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Alle Olimpiadi i campioni dalmati hanno saputo farsi valere

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Tra 11 giorni iniziano le Olimpiadi di Londra. La 30.esima edizione dei Giochi olimpici sarà all’insegna dei record. Saranno presenti atleti di più di 200 nazioni o meglio membri del Comitato Olimpico Internazionale. Cercheranno di vincere in 26 sport e 39 discipline per un numero totale di 302 medaglie d’oro. Un numero impressionante per la più grande manifestazione sportiva al mondo.
Quest’anno la Croazia manderà a Londra ben 108 atleti, tra cui parecchi provenienti dalla Dalmazia. E proprio i dalmati avranno un ruolo chiave nelle sorti sportive della Croazia in Gran Bretagna, in quanto lotteranno pure per diverse medaglie sia a livello individuale sia negli sport collettivi. Già  adesso si fanno parecchi nomi sui possibili campioni olimpici: però sarà il tempo a darci la risposta se le speranze di successo erano realistiche. Ma quale è stato il contributo della Dalmazia nella storia dei Giochi olimpici? È una domanda alla quale è molto difficile rispondere in maniera assolutamente esauriente. Gli atleti dalmati hanno partecipato alle Olimpiadi con le maglie di diverse nazioni, registrando in genere ottimi risultati. Azzardare cifre definitive è impossibile.


DISSOLUZIONE DEGLI STATI MULTINAZIONALI Negli ultimi decenni con la dissoluzione dei vari Stati multinazionali, dalla Jugoslavia all’Unione Sovietica, il Comitato Olimpico Internazionale dapprima e in seguito le singole Federazioni mondiali si sono trovati in difficoltà su come valutare le medaglie assegnate in precedenza. Non tanto dalla loro ottica, perché le medaglie della Jugoslavia rimangono jugoslave nel medagliere. Il problema è stato come comportarsi nei confronti degli orgogli nazionali emergenti, come valutare quali medaglie della Jugoslavia possono essere considerate croate, slovene, ecc.
UNA SCELTA POLITICA In questo ambito è stata presa una decisione politica, non tanto ben accetta dalle nostre parti: ovvero una medaglie è da considerarsi croata se è stata conseguita da un atleta membro di un club croato. Una politica semplice, ma che inevitabilmente può scontentare molti e dare vita anche a contrasti.
Partendo da questo presupposto abbiamo ripercorso un po’ la storia delle Olimpiadi per vedere quali siano stati i maggiori successi conseguiti da atleti dalmati in questa manifestazione.
MEDAGLIA DI BRONZO AI REMATORI ZARATINI È poco noto però che la prima medaglia, dopo quella vinta da Milan Neralić per l’Austro-Ungheria nel 1900, fu quella del 1924 conquistata con i colori nazionali dell’Italia dai rematori zaratini! Fu un magnifico bronzo e a vincerlo furono gli zaratini Vittorio Gliubich, i fratelli Antonio, Francesco e Simeone Cattalinich, nonché Pietro Ivanov e Bruno Sorich.
IL PERIODO JUGOSLAVO Dopo di loro ci fu una lunghissima pausa, a causa pure dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Per arrivare a nuove medaglie la Dalmazia dovette attendere il 1948. Fu un argento vinto nel calcio. Nella squadra piazzatasi seconda giocarono infatti, tra gli altri, il raguseo Božo Broketa, la leggenda spalatina Franjo Matošić e lo spalatino d’adozione Bernard Vukas che nel 1947 arrivò a difendere i colori dell’Hajduk.
Segui il famoso oro di Helsinki nel quattro senza. In quell’edizione del 1952 a conquistare una medaglia d’argento fu pure nel calcio Bernard Vukas.
ĐURĐICA BJEDOV Colei che si distinse maggiormente fu Đurđica “Đurđa” Bjedov. La sua Olimpiade d’oro fu quella del 1968 di Messico. Infatti riuscì a vincere la medaglie d’oro nei 100 metri dorso e una d’argento nei 200 dorso.
