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Pallamano. Dalmazia fucina di grandi campioni

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Lo scorso fine settimana si è conclusa la 25ª edizione dei campionati mondiali di pallamano. La Croazia ha conseguito un risultato tutto sommato discreto conquistando il quarto posto. Un risultato che, a dire il vero, ha deluso parecchi, in quanto gli ultimi incontri sono stati persi per un soffio, nelle battute finali. Il quarto posto forse può andar bene se si considera la situazione della squadra alla vigilia della manifestazione, ma di sicuro sta un po’ stretto guardando alla tradizione della pallamano nazionale e alle ottime prove fornite dai giocatori durante il mondiale. Infatti ormai da tanti anni i tifosi della Croazia sono abituati a vedere la nazionale ai vertici non soltanto europei, ma pure mondiali e olimpici. Tante le medaglie conquistate, poche le delusioni.

 

E in tutto questo qual è il ruolo della Dalmazia? Ormai da anni le colonne portanti della nazionale sono proprio i giocatori nati in Dalmazia, che però si sono affermati diventando dei campionissimi in altri lidi, nazionali e internazionali. Infatti sono pochi i successi delle società dalmata a livello nazionale e ancor di meno a quello internazionale.
Però facciamo un passo indietro. La pallamano al contrario di tanti altri sport di squadra, giocati con il pallone, è una disciplina molto giovane. Riesce a emergere appena dopo la fine dell’ultimo conflitto mondiale. Come nel resto del mondo, così pure nell’ex Jugoslavia, nel secondo dopoguerra cominciano a nascere le prime società di pallamano, prima in seno alle società polisportive e poi in maniera autonoma. Il primo campionato mondiale risale a dire il vero al 1938, però la manifestazione diventa tradizionale appena a partire dal 1954. Gli europei, quelli maschili, iniziano soltanto nel 1994, con la Croazia che conquista la medaglia di bronzo. E infine alle Olimpiadi, a parte la breve parentesi del 1936, la pallamano diventa una costante solamente a partire dal 1972 (uomini, Jugoslavia – medaglia d’oro!) e dal 1976 (donne).

La prima forte squadra
In Croazia a muovere i primi passi pionieristici in questo sport troviamo, inevitabilmente, una società di Spalato, l’attuale RK Split, che negli anni ha cambiato nome diverse volte. Fondato nel 1948, l’RK Split per anni è stata una delle migliori società della Croazia, senza emergere più di tanto a livello nazionale né croato né jugoslavo. Nel suo palmares può annoverare tre titoli di campione repubblicano, vinti nel 1963, nel 1971 e nel 1988. Pochi i campionati di Prima lega della Jugoslavia disputati. Un po’ meglio sta facendo adesso nella Lega croata. Nella prima stagione, quella del 1991/92, gli spalatini vinsero il campionato di Prima lega B, per poi fare una pessima figura nella Prima lega 1992/93, dove finirono all’ultimo posto con solo 3 pareggi/punti in 22 partire. Dopo due anni di purgatorio, l’RK Split vinse il campionato di Seconda lega nella stagione 1994/95 e tornò a gareggiare con le migliori squadre nazionali. Al ritorno finì a metà classifica. Però questo fu il preludio di due fantastiche stagioni, le migliori nella storia di questa società. Infatti nel campionato 1996/97 gli spalatini stavolta con il nome di Brodomerkur, conquistarono un fantastico secondo posto alla spalle degli zagabresi del Badel 1862. Nelle 22 gare di campionato furono ben 16 le vittorie, due i pareggi e quattro le sconfitte. Molto simile fu la stagione successiva. Infatti pure nel 1997/98 arrivò un secondo posto, frutto di 15 vittorie, due pareggi e cinque sconfitte, sempre alla spalle del Badel 1862. Dopo un’annata interlocutoria, nelle stagioni 1999/00 e 2000/01 i dalmati riuscirono a piazzarsi al terzo posto. Subito dopo il lento declino. Attualmente lo Split fa parte della Seconda lega della Croazia. A livello internazionale partecipa alla coppa EHF. In questa competizione, nella stagione 1997/98 riuscì ad arrivare alle semifinali dove fu battuto dal THW Kiel. Nel 1998/99 si arrese ai quarti di finale contro lo Sportclub di Magdeburgo. Poi nella stagione 2000/01 perse di nuovo ai quarti nel derby dalmata contro il Metković. Ultima passerella europea nella stagione 2001/02, quando uscì mestamente di scena, perdendo contro i danesi del GOG Gudme.

