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Scrivendo della storia di un determinato sport ci si imbatte sempre nella stessa domanda: ma quando è nata questa disciplina? Chi sono stati i primi a praticarla? Quali sono state le sue origini nella mia regione? Per tanti sport e in primo luogo per tantissimi club le risposte sono molto semplici. Però esistono alcuni sport dove a queste domande, alquanto semplici, è impossibile rispondere. Come verificare con esattezza da quanto tempo l’uomo pratica l’atletica leggera, o magari il nuoto, o si dedica alla ginnastica. È assolutamente impossibile farlo. Se si vuole risalire agli inizi di queste discipline si finisce con il perdersi nella notte dei tempi. Però esistono pure altre discipline sportive, oggi riconosciute come tali, per le quali è quasi impossibile datare le origini sia nel mondo che nella regione dalmata. Una di queste è di sicuro la boxe.
 
Il ruolo del porto
Anche se gli inizi non si possono definire con precisione, è innegabile che già negli anni Venti del secolo scorso la boxe stava ormai attecchendo sempre di più tra gli spalatini. Grazie all’ottima posizione strategica della città e allo sviluppo del suo porto, erano frequenti le visite di navi sia mercantili che militari, i cui equipaggi solevano praticare diverse discipline sportive. Questo aveva indubbiamente contribuito a far decollare numerosi sport nel capoluogo spalatino. E così inevitabilmente fu pure con il pugilato.
Negli anni Venti i tornei e i campionati di pugilato erano ormai diventati una regola e il numero dei praticanti era sempre maggiore. Così nel 1924 a Spalato si svolse il secondo campionato cittadino. I migliori pugili si dettero appuntamento il 1.mo settembre. La manifestazione, organizzata dalla sezione di pugilato dell’Hajduk, vide la partecipazione di sette pugili. Si affontarono i fratelli Srdelić, Ljubomir e Bruno, entrambi dell’Hajduk, nella categoria mosca. A imporsi fu il primo. Poi Bruno Kasum riuscì a battere Vicko Antunović; Eugen Chimelevski prevalse contro Rikard Nakić, mentre Vjekoslav Belas vinse già al primo round contro Ante Roje. Poi Smoje mise alle corde Belas, il cui allenatore fu costretto a gettare la spugna. Seguirono la vittoria di Chimelevski contro Kasum e quella di Petar Raić contro Ive Novaković.
Infine furono proclamati campioni cittadini altri due pugili, quello dell’Hajduk Pavao Krstulović tra i welter e Milivoj Falović, senza squadra, tra i massimi. Solamente proclamati, in quanto non ebbero avversari.
 
Juraj Georg Modrić
Nel 1926 a Spalato venne il campione assoluto di Nuova Zelanda e Australia, Juraj Georg Modrić, i cui genitori erano originari dell’isola di Lesina (Hvar). Il pugile venne a Spalato per fare visita alla mamma che versava in gravi condizioni di salute. “L’occasione” fu però presa al volo dai migliori pugili spalatini che approfittarono della presenza del campione dell’Oceania in città per tentare di organizzare degli allenamenti, ma pure qualche incontro ufficiale. E così il 17 ottobre si ebbero diversi match sul campo del Borac calcio. Prima dell’incontro clou della manifestazione Bruno Kasum sconfisse Ante Smoje, mentre Krunoslav Tomić-Kukež prevalse su Petar Raić. Seguì l’incontro principale nel quale Juraj Georg Modrić s’impose senza soverchi problemi contro il campione cittadino Milivoj Falović. Il 5 dicembre ebbe luogo un nuovo incontro tra i più forti pugili cittadini della categoria dei pesi massimi, ossia Krunoslav Tomić-Kukež e Milivoj Falović. Vinse Tomić-Kukež che così divenne il nuovo campione cittadino.
 
Incontri emozionanti
Nel 1927 si ebbe un’impennata delle attività pugilistiche a Spalato, pure di respiro internazionale. Infatti un numero sempre maggiore di pugili stranieri arrivava nel capoluogo spalatino, per cui una simile situazione favoriva l’organizzazione di incontri interessanti ed emozionanti. Il primo del genere si ebbe il 21 agosto quando il campione cittadino Krunoslav Tomić-Kukež affrontò il marinaio e pugile americano Hudson, campione delle flotte americane in Europa. Come scrissero i giornali dell’epoca, l’incontro fu molto aperto, ma con il pugile locale che appariva decisamente più forte. Quale fosse la sua potenza lo si vide chiaramente nel terzo round, quando l’allenatore del pugile americano decise di gettare la spugna e interrompere l’incontro che si stava mettendo decisamente male per il suo pupillo.
Il bis ebbe luogo l’11 settembre quando sul campo dell’Hajduk (sì, proprio quello calcistico, come si usava all’epoca), davanti a ben 2.000 spettatori, Krunoslav Tomić-Kukež incrociò i guantoni con il campione russo Eugen Davidov. Fu un incontro molto aperto; si concluse ai punti dopo ben sei round con la vittoria del pugile locale. Da notare che l’arbitro principale dell’incontro fu Mario Calebotta.
 
