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Veljko Rogošić: il re delle maratone, l’uomo delle imprese impossibili

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Vi ricordate la pubblicità per la bibita Pipi? Sono passati tantissimi anni però qualcuno rammenterà un nuotatore che arrivava fino al margine della piscina, diceva qualche parola e beveva la Pipi. Sapete chi era? Era Veljko Rogošić, uno dei più grandi nuotatori croati di tutti i tempi. Un nuotatore che ha stabilito un numero impressionante di record, ha conquistato innumerevoli titoli nazionali, ha portato a compimento imprese impossibili. Uno che difficilmente potrà essere emulato a breve: sarà tutt’altro che agevole eguagliare le sue imprese. Non perché ciò sia impossibile, ma perché le sue sono state imprese di altri tempi e il mondo del nuoto odierno è del tutto diverso, incomparabile.
Ricordiamo la figura di questo grande nuotatore, visto che è scomparso lo scorso 7 agosto dopo lunga e grave malattia all’ospedale di Spalato all’eta di 71 anni. Vediamo di ripercorrere la sua straordinaria carriera.


CASTEL VITTURI Veljko Rogošić nacque il 21 luglio 1941 a Castel Vitturi (Kaštel Lukšić), vicino a Spalato, in una famiglia di agricoltori. Si avvicinò al mondo del nuoto agonistico nel 1959. Diventa infatti membro della Jadran di Spalato. Qui rimase per 14 anni e scrisse le pagine d’oro di questa società. Nel corso degli anni fu protagonista assoluto in questo sport, in primo luogo nello stile libero e nel delfino con puntate in quello misto.
LE CIFRE SONO ELOQUENTI Le cifre parlano chiaro. Già il primo anno a Borovo si laureò campione nazionale, con tanto di record nazionale nei 400 metri stile libero. Fu l’inizio di una carriera che non conobbe barriere e avversari a livello nazionale. Meno felice fu la sua carriera, almeno quella in piscina, a livello internazionale. Dopo gli assoluti di Borovo seguirono tanti record a vittorie a livello nazionale. In totale nella sua carriera si laureò per ben 142 volte campione nazionale nei 200, 400 e 1500 metri stile libero, 200 e 400 metri stile misto, e 200 metri stile delfino e infine nelle varie staffette.
RECORD Battè per ben 51 volte i record nazionali nelle varie discipline e tutto questo da singolo, senza contare le staffette. Per 15 anni fu capitano della nazionale della Jugoslavia di nuoto, per la quale gareggiò ben 203 volte. Come evidenziato, la sua carriera internazionale non fu di grande livello. Partecipò a due edizioni della Olimpiadi, nel 1960 a Roma e nel 1964 a Tokio, ma fu sempre battuto nelle batterie. A Roma partecipò ai 400 metri stile libero (fu terzo), ai 1500 metri stile libero (terzo), alla 4x200 metri stile libero (settimi), ai 200 metri delfino (sesto), ai 400 metri delfino (sesto) e alla 4x100 metri stile misto (quinti).
LASCIATO SOLO Non fu più fortunata nemmeno la sua esperienza asiatica. Si concentrò su due sole discipline, ma senza fortuna. Fu secondo nella batteria dei 1500 metri stile libero e sesto nella batteria dei 400 metri stile libero. Ottenne la norma pure per le Olimpiadi del 1972 a Monaco di Baviera, ma decise di non parteciparvi. Ma perché queste grandi delusioni olimpiche? La spiegazione a distanza di anni a tutti fu chiara. Anche se era, secondo le graduatorie mondiali, uno dei più forti nuotatori, fu abbandonato a sé stesso, al suo destino. Fu l’allenatore di sé stesso e questo può portare a risultati del tutto deludenti anche per un campione nazionale invincibile tra le “mura domestiche”. Però se alle Olimpiadi arrancò, fece ben di meglio ai Giochi del Mediterraneo, dove partecipò a tre edizioni, ossia a quelle di Napoli, Tunisi e Smirne, dove conquistò medaglie nei 400 metri stile libero (1963 Napoli) e nei 1500 metri stile libero (1963 Napoli).
STILE DELFINO Nella sua specialità principale, ossia i 200 metri stile delfino, si laureò due volte campione dei Balcani con tanto di record della manifestazione. Agli europei debuttò nel 1962, quando nei 1500 metri stile libero conquistò un ottimo quinto posto. Secondo le graduatorie mondiali nel 1964 era il quarto nuotatore nei 1500 metri stile libero e il quinto nei 400 metri stile misto.
