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Spalato. Una storia che parla pure italiano (1 e continua)

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La storia della sport a Spalato è di sicuro molto ricca. Si tratta di una città importante da sempre, affacciata sul mare, che è stata la culla di parecchie discipline sportive, che qui hanno attechito prima che in altre parti della Dalmazia. Il marchio di garanzia dello sport spalatino è in ogni caso l’Hajduk. Il calcio da sempre l’ha fatto da padrone da queste parti, ma non sono da meno diversi altri sport. Vanta una grande tradizione pure la società di pallanuoto e nuoto, Jadran. Poi abbiamo i fortissimi remi del Gusar nel canottaggio. Praticamente tutta la storia del tennis della Croazia si concentra a Spalato e per giunta in una sola via. Qui sono nati è cresciuti quasi tutti i più importanti tennisti croati. La lista potrebbe andare avanti a lungo fino ad arrivare ai campioni più forti nel bob. Sembra incredibile per una città di mare, con montagne innevate non propriamente a portata di mano, ma è tutto vero.
Però facciamo un passo indietro. Ritorniamo agli albori dello sport a Spalato. Quello vero naturalmente, perché come nel resto della regione e più in là le attività ginniche hanno origini ben più lontane. Ma lo sviluppo reale dello sport, quello organizzato, con regole ben stabilite, risale alla seconda metà del 19.esimo secolo. Passeremo quindi in rassegna quel periodo pionieristicoi fino allo scoppio della Prima guerra mondiale.

 

Nomi inconfondibilmente italiani
Lo sviluppo dello sport, nell’Ottocento, lo si deve molto agli italiani. L’influenza e le idee che giungevano dall’altra sponda dell’Adriatico erano forti pure in questa parte dell’Impero austroungarico. E proprio agli italiani si deve la fondazione delle prime società spalatine, i cui nomi erano inconfondibilmente italiani. Troviamo così “La società al tiro di bersaglio”, la “Società di ginnastica e scherma”, la “Sezione di calcio Edera”, e altre. Quello che le accomuna e che sono state le prime in questi sport e hanno gettato le basi per il loro sviluppo a Spalato e nella regione.

«La società al tiro di bersaglio»
Fu Antonio Baiamonti a fondare la prima società sportiva a Spalato. Era il 25 febbraio 1877 e la minoranza italiana nel capoluogo dalmata decise di istituire la “La società al tiro di bersaglio”. La notizia ufficiale la si trova nel giornale spalatino edito dallo stesso Baiamonti, l’Avvenire. A essere eletto quale primo presidente fu Petar Grčić. E. Matković fu il vicepresidente, S. de Capogrosso fu il primo tesoriere, mentre il ruolo di segretario venne ricoperto da G. de Alberti. Tra i compiti delle nuova società c’era quello chiaramente definito di aiutare i cittadini a maneggiare le armi e di indicare come colpire con precisione le mete. La maggioranza dei membri proveniva del quartiere del Borgo (Varoš) ed era legata a Baiamonti e alle sue idee politiche autonomiste. Gli allenamenti venivano svolti a Salona (Solin) e a Santo Stefano (Sustipan). La sede era in Piazza delle Armi, al primo piano di casa Prinini. Da subito la società acquistò divise ufficiali e fucili Watterly.

Una coppa e sei medaglie
Fu subito molto attiva. Chiaramente il tutto non si riduceva agli allenamenti e alle gare, anche dimostrative. C’era tanta attività di promozione, ma pure gite e altro ancora per i propri soci. Si andava spesso pure fino a Zara, altra culla dello sport dalmata. Si organizzavano anche serate danzanti. Quella più importante si teneva al Gabinetto di lettura ogni anno. Quanto fu importante basti far notare che c’erano anche più di mille persone mentre il direttore d’orchestra era Vanisek. Certe manifestazioni furono pure tenute al teatro di Baiamonti, quello alla Procurative. La società, dal punto di vista sportivo, denominata dai locali bersaglieri, si iscrisse subito alla Lega dei bersaglieri austriaci con sede a Vienna. Quello che è noto e che nel 1880 partecipò ai campionati nazionali con ben 30 soci. E non fu soltanto una mera partecipazione. Infatti alla fine gli spalatini vinsero la coppa d’argento e ben sei medaglie d’argento.
Però come era consuecudine all’epoca, le società non si occupavano soltanto di attività sportive, ma erano sempre pronte a sconfinare nell’arena politica. E in tal modo si entrava subito in conflitto con le società croate. Nel caso spalatino il conflitto era con il Napredak fondato ancora nel 1873. Il tutto culminò nel 1882 quando i nazionali assunsero il potere nella città di Spalato e si imposero lo scioglimento dell’amministrazione comunale di Baiamonti. Lo stesso Baiamonti morì nel gennaio del 1892. Fu sepolto con tutti gli onori, come una delle persone maggiormente meritevoli per lo sviluppo di Spalato, divenuta sotto la sua guida un importante centro regionale. Dall’altro canto la società sportiva da lui fondata continuò la propria attività, un po’ in sordina, fino al 1916 quando fu sciolta dalle autorità austroungariche. Tra i presidenti e tra coloro che negli anni hanno lasciato una traccia indelebile vanno assolutamente risordati Pietro Grčić, Girolamo degli Alberti, Muljačić, Jeličić, Alessandro Martinis, Riccardo Savo e Italo Laghi.

