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Norvegia: dai fiordi alle cascate

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Scandinavia, Norvegia. Sinonimi di posti freddi e poco ospitali, da evitare a meno di non essere proprio amanti del freddo. Ma è veramente così? Sì per chi non c’è mai stato, però basta una permanenza di pochi giorni per cambiare idea. L’autore di queste righe è stato in Norvegia alla fine dell’estate la stagione più calda, e dunque ideale. Difficile da dirsi. Infatti, se ci andate anche in questo periodo, non aspettatevi di trovare il freddo, ma neanche il caldo. Dovete invece essere pronti a vivere quotidianamente tutte le quattro le stagioni: infatti rischiate di trovarvi a quasi 30 gradi ma pure di finire, a qualche chilometro di distanza, a temperature prossime allo zero.
La Norvegia è, alla lettera, divisa in tutto e per tutto in due. Il nord, verso il circolo polare è decisamente poco ospitale, con una natura incontaminata però fredda anche d’estate. E poi c’è la parte sud, quella dei fiordi, delle innumerevoli cascate e dei paesaggi non meno affascinanti, caratterizzati da tanto verde da conquistare chiunque, dai “turisti per caso” a quelli venuti qui per un voluto relax. Ed è in questo sud, nel triangolo racchiuso dalle città di Oslo Molde e Bergen che si snoda questo reportage.

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Leonardo? Sepolto ad Amboise

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Quando uno pensa di fare una visita turistica alla Francia, di sicuro il suo primo pensiero va alla sua capitale, scelta obbligata si direbbe. Nella sua immensità ci si può immergere per giorni e giorni. Se invece uno è più legato al mare, non si deve perdere la Costa Azzurra: per male che vada, almeno il bel tempo non gli mancherà. Altra alternativa valida è la Corsica, quell’isola “incastrata” tra Genova e la Sardegna di cui si sente spesso parlare ma che rimane comunque sempre un po’ misteriosa. Però la Francia è piuttosto estesa. Cosa può offrire al turista “il resto” di questo Paese? Molto, e per tutti i gusti. Vediamo un po’ che cosa ci ha offerto il “tour” che grossomodo ha seguito i suoi bordi partendo dal nord est per arrivare alle Alpi e al San Bernardo.

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Quel Medioevo ha cinquant’anni

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Quando si parla di turismo, la Germania decisamente non è una delle mete che vengono per prime alla mente. È un Paese che, pur offrendo tante bellezze, del turismo non ha fatto la sua attività primaria. Ridotta in macerie dalla guerra, al giorno d’oggi non ha molto da esibire del proprio passato. Anche se oggi l’ignaro turista può ammirare non pochi palazzi ed altre “testimoninze del Medioevo”, tipo quelle che campeggiano a Norimberga, molto spesso ammira solo le loro fedeli copie.
Nella nostra visita a questo grande Paese ci siamo diretti al suo estremo nord, nella parte affacciata al Mar Baltico, solo di recente valorizzata nell’aspetto turistico e “offerta” a quei visitatori che cercano qualcosa di speciale, fuori dalla norma. Questa zona da sempre è stata orientata al mare, da una parte al mare del Nord e dall’altro a quel grande lago che in realtà è il mar Baltico. Negli anni il commercio e il trasporto sono diventati sempre più importanti e questa è stata la sua fortuna. Il momento d’oro è venuto alla fine del Medio evo, quando è stata creata la Lega anseatica, quasi una specie di predecessore della Comunità economica europea, legata all’area del mar Baltico ma nel contempo proiettata su gran parte dell’Europa settentrionale. Anche se ormai non esiste più, oggi parecchie città si vantano di esserne stati membri. Tra questi ci sono pure quelle che abbiamo visitato.

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Irlanda, paese dove l’ombrello è un oggetto fantasma

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La sera il turista esce dall’albergo. Guarda il cielo che si fa sempre più nero: pioverà di nuovo. Pochi passi dopo, ecco le prime gocce, che pian piano diventano sempre più insistenti. Apre l’ombrello, affretta il passo e passa poco dopo presso un campo di tennis illuminato a giorno restando sorpreso nel vedere diverse persone che giocano sotto la pioggia. Poco più avanti, attratto dalla classica musica nazionale entra in un bar. Si guarda attorno ma non vede dove posare il proprio ombrello. Nota però che buona parte degli avventori lo fissa. D’istinto chiede dove deporre l’oggetto. Non ottiene risposta, però la gente continua a guardarlo. Del tutto stupito, comincia a chiedersi che cos’ha di strano. Uno dei presenti gli alfine chiede: “Vedi altri ombrelli?”. “Effettivamente no”, è costretto ad ammettere. Alla fine spiegano al malcapitato: “Gli ombrelli qua non li utilizziamo quasi mai. Ci sono piogge quasi tutti i giorni, raramente sono forti e durano a lungo, sicché siamo abituati a fare tutto sotto l’acqua che viene dal cielo.”

