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Spalato: la culla del softball

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Il baseball è da sempre considerato una sorta di fratello maggiore del softball, anche se quest’ultima disciplina ha ormai una tradizione eccome consolidata. Il baseball al femminile, al pari di quello maschile ha messo da tempo le radici in Dalmazia. Le sue origini a livello sportivo e agonistico risalgono agli anni Settanta. Anche se la storia del club di Spalato che vogliamo narrarvi è durata soltanto 20 anni, essa è stata costellata di successi e soddisfazioni.

La nascita
Le origini del softball risalgono al 19.esimo secolo. All’inizio questa era la versione del baseball che veniva disputata in palestra. Infatti come è noto il baseball richiede grandi campi da gioco, per cui le stagioni invernali presentano condizioni spesso proibitive per chi voglia praticare questa disciplina sportiva. Per tale motivo