«Società di ginnastica e scherma»
Agli inizì non ci furono soltanto i bersaglieri. Un grande impulso alle prime attività sportive a Spalato lo dette pure la “Società di ginnastica e scherma”. Anche se dal suo nome si poteva immaginare si occupasse solamente di ginnastica e scherma, questo non era vero. Fondata pure essa dalla minoranza italiana il 24 agosto 1884, ebbe una lunga serie di sezioni. Infatti quelle che ben presto, dopo la fondazione, attecchirono di più furono quelle della vela e del calcio. Ebbene sì, il calcio prima dell’Hajduk.
Come primo presidente fu eletto Doimo Savo, vice Stefano Foretić, tesoriere Giacomo Bemporath. Primi membri della presidenza furono Giuseppe Gabrieli, Antonio Invernizzi, Enrico Pedezzoli e Dino di Rosignoli.
Le redini dell’importante sezione di ginnastica fu affidata ad Arturo Bonavia, noto fotografo spalatino e insegnante di educazione fisica. La sede sociale, ma pure la palestra per la ginnastica ebbero sede alle Procurative. Da subito la palestra vantò tutti gli altrezzi indispensabili, comprati a Graz dalla Sedmarh. Alla pari di quella dei colleghi bersaglieri, pure questa società ebbe una ricca vita sociale e spesso vennero organizzavano balli, anche in questo caso al Gabinetto di lettura.

Tensioni con il Sokol
Alla fine del 19.esimo secolo la società si trasferì al secondo piano dell’albergo Troccoli in Piazza delle Armi. La nuova sede era più ampia e aveva un sala per il ballo, una libreria e una sala per le attività societarie e giochi vari. Inevitabilmente la palestra rimase alle Procurative. Spesso vennero organizzate attività dimostrative con la presentazione dei vari esercizi per lo sviluppo di questo sport. Diverse furono pure le gare. In primis gli spalatini andavano a Zara per le varie competizioni. Tra gli avversari furono pure i soci dell’Hrvatski Sokol, che con gli anni era diventato un rivale sempre più importante. Questo portò pure all’inasprimento delle tensioni, visto che, come noto, queste società era attive anche politicamente.
Con gli anni il numero delle sezioni delle società aumentò e ben presto con lo sviluppo del calcio nella regione venne inaugurata pure questa sezione. Tra i soci più importanti della società vanno ricordati Dujam Savo, Aleksandar Jeličić – Martinis, Vicko Valle, Italo Božić, Ivan Bettiza, Lovro Gilardi, Antun Albert Invernizzi e Stjepan Selem.

«La società di caccia»
Oggi quando si parla di caccia non si parla più di sport. Però nel 19.esimo secolo i tempi erano diversi e pure la caccia era uno sport: i cultori dell’attività venatoria erano molto vicini ai bersaglieri per cui attivi nel tiro a segno.
La notizia della fondazione della prima società venatoria a Spalato la troviamo nel giornale zaratino Il Dalmata del 18 gennaio 1888. Quello che la contraddistinse da subito fu il fatto che venne fondata come società totalmente apolitica, senza alcuna affinità verso i vari orientamenti politici dell’epoca e non legata alle minoranze. Infatti i membri di questa società furono sia croati, sia appartenenti alla minoranza italiana. Tra le varie attività, oltre a quelle sportive legate alla caccia, ci fu la salvaguardia degli animali nelle stagioni con divieto di caccia. Alla carica di primo presidente fu eletto Petar Tartaglia. Da subito cominciarono manifestazioni dimostrative, ma pure gare vere e proprie. Tra queste da ricordare quella organizzata nel giugno del 1889. A imporsi con tanto di diploma, come consuetudine all’epoca, fu Domenik Karaman.
Per l’acquisto delle armi non ci furono problemi. Infatti vennero comprate nella stessa Spalato nel negozio di Ante Parać. Questi fu un personaggio importante, un grande appasionato di caccia e fondatore del primo giornale sportivo spalatino, il “Dalmatinski sport” che usciva dal 1890.

L’equitazione spalatina
L’equitazione ha avuto da sempre avuto un ruolo importante non tanto nella città di Spalato quanto nella sua provincia. L’amore dei dalmati verso l’equitazione ha origine ben lontane. Da sempre hanno condiviso la vita in pace e in guerra con i cavalli. Non furono rare le gare di equitazione nei dintorni di Spalato, organizzate dalle autorità dell’Impero austroungarico. Quello più importanti si tennero a Sinj e vi parteciparono in gran parte militari; ma non fu rara pure la partecipazione di qualche civile.
La prima società di equitazione, o meglio scuola, in Dalmazia, fu aperta a Spalato nel febbraio del 1890. La scuola aveva sede nella palestra Diana a casa Grgin. La scuola fu aperta e diretta da Fumai, un triestino grande amante dell’equitazione. Per la propria scuola portò a Spalato quattro cavalli da Trieste

Canottaggio e vela
Nel 1890 abbiamo la fondazione della prima società di canottaggio e vela, Adria. Il nome completo fu Rowing & yachting club Adria. A fondarla fu Petar Kamber. E non a caso. Infatti per anni studiò a Vienna dove si affacciò a questo sport praticandolo nell’Albatros e nel Nautilus. Oltre a lui come fondatori vengono ricordati pure Vjekoslav Katalinić Angjelov, Josip Riboli Lodovikov, Petar Nikičević e i fratelli Antun e Ivan Roić. Interessante notare che non si accettavano tutti nella società. Questa era aperta solamente ai membri di famiglie di spicco, sia croate che italiane. Inevitabilmente proprio per questo la società non ebbe grande fortuna e i risultati furono scarsi. Il primo remo fu aquistato a Trieste e portato a Spalato il 14 novembre 1890. Venne custodito poi nella sede societaria, nel convento francescano alle Paludi (Poljud). Visto lo scarso spazio a disposizione, nel 1893 la società si trasferì sotto il Katalinić brig nella parte orientale del porto spalatino. In primis si remava e si organizzavano gare di vela a Spalato. Ci furono gite e gare pure a Sebenico, Metković e Ragusa (Dubrovnik). (1 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 2 settembre 2017.

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