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Circa un anno fa abbiamo trattato la storia dello sport spalatino durante la seconda guerra mondiale e quasi tre anni fa ci siamo soffermati sulla storia dell’Hajduk calcio. Come è noto, durante il periodo “italiano” a Spalato, furono esercitate forti pressioni per far includere nei campionato italiani le varie squadre spalatine. Per comprendere quanti furono gli sforzi profusi basti leggere il San Marco, quotidiano di Zara trasferito nel 1941 a Spalato. Il 29 aprile 1941 venne pubblicata la notizia relativa alla volontà della Federcalcio italiana di includere la squadra dell’Hajduk nel campionato italiano di Prima divisione. Si faceva notare che c’era pure parecchio tempo a disposizione per organizzarsi a puntino visto che il campionato doveva iniziare appena ad agosto. Come si sa alla fine  non si riuscì a fare nulla: l’iniziativa naufragò miseramente.
In seguito, vista la ferrea resistenza opposta dalla dirigenza dell’Hajduk, come già evidenziato, venne fondata una nuova società calcistica nominata: A.C. Spalato. Il presidente regionale del CONI per la Dalmazia, il dottor Mastretti, aveva assicurato nel 1942 che alla compagine di Spalato era stato garantito un posto nel campionato italiano (senza però essere preciso sul livello di competizione). Alla fine, in primo luogo per le difficoltà di spostamento dalla Dalmazia, il progetto venne accantonato.
Ci è giunto di recente, grazie a Daniele Cacozza, il documento ufficiale della Federazione Italiana che attesta l’affiliazione dell’AC Spalato. Documento del Comunicato Ufficiale n. 38 del 22 luglio 1942. Come ci ha detto lo stesso Cacozza che ha controllato tutti i Comunicati della FIGC dell’epoca, l’AC Spalato risulta l’unica società dalmata affiliata alla Federazione italiana durante la guerra, oltre all’AC Dalmazia che peraltro non poteva disputare alcun campionato. Inoltre, è poco noto il fatto che il provvedimento di costituzione dell’AC Spalato fu ideato anche per impedire  che il trasferimento di giocatori dalmati alle squadre italiane fosse del tutto gratuito. Vincolando la nuova società al sistema delle “Liste di trasferimento” allora in uso in Italia, si destinava denaro sia al calcio spalatino sia alla FIGC, poiché ad ogni “compravendita” di giocatori era d’obbligo il versamento di una percentuale alla Federazione.
Stando ai documenti dell’epoca a trasferirsi in Italia fu un unico calciatore dalmata (giocatore dell’AC Spalato), il leggendario Frane Matošić. Infatti nell’estate del 1942 venne ingaggiato dal Bologna, con il quale disputò una stagione, 28 partite e 13 reti (miglior giocatore bolognese della stagione).  Il documento, Comunicato delle Presidenza Federale, n. 3, di questo trasferimento lo riportiamo a lato.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 13 marzo 2009.

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