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All’avanguardia anche nello sport al femminile

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La storia dello sport è quasi sempre al maschile. Praticamente tutti gli sport si sono evoluti in funzione del sesso maschile. Le donne in un certo qual senso sono arrivate sempre in ritardo, a giochi fatti.
Raramente nel passato rientravano nel novero dei primi praticanti di una determinata disciplina. Semplicemente la convinzione prevalente era che lo sport fosse qualcosa di predestinato per gli uomini e che le donne fossero più portate verso altre attività. Ancora oggi esistono degli sport dove sembra alquanto strano vedere delle donne gareggiare. E non deve trattarsi necessariamente di sport minori o poco conosciuti. Sono pochi quelli che sanno ad esempio che già dai tempi della proclamazione dell’indipendenza della Croazia viene disputato senza soluzioni di continuità il campionato di calcio femminile.
E se il calcio inevitabilmente è lo sport più popolare, non può sorprendere che ancora oggi per talune altre discipline nemmeno si sappia che esistano dei club “rosa”. O almeno che quelli maschili abbiano delle sezioni femminili. Figuriamoci poi se qualcuno possa immaginare che siano di successo e che possano passare alla storia.


Le Olimpiadi prima e poi la TV e Internet ci hanno aperto però nuove visuali e ormai sempre più spesso vediamo lo sport al femminile. Sono sempre più numerose le donne e anche le bambine che decidono di praticare determinate discipline, in cui ancora qualche anno fa non avrebbero nemmeno tentato di cimentarsi. E molto spesso lo fanno con grandissimo successo. Si tratta di un successo coronato da medaglie olimpiche e titoli mondiali e europei. Ancora oggi ricevono troppo poco spazio sui mass media e il loro successo non viene valorizzato allo stesso modo come quello dei colleghi maschi.
E se sappiamo che è così ai giorni nostri, si può immagine bene con quali problemi dovessero confrontarsi nel passato le prime donne che si affacciavano nel mondo dello sport anche in Dalmazia. Oggi nella regione dalmata troviamo campionesse di livello mondiale. Ma come sono stati gli inizi? Quali sono state le donne che hanno fatto i primi passi pionieristici in campo sportivo in Dalmazia?

Spalato sempre in testa
Andiamo indietro di 100 anni, quando nella regione dalmata lo sport bussava timidamente alle porte e le svariate attività che avevano già preso piede nel resto d’Europa, giungevano lentamente in primo luogo a Spalato, grazie in primis agli studenti che studiavano lontano da casa. Bisogna ricordare che all’epoca la città di Spalato aveva ben pochi abitanti, se raffrontati alle cifre odierne. Per esempio nel 1920 c’erano soltanto 25.000 abitanti, nel 1931 appena 35.000. Però grazie alla sua importante posizione geografica, al porto e ai collegamenti con il mondo, certe cose arrivavano nel capoluogo della Dalmazia prima che in altre parti nella regione e di regola suscitavano un grande interesse.
Cent’anni fa esistevano appena quattro scuole per ragazze. Scarse erano le possibilità di frequentare le scuole medie e ancora meno di praticare qualche sport. Semplicemente si pensava che lo sport non fosse per le bambine prima e per le donne poi.
Però timidamente, con il passare del tempo, le varie società e le sezioni “rosa” delle polisportive iniziarono ad aprire le proprie porte anche alle prime temerarie ragazze, provenienti bisogna dirlo, da famiglie con una mentalità aperta al progresso. Ma i tempi nuovi faticavano a farsi strada, non soltanto in Dalmazia.
In generale tra i due conflitti mondiali nella città di Spalato si praticava lo sport al femminile in primis nella pallavolo, nel nuoto, nei tuffi, nella hazena (oggi sport scomparso, ma simile alla pallamano), nel tennis e nel tennistavolo. Erano poche quelle che praticavano atletica, sci, automobilismo, motociclismo, scherma, vela e canottaggio.

