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Scrivendo della storia di un determinato sport ci si imbatte sempre nella stessa domanda: ma quando è nata questa disciplina? Chi sono stati i primi a praticarla? Quali sono state le sue origini nella mia regione? Per tanti sport e in primo luogo per tantissimi club le risposte sono molto semplici. Però esistono alcuni sport dove a queste domande, alquanto semplici, è impossibile rispondere. Come verificare con esattezza da quanto tempo l’uomo pratica l’atletica leggera, o magari il nuoto, o si dedica alla ginnastica. È assolutamente impossibile farlo. Se si vuole risalire agli inizi di queste discipline si finisce con il perdersi nella notte dei tempi. Però esistono pure altre discipline sportive, oggi riconosciute come tali, per le quali è quasi impossibile datare le origini sia nel mondo che nella regione dalmata. Una di queste è di sicuro la boxe.
 
Deludenti gli anni Trenta
Negli anni Trenta l’attività pugilistica a Spalato si stava ormai gradualmente riducendo. Il grande interesse degli anni precedenti stava venendo meno, per cui gli incontri e le manifestazioni di ampio respiro nel capoluogo dalmata e nei suoi dintorni erano sempre più rare. Così nel 1934 furono soltanto due le manifestazioni di rilievo. La prima fu organizzata nel ristorante Ivanišević alle Firule. Vi presero parte quattro pugili: Branko Barač, Paško Smoje e Bruno Kasum di Spalato, nonché l’austriaco Hans Stoltzer. Gli spettatori poterono ammirare incontri di ottimo livello, combattuti fino alla fine. Nel primo match, Branko Barač vinse soltanto ai punti contro Paško Smoje. Nel secondo incontro Hans Stoltzer prevalse grazie a un KO al terzo round contro Bruno Kasum.
La seconda manifestazione di rilievo si svolse nell’ex stadio dell’Hajduk il 9 settembre. Ci furono tre incontri. Nel primo Tonko Rosandić s’impose contro Bruno Kasum, mentre nel secondo Branko Barač prevalse ai punti contro il famoso Kruno Mekić. E così si arrivò all’incontro principale della serata tra i più forti pugili dell’epoca: Juraj Georg Modrić e Milivoj Falović. Fu un match molto aperto, combattutissimo, che vide alla fine la vittoria dell’ex campione dell’Australia.
Tutto sommato il 1934 fu un anno molto povero di pugilato per un pubblico, come quello spalatino, abituato a vedere incontri importanti. Purtroppo negli anni successivi le cose andarono anche peggio. Nel 1935 e 1936 praticamente non ci furono incontri. La seguente importante manifestazione a Spalato si ebbe appena il 6 agosto del 1937. Il tutto fu organizzato sulla terrazza del cinema Tesla davanti a 400 spettatori. A incrociare i guantoni furono ben otto pugili. Nel primo incontro Vinko Pivalica di Spalato vinse contro il pugile di Traù (Trogir) Mario Rebić. Nel secontro incontro il belgradese Milutin Marković prevalse sullo spalatino Stanko Zaratin. Seguì il match tra due pugili locali Ante Garić e Jendo Doležal. Il combattimento finì in maniera del tutto negativa con la rinuncia di Garić. E così si arrivò all’incontro chiave della serata, quello tra Tonko Rosandić e Frano Buškarjol. Doveva essere un match a senso unico con Rosandić grande favorito, vista la sua grande esperienza. Però Buškarjol, pugile dell’isola di Lissa (Vis), sorprese l’avversario più blasonato subito al primo round. Infatti partì immediatamente in maniera aggressiva, con colpi diretti. Ben presto Tonko Rosandić finì sul tappeto. L’arbitro, l’esperto pugile Kruno Mekić, cominciò a contare. Tra la sorpresa generale arrivò fino a dieci e Frano Buškarjol fu dichiarato vincitore!
Il 1938 passò quasi senza nessuna notizia dal mondo del pugilato locale. Soltanto a dicembre l’associazione sportiva “Majstori s mora” decise di aprire una sezione pugilistica. Di questa nuova società diventarono membri i più importanti pugili locali, tra cui Frano Buškarjol e Kruno Mekić. E proprio loro due nell’aprile del 1939 presero parte ai campionati nazionali a Zagabria. Buškarjol, tra i welter, però si dovette arrendere subito a causa di una malattia. Kruno Mekić, che partecipò ai combattimenti nella categoria dei mediomassimi, iniziò con una vittoria contro il pugile zagabrese Zlatko Majcen. Così arrivò in finale, dove si ritrovò ad affrontare un altro pugile locale, Ivan Hladni della Herkules. Fu un incontro molto teso, dall’esito incerto fino all’ultimo. Alla fine ai punti vinse lo zagabrese tra le proteste del pubblico nell’ambito del quale c’erano tantissimi dalmati.
Poco dopo arrivò un grande successo... africano. Infatti Krunoslav Tomić-Kukeža vinse i campionati d’Algeria e poco dopo partecipò a quelli dell’Africa settentrionale. E li vinse, incasellando così un successo del tutto insperato, in terra africana, per un pugile spalatino.
Nel 1940 fu la Società dei lavoratori, l’RSK Split, a fondare una propria sezione pugilistica. Tra coloro che si ritrovarono ad avere un ruolo guida in questa sezione ci fu il famoso pugile Ivo Fabris. L’interesse fu subito notevole: arrivarono tanti pugili che furono allenati dall’allenatore zagabrese Pino Bulić, che in precedenza aveva guidato il Croatia di Zagabria. Però di lì a poco i venti di guerra cominciarono a soffiare pure dalle parti di Spalato. Inoltre il capoluogo dalmata divenne pure parte integrante del Regno d’Italia. La situazione cambiò repentinamente e le attività pugilistiche cessarono quasi del tutto.
Finiva così praticamente il periodo d’oro, quello iniziale del pugilato spalatino e pure dalmata. Un periodo che aveva visto le prodezze di tre grandi campioni: Vinko Jakaša, Juraj Georg Modrić e Krunoslav Tomić-Kukeža. Pugili forti, capaci di farsi valere non soltanto nell’ambito della regione dalmata, ma pure a livello internazionale. Non bisogna nemmeno dimenticare il forte segno lasciato nel corso degli anni da Mario Calebotta, Milivoj Falović e Ivo Fabris prima e Frano Buškarjol poi. E dopo la Seconda guerra mondiale? Purtroppo per gli appassionati di pugilato in Dalmazia ci fu ben poco d’interessante. L’entusiasmo degli sportivi si diresse verso altre discipline, per cui il pugilato non tornò più ai fulgori registrati prima della guerra. Ci furono comunque pur sempre delle società sportive e qualche campione. Pure oggi esistono svariate società pugilistiche a Spalato, ma il mondo del pugilato oggigiorno è del tutto diverso e ben lontano da quelli che erano gli standard ancora nel periodo jugoslavo. Si va avanti a tentoni: si stenta a rifondare realmente questo sport, perché è di questo che avrebbe davvero bisogno. Ormai a livello amatoriale le attività si sono ridotte di parecchio. Quei pochi pugili che riescono a emergere, tentano quanto prima di intraprendere la carriera professionistica, in primis all’estero. Pochi sono quelli che riescono a spuntarla a livello intenazionale e fra questi sono pochissimi quelli provenienti dalla Dalmazia. (3 e fine)
 