Le leggende della società
Tra le leggende della società sono da ricordare Petar Metličić, Ivano Balić, Drago Vuković, Ljubo Vukić, Jakov Gojun, Dalibor Anušić, Ivica Maraš, Ante Vukas, Stipe Mandalinić, Šime Ivić, Ivan Slišković, Nikola Blažičko, Dragan Jerković, Goran Bogunović, Jakov Vranković, Mario Cvitković e Josip Božić-Pavletić. Dal 1997 al 1999 vi ha giocato pure il portiere della nazionale, Tonči Peribonio, che ha indossato pure la casacca dello Zamet.

Metković, club formidabile
Anche se non è stata tra i pionieri di questo sport in Croazia, la società di Metković può essere tranquillamente considerata la più forte in Dalmazia. Venne fondata nel 1963. Dopo un inizio in sordina, i primi successi arrivarono sotto il nome di Mehanika negli anni ‘70. Nel 1978 arrivò pure la qualificazione al campionato nazionale, quello della Jugoslavia. Fu questo un risultato quasi scontato. Infatti da anni la squadra dalmata era di regola membro della Prima lega croata, con buoni risultati. In primis si basava su giocatori provenienti dal vivaio locale. Dopo le qualificazioni di Svetozarevo, si ritrovò a partecipare al campionato federale. Però si trattò di una presenza fugace, durata una sola stagione. Non ebbe né le possibilità economiche e neppure una palestra a disposizione per potere emergere. Seguirono anni passati in posizioni di secondo piano, in diversi campionati croati. Con l’avvento della Croazia indipendente arrivarono i maggiori successi. L’inizio degli anni ‘90 fu alquanto deludente; però nella seconda metà del decennio i dalmati cominciarono a dettare legge. Il primo successo di rilievo arrivò nella stagione 1996/97, quando la squadra conquistò il quarto posto e partecipò poi alla coppa europea, la EHF. Con la stagione 1997/98 ebbe inizio il periodo d’oro a livello nazionale. Dopo un quinto posto, il Metković divenne l’unica squadra capace di tenere testa al Badel 1862. Infatti a partire dalla stagione 1998/99, per ben sei anni di fila, i giocatori dalmati furono vicecampioni nazionali! Si trattò di risultati importanti, frutto di ottimi investimenti e dell’arrivo di giocatori straordinari, ma pure del rientro di campioni dalmati, che una volta tornati a Metković contribuirono a fare forte questa società. Bastano un paio di nomi, Slavko Goluža e Davor Dominiković, per capire quale fu l’importanza dei campionissimi... tornati alle origini. Nella stagione 1999/00 arrivò pure il più importante successo nella storia della società. Infatti i dalmati conquistarono la Coppa EHF, battendo in finale i tedeschi del Flensburg. A vincere il titolo furono Dragan Jerković, Goran Jerković, Nikša Kaleb, Mario Bjeliš, Slavko Goluža, Zdravko Medić, Ivica Obrvan (nelle vesti di giocatore e allenatore), Davor Dominiković, Dario Jagić, Gyorgy Zsigmond, Siniša Markota, Petar Metličić, Renato Sršen e Rolando Pušnik. Nella stagione successiva il Metković fece quasi il bis, ma perse in finale contro il Magdeburgo. Però nel 2001 conquistò la prima coppa nazionale. Successo bissato nel 2002. Nella stagione 2001/02 arrivò pure l’ottimo piazzamento nei quarti di finale della Coppa dei campioni e questo già alla prima partecipazione a questa competizione. La stagione 2001/02 fu proprio con i fiocchi. Infatti nell’estate del 2002 arrivò pure la vittoria nel campionato nazionale. Un sogno a lungo cullato, ma sempre mancato d’un pelo, dietro all’eterna rivale di Zagabria. Dopo la grande soddisfazione arrivò pure un’enorme delusione. Infatti l’ingaggio dell’ennesimo nazionale, Blaženko Lacković, divenne un caso, che si rivelò alla stregua di una matassa inestricabile. In seguito a svariate dispute amministrative, alla fine alla società di Metković venne depennato il titolo nazionale, per un errore di registrazione. E dopo iniziò lentamente la discesa. Certo ci fu ancora qualche buon successo in Prima lega e nella Coppa europea. Nacquero nuove stelle, tipo Ivano Balić. Ma poi, a partire dal 2005, ci fu l’inesorabile declino. La squadra cominciò a piazzarsi in posizioni di metà classifica; rischiò pure la retrocessione Si andò avanti così fino alla stagione 2009/10, quando i dalmati finirono relegati al nono posto. Non fu una retrocessione sulla carta, ma la malagestione e le difficoltà finanziarie portarono la società al fallimento.