Olga Roje
Tra le prime eroine nel mondo dello sport dalmata al femminile bisogna assolutamente ricordare Olga Roje. Infatti oltre al calcio lo sport che aveva attirato di più l’interesse degli spalatini nei primi anni dopo la Prima guerra mondiale era stato il nuoto con le varie attività natatorie legate al club Baluni, che dopo qualche anno era stato ribattezzato Jadran. Un nome che porta ancora oggi e la cui ricca storia abbiamo ripercorso anni fa.
Olga Roje nacque a Spalato nel 1908. Grazie al fratello Ante, di tre anni più vecchio, si affacciò giovanissima al mondo del nuoto. Cominciò a praticarlo nelle file della Jadran ad appena 14 anni d’età. All’epoca un’età molto giovane per praticare questo sport. Molto presto venne riconosciuto il suo talento. I primi successi arrivarono già nel 1923, mentre nel 1924 cominciò a dominare non soltanto sulla scena regionale, bensì pure in quella nazionale. Con puntate di rilievo anche in gare internazionali. A livello internazionale si mise in luce vincendo i 100 metri stile libero ai campionati di Praga con un tempo record, 1 minuto e 17 secondi. Fu così la prima donna a scendere sotto il minuto e 20 secondi. Oggi può sembrare un tempo lento; però all’epoca era incredibile e impensabile pure per nazioni che già allora investivano parecchio nello sport come Italia, Spagna, Austria, ecc. Eppure grazie a Olga Roje la Jadran di Spalato alla fine degli anni ‘20 e per buona parte degli anni ‘30 dominò la scena natatoria nazionale. La campionessa spalatina gareggiò per la nazionale dal 1927 al 1937. Era non soltanto imbattibile quale nuotatrice, ma deteneva fior di record in quasi tutte le discipline e distanze. Vinceva così nei 100, 200, 300, 400, 800, 1.000 e 1.500 metri e pure nelle staffette. Però bisogna prendere nella dovuta cosiderazione ancora una cosa. Il nuoto all’epoca era ben diverso rispetto a oggi. Infatti si praticava lontano dalle piscine. Era uno sport che dipendeva parecchio dalle condizioni metereologiche. La stagione sportiva, per cui pure anche i possibili periodi di allenamento, dipendevano soprattutto dal tempo che faceva. Allenarsi durante l’inverno era praticamente impensabile. Olga, in quei tempi duri, con possibilità economiche limitate, riuscì a rimanere a galla molto a lungo. Fu attiva fino all’inizio dell’ultimo conflitto mondiale. Poi, finita la guerra, non potè rimanere lontano dall’acqua e dal mondo del nuoto. Fu convinta a ritornare alle gare e alla fine smise definitivamente appena nel 1948, all’età di 40 anni; quindi molto tardi anche per gli standard odierni. Rimase sempre fedele allo Jadran, ma per un destino strano finì la sua carriera all’Hajduk. Certamente non nel club calcistico, ma nella polisportiva, che aveva preso sotto la propria ala protettrice pure l’intera Jadran. Un esperimento a livello nazionale che durò qualche anno e che non diede grandi frutti. E in quel 1948 Olga Roje nuotò ufficialente per l’ultima volta in una competizione ufficiale. Erano i campionati nazionali. Si svolsero a Ragusa (Dubrovnik). E non fu un addio senza clamore. Infatti per l’ennesima volta si laureò campionessa nazionale!

Ksenija Grisogono
Assieme a Olga Roje un’altra bambina si mise in luce nel mondo dello sport negli stessi anni. Nata nel 1909, Ksenija Grisogono s’innamorò molto presto dello sport. All’inizio fu indecisa tra due discipline che andavano sempre più di moda ed erano pure raccomandate per le donne, ossia il nuoto e il tennis. Iniziò con il nuoto, ma ben presto prese pure la racchetta da tennis in mano e si cimentò in questo sport che con il passare del tempo permise pure al gentil sesso di mettersi in mostra. Erano gli anni ‘20, quando il tennis diventava sempre più importante e popolare. Si iscrisse subito nello JTS (Jugoslavenski tenis klub Split). Ben presto emerse il suo talento. Nel 1926 insieme a Negoda Berber si laureò campionessa nell’ambito del proprio club nella gara delle coppie al femminile. Inoltre s’impose insieme a Franjo Meichsner nel doppio misto. Il bis con Negoda lo conseguì nel 1928, mentre nel misto vinsero fratello e sorella, Ksenija e Nenad Grisogono. Rimase attiva ancora per anni in uno sport che difficilmente usciva dai ranghi regionali. La vita la portò poi a studiare a Zagabria e indi a Praga. Con gli anni si laureò in architetettura e divenne un rinomano architetto. Però il suo amore verso lo sport e verso il tennis, ritenuto in primis uno sport per ricchi, rimase immutato. Fu tra i fondatori nel quartiere di Firule del club Akademski teniski klub Split, noto come ATK. Un club che poi con il passare degli anni divenne il migliore non soltanto della regione, ma pure in ambito nazionale e anche più in là. Crebbero infatti qui tutti i più grandi tennisti dalmati. Per citare soltanto alcuni: Nikola Pilić, Željko Franulović, Goran Ivanišević e Mario Ančić.

