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Pallanuoto l’orgoglio della Dalmazia

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La Dalmazia è in primo luogo legata al mondo del calcio. Si tratta di un amore che viene da lontano, condizionato in primis dai successi dell’Hajduk. Però la passione per la squadra spalatina si è diffusa a macchia d’olio in tutta la regione, grazie agli exploit non solo a livello nazionale, ma pure internazionale del club. L’amore dei dalmati per il calcio è dunque di quelli che resistono a tutte le intemperie. Però esiste nella regione un altro sport che riesce a farsi valere. Uno sport che magari vive all’ombra del fratello maggiore, il calcio, ma che comunque riesce a fare breccia nel cuore dei dalmati. In tutti questi anni ha donato tanta gioia ai propri tifosi. Numerosi sono stati i successi e non solo a livello nazionale, ma pure su scala europea e mondiale. E poi non dimenticato il supporto offerto dai dalmati alla nazionale. Una selezione quest’ultima che riesce a ritagliarsi sempre un posto di spicco a livello europeo e anche mondiale. Parliamo naturalmente della pallanuoto. Uno sport nato quasi in parallelo con il calcio e che poi si è diffuso rapidamente in tutte le località affacciate al mare. All’inizio c’erano due forti squadre: lo Jug di Ragusa (Dubrovnik) e la Jadran di Spalato. Poi sono arrivate tante altre compagini che si sono fatte valere a livello nazionale come il Mornar e il POŠK di Spalato, il Sebenico, ma pure la piccola KPK di Curzola (Korčula), artefice anche di successi europei. Grandi le squadre della Dalmazia, ma inevitabilmente grandi pure i pallanotisti di questa regione che hanno sempre dato un grande contributo alla nazionale, prima a quella jugoslava e poi a quella della Croazia indipendente e sovrana.
A breve iniziano i campionati mondiali di Kazan in Russia. La Croazia aprirà con la partita contro il Canada il 27 luglio. Per la Croazia sarà la partecipazione numero 10 ai mondiali.
Fin dall’inizio questa manifestazione ha donato grandi soddisfazioni alla nazionale con la scacchiera, legata a doppio filo ai successi e molto spesso alle medaglie. Fino ad oggi il medagliere della Federnuoto croata conta un oro e tre bronzi.
Però vediamo qual è stato il contributo dei pallanotisti dalmati a questa manifestazione dal suo esordio, ossia dal 1973. Quali i successi, quali i risultati, quali le maggiori stelle.


La storia
La prima edizione si svolse a Belgrado e la Jugoslavia vinse la medaglia di bronzo. Seguì una disastrosa partecipazione ai mondiali del 1975 a Cali in Colombia, dove la Jugoslavia si piazzò solamente al 13.esimo posto. Nel 1978 si ritornò al bronzo. Fu un’edizione non disprezzabile, che vide la Jugoslavia guidata dall’allenatore Antun Petrić. Seguì un altro mondiale in sordina, quello del 1982 in Ecuador, chiuso al settimo posto. Però il ritorno in Europa portò il primo storico oro a un campionato mondiale. Infatti a Madrid, in Spagna, nel 1986 la Jugoslavia si laureò campione del mondo dopo una finale al cardiopalma, risolta appena dopo quattro tempi supplementari. In questa edizione la nazionale fu guidata da Ratko Rudić. In vasca scesero pure i croati: Perica Bukić, Veselin Đuho, Deni Lušić, Renco Posinković, Marinko Roje e Anto Vasović
Il bis cinque anni più tardi quando a difendere per i colori della Jugoslavia furono pure i pallanotisti croati: Mislav Bezmalinović, Perica Bukić, Vitomir Padovan, Renco Posinković, Dubravko Šimenc e Ante Vasović.
Arriviamo così all’indipendenza della Croazia e ai successi più recenti. La Croazia iniziò la sua avventura mondiale nel 1994 con un quarto posto in Italia. La nazionale con la scacchiera perse la semifinale contro i futuri campioni mondiali dell’Italia e poi alla fine fu sconfitta dalla Russia per 14-13 nella finale di consolazione per il terzo posto. Seguirono due mondiali entrambi da dimenticare. Nel 1998 in Australia e nel 2001 in Giappone arrivò solo un modestissimo ottavo posto. Decisamente troppo poco per una squadra con grandi ambizioni e tradizioni tutt’altri che disprezzabili. Seguì un altro deludente piazzamento, il nono posto nel 2003 in Spagna. Il ritorno ai livelli più consoni per una squadra che può fare affidamento sui campioni dalmati si ebbe solamente nel 2005 in Canada, quando la nazionale finì al quarto posto dopo la sconfitta ai supplementari contro la Grecia.
Però da quel momento in poi ci furono solo medaglie! Nel 2007 in Australia arrivò anche la prima medaglia di livello mondiale. E fu subito quella più splendida: un oro. Fu un susseguirsi di vittorie. Un po’ di brivido si ebbe, come era inevitabile, solo in finale dove la Croazia vinse contro gli ungheresi per 9-8 ai supplementari.
Nel 2009 a Roma ci fu un’altra medaglia. Stavolta arrivò il primo bronzo. Dopo i successi nei gironi e nei quarti di finale, la Croazia dovette arrendersi in semifinale alla Serbia, futuro campione mondiale, per 12-11. Però dopo si impose contro gli Stati Uniti per 8-6 nella finale di consolazione e vinse il bronzo.
Nel 2011 in Cina ci fu un altro bronzo. La squadra croata fu sconfitta in semifinale dall’Italia, futuro campione mondiale, per 9-8. Poi battè per 12-11 l’Ungheria nella disfida per il terzo posto.
Infine nell’ultima edizione, quella del 2013 di Spagna, arrivò l’ennesima medaglie, di nuovo di bronzo. E ancora una volta in semifinale la Croazia fu costretta ad arrendersi ai futuri campioni mondiali, l’Ungheria, per 11-10. Nella finale per il terzo posto comunque sconfisse per 10-8 l’Italia.