Krunoslav Tomić-Kukež
Una nuova avvincente giornata di pugilato si ebbe il 25 settembre con ben quattro incontri di rilievo. Dapprima nella categoria mosca Stjepan Erceg vinse contro Zvonko Peterlin. Nella categoria pesi leggeri esordì il futuro grande pugile spalatino Ivo Fabris, che sconfisse senza troppi problemi l’avversario di Osijek, Erdelja. Infine nella categoria dei pesi medi, Mario Matulić s’impose contro Ivo Jurić. E così si arrivò all’incontro principale, quello dell’ormai incontrastata stella cittadina, Krunoslav Tomić-Kukež, contro il campione australiano Juraj Georg Modrić. Fu un match molto aperto, dall’esito estremamente incerto, anche se con un leggera prevalenza dell’australiano. Il tutto finì al settimo round per un infortunio al dito del campione cittadino.
Krunoslav Tomić-Kukež si rimise presto in forma e a ottobre disputò altri due incontri. Prima quello della rivincita contro il campione russo Davidov, nel quale s’impose ancora una volta contro l’ormai tradizionale avversario. Poi il 30 ottobre affrontò il campione della Bosnia ed Erzegovina, Božidar Lukić. L’ultimo incontro dell’anno il campione cittadino lo ebbe il 20 novembre contro Milivoj Falović. Pure questa volta Falović si dovette arrendere. Alzò bandiera bianca dopo sei round. Tutti questi incontri furono preceduti da diversi match nelle categorie “più leggere” e si rivelarono delle vere e proprie manifestazioni in grado di attirare tantissimi spettatori.
 
Un gioco al massacro
Poche furono le segnalazioni per il 1928; l’avvenimento principale fu l’incontro clou del campione australiano Juraj Georg Modrić, oramai da anni in Dalmazia, dove soggiornava soprattutto sull’isola di Lesina (Hvar). Infatti a fine anno a Parigi il pugile giunto dall’altro capo del mondo affrontò il campione jugoslavo Dušan Poluga. Anche se il match era stato stabilito sui 10 round, finì ben presto. Già al terzo round l’arbitro decise d’interrompere il confronto in quanto era palese che Modrić fosse troppo forte per l’avversario ed era il caso di evitare un gioco al massacro.
Nel 1929 la sezione pugilistica dell’Hajduk divenne ancora più importante. Infatti la scuola era diretta da Juraj Georg Modrić; tra gli allenatori c’era pure Krunoslav Tomić-Kukež. In altre parole il massimo che poteva offrire il mondo del pugilato dalmata all’epoca. Fu proprio grazie a Modrić, che Tomić-Kukež potè disputare il suo primo incontro all’estero. Questo accadde al torneo internazionale di Imola nel marzo del 1929. Il pugile spalatino affrontò il campione francese Jimmy Erik. Il campione dalmata apparve nettamente migliore dell’avversario, però alla fine purtroppo fu squalificato per un pugno irregolare.
 
E l’arbitro se ne va...
Nell’estate del 1929 a Spalato furono organizzati numerosi tornei e incontri vari. Il tutto fu fatto dall’Hajduk, i cui campioni affrontarono i più forti pugili locali e internazionali. Originale fu un incontro del solito Tomić-Kukež contro il pugile italiano Campio. Il match, arbitrato da Calebotta, arrivò al nono round. E qui successe un fatto molto raro. Infatti lo spalatino colpì in maniera irregolare l’italiano. La sua squalifica a quel punto era scontata, un atto dovuto. Ma non la pensò così l’arbitro. Invece di attenersi al regolmento e squalificare Tomić-Kukež, preferì abbandonare il ring.
A fine anno l’Hajduk affrontò la squadra della marina militare inglese, inanellando una serie di successi.
Il 1930 fu ancora nel segno di Krunoslav Tomić-Kukež e del sempre più forte Ivo Fabris. Si decise così di far incrociare loro i guantoni il 27 luglio davanti a uno stadio dell’Hajduk stracolmo di spettatori. Un po’ a sorpresa, dopo sei round, l’incontro finì senza un vincitore. Per Tomić-Kukež seguirono altri incontri a Spalato, ma pure in trasferta, come quello a fine anno contro Giula Bolwaryj a Osijek.
 
