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Nell’ultima puntata abbiamo “lasciato”, l’Hajduk assoluto protagonista del campionato jugoslavo. Gli anni ‘70 e ‘80 sono stati anni pieni di successi sia in campionato che in coppa. Anche all’estero non mancarono gli ottimi risultati, senza dimenticare gli svariati nazionali cresciuti tra le file della squadra dalmata.
L’ultima puntata l’abbiamo conclusa con la fine dell’ex Jugoslavia. Nell’estata del 1991 l’Hajduk si piazzò al sesto posto, ma vinse la Coppa Jugoslavia dove prevalse contro la Stella Rossa di Belgrado grazie ad una rete di Alen Bokšić.
Insomma fu un Hajduk di primo piano che nelle proprie file poteva vantare parecchi giovani molto promettenti che negli anni a venire scrissero degli importanti capitoli sia a livello croato che a quello di nazionale. Basti vedere i protagonisti della vittoria nella Coppa Jugoslavia: giocarono Igor Štimac, Slaven Bilić, Alen Bokšić e Robert Jarni. In panchina c’era Stanko Poklepović che nel giro di due anni diventò, anche se per un breve periodo di tempo, selezionatore della nazionale croata.


Nell’estate del 1991 con i ben noti eventi bellici pure il mondo del calcio si fermò. Si disputarono diversi tornei, ma i presupposti per un vero e proprio campionato non c’erano proprio. La prima decisione che si prese nella Federcalcio croata fu di far uscire le squadra croate dai vari campionati della ormai ex Jugoslavia.
L’Hajduk così si trovò in una situazione poco invidiabile. Grazie alla vittoria nella Coppa ex jugoslava acquistò di diritto un posto nella Coppa della Coppe. Però a causa degli eventi bellici la preparazione lasciò eccome a desiderare, e parecchi giocatori, visto il clima di incertezza, decisero di lasciare la squadra. A settembre l’Hajduk così partecipò ai sedicesimi di finale contro i londinesi del Tottenham Hotspur rinforzato da diversi giocatori ormai stranieri come lo sloveno Boško Bošković e gli albanesi Edvard Abazi e Adrian Kozniku (poi nazionale croato), nonché il ceco Jiri Jeslinek. Oltre all’avversario difficile c’era pure la necessità imposta dall’UEFA di dover giocare all’estero cosicché l’Hajduk dovette recarsi a Linz in Austria. Gli spalatini prevalsero nella prima partita per 1-0, per poi perdere due settimane dopo per 2-0.
Uscita subito dalle coppe europee la squadra subì diversi cambiamenti: “di spicco” le partenze di Robert Jarni, Bošković e Jeslinek. Rimasero, comunque, vari giovani promettenti tipo Štimac, Slaven Bilić, ma pure altri nazionale futuri come Erceg, Rapaić, Andrijašević e Mornar. Nell’impossibilità di organizzare un vero e proprio campionato la Federcalcio optò per un torneo con le più forti squadre nazionali da disputarsi nelle regioni “più tranquille” da un punto di vista vellico,  ossia l’area di Varaždin e l’Istria. L’Hajduk insieme ad altre due squadre dalmate, Šibenik e GOŠK Jug di Dubrovnik (Ragusa) doveva partecipare al torneo. Se i ragusei si ritirarono subito le altre due squadre dettero forfait all’ultimo secondo per l’impossibilità di arrivare a Varaždin dove erano in programma i primi quatto turni. Persa questa possiblità l’Hajduk andò in Istria dove si aggregò alle squadre partecipanti al torneo organizzato in loco, disputando a dicembre una serie di partite amichevoli con ottimi risultati.
Con l’inizio del 1992 gli eventi bellici scemarono d’intensità e si crearono così i presupposti per organizzare il primo campionato croato. Pertanto il 28 febbraio 1992 dodici squadra dettero vita al campionato. L’Hajduk partì con i ruolo di favorito insieme all’eterna rivale zagabrese, la Dinamo, che in questa stagione si ritrovò a portere un nome fuori da ogni logica sportiva: HAŠK Građanski. Nel primo turno la compagine dalmata registrò subito la prima vittoria contro l’Istra di Pola per 3-1, grazie a una doppietta di Ardian Kozniku e una rete di Ivica Mornar. Che i favori del pronostico fossero legittimi lo si capì da subito. Si registrarono ben sei sucessi di fila. Tra cui contro il principale avversario, l’HAŠK Građanski, a Zagabria. Ebbe “carattere storico” la partita del terzo turno quando l’Hajduk vinse per 9-0 con i ragusani! I primi a fermare la striscia di vittorie degli spalatino furono i giocatori dell’Osijek che “agguantarono” un pareggio per 3-3 a pochi minuti dal fischio finale. Però la vera sopresa si ebbe il 31 marzo quando a Spalato s’impose l’Inker di Zaprešić per 2-0, la squadra che aveva vinto il torneo del 1991, “antipasto” del campionato. Il torneo però dopo proseguì senza sorprese e l’Hajduk lo vinse senza problemi e con tre punti di vantaggio dinanzi alla rivelazione del campionato, lo Zagreb. Alle fine i dalmati registrarono 16 vittorie su 22 partite e sole due sconfitte tra cui quella alla penultima giornata contro lo Zagreb. L’Hajduk ebbe il migliore attacco con 44 reti e il capocannoniere Ardian Kozniku con 12 reti.
Se in campionato fu un dominio la delusione nella prima Coppa Croazia arrivò subito. Parteciperano alla competizione solo sette squadre, ossia quelle qualificate per la fase finale della Coppa Jugoslavia. L’Hajduk uscì subito al primo turno, ossia ai quarti di finale, contro il Rijeka, “grazie” a due pareggi.