Le stelle dalmate
Damir Polić è stato uno dei più forti pallanotisti del POŠK di tutti i tempi. Nato a Spalato nel 1953, iniziò a giocare nel 1964, entrando in prima squadra nel 1968. Non ne uscì fino al 1985 quando andò all’estero, in Italia. Grande il suo contributo alla nazionale nelle prime edizioni dei mondiali. Esordì in nazionale proprio nel 1973, giusto in tempo per vincere la medaglia di bronzo alla prima edizione dei campionati mondiali. Partecipò indi ai mondiali del 1975 segnati dal falso caso doping che costrinse la nazionale a lottare per evitare l’ultimo posto. Come poi fece notare lo stesso Polić questo fu il periodo più triste della sua vita sportiva. Però in seguito, ai mondiali del 1978, vinse nuovamente la medaglia di bronzo. Chiuse la carriera in nazionale nel 1981 dopo ben 278 partite.
Boško Lozica fu una delle stelle del miracolo nazionale ed europeo del KPK di Curzola (Korčula). Nato nel 1952 a Curzola, dopo una lunga presenza sull’isola proseguì la carriera dapprima a Ragusa (Dubrovnik) con lo Jug e poi in giro per l’Europa. Nel triennio dal 1977 al 1979 fu proclamato miglior pallanotista dell’anno. Vinse le prime due medaglie di bronzo con la Jugoslavia. Viene ricordato come un grande marcatore.
Duško Savinović , nato a Ragusa (Dubrovnik) nel 1950 è stato uno dei giocatori più forte di tutti i tempi dello Jug. Giocò per la squadra ragusea tutta la sua carriera, dal 1962 fino al 1981, quando si ritirò dall’attività agonistica. Ma non uscì dal mondo della pallanuoto: allenò la sua squadra del cuore dal 1983 al 1989. Vinse la medaglia di bronzo nel 1973, quando la Jugoslavia si classificò al terzo posto ai mondiali. Furono ben 257 le sue presenze in nazionale.
Un altro giocatore rimasto sempre fedele allo Jug fu Luko Vezilić. Nato nel 1948, giocò dal 1968 al 1980. Fu un grande portiere. Nel 1978 e nel 1980 fu proclamato miglior portiere al mondo. Ai mondiali del 1978 conquistò la medaglia di bronzo.
Siniša Belamarić fu la stella del primo mondiale. A Belgrado, oltre a vincere la medaglia di bronzo, fu pure il miglior marcatore. Nato a Sebenico nel 1947, giocò nella squadra della propria città dal 1962 al 1970, per poi tornare in loco nel finale di carriera e disputare le stagioni tra il 1984 e 1985. Poi per una stagione fu pure allenatore della compagine di Sebenico. Vinse anche il bronzo nel 1978.
Anche se è nato a Foča, in Bosnia Erzegovina, nel 1960, Veselin Đuho è da considerarsi un vero dalmata. Rimase sempre legato alla sua Ragusa. Qui iniziò l’attività agonistica prima come nuotatore e poi come pallanotista. Giocò per quasi tutta la carriera, dal 1974 al 1989, allo Jug del quale fu pure l’allenatore dal 1997 al 2003 e poi negli ultimi anni. Portò la squadra a vincere parecchi trofei. Grandi i successi pure in nazionale. Fu uno dei giocatori che nel 1986 vinsero il primo oro con la Jugoslavia ai mondiali. Vinse pure due ori olimpici durante le sue 113 partite in nazionale. Come allenatore portò la Croazia juniores alla medaglia d’argento ai mondiali del 2001. Guidò pure la nazionale seniores dal 2002 al 2003. Per capire che vada considerato comunque un ragueseo doc, basti rilevare che la città di San Biagio lo ha proclamato miglior sportivo del 20.esimo secolo!
Tra i più “giovani” non possiamo non ricordare gli spalatini che hanno vinto almeno un oro mondiale: nel 1986 Deni Lušić; nel 1991 Mislav Bezmalinović; nel 2007 Teo Đogaš, Mile Smodlaka, Aljoša Kunac, Josip Pavić e Zdeslav Vrdoljak.
Tra i ragusei a vincere l’oro sono stati pure: nel 1986 Goran Sukno e Dragan Andrić, nel 2007 Miho Bošković, Pavo Marković, Maro Joković, Andro Bušlje e Frano Vićan.
Infine Sebenico può andare giustamente orgogliosa del suo più importante giocatore di tutti i tempi, Perica Bukić che ha vinto ben due campionati mondiali con la Jugoslavia, quelli del 1986 e 1991.