Match in notturna
Per dimostrare quanto il pugilato a Spalato fosse ormai diventato interessante e attraente per il vasto pubblico, basti rilevare il dato che il 30 agosto del 1931 si arrivò a organizzare il primo incontro in notturna, sotto la luce dei riflettori, allo stadio dell’Hajduk. Fu una notte molto importante per il mondo del pugilato di Spalato: infatti arrivarono forti avversari da Ragusa (Dubrovnik), Zagabria, Varaždin, Niš e Traù (Trogir). Agli incontri assistirono ben 2.000 spettatori. E i match furono numerosi. Nella categoria dei pesi leggeri Ivo Pisac vinse contro Maro Kamović. Tra i welter Frano Čić prevalse su M. Kobazin. Poi tra i pesi medi Stevan Jakšić s’impose per KO tecnico Kruno Mekić. E così si arrivò all’incontro più atteso, quello tra il campione cittadino Krunoslav Tomić-Kukež e Zoran Vuković. Prevalse nettamente Tomić-Kukež nonostante la marcata differenza di peso. Infatti il campione di Niš aveva 94 kg contro i soli 84 kg di Tomić-Kukež.
 
Incontri al cinema Karaman
Una delle ultime manifestazioni organizzate dalla sezione pugilistica dell’Hajduk fu quella del 13 dicembre del 1931 al cinema Karaman di Spalato. Si trattò di ottimi incontri. Tra i welter Miro Cepernić sconfisse I. Čižmešija. Nei pesi medi finì in parità l’incontro tra A. Švajkofer e Zvonko Peterlin. Tra i leggeri pure nessun vincitore tra Jakov Pivić e Ivo Pisac, come pure nei pesi medi tra Kruno Mekić e Stevan Jakšić. E così si arrivò all’incontro più importante della serata, quella tra i pesi massimi Heinrich Stein e Krunoslav Tomić-Kukež. Il tutto finì ancora una volta senza problemi per il campione spalatino, che questa volta s’impose dopo cinque round grazie a un KO.
Anche se sembrava che fosse giunto al suo apice, il mondo del pugilato dopo la fine del 1931 si ritrovò a vivere un forte periodo di crisi. Infatti a chiudere i battenti fu l’Hajduk. Così i migliori pugili si ritrovarono costretti a cambiare aria e persino a emigrare. In primis il grande pugile e allenatore Juraj Georg Modrić incominciò a viaggiare e ad avere importanti incontri nelle varie città della Jugoslavia e pure all’estero. Tra i vari match da registrare quello del 17 giugno del 1933, quando a Zagabria affrontò il forte pugile americano Jimmy Lyggett. Davanti a ben 4.000 spettatori e dopo ben 10 round l’incontro si concluse in parità.
 
Vinko Jakaša
Nel frattempo si stava facendo le ossa un altro forte pugile spalatino, Vinko Jakaša. La sua fortuna fu quella di crescere negli Stati Uniti, dove ebbe tanti incontri di rilievo, con numerose vittorie. Per capire quanto fosse forte e rispettato, basti il dato che gli fu pure offerta la cittadinanza americana. Però Jakaša decise di tornare a Spalato e nel 1933 fu una delle stelle alla notte pugilistica organizzata sul campo dell’Hajduk il 3 agosto 1933.
Il tutto iniziò alle ore 21 sotto la luce dei riflettori, con ben 2.500 spettatori accorsi allo stadio. Il primo match fu quello tra Ante Poljičak e Dar Jull, che si concluse senza vincitori. Poi Paško Smoje s’impose contro Jordan Reić, mentre lo zagabrese Miloš Barač sconfisse il pugile di Bjelovar, I.Čižmešija. Il campione di Traù (Trogir), Kruno Mekić, vinse invece contro lo spalatino Stjepan Bulić, grazie a un KO nel secondo round.
Seguì un match tra i marinai inglesi Roy Graham e Jan Steed. Fu un incontro di esibizione, circoscritto a due round di tre minuti, in sostituzione dell’atteso match nel quale avrebbe dovuto dimostrare la sua forza Ivo Fabris. Questi ebbe il divieto di partecipazione da parte della sua società, il Gusar. Infatti Fabris era pure un ottimo rematore.
Così si arrivò all’incontro più atteso, quello tra l’ex campione di Nuova Zelanda e Australia, Juraj Georg Modrić, e il campione cresciuto negli Stati Uniti d’America, Vinko Jakaša. Fu un incontro apertissimo in tutti e i 10 round. Alla fine fu proclamato vincitore Juraj Georg Modrić. Per comprendere appieno quale fu il livello di questa serie d’incontri, basti dire che furono arbitrati dagli inglesi Roy Graham e Vek Shattock.
Seguirono poi anni di alti e bassi fino allo scoppio del Secondo conflitto mondiale, che per un attimo fece cadere anche la boxe nel dimenticatoio. (2 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 13 gennaio 2018.
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