Campionati al cardiopalmo
Dopo il dominio nel primo campionato la doccia fredda arrivò al secondo torneo. Dopo un altro ottimo inizio segnato da cinque vittorie (sequela interrotta dall’Istra) i primi “scricchiolii” arrivarono dall’ottava giornata con la seconda sconfitta contro l’Osijek. Di lì in seguito la Dinamo, all’epoca Croatia, prese, giornata dopo giornata, un vantaggio sempre più grande, fino ad arrivare ai sette punti di differenza all’ultima giornata.
Nella stagione 1993/94 l’Hajduk vinse in un finale al cardiopalmo. I dalmati si ritrovarono con soli due punti di differenza rispetto al Croatia e allo Zagreb (la vittoria valeva due punti) all’ultima giornata. Infine tutti vinsero e l’Hajduk conquistò il suo secondo scudetto. Nella  stagione seguente ci fu il bis. Di nuovo i dalmati prevalsero con un solo punto di vantaggio contro il Croatia. Successo raggiunto e mantenuto a due giornate dalla fine vincendo per 3-1 contro gli zagabresi.
Nella stagione 1995/96 ci fu un nuovo finale al cardiopalmo con il Varteks di Varaždin in testa prima dell’ultima giornata con un punto di vantaggio rispetto all’Hajduk e al Croatia. I dalmati vinsero nello scontro diretto a Spalato per 1-0 contro il Varteks. Ma la vittoria parallela del Croatia diede lo scudetto numero due agli zagabresi.
Seguirono anni bui trascorsi su posizioni ben lontane dalla lotta per lo scudetto. Il colmo fu nella stagione 1996/97 quando il Croatia prevalse con ben 21 punti di vantaggio!
Nella stagione 1998/99 per la prima volta gli spalatini non furono tra le prima due squadre del campionato: finirono al terzo posto con ben 11 punti di distacco dal leader, il Croatia che vinse il campionato, superando il Rijeka di un punto all’ultima giornata in una situazione a dir poco dubbia.
Per il successivo scudetto gli spalatini dovranno aspettare la stagione 2000/01 quando in un nuovo finale sul filo del rasoio vinsero con un solo punto di vantaggio sulla Dinamo. La  stagione seguente i dalmati si piazzarono al secondo posto alle spalle dello Zagreb. Il tutto finì alla penultima giornata quando persero contro l’Hrvatski dragovoljac immischiato nella lotta per la non retrocedere.
Il nuovo scudetto arrivò nella stagione 2003/04 quando gli spalatini prevalsero con due punti di margine alle spese della Dinamo. Vincendo grazie al passo falso, ossia al pareggio degli zagabresi a tre giornate dal finale.
L’ultimo scudetto nella stagione 2004/05. Lotta a due contro la sorpresa Inter di Zaprešić vinta all’ultima giornata “grazie” al Rijeka che constrinse l’Inter al pareggio.
L’ultima stagione fu la più nera nella storia dei campionati croati. L’Hajduk all’ultimo secondo riuscì a raggiungere i play off per poi registrare il tracollo totale. Basti sottolineare che finì al quinto posto (il peggiore nella storia) con ben 36 punti di distacco dalla Dinamo, vincitrice del campionato.