UNA DISCIPLINA VINCENTE Negli ultimi anni della sua carriera in piscina si avvicinò al nuoto aperto e alle maratone. Fu proprio qui che Rogošić riuscì a conseguire i suoi più grandi successi. Fu proprio quest’ultima disciplina che gli era nel sangue dai suoi primi anni di attività che gli permise di conquistare i principali allori. Infatti fin da giovanissimo aveva partecipato alla maratona di cinque chilometri da Castel Vitturi a Bua (Kaštel Lukšić - Čiovo). La sua prima vera maratona la affrontò ormai trentenne, alla fine della carriera in piscina. Come primo tragitto scelse la gara tra Supetar e Spalato, nel 1971.
CAPRI-NAPOLI, CAMPIONE DEL MONDO Poco dopo partecipò alla maratona di Riccione, dove si laureò campione e vinse per ben quattro volte di fila il primo posto. Partecipò nello stesso 1971 al primo campionato del mondo di maratona, ovvero alla Capri-Napoli, dove percorse il tragitto di 35 chilometri in sette ore 43 minuti e 51 secondi e si laureò campione del mondo!
Nel 1972 rivinse il campionato del mondo di Capri, migliorando il proprio tempo di ben 11 minuti e si piazzò a soli tre secondi dal record del mondo. Non fu da meno nel 1973, quando riuscì a vincere anche contro le pessime condizioni meteorologiche in ben nove ore e 21 minuti. Visto il terzo primo posto consecutivo, ricevette pure in premio la Coppa d’argento. Infine partecipò alla maratona nel 1974 e s’impose di nuovo.
PRIMATO MONDIALE Però quest’ultima maratona fu del tutto speciale, visto che riuscì pure a stabilire il nuovo record del mondo, portandolo a sette ore, cinque minuti e 41 secondi. Migliorò il primato dell’italiano Giulio Travaglio di ben 27 minuti! In seguito si recò in Canada, dove sul fiume Sagunay partecipò alla maratona Bagotville – Chicoutimi. Su un percorso di ben 51,2 chilometri vinse con un tempo record di 11 ore e 1 minuto. Record mondiale per le nuotate in acque sotto i 15 gradi.
AUSTRALIA Alla fine del 1974 andò pure in Australia, dove vinse gli assoluti australiani. Fu inoltre il primo a percorrere il passaggio di Cook, ossia la maratona che collega le due isole principali della Nuova Zelanda.
Il 1975 lo vide presente in Cina, dove partecipò con successo alle maratone sul fiume Yangtze e sul lago Tai. Seguì l’avventura nell’America del sud. Qui si impose nel campionato di Mar de Plata e partecipò alle maratone di Santa Fe e Rio Grande.
Nel 1976 tornò a partecipare alle maratone in America e Canada, dove nuotò con successo nelle competizioni di “La Toque”, “Lac St. Jean”, “Chibougamau”, “La P’espebiach”, La Val”, “Michigan”, “Sagunay”, “Mistasini”, “Vera Cruz”, “San Diego” e a Honolulu sull’isola di Oaha.
CASCATE DEL NIAGARA Dopo questi grandi successi su fiumi e laghi gli fu proposto di nuotare vicino alla cascate del Niagara, al confine tra Stati Uniti d’America e Canada. Gli fu pure proposto un montepremi astronomico per l’epoca, ben 2 milioni di dollari. Rogošić fu costretto però a rifiutare questa proposta, visto il grande rischio di vortici in quelle acque.
ONTARIO, IMPRESA STORICA La Federazione mondiale nel 1976 gli propose un’altra sfida, quella di percorrere a nuoto il lago Ontario. Un’impresa ardua e difficile, da una parte per i 51 chilometri di percorso e dall’altra per le temperatura proibitive dell’acqua, massimo 14 gradi (con la temperatura dell’aria ferma ai 10 gradi). Rogošić però accettò la sfida e partì poco dopo la mezzanotte dal paese di Yongstaune e arrivò a Toronto dopo ben 14 ore 24 minuti e 11 secondi. La sua fu un’impresa storica. Fu il settimo nuotatore a riuscire in quest’impresa su ben 507 tentativi. Alla partenza c’erano solo sette gradi e all’arrivo appena 14. Mentre vicino alle Cascate del Niagara la temperatura del lago era di soli 11 gradi. Infine questa maratona per Rogošić fu la prima nella quale svenne dopo il traguardo!
Fu pure il vincitore della prima maratona di Cittavecchia di Lesina (Starigrad), la famosa Faros, nel 1976.