PALLANUOTO L’unico spalatino che può vantare ben due medaglie d’oro nel periodo jugoslavo è Deni Lušić. Fu infatti membro della generazione d’oro della pallanuoto jugoslava che si impose nelle Olimpiadi di Los Angeles del 1984 e a Seul del 1988.
Tra gli altri spalatini con due medaglie, ricordiamo il pallanotista Milivoj Bebić, argento nel 1980 e oro nel 1984 e l’altro pallanotista spalatino due volte argento (1952 e 1956), Ivo Štakula Kolendić.
IL PERIODO CROATO In questo caso non ci sono dubbi di sorta sull’appartenenza nazionale delle medaglie. La storia inizia nel 1992 a Barcellona. Qui le medaglie vinte furono subito tre e in tutti e tre i casi fu determinante il ruolo spalatino. La medaglia della quale si discusse di più fu quella d’argento nella pallacanestro. Fu una medaglia che “valeva oro”, visto che la Croazia perse contro i fortissimi americani. A scendere in campo fu l’ultima “generazione d’oro” croata, composta pure da campioni dalmati, come Arijan Komazec, Toni Kukoč, Velimir Perasović, Dino Rađa e Žan Tabak. Da notare che per Toni Kukoč e Dino Rađa quello di Barcellona fu un bis, visto che vinsero pure l’argento nel 1988 con la Jugoslavia. Però queste Olimpiadi saranno ricordate pure per la consacrazione nel mondo del tennis di Goran Ivanišević. Un po’ a sorpresa lo spalatino vinse ben due medaglie. Sia nel singolo che nel doppio (con Goran Prpić) riuscì a conquistare la medaglia di bronzo.
IL PRIMO ORO AD ATLANTA Fu uno splendido inizio che portò poi la Croazia nel 1996 ad Atlanta  a conquistare il suo primo oro. Lo vinsero i pallamanisti, ma non mancò nemmeno l’argento dei pallanotisti. Tra questi a portare medaglie in Dalmazia furono Maro Balić, Tino Vegar, Zdeslav Vrdoljak e Perica Bukić di Sebenico, il quale nel suo palmares può vantare pure due ori con la Jugoslavia nel 1984 e 1988.
SOLLEVAMENTO PESI Nel 2000 arrivò il primo oro “spalatino”. Fu un oro aspettato, alquanto strano. Infatti a vincerlo fu un grande campione di sollevamento pesi, Nikolaj Pešalov, nato in Bulgaria, per la quale aveva vinto in precedenza tantissime medaglie a livello mondiale, europeo, ma pure olimpico, tra cui l’argento nel 1992 e il bronzo nel 1996. Si trasferì poi a Spalato dove fu naturalizzato croato. Arriva così con lui il primo oro olimpico individuale nella disciplina entro i 62 kg, seguito poi ad Atene nel 2004 da un bronzo nella categoria entro i 69 kg.
Però il 2000 sarà ricordato pure per il bronzo nel canottaggio vinto nell’otto senza da quattro spalatini: Igor Boraska, Tihomir Franković, Nikša Skelin, Siniša Skelin assieme ad altri quattro rematori provenienti da Zagabria: Krešimir Čuljak, Branimir Vujević, Tomislav Smoljenović e Silvijo Petriško.
ATENE, I DALMATI SI FANNO VALERE Atene nel 2004 sarà ricordata come la migliore Olimpiade dei dalmati. Tante le medaglie vinte. A conquistare l’oro fu la nazionale di pallamano maschile nelle cui file, tra gli altri, giocarono Ivano Balić, Davor Dominiković, Nikša Kaleb, Petar Metličić, Goran Šprem e Drago Vuković. Poi furono registrati due argenti, tra cui quello strepitoso e storico di Duje Draganja vinto nel nuoto, ovvero nei 50 metri stile libero. Draganja registrò ad Atene il settimo tempo di tutti i tempi, 21.94. Nella capitale ellenica a trionfare furono pure il due senza del Gusar di Spalato, composto dai fratelli Skelin, Siniša e Nikša. E poi ci furono anche due medaglie di bronzo targate pure esse Spalato. Nel tennis si piazzò terzo nel doppio lo spalatino Mario Ančić con Ivan Ljubičić. Infine la nuova medaglia con il bulgaro-spalatino Nikolaj Pešalov nel sollevamento pesi.