Coppa nazionale: alterne vicende
La storia dell’Hajduk nella Coppa nazionale è fatta di alterne vicende. Fino ad oggi i dalmati hanno vinto per quattro volte e perso due finali. La media dice che ogni due anni circa sono in finale.
Dopo essere usciti a capo chino alla prima stagione, nella seconda coppa nazionale i dalmati arrivarono dritti al successo. La vittoria arrivò nella finale dove prevalsero nella prima partita per 4-1 contro la Dinamo, all’epoca Croatia e subirono una sconfitta di misura nel ritorno per 2-1. Però tutt’ora ci sono diversi dubbi sulla regolarità del torneo e in primo luogo sui sedicesimi di finale. Infatti il sorteggio volle una straccitadina tra l’Hajduk e lo Split. Nella sorpresa generale nella prima partita prevalse lo Split per 3-0! dominando il match. Al ritorno pur giocando praticamente con la stessa formazione l’Hajduk vinse per 4-0 e passò il turno. L’incontro finì nell’occhio del ciclone e parecchi parlarono di partita truccata. Anche oggi a parecchi anni di distanza quando si parla di regolarità dubbia il discorso cade su questa partita. Seguì una sequenza di vittore fino alla finalissima.
Nella stagione 1993/94 l’avventura dei dalmati finì ancora una volta a... Fiume. Di nuovo due pareggi, ora nelle semifinali, e l’uscita di scena.
Nel 1994/95 si ebbe il ritorno al successo finale: i dalmati di nuovo prevalsero contro il Croatia di Zagabria con una doppia vittoria. Il brivido si ebbe negli ottavi di finale quando gli spalatini superarono il turno contro il sorprendente Špansko di Zagabria grazie a una rete a tre minuti dal termine nella seconda partita (4-3).
Poi dopo un primo successo seguirono anni bui. Dopo aver vinto a fatica contro il Pomorac di Kostrena, arrivò la sconfitta ai rigori contro il Marsonia di Slavonski Brod. Nelle prossime stagioni l’Hajduk faticò non poco. Così si andò avanti fino alla stagione 1999/00. Di nuovo nella finale si ebbe il classico scontro tra la Dinamo di Zagabria e l’Hajduk. Dopo aver prevalso per 2-0 nella prima partita di Spalato, l’Hajduk controllò il ritorno anche se lo finì in dieci e perse per 1-0 con una rete all’ultimo secondo. Nella stagione successiva si ebbe nella finale la rivincita, stavolta con il successo della Dinamo, “grazie” alla vittoria conseguita al Poljud.
Nella stagione 2002/03 l’ultimo successo in Coppa. A “cadere” in finale ci fu il soprendente Uljanik di Pola che registrò una doppia sconfitta, ma che fu la prima squadra del campionato cadetto a disputare una finale.
L’ultima finale l’Hajduk la agguantò nella stagione 2004/05 dove a prevalere fu il Rijeka che vinse entrambe le partite.

Supercoppa: spalatini autentici dominatori
Nelle finali della supercoppa di Croazia l’Hajduk fu un autentico dominatore. Ben cinque i sucessi su otto finali disputate. Da sottolinerare che gli spalatini persero una sola finale. L’Hajduk prevalse nelle prima tre stagioni. Però furono successi sofferti. Il primo ai rigori contro l’Inker di Zaprešić. Nel 1992/93 vinse solo grazie alle reti in trasferta visto che le due finali contro il Croatia finirono in parità. Nel 1993/94 furono di nuovo necessari i rigori e di nuovo a cadere fu il Croatia di Zagabria. Dopo anni di successi doppi (campionato/coppa) della Dinamo nella stagione 2002/03 l’Hajduk perse l’unica finale, contro la Dinamo, per 4-1. Seguirono altre due finali e altrettante vittorie per 1-0 contro la Dinamo e il Rijeka (ai supplementari).

Coppe europee: andamento altalenante
L’andamento dei risultati nelle Coppe europee fu molto altalenante.  Grandi successi e tonfi clamorosi. Alla Coppa dei campioni, oggi Champions League, l’Hajduk partecipò per sei volte. Il maggiore successo, che è pure il maggiore del calcio croato, i dalmati lo conseguirono nella stagione 1994/95, quando persero ai quarti di finale contro l’Ajax di Amsterdam. Seguirono anni bui dove una sola volta l’Hajduk passò il primo turno.
Nella Coppa delle coppe, nella quale l’Hajduk esordì in campo europee, ci furono due presenze, ma senza passaggio di turno. Nella stagione 1993/94 ci fu la più grande sconfitta subita ad Amsterdam contro l’Ajax per 6-0!
Infine alla Coppa Uefa l’Hajduk ha partecipato per sette volte. I migliori risultati furono quelli della stagione 1996/97 quando i dalmati passarono i primi due turni e della stagione 2002/03 quando si arresero dopo tre turni alla Roma.

Nazionale sempre «ricca» di giocatori dalmati
L’Hajduk come sempre nella sua storia ha dato tantissimi nazionali. Così è stato ed è per la nazionale croata. Nel corso degli anni ci sono stati tanti campioni cresciuti o attualmente militanti nelle file nell’Hajduk che hanno indossato la maglia della nazionale. Tra gli altri sono da ricordare Robert Jarni (fino a pochi mesi fa era il giocatore con più presenze) con 81 presenze, Aljoša Asanović 62, Igor Tudor 55, Stipe Pletikosa 54, Igor Štimac 53, Milan Rapaić 47, Slaven Bilić 44, Alen Bokšić 40, Dario Srna 40 e tanti altri.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 14 ottobre 2006.

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