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Costretti a giocare «in famiglia» (2 e continua)

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Dopo quasi 20 anni dalla prima partita di baseball disputata a Spalato, all’inizio del 1935 fu finalmente registrato con tutti i crismi dell’ufficialità il primo club dedito a questa disciplina. Prese, come abbiamo già scritto, il nome ufficiale di “Jugoslavenski bejzbol klub Krupa Split”. Non fu soltanto il primo a Spalato, ma pure in Croazia e in tutta l’ex Jugoslavia. Ebbe così inizio quella che sarebbe potuta sembrare una bellissima storia. Purtroppo i problemi erano subito dietro l’angolo.
Però torniamo un attimo indietro. Nell’edizione del 9 febbraio 1935 il quotidiano Dnevne novine scrisse un lungo articolo sulla fondazione di questa società. Come succede spesso anche oggi, pure all’epoca c’erano gli stessi preconcetti. Nell’articolo si faceva notare quanto questo sport fosse nuovo e poco conosciuto sia a livello nazionale che in Europa. Si sottolineava però che un gruppo di appassionati aveva fatto molto per avvicinare gli spalatini al baseball.


Alla ricerca di sparring partner
Il neocostituito club, non appena registrato, si era messo subito al lavoro di buona lena, nel segno della massima serietà. Durante tutta la settimana c’erano gli allenamenti, mentre la domenica era riservata alle partite. Però siccome il club spalatino non aveva praticamente avversari con cui confrontarsi o almeno non c’erano altre società vicine con le quali disputare delle partite amichevoli, ai giocatori non rimaneva altra scelta che mettersi alla prova reciprocamente, dividendo l’organico in due squadre secondo vari criteri. Delle volte giocavano i “vecchi” contro i “giovani”, altre volte si individuavano gli “sparring partner” secondo altri criteri. Con il passare del tempo pure gli spettatori crescevano di numero e molti tornavano a seguire con interesse questo sport che negli anni ‘20, grazie anche all’Hajduk aveva avuto il suo momento d’oro. Di queste amichevoli interne non di rado finivano per scrivere pure i giornali. Così la prima partita registrata dalla stampa fu quella del 2 giugno 1935 tra i bianchi e i blu. Per i bianchi giocarono: Gojko Ivančić-Aučina, Frane Viculin, Ružo Dimić, Sergije Petrović, Kažimir Marasović, Mate Viculin, Grgica Vušković, Bogoslav Bavčević e Mile Kukoč. Per i blu scesero in campo invece: Nikica Koceić, Božidar Kučić, Žarki Rosić, Ante Bakotić, Miljenko Marčić, Stanko Kaliterna, Miljenko Dvornik, Darko Lisičić e Živko Petrović. Alla fine prevalsero i giocatori della squadra blu per 13-11. Ad allenarli in questo primo anno fu Vinko Reić, che non poche volte si cimentò pure come giocatore/lanciatore.

Le maratone sportive
Non di rado, per pubblicizzare questo sport, come già fatto negli anni ‘20, il Krupa organizzava le proprie partite sul campo dell’Hajduk, prima degli incontri di calcio. A volte si tennero delle vere e proprie “maratone” sportive. Così, come riporta lo Jadranski dnevnik del 25 luglio 1935, dapprima si svolsero sul campo dell’Hajduk le gare di atletica tra Agona, AŠKA e Vuka. Poi fu la volta della partita interna del Krupa, tra i bianchi e blu. Una partita mai terminata per mancanza di tempo e finita in parità per 6-6. Il giornale mise in risalto l’ottima prova fornita da Vinko Reić e Ante Bakotić. A dirigere la partita fu Sergije Senjanović.
In questi primi anni ad arbitrare gli incontri di baseball nell’ambito dei vari schieramenti del Krupa furono pure Vjeko Kragić, Božidar Kučić, Marin Matošić e Arsen Senjanović.
Però restava da risolvere quello che fin dall’inizio si era rivelato un grande problema, ossia il reperimento del materiale con cui giocare. I giocatori si arrangiavano in tutti i modi possibili. Un grande aiuto lo davano i marinai e gli spalatini che vivevano oltreoceano. In questo primo anno di attività, la società fu supportata da diverse persone.