Allenatori da non scordare
Degli allenatori si parla di sicuro meno che dei giocatori, ma pure essi rivestono un ruolo di primo piano in questo sport. Come abbiamo già evidenziato, la medaglia del 1978 è targata pure Antun Petrić. Spalatino, nato nel 1931 raggiunse importanti traguardi in primis come allenatore in nazionale ma pure con il POŠK di Spalato.
E poi da quando la Croazia è diventata un Paese sovrano e indipendente tutti gli allenatori sono stati dalmati. Unico “esterno” Ratko Rudić. Il primo fu Duško Antunović di Curzola (Korčula): fu l’unico a non guidare la nazionale ai mondiali. Il suo successore alla guida della selezione croata fu lo spalatino Bruno Silić, che tenne in mano le redini della nazionale dal 1993 al 1998. Per lui un quarto e un nono posto. Ma pure prima con la Jugoslavia vinse l’oro juniores nel 1989. Dopo di lui arrivò Neven Kovačević, pure di Spalato che rimase in “sella” fino all’ottavo posto ai mondiali del 2001. Per lui ci fu pure un oro juniores nel 1997. Lo seguì il già menzionato Veselin Đuho. Dopo di lui arrivò alla guida della nazionale un’altro spalatino, Zoran Roje.
Spalatino sì di prigione, ma ormai fiumano d’adozione. Resse le sorti della nazionale dal 2003 al 2005. Per lui un nono e un quarto posto. E poi arrivò l’era degli allori a raffica, con
Ratko Rudić che ai mondiali conquistò un oro e due bronzi, Infine arriviamo a Ivica Tucak che è alla guida della nazionale dal 2012. Al suo attivo un bronzo agli ultimi mondiali del 2013 in Spagna. Nato a Sebenico nel 1970, ha guidato pure la nazionale juniores con Veselin Đuho, ma è stato a lungo pure vice di Ratko Rudić. Per lui come allenatore da ricordare pure l’oro mondiale juniores del 2009.
Non dobbiamo scordare però nemmeno un altro spalatino, Dragan Matutinović, che portò la nazionale spagnola all’argento nel 199: in finale la squadra iberica fu sconfitta proprio dalla Croazia. E poi Matutinović conquistò altre medaglie, sempre come allenatore della Spagna.

Un arbitro imbattibile
Raramente si parla degli arbitri. Però la Dalmazia ha dato i natali pure a grandi arbitri. Tra questi va ricordato Željko Klarić. Nato a Spalato nel 1946, divenne arbitro nel 1971 e dopo soli quattro anni anche arbitro internazione. Ruolo che mantenne fino al 2004. Partecipò a tutte le più importanti manifestazioni internazionali, dai mondiali alle Olimpiadi, passando per gli europei. Fu presente pure a manifestazioni internazionali extraeuropee, dalle Universiadi ai Giochi americani. Lunga la serie delle finali dirette da Klarić tra cui sei finali di Coppa dei Campioni, sei di Coppa delle Coppe, tre finali LEN e quattro di Supercoppa. Per capire quanto sia stato importante il suo contributo a questo sport a livello internazionale basti notare che nel 1998 e 1999 è stato proclamato miglior arbitro al mondo. E ai mondiali è stato presente in ben cinque edizioni: 1978, 1982, 1986, 1994 e 1998.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 15 giugno 2015.

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