La moda del tennistavolo
Negli anni ‘20 c’era pure un altro sport che si stava imponendo quasi per caso. Gli sport, come è noto, sanno dipendere ancor oggi dalle condizioni metereologiche. Pure all’epoca praticare certi sport durante l’inverno, come abbiamo visto, era difficile se non addirittura impossibile. Così nei mesi invernali a Spalato andava molto di moda il tennistavolo. In primo luogo era molto ben visto dai nuotatori costretti ad aspettare tempi migliori dall’ottica meteorologica. Così già negli anni ‘20 questo sport veniva praticato nell’ambito del Gusar, della Jadran e dell’Hajduk. Era però una disciplina praticata a livello del tutto informale. Quasi una specie di allenamento, un modo per tenersi in forma. Con il passare degli anni, visto il numero crescente di appassionati, si cominciò a fare sul serio. Ma appena nel 1936 vennero fondate le prima società dedite esclusivamente a questa disciplina. E come iniziare con il piede giusto, se non con un campionato disputato tutto nell’ambito della città di Spalato. Il torneo si tenne, inevitabilmente, d’inverno, il 22 novembre all’albergo Park. Non fu aperto soltanto agli uomini, bensì pure alle donne. E qui emersero le prime vere campionesse, o meglio una in primo luogo.

Zlata Ivanišević
Fu un’autentica campionessa che non ebbe concorrenti. Aveva all’epoca appena 18 anni. Si trattava di Zlata Ivanišević. Oggi nel mondo dello sport questo nome non dice molto, ma per gli amanti delle opere e della lirica è un nome molto importante. Per tantissimi anni dopo l’ultima guerra mondiale fu membro del Teatro di Spalato. Impersonò personaggi molto importanti. Fu una cantante lirica di prim’ordine. Si esibì anche fuori dalla regione e ricevette tantissimi riconoscimenti. Ma torniamo indietro nel tempo. In quel 1936, Zlata Ivanišević aveva appena 18 anni: appasionata di sport s’innamorò del tennistavolo. Dopo un po’ di tempo decise di partecipare ai campionati cittadini. E fu un successo straordinario. Infatti vinse tutte le gare in tutte le discipline. Fu una vera e propria dominatrice. Infatti vinse l’oro nel singolare femminile battendo in finale Slavija-Slavka Adorić. Nel doppio femminile gareggiò con Slobodna Cipci e vinse in finale contro Slavija-Slavka Adorić e Dragica Zanki. Infine s’impose pure nel doppio misto con Ferdo Jahno di Divulje. Grazie a queste tre vittorie la società Krupa dominò nei campionati cittadini. Zlata Ivanišević si mise in mostra come la migliore tennista da tavolo di quell’epoca a Spalato. Ma non si limitò soltanto al tennistavolo; praticò pure con successo altri sport. Così provò a cimentarsi pure nella scherma e nel nuoto.
È questa la storia di tre donne che hanno segnato le tappe dello sport al femminile a Spalato. Si tratta di storie personali difficili, di donne coraggiose che all’inizio non erano neanche tanto ben viste in un mondo ancora dominato dagli uomini. Tre donne che hanno segnato un’epoca e che hanno aperto tante porte alle future atlete, ma pure contribuito allo sviluppo di una mentalità aperta al progresso. Tre donne che poi si sono affermate in altre attività, ma che hanno vissuto in prima persona e scritto pure la storia dello sport a Spalato.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo l' 8 aprile 2017.

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