PECHINO Alle ultime Olimpiadi di Pechino del 2008 la Croazia vinse cinque medaglie. Di queste una targata Spalato. A vincerla nell’atletica fu Blanka Vlašić, che nel salto in alto conquistò la medaglia d’argento.
MEDAGLIE A LONDRA? Le Olimpiadi di quest’anno “rischiano” di essere per gli atleti dalmati le Olimpiadi d’oro. Ci sono diversi candidati al podio. Tutto dipenderà dello stato di forma al momento della gara: però le condizioni di questi atleti negli ultimi mesi a livello mondiale sono state ottimo.
VELA Reali pretendenti all’oro sono gli zaratini Šime Fantela e Igor Marenić nella vela. Nella loro classe, la 470, si sono laureati poche settimane fa campioni europei e l’anno scorso sono stati terzi ai campionati del mondo di Perth, in Australia. Il loro è un successo che dura nel tempo; già a livello juniores sono stati per tre anni campioni del mondo.
GEMELLE SPALATINE Poi ci sono le gemelle Zaninović di Spalato nel taekwondo. Classe 1987, le sorelle sono in forma smagliante da anni. Ana Zaninović gareggia nella categoria entro i 53kg. È stata campionessa mondiale a Gyeongjuu, nella Corea del sud. Quest’anno agli Europei di Manchester ha vinto la medaglia d’argento. Speranze ancora maggiori sono riposte in Lucija Zaninović, che gareggia nella categoria entro i 49kg. Infatti è stata campionessa europea sia a San Pietroburgo del 2010 che a Manchester nel 2012.
BLANKA VLAŠIĆ Da non dimenticare Blanka Vlašić nel salto in alto, ovvero nell’atletica leggera. La sua partecipazione comunque è a rischio. L’infortunio diventa sempre più grave. Se riuscirà a riprendersi in tempo per le gare, anche se con poco allenamento alle spalle, tutto è possibile. È ormai da anni al vertice mondiale nella sua disciplina.
TENNIS TAVOLO Infine non possiamo non citare l’ennesima partecipazione di Zoran Primorac nel tennis tavolo. Nato a Zara nel 1969, è da tantissimi anni il migliore nel suo sport a livello nazionale e con tantissimi successi a livello internazionale. Nel 1988 alle sue prime Olimpiadi, a Seul ha vinto la sua unica medaglia olimpica, un argento nel doppio. Però non si è fermato qui: in seguito per la Croazia ha partecipato a tutte le Olimpiadi fino ad oggi. Per cui queste di Londra saranno le sue settime Olimpiadi! Nel suo palmares figurano pure tre argenti e tre bronzi ai campionati del mondo, poi due ori, cinque argenti e sette bronzi agli Europei. Insomma una carriera costellata da grandi successi, in uno sport poco seguito.
I REMATORI D’ORO Quest’anno e precisamente il 23 luglio si festeggeranno i 60 anni dalla prima medaglie d’oro. Fu la medaglia conseguita dai rematori del Gusar di Spalato alle Olimpiadi di Helsinki. Un’impresa storica per lo sport jugoslavo, per quello croato e in primis per quello spalatino. Riviviamo la storia.
Era il 1952 e il quattro senza composto da Duje Bonačić, Velimir Valenta, Mate Trojanović e Petar Šegvić cominciò la sua favola a Maribor, ai campionati nazionali, e “staccò il biglietto” per i Giochi olimpici. E in Finlandia arrivò un risultato storico, davvero inaspettato. Il quattro senza vinse la medaglia d’oro! A tagliare per primi il traguardo furono Duje Bonačić, Velimir Valenta, Mate Trojanović e Petar Šegvić. Questa squadra alla fine della manifestazione fu pure proclamata una delle migliori delle Olimpiadi. Quello di Helsinki fu un successo emozionante, perché arduo da conseguire, giunto dopo sforzi immani. Iniziarono le competizioni 18 remi, in rappresentanza dei cinque continenti. Il primo turno fu semplice per gli spalatini, che vinsero contro Polonia, Finlandia, Danimarca e Nuova Zelanda. Alla fine quello dei quattro dalmati fu il miglior tempo in assoluto. Nelle semifinali l’obiettivo era il ripescaggio. Conscio della forza degli avversari, il gruppo dalmata puntava a trovare un modo per entrare in finale. Così almeno la pensavano i dirigenti e gli allenatori, ma non i rematori stessi come confermò più tardi Bonačić. Ed ebbero ragione.