DA PODGORA A FIUME Nel 1977 ricevette l’invito dall’Associazione dei nuotatori della Manica (La Manche) a nuotare in una o entrambe le direzioni. Però alle fine non se ne fece nulla, visto il blocco politico! Però nello stesso anno accettò la sfida della Federazione mondiale di fare una maratona a tappe nel tentativo di battere il record mondiale. Nuotò così da Podgora a Fiume (Cantrida) dal 17 luglio al 19 agosto per un totale di 499 chilometri. Conseguì una media di ben 4,783 chilometri orari e battè il record mondiale.
TRAVERATA DA CAORLE A UMAGO Nel 1979 arrivò il nuovo record mondiale per la traversata tra Caorle e Umago di 76,5 chilometri, percorsi in poco più di 18 ore. Il nuovo tentativo di attraversare il canale della Manica fallì a livello organizzativo.
Se la traversata dalla Francia all’Inghilterra rimase un sogno all’epoca della Jugoslavia, non da meno fu l’idea di nuotare lungo tutto il Danubio. I suoi tentativi furono bloccati dai venti di guerra, cosicché alla fine fu ricordata soltanto la nuotata tra Novi Sad e Belgrado del 1988.
TUFFO A DOVER Il nuovo tentativo sul famoso canale atlantico arrivò nel 2003. Tutto fu preparato nel migliore dei modi. E pure Rogošić era prontissimo. Finalmente si tuffò nelle acque del canale a Dover. Però gli agenti climatici “remarono” contro questa impresa. Dopo un po’ fu fermato dalla guardia costiera visto il pessimo tempo. Non si demoralizzò e decise di tornare in loco l’anno seguente. E fu finalmente l’anno giusto per questa grande maratona. Il 14 agosto del 2004, alle 10 ore e 45 minuti, entrò nelle acque inglesi e dopo 11 ore e 27 minuti riuscì a raggiungere la Francia alle 22 e 12 minuti. Finalmente un sogno che divenne realtà. E dopo ricevette tantissimi premi nazionali e internazionali. Fu un anno magnifico, nel quale finalmente riuscì a coronare il sogno di una vita, quello di un grande nuotatore sulle lunghe distanze. Alla fine nel 2005 uscì pure un libro su questa nuotata. Fu un giusto coronamento di una grande impresa, ma pure il modo di ripercorre la carriera di un grande nuotatore.
DA LISSA A SPALATO Negli anni affrontò tante maratone singole, vere imprese titaniche. Così il 4 luglio 1975 nuotò da Lissa a Spalato: percorse il tragitto di poco più di 53 chilometri in 14 ore e 35 minuti. Però le autentiche imprese ebbero luogo in questo secolo. Oltre la traversata di La Manche ci furono importanti maratone a distanza e vari record. Così nel 2005, dal 2 luglio al 27 agosto, percorse in 57 giorni il tragitto tra Salvore e la penisola di Prevlaka, per un totale di 1.000 chilometri.
NEL GUINNESS DEI PRIMATI Nel 2006 entrò nel libro del Guinness dei primati. Infatti nuotò tra Grado e Riccione per un totale di 225 chilometri. Il tutto per un tempo di 50 ore e 10 minuti, in un “colpo” solo!
DALLA TUNISIA ALLA SICILIA L’ultimo grande acuto fu quello del 2008. Infatti come primo nuotatore al mondo percorse lo stretto tra la Tunisia e la Sicilia, ovvero un tragitto di 171 chilometri in 50 ore e 26 minuti. L’impresa ebbe luogo tra il 20 e 22 luglio.
Negli anni Rogošić vinse un numero infinito di premi. Impossibile ricordarli tutti. Nel 1974 e 1975 a premiarlo fu la città di Spalato, nel 1977 Traù, mentre nel 1999 la sua natia Castel Vitturi (Kaštel Lukšić) lo proclamò primo sportivo emerito della località.
OROLOGIO D’ORO IN DONO DA TITO Nel 1975 dopo la maratona Lissa-Spalato il presidente Tito gli donò l’orologio d’oro. Nel 1992 entrò a Fort Laurdedaleu nel club delle leggende del nuoto. Il comitato olimpico croato nel 2005 gli conferì un premio speciale alla carriera, mentre nel 2006 vinse il premio nazionale Franjo Bučar. Inoltre il suo primato nella nuotata da Grado a Riccione fu inserito nel Guinness World record. Infine da segnalare che la Federazione mondiale del nuotatori di maratone gli conferì svariati premi negli anni ‘70. Insomma Veljko Rogošić fu un grande nuotatore in piscina e nelle maratone. Una persona che ha dedicato tutta la vita al nuoto e alla quale il nuoto ha dato tantissime soddisfazioni.

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