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A Fiume come pure nel resto del mondo esistono diversi musei. Per lo più sono musei in veste classica in genere sulla storia della città. Nel corso degli anni ne sono stati aperti diversi, che si potrebbero definire alternativi o dai temi particolari che nella maggior parte dei casi restano nell’anonimato o sono poco visitati dai fiumani. Uno di questi è il Museo dell’informatica chiamato, in maniera del tutto originale Peek&Poke (letteralmente sbirciare e colpire). Esiste da ormai dieci anni, essendo stato aperto il 22 settembre del 2007 da un gruppo di entusiasti dell’informatica raccolti nell’associazione Calculus. A fondare l’associazione nel febbraio del 2007 furono Svetozar Nilović, Tomislav Ribičić e Dario Džimbeg di Fiume, Tomislav Talan e Ivan Širić di Zagabria. Ben presto vi si aggregarono Goran Paulin e Davor Pasarić dell’Associazione informatici di talento. Interessante rilevare che all’epoca agli stessi fondatori l’idea di un museo sembrava vagamente utopistica: si sono lanciati in questo progetto quasi per caso senza una visione chiara, volevano vedere dove li avrebbe portato col tempo il percorso del progetto e specie quanto sarebbe durato. L’idea di base era di aprire più che un museo un centro educativo con tanto di classi per formare i giovani: non per niente dicono di aver fallito, anche se ora sono un vero e proprio museo con tantissimi oggetti di tutti i tipi. 
Nei vani che lo ospita si può letteralmente “rivivere” la storia dell’informatica: dai primi PC, server, vecchi videogame, calcolatrici, floppy-disk e tanto tanto altro. Chi vuole visitare il museo nel dettaglio deve mettere in conto qualche ora di visita. Ogni singolo pezzo esposto ha una propria storia e qualche volta risulta perfino difficile immaginare come si presentava l’informatica solo qualche anno fa, che passi da gigante sono stati compiuti e quanto si sia ridotto il volume di alcune componenti.
Anche se il museo ai fiumani è poco noto e visitato è interessante il dato riportato dal portale turistico TripAdvisor. Questo importante punto di riferimento per ogni turista, fatto con le recensioni degli stessi visitatori, pone infatti il P&P al numero uno per la città di Fiume. Stimare un reale numero di visitatori è impossibile, spesso vengono organizzate conferenze, mostre e concerti vari che calamitano un profilo di persone nuove. 
Quello che rende il P&P ancora originale e unico è il fatto che quanto esposto è funzionabile e utilizzabile, il che rende il museo anche interattivo. Non è raro il caso in cui i visitatori si ritrovano a giocare a dei videogame o usare dei Pc d’antan. Infatti non per nulla uno dei vanti del museo è che ogni pezzo esposto è funzionante. Quello più in là nei tempi risale al 1914 ed è una calcolatrice, mentre il computer più vecchio è del 1961! Ci sono alcuni pezzi storici come Minivac 601, HAL 9000, Sinclair C5, Hewlett Packard 9100B, Commodore Max Machine, NeXT Cube, IBM Portable, Nintendo Virtual Gameboy, SGI Onyx, ecc.
Ora nel museo i pezzi esposti sono migliaia. Tanti altri però riposano in magazzino, difficile quantificarli. Negli anni sono stati tanti i cittadini che hanno donato materiali e pezzi informatici. Si capisce che il museo è stracolmo e che necessita di uno spazio espositivo più ampio per rendere la visita più comoda e godibile nelle varie sezioni. Visitare il museo, però, non è facile. È aperto in primis d’estate, da maggio a ottobre, per le altre stagioni si lavora su accordo. Non bisogna dimenticare che il tutto è tenuto in vita da volontari. Il P&P si trova all’indirizzo Ivan Grohovac 2a, o più semplicemente a due passi dalla cattedrale di San Vito, in direzione Scoglietto. Per saperne di più si può visitare il sito http://www.peekpoke.hr.
 
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Pubblicato su Panorama il 15 gennaio 2018.
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