Uno spalatino di Chicago
Chi lasciò la traccia maggiore fu Josip Jurjević, uno spalatino trasferitosi a Chicago. Non per niente, poco dopo, fu pure proclamato presidente onorario del Krupa. Le assemblee societarie si tenevano regolarmente ogni anno. Dopo il primo presidente Viko Zuppa alla carica di nuovo presidente fu eletto Milivoj Tudor. Per lunghi anni la società aveva avuto una sede improvvisata; nel 1938 finalmente il club si trasferì in via Put kraljice Marije, in una palazzina situata all’attuale incrocio tra la vie Matoš e Nazor. Le attività andarono avanti liscie fino alla fine del 1940 quando si tenne l’ultima assemblea societaria. A presiederla fu l’ultimo presidente del Krupa, Petar Gjurković. Anche se la società era rimasta in vita per soli cinque anni, questo era stato un periodo molto intenso, con parecchi giocatori che si erano messi in luce. Gli storici ricordano che tra le file dei seniores erano passati ben 43 giocatori, mentre tre le schiere degli juniores c’erano stati 35. Più di 70 giocatori, quindi, avevano praticato con passione uno sport che già a quell’epoca rivestiva un ruolo del tutto secondario e per di più lo avevano fatto militando tra le file di una società che non aveva in Dalmazia, ma neanche più in là dei veri avversari con cui confrontarsi e disputare incontri amichevoli o ufficiali.

Si giocava pure altrove
Però bisogna far notare che si giocava al baseball pure in altri quartieri spalatini e non solo negli anni immediatamente precedenti all’ultimo conflitto mondiale.
Un ruolo molto importante lo ebbero pure i giocatori che si raccoglievano nel quartiere di Poljšan. Questo è il rione più a est della città, a oriente del porto; pertanto si trova dal lato opposto a quello che era il “caposaldo” del Krupa, che aveva la sua “base” vicino al Monte Mariano (Marjan).

Il quartiere di Poljšan
Come nel resto di Spalato, pure nel quartiere di Poljšan le prime partite di baseball si erano disputate già negli anni ‘20. Si giocava nei vari prati di questo rione periferico del capoluogo dalmata. Di solito le partite “vere” venivano disputate di domenica ed erano seguite da numerosi spettatori, che accorrevano alla “velika livada”. Di solito di mattina venivano organizzate partite di calcio e nel pomeriggio quelle di baseball.

Di regola sei giocatori
Di regola le squadre erano composte da sei giocatori e si giocava fino al conseguimento di 21 punti. Di rado questo partite venivano giocate con del materiale a norma. Venivano così utilizzate delle palline di tennis. Uno dei migliori giocatori di questo quartiere fu Jug Bogdan. Le partite, oltre che tra i giocatori dello stesso rione diviso in due squadre, venivano disputate contro le compagini di altri quartieri. Si andò avanti così fino al 1941 quanto la guerra ebbe il sopravvento. Tra i giocatori del quartiere di Poljšan è doveroso ricordare pure Ante Borković, Gojko e Semjan Borovčić-Kurir, Ante e Boris Duplančić, Vedran Frančeskini, Milan Grubišić, Đoko Kapeleti, Siniša Kesić, Boris Krstulović, Tonko Kukoč, Vanja Machiedo, Ivo Cigo-Maletić, Srećko Marendić, Ivo Mateljan, Nedo Medić, Vinko-Kancone Mitrović, Mile Pivalica, Branko, Čedo e Jure Roglić, Edo Stupar, Uroš-Paja Tominić, Boris Truta, Vito Urlić, Davor e Marin Vidan e Ante Zelić.

Il convento dei salesiani
Pure negli altri quartieri di Spalato si praticò a lungo il baseball. Da ricordare anche le attività sportive nel convento dei salesiani, che si trovava vicino all’odierna via Vukovar. Qui i giovani venivano avviati alle varie discipline, tre le quali figurava pure il baseball. A impartire le prima lezioni di questo “gioco americano” era stato Petar Perica.

Radici pure nel rione di Sjever
Dall’altro lato Nikica Koceić, uno dei giocatori di punta del Krupa, aveva fatto sì che pure nel quartiere Sjever (il rione settentrionale dell’epoca) il baseball mettesse radici e trovasse un buon numero di appassionati.
Però il baseball, in questi primi anni pionieristici, non fu soltanto uno sport praticato nei vari quartieri di Spalato.