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Cuore e portafoglio d’Europa

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Dopo una breve pausa rieccoci in viaggio. Prima meta: il Belgio in cui entriamo dall’Olanda passando un confine “da Schengen” molto prima che questo nome divenisse anche un concetto politico per arrivare a Brugges preannunciataci a ragione come la più bella città del Belgio. La visita parte dal centro, a prima vista la fotocopia di Amsterdam. Siamo in pianura e le biciclette abbondano, ma di sicuro da queste parti gli automobilisti sono più cauti. L’affascinante Grande piazza è dominata dall’erta Torre campanaria (XIII sec.), salire i 366 scalini è un’impresa, ma merita: si vede tutta la pianura fiamminga. Poco distanti, la fortezza eretta dal conte Baldovino I, il gotico Palazzo comunale unico per le sue 48

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Evviva Napoleone, famiglia compresa, ma abbasso il potere francese!

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Volete trascorrere le vacanze invernali sciando in un luogo insolito? Scegliete la Corsica! Vi sembra che chi scrive queste righe sia fuori di testa? Lasciatevelo dire: delle grosse opportunità che ci può dare la più grande isola francese sappiamo ben poco, comprese le possibilità di sciare.
Terza per grandezza di tutto il Mediterraneo, la Corsica ha una conformazione tale da “offrire” entro un arco di pochi chilometri, e dunque in tempi piuttosto ridotti, tutte le quattro stagioni dell’anno. La cima più alta è quella del monte Cinto, di ben 2706 metri, sicché i nevai non sono pochi. Non basta: sono oltre dieci le vette che superano i duemila metri. Ma quello che la rende unica è il fatto che, per esempio, a soli 28 chilometri dal monte Cinto ci sono bellissime spiagge. Di conseguenza anche il clima è caratterizzato da sbalzi delle temperature che arrivano fino a 20 gradi.

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I tesori di ieri e di oggi della Sardegna settentrionale

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Cosa vi viene in mente quanto sentite parlare della Sardegna? Turismo, spiagge e terre belle e incontaminate, bellissime ragazze, glamour, vip, un paradiso turistico assolutamente da visitare. Ma è veramente così? Già il nome Sardegna è un’attrattiva, ma in realtà quello che si può notare andando solo un po’ fuori dai classici itinerari dei tour operator è una realtà poco turistica e dedita molto di più da una parte all’allevamento, dall’altra a un’industria molto diversificata, anche quella pesante e inquinante. Solo un terzo dell’isola, circa, è la Sardegna turistica, spettacolare, da visitare, è la zona settentrionale, con esclusione dei dintorni di Porto Torres. Ed è proprio questa parte dell’isola che abbiamo visitato. Andiamo a scoprirla.

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Spazi di anticonformismo, libertà, trasgressione

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Paesi Bassi o Olanda che dir si voglia, è uno Stato dell’Europa nord occidentale che ha una storia molto ricca e che ha lasciato profonde tracce soprattutto con il suo colonialismo (dal XVII secolo interessò l’attuale Indonesia e alcune isole delle Piccole Antille) e con l’arte: la pittura olandese ha una grande tradizione che risale ai maestri fiamminghi del tardo medioevo e del primo rinascimento e va da Van Gogh a Rembrandt ed a Mondrian, ma il più famoso resta Van Gogh, attivo alla fine del XIX secolo. Oggi il Paese si presenta al visitatore in una veste diversa, anche se mantiene la tradizionale cornice dei colorati campi di tulipani.

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Vivere a Nizza, morire a Mentone

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Francia, Costa Azzurra, lunghe spiagge, sole. Sono i primi concetti che vengono alla mente quando uno pensa al sud-est della Francia. C’è però chi ha inventato la precisazione: a Nizza si va per viverci, a Cannes per divertirsi, al Casinò di Montecarlo a passare le notti. Infine, per le tranquille giornate della vecchiaia, ecco Mentone. Ma quest’affermazione definisce a puntino i quattro più importanti centri della Costa Azzurra o dà qualche immagine falsata? Il giudizio al lettore che avrà la pazienza di leggere fino in fondo questo resoconto di un viaggio compiuto in primavera.

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Grasse: qui il profumo è di casa

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Pensate di avere naso? Volete utilizzarlo? Potete farlo, però con qualche sacrificio. In primo luogo dovete “coltivarlo” molto giovani. Dovete dire addio a gran parte della cucina piccante e con odori forti. Non dovete bere. Non dovete fumare. Inoltre è severamente proibito ammalarvi.
Un semplicissimo raffreddore potrebbe distruggere la vostra carriera. Però se siete pronti a questi a svariati altri sacrifici esiste un lavoro d’oro per voi. E’ quello del “naso”.

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Un giro in nave per farsi la bevuta

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Lituania, Lettonia ed Estonia, terre per noi non tanto lontane quanto, e molto di più, sconosciute. Proseguendo idealmente il viaggio iniziato nello scorso numero, vediamo come si presentano al giorno d’oggi. Della loro storia - fatta salva l’appartenenza all’Unione Sovietica - sappiamo ben poco. Allo stesso modo poco o nulla possiamo dire in merito alle bellezze paesaggistiche. Il viaggio ci aiuterà a capire che le loro storie hanno nel contempo “peculiarità parallele” e radicalmente opposte. La Lituania, che a lungo ha condiviso la storia con la Germania e la Polonia, è strettamente legata in particolare a quest’ultima. La Lettonia, complice la fortissima minoranza russa (quasi il 40 p.c.) è inevitabilmente legata alla Russia pur non confinando con essa. Infine l’Estonia, la più settentrionale, è oggi quasi un tutt’uno con la Finlandia. Biciclette in autostrada?!?

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