Infatti non solo vinsero la gare delle semifinali, ma arrivarono al traguardo con ben due remi di vantaggio! La finale era in programma il 23 luglio. La giornata si presentò fredda, con forti raffiche di vento nella baia di Meilahti, dove si disputavano le gare. Non mancavano neppure le onde a rendere dura la vita ai vogatori.
UNA GARA EMOZIONANTE Nella finale si erano piazzati, oltre ai campioni della Jugoslavia, pure i rematori di Finlandia, Inghilterra, Francia e Polonia. La gara partì male, con gli spalatini costretti subito a rincorrere il grosso degli avversari, con i solo polacchi lasciati alle spalle. Le onde e il vento fecero sì che le varie squadre scegliessero strategie diverse. I finlandesi e i francesi si “lanciarono” subito avanti, imponendo alla gara un ritmo forte, quasi esagerato, di 42-44 remate al minuto, mentre gli spalatini si fermarono a quota 38, per poi scendere ulteriormente a 35-36, al fine di risparmiare le energie per il gran finale. Fu una tattica più che azzeccata. Infatti il grande svantaggio ai 200 metri, quasi due remi rispetto ai finlandesi, ai 500 era già ridotto di parecchio. Ai mille metri ci fu l’aggancio e il sostanziale “pareggio” tra i remi più forti e la Jugoslavia. Ai 1.200 per la prima volta gli spalatini registrarono un timido vantaggio. Ai 1.500 metri il vantaggio cominciò a crescere. Riuscì a seguire il ritmo non tanto forte imposto alla gara dai dalmati solo il remo francese, che però non riuscì mai a superare i vogatori spalatini. I francesi tentarono di puntare al primo posto fino ai 1.700 metri, ma tutti i tentativi furono vani. La vittoria arrise ai dalmati, con un margine di distacco tale rispetto ai francesi, da costringerli alla fine a gettare la spugna.
SORPRESA I rematori del Gusar quasi non potevano credere ai loro occhi, tanto grande era stata la loro impresa. Remarono fortissimo anche dopo il traguardo. Subito dopo si portarono davanti ai giudici di gara per aspettare il verdetto finale ufficiale. E questo venne ben presto. Il tempo ufficiale fu di 7,16,0 contro il 7,18,9 dei francesi, ossia quasi tre secondi di vantaggio. Fu medaglia d’oro! Un successo storico per il canottaggio della Jugoslavia e in primis per quello spalatino. Il trionfo ebbe vasta eco in tutto il Paese. I quattro rematori d’oro rimasero in Finlandia fino alla fine delle Olimpiadi e poi tornarono in patria dove parteciparono alle feste organizzate in loro onore a Zagabria, Fiume e alla fine nella loro natia Spalato. A vincere questa medaglia furono dei giovani, tutti e quattro ancora studenti. Duje Bonačić, nato nel 1929, studente di filosofia; Velimir Valenta, del 1929, studente di ingegneria; Mate Trojanović del 1930, studente di filosofia e il quarto remo Petar Šegvić del 1930, studente di ingegneria. Essi si conoscevano a fondo. Avevano cominciato a remare nel 1947. I primi successi erano arrivati nel 1948; in seguito non si separarono mai. Come fecero notare al ritorno in patria, dovevano tanta gratitudine in primis al loro allenatore, il pluricampione e nazionale Davor Jelaska, che la Federazione non aveva mandato in Finlandia.

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