Mate Parlov Un campione nativo di Spalato
Se oggi domandate a chiunque quale sia stato il più forte pugile nato a Spalato molto probabilmente la stragrande maggioranza non saprà menzionare nessuno. O qualcuno si ricorderà dei campioni dei tempi andati, quelli del periodo antecedente al 1940. Però colui che viene oggi ricordato come il più forte pugile della Croazia e non solo, è nato proprio a Spalato. Si tratta di Mate Parlov! Ebbene sì, anche se oggi viene ricordato come un pugile polese o meglio di Fasana, ebbe i natali nel capoluogo dalmata il 16 novembre del 1948. Rimase però a Spalato soltanto fino all’età di dodici anni, ossia fino a quando la famiglia si trasferì a Pola. E fu proprio qui nel 1964 che Parlov scoprì il mondo del pugilato. Nel novembre del 1964 entrò nella palestra della società pugilistica locale, il BK Pula. Fu molto fortunato perché ad allenarlo furono due grandissimi allenatori, Aldo Banovac prima e Aldo Buršić poi. Il primo vero match arrivò durante l’incontro tra la sua società e lo Slavija di Banja Luka. E fu subito una vittoria nella categoria dei pesi medi. I suoi progressi furono incredibilmente rapidi. Era nato per questo sport e così subito nel 1968 partecipò alle Olimpiadi del Messico nella sua categoria, quella dei pesi medi. Arrivò ai quarti di finale dove fu sconfitto dall’inglese Chris Finnegan, futura medaglia d’oro. Parlov non si perse d’animo, non s’arrese e cominciò a inanellare successi importanti. Così nel 1969, passato nella categoria dei mediomassimi, partecipò ai campionato europei di Bucarest. Arrivò in finale però alla fine fu sconfitto. Conquistò comunque la sua prima medaglia europea, quella d’argento. Tornò agli Europei nel 1971 a Madrid dove vinse il suo primo titolo continentale. Il bis due anni dopo a Belgrado, nel 1973.
Nel mezzo la partecipazione alla sua seconda Olimpiade, quelle di Monaco di Baviera. Il primo avversario fu Nouredine Aman Hassan del Ciad mandato KO al secondo round. Risultato identico nel secondo incontro contro l’ungherese Imre Toth. Nei quarti di finale il pugile nativo di Spalato doveva affrontare l’argentino Migulel Angel Cuello, che però non si presentò sul ring. Poi in semifinale arrivò la vittoria contro il polacco Janusz Gortat. E così Parlov giunse alla sua finale olimpica. L’avversario era il temuto cubano Gilberto Carrillo. Fu un incontro drammatico e molto teso, che alla fine vide vincitore Parlov per KO tecnico al secondo round. Questa medaglia d’oro fu dopo festeggiata alla grande nella sua Pola, dove fu accolto al ritorno all’Arena ben 15mila fan.
 