Dal fallimento alla rinascita
Il Metković disputò ancora nella stagione 2010/11 la Quarta lega prima di chiudere definitivamente i battenti. Per capire quanto fu “fertile” il vivaio di questa squadra negli anni, basti far notare che a Metković sono cresciuti giocatori come Mario Bjeliš, Ilija Brozović, Ivan Čupić, Patrik Ćavar, Davor Dominiković, Slavko Goluža, Vladimir Jelčić, Dragan Jerković, Goran Jerković, Nikša Kaleb, Ivica Obrvan, Rolando Pušnik e Mate Šunjić. Qui si sono affermati tra gli altri Ivano Balić, Petar Metličić, Blaženko Lacković, Mario Kelentrić, i fiumani Valter Matošević e Renato Sulić, Gyorgy Zsigmond, Ivan Vukas, Nenad Kljaić, Željko Babić, Ivan Markovski, Marko Kopljar, ecc.
Parallelamente con il fallimento dell’ex Mehanika, ebbe inizia la rinascita con il Metković 1963. Si iniziò nel 2006 in Terza lega. Attualmente la squadra disputa la Seconda lega.

Il miracolo dello Zadar
Però pure altri centri dalmati si fecero notare negli anni. Così all’inizio degli anni ‘90 si giocava un’ottima pallamano a Zara. Gli inizi erano stati alquanto in sordina, in Seconda lega. Nella stagione 1992/93 gli zaratini si piazzarono al secondo posto nel girone meridionale, alle spalle del Rudar di Albona. Però tanto bastò per qualificarsi in Prima lega, dove nella stagione 1993/94 lo Zadar conquistò il nono posto, frutto di otto vittorie e un pareggio, nonché di 13 sconfitte. Poi disputò la lega per la salvezza e riuscì a evitare la retrocessione. Subito dopo arrivò l’annata d’oro. Infatti nella stagione 1994/95, nonostante i tanti problemi, il club con il nome di Zadar Gortan divenne vicecampione nazionale! Un successo tutt’altro che atteso. Gli zaratini si piazzarono alle spalle del Badel 1862, e in 22 gare vinsero 13 partite senza mai pareggiare. Disputarono così i play off per il titolo nazionale. Nella semifinale lo Zadar affrontò il Sisak in ben tre partite. Infatti perse prima a Sisak per 27-22 per poi vincere in casa di misura per 21-20. La terza decisiva partita finì in parità per 22-22. A decidere il vincitore furono i rigori. Il risultato fu di 7-3. Arrivò così la finalissima per il titolo. Sembrava una finale a senso unico, ma alla fine gli zaratini si rivelarono un avversario ostico. Persero la partita casalinga per 22-20 e poi a Zagabria furono sconfitti con un margine più ampio, 28-20. Grazie a questo successo nella stagione 1995/96 parteciparono alla Coppa EHF. Ottennero ottimi risultati, tanto che riuscirono a piazzarsi in semifinale. Qui persero contro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk; dapprima furono battuti in trasferta per 29-14 per poi vincere a casa per 20-17. Una vittoria di misura, non sufficiente per imporsi nel doppio confronto. Però a livello nazionale, nonostante i buoni successi europei, ebbe inizio il lento declino. Dopo un quarto posto nella stagione, 1995/96 arrivò il penultimo posto nel campionato 1996/97 con la conseguente retrocessione. Gli zaratini rimasero indi per anni nel limbo, rischiando più volte altre retrocessioni; ma visti gli svariati cambi nella geografia delle competizioni nazionali si salvarono. Nella stagione 2003/04 riuscirono a vincere il proprio campionato di Seconda lega e nelle qualificazioni per la Prima lega si piazzarono al terzo posto, quanto bastò per tornare nella Lega nazionale. Però nella stagione 2004/05 finirono ultimi e ritornarono tra i cadetti. Rivinsero il campionato di Serie B nella stagione 2007/08 però decisero di rimase comunque in Seconda lega. Seguirono anni di alti e bassi. Dopo la stagione 2010/11 lo Zadar cadde in Terza lega. Vince il campionato meridionale di Terza lega nella stagione 2012/13 e tornò in Seconda lega.

Le altre squadre?
Poche altre squadre dalmata sono riuscite a emergere a livello nazionale croato. Così registriamo il Solin nella stagione 1997/98, che però fu subito ultimo e dovette retrocedere. Ritornò di nuovo nell’olimpo nazionale per una sola stagione, nel 2005/06. Poi abbiamo il Trogir di Traù che fece la sua comparsa nella stagione 1998/99. Nella stagione 2011/12 fu la volta del Marina Kaštela di Castel Abbadessa (Kaštel Gomilica). Però al contrario delle altre squadre, questo club è rimasta fino ai giorni nostri in Prima lega. E nell’ultima stagione, la 2015/16 ha conquistato il suo migliore piazzamento, il quinto posto nella Lega 14, composta dalle squadre che non disputano il campionato regionale. Nella fase finale croata alla fine si è piazzato al decimo posto.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 4 febbraio 2017.

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