrovò in testa alla classifica. In primavera, nel 1941, l’Hajduk fu incontenibile e registrò otto vittorie e un solo pareggio scoppiettante contro il Građanski a Zagabria per 4-4! Un campionato vinto, ma anche da incorniciare perché su complessice 18 partite furono registrate 14 vittorie e una sola sconfitta per un totale di 31 punti. Ma soprattutto c’è da mettere in evidenza la differenza reti 77-17 che la dice lunga sulla superiorità dell’Hajduk. Il Građanski finì secondo a 29 punti e terzo il Concordia a 28 punti, entrambe qualificate per la fase finale. Anche se i venti di guerra soffiavano sempre più impetuosi, la speranza di continuare a giocare il campionato jugoslavo era forte. La Federcalcio stilò i calendari il 25 marzo 1941. Per il 6 aprile era in programma la prima giornata. Giocando a un ritmo incessante le otto finaliste dovevano finire il campionato il 29 maggio. Ma la guerra ebbe il sopravvento e tutto il mondo dello sport si fermò.
Spalato e la Dalmazia rimasero isolate dai  centri calcistici dell’entroterra. La Federcalcio del neofondato stato indipendente croato (NDH) fede tutto il possibile acciocché l’Hajduk potesse partecipare al primo campionato croato che sarebbe stato fortissimo se avesse visto la presenza dello squadrone dalmata. Alla fine non se ne fece nulla sia per ragioni politiche, sia per ragioni logistiche visti i grossi problemi nei trasporti.
Secondo certe fonti ci furono delle trattative per permettere all’Hajduk di partecipare al campionato italiano, in una lega non ben definita. Nel frattempo la Fiumana di Fiume tornava nella stagione 1941/42 nella Serie B. L’Hajduk avrebbe certamente fatto bella figura. Nell’autunno del 1941, vista l’impossibilità di svolgere qualsivoglia attività calcistica la società fu sciolta.
Per due anni non c’è traccia di attività. Buona parte dei giocatori cominciò a combattere. Diversi trovarono la morte in guerra.
Nel 1943 i cambiamenti in Italia portarono pure a grandi novità in Dalmazia. L’isola di Lissa (Vis) fu presa dai partigiani. Tra di loro c’erano parecchi giocatori dell’Hajduk e dello Split che subito cominciarono a giocare le prime partitelle interne. Siccome facevano parte della 26.esima divisione decisero di prendere questo nome e di cominciare a giocare anche fuori dall’isola su tutti i territori dove esistevano i requisiti minimi per disputare una partita. Le voci sulla neofondata società calcistica arrivarono ben presto a Spalato. Parecchi giocatori che erano rimasti sulla terraferma furono radunati e si organizzò un trasporto di fortuna fino a Lissa. Il 2 maggio 1944 si ritrovarono tutti insieme. Solo cinque giorni dopo su decreto del Partito comunista della Jugoslavia la società riprese il nome di Hajduk con il suffisso Narodno-oslobodilačka vojska Jugoslavije (esercito popolare di liberazione della Jugoslavia): Hajduk-NOVJ. Ben presto cambierà il nome in Hajduk-JNA (Armata popolare jugoslava).
Questa della fondazione di un club che rappresentasse uno stato in gestazione, ovvero un’idea politica e militare, fu un caso unico del suo genere senza paragoni. Ebbe un enorme  successo soprattutto grazie ai grandi giocatori a disposizione, ma anche alla tradizione in campo internazionale che l’Hajduk aveva ormai acquisito negli anni.
Pochi giorni dopo la rifondazione dell’Hajduk cominciò la filza della partite rigorosamente tutte internazionali. I primi ad arrivare all’isola di Lissa furono i marinai della nave militare inglese Queen’s Regiment che il 13 maggio furono “salutati” con un sonoro 7-1! Secondo le cronache dell’epoca a vedere la partita furono più di mille persone. Per l’Hajduk giocarono: Čulić, Jozo Matošić, V. Kaliterna, Luštica, Bjelanović, Bakotić, Šubašić, Batinić, Frane Matošić, Ive Radovniković e Alujević. Arbitro l’ex giocatore dell’Hajduk, Leo Lemešić che poi farà un’ottima carriera da arbitro. Dopo altre tre partite sull’isola di Lissa l’Hajduk si trasferì in Italia dove rimase quasi fino alla fine del 1944. Giocò contro quasi tutte le squadre attive all’epoca, per lo più compagini militari delle varie divisioni sia inglesi che americane. L’Hajduk vinse quasi sempre. Questo ben presto diventò un’“ossessione” per gli inglesi, che si consideravano da sempre dei maghi del pallone. Così si arrivò al 23 settembre 1944 quando gli inglesi si organizzarono formando la nazionale militare del Regno unito costituita da svariate stelle della nazionale sia di prima che di dopo la guerra mondiale tra le quali Stanley Cullis, Bryn Jones, Finney e altri. In quest’occasione l’Hajduk giocò sotto il nome di nazionale militare jugoslava. Perse questa partita organizzata a Bari per la prima volta, con un secco 7-2. L’incontro fu da tutti molto sentito tanto che secondo i giornali dell’epoca ad assistere alla partita furono ben 50.000 persone. Miljenko Batinić e Frane Matošić segnarono per l’Hajduk che chiuse il primo tempo sul 3-2. Nel recupero la classe degli inglesi venne a galla e il calo dell’Hajduk portò alla sconfitta finale per 7-2.
Il 26 dicembre 1944 fu organizzata la partita di ritorno a Spalato. Nell’appena ricostruito campo di calcio dell’Hajduk l’incontro fu disputato dinanzi a ben otto mila spettatori. Già al quinto minuto, Frane Matošić, si liberò nell’area di rigore e da dieci metri con un tiro preciso battè il portiere dell’Arsenal Platt. Seguirono parecchie occasioni da tutte e due le parti però il risultato non cambiò e alla fine l’Hajduk, anche qui con il nome di nazionale militare vinse per 1-0!
Il 1945 iniziò con una serie di amichevoli in Dalmazia prima di intraprendere una serie di partite nel Mediterraneo. La prima fu disputata sull’isola di Malta dove gli spalatini pareggiarono con la nazionale militare inglese dell’isola per 2-2, per vincere poi contro la nazionale dei civili per 4-1. Seguì la trasferta in Egitto dove i dalmati incontrarono tra gli altri la locale nazionale militare inglese e persero per 4-1. Nella seconda metà di maggio l’Hajduk giocò nell’attuale Israele, in Palestina, Siria e Libano. Vinse tutte le partite. A Beirut, il 27 maggio 1945, si chiuse la serie di partite giocate dal ricostituito Hajduk che in questi due anni si ritrovò a  rappresentare il nuovo stato jugoslavo. Nel riquadro a lato la lista di tutte le partite di questi due anni con i nomi originali delle squadre avversarie.
Sotto la guida del presidente Janko Rodin e dell’allenatore Ljubo Benčić giocarono Miljenko Krstulović, Hrvoje Čulić, Vlade Kaliterna, Jozo Matošić,  Slavko Luštica, Duško Bjelanović, Branko Bakotić, Veljko Subašić, Miljenko  Batinić, Frane Matošić, Ive Radovniković, Ivo Alujević, Petar Brkljača,  Bonaventura Parić, Ljubomir Kokeza, Ervin Katnić, Živko Drašković, Žarko  Zelić, Lujo Klemen, Tonči Radovniković, Vinko Jelaska, Žarko Rošić, Mario Krulz, Vojko Andrijašević.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 13 maggio 2006.

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