Battuto Domenico Adinolfi
Dopo le Olimpiadi seguì il titolo europeo a Belgrado; in seguito nel 1974 arrivò il suo primo campionato mondiale. Si svolse a Cuba, all’Avana. Arrivò oltreoceano come uno dei grandi favoriti. Dopo una facile vittoria al primo turno, per uno strano caso del destino al secondo turno incontrò di nuovo il temutissimo pugile locale Gilberto Carrillo, proprio quello della finale olimpica. A tifare per il pugile locale ci furono ben 14mila spettatori. Il match partì male per Parlov che finì sul tappeto per due volte nel primo round. Il campione nativo di Spalato però si rimise in carreggiata e alla fine riuscì a prevalere. Poi arrivò in finale dove s’impose contro Kortotajev, diventando così per la prima volta campione mondiale. Però oltre ai successi internazionali bisogna ricordare la sua carriera nazionale. Dal 1967 al 1974 si laureò per ben otto volte campione nazionale. Dal 1970 al 1974 fu per ben cinque volte campione dei Balcani. Difese i colori della Jugoslavia 18 volte, vincendo ben 17 incontri. Tra i dilettanti si ritrovò a combattere in ben 310 incontri vincendone 291; tredici furono le sconfitte e sei i pareggi.
Seguì, com’era del resto inevitabile, una carriera a livello professionistico. Il tutto ebbe inizio nel 1975 ad Abbazia dove il 31 maggio affrontò l’italiano Lazzari. Vinse dopo tre round per KO davanti a ben tremila spettatori. Nel 1976, per l’esattezza il 10 luglio, a Belgrado combattè per il titolo di campione europeo contro il detentore del titolo stesso, l’italiano Domenico Adinolfi. Fu un incontro molto teso che durò ben 11 round. Alla fine per KO tecnico vinse Parlov, che così si laureò campione europeo tra i professionisti. A incitarlo furono ben 30mila spettatori! Il campione di casa nostra poi difese il titolo per altre tre volte e uscì sempre vincitore.
 
La scalata al titolo mondiale
Il gradino successivo era inevitabilmente quello della scalata al titolo mondiale. La grande occasione arrivò nel 1978. Il 7 gennaio a Milano affrontò per il titolo mondiale della WBC l’argentino Migulel Cuello. L’incontro durò ben nove round e alla fine Parlov conquistò il titolo mondiale! Fu il primo pugile della Jugoslavia a riuscire in quest’impresa. 
Però la gioia durò ben poco. Alle fine dell’anno, il 2 dicembre, affrontò a Marsala, in Italia, l’americano Marvin Johnson. Perse per KO tecnico al decimo round. Tornò dopo ancora quattro volte sul ring. Vinse contro Joe Maye e Tony Mundine. Negli ultimi due match contro Marvin Camel a Spalato pareggiò e poi perse a Las Vegas il suo ultimo incontro, il 31 marzo del 1980.
In tutto per Parlov ci furono 29 incontri tra i professionisti. Le vittorie furono 24, tre le sconfitte e due i pareggi.
Diversi i titoli pure fuori dal ring. Nel 1971, nel 1972 e nel 1974 fu proclamato sportivo dell’anno in Jugoslavia dalle Sportske Novosti. Fu sportivo dell’anno in Croazia nel 1971, nel 1972 e nel 1973. Infine la TV pubblica croata nel 2000 lo proclamò sportivo del secolo.
Finita la carriera agonistica fu per qualche anno allenatore. Nel 1984 fu il selezionatore della Jugoslavia per le Olimpiadi di Los Angeles, le migliori nella storia, che portarono alla conquista di una medaglia d’oro, di una d’argento e di due di bronzo. Poi Parlov si ritirò dal mondo del pugilato. Morì il 29 luglio 2008 a 59 anni. Per capire quanto sia stato importante il suo ruolo a Pola, basti dire che gli è stato intestato il palasport locale.
 
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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 3 febbraio 2018.
 
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