Molti gli appassionati nelle cittadine limitrofe
Come già descritto nella prima puntata, ci furono nel corso degli anni sempre più appassionati pure anche nelle cittadine limitrofe, dove pur tra mille difficoltà, veniva praticata questa disciplina sportiva. Negli anni antecedenti alla Seconda guerra mondiale si giocava soprattutto ad Almissa (Omiš), Sinj e Imotski.
Con l’inizio del Secondo conflitto mondiale inevitabilmente pure le attività sportive furono ridotte ai minimi termini. Così a praticare il baseball rimasero in pochissimi; per lo più si trattava di giovani. Se da un lato le attività del Krupa cessarono, dall’altro lato il baseball continuò a vivere a Poljšan sopratutto grazie a Nikola Dadić. Con lui si radunavano i migliori giocatori del settore giovanile dell’epoca: Mario Profaca, Rajko Kraljević, Ivo Dumanić Car, Kemal Gekić, Božidar Peranić, Nikola Pilić, i fratelli Vlado e Arsen Škrobonja e Vinko Milas.

Là dove c’era l’erba…
Con la fine della guerra, la passione per questo sport tornò ad aumentare. Però si presentò un altro problema di non poco conto, quello di dove giocare. Spalato con il passare degli anni cresceva a vista d’occhio e laddove una volta c’erano prati e spianate in cui si potevano disputare le partite, spuntavano enormi casermoni. Di spazi liberi, in seguito all’aumento delle costruzioni e all’ampliamento della città in generale, ce n’erano sempre di meno.
Trasferimento nelle periferie
Così il baseball, con il passare degli anni, era costretto ad allontanarsi dal centro urbano, a trasferirsi sempre di più nella lontana periferia e pure nelle località dell’hinterland spalatino. Il problema degli scarsi spazi a disposizione si era fatto così pressante da portare quasi alla scomparsa di questa disciplina sportiva. E i grattacapi andarono avanti fino al 1972.

La rinascita a Salona
In quell’anno ci fu la riscossa, ebbe inizio la vera rinascita di questo sport, però non più a Spalato bensì a Salona (Solin). A far rinascere il baseball furono due ex giocatori del quartiere di Poljšan: Rajko Kraljević e Vinko Milas. Nel 1972 erano entrambi insegnanti di scuola elementare. Un giorno si ritrovarono a parlare dei tempi d’oro della loro giovinezza e a ricordare con nostalgia come fossero state bellissime le giornate trascorse a giocare a baseball. Così decisero di introdurre la pratica del baseball nelle loro lezioni di educazione sportiva.

I ragazzini furono entusiasti
I ragazzini furono entusiasti di dedicarsi a una disciplina sportiva per loro del tutto sconosciuta. Ben presto si ritrovarono a dover affrontare i soliti problemi, in primis quello di reperire i materiali con cui giocare. Ma queste difficoltà furono ben presto superate e le palline di tennis sostituite con quelle vere, mentre le mazze furono realizzate in loco. Le regole del gioco vennero rispolverate grazie a una vecchia rivista italiana, tradotta in croato dalla professoressa locale Ela Ganza e da Vinko Mladineo. E proprio Ela Ganza fu una delle prime appassionate, propense a registrare una vera e propria società sportiva. I primi allenamenti si svolsero nel 1973 in un prato davanti alla scuola, nella frazione di Sveti Kajo. Visto che si era vicino ai resti archeologici dell’antica Salona, su iniziativa del giocatore Ivo Leja si decise nel maggio del 1973 di chiamare la nuova società proprio con il nome di Salona. Per migliorare le possibilità di allenamento gli appassionati si trasferirono ben presto sul campo di calcio di Vranjic.

La collaborazione con Tavčar
In questi primi mesi di attività di grande aiuto fu pure una fortuita collaborazione con Karlo Tavčar, uno dei fondatori della società slovena Primorac di baseball con sede a Trieste. Tavčar notò un vecchio articolo sui primi anni del baseball a Spalato. Ne fu affascinato e andò in Dalmazia per vedere il tutto di persona e conoscere tra gli altri uno dei migliori primi giocatori, Vinko Reić. Con il passare del tempo si instaurò un’amicizia tra il Primorac di Tavčar e la Salona, all’epoca guidato da Vinko Milas.

Contatti con la Federazione italiana
Questi contatti avvicinarono la società con la Federazione italiana, ma anche con quella europea. Non furono contatti da poco perché bisogna far notare che all’epoca Salona era la prima società in tutta l’ex Jugoslavia dove si praticava questo sport. Ufficialmente la società fu registrata appena il 7 marzo 1974. Ma sulla sua storia ci soffermeremo con dovizia di particolari nella prossima puntata.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 12 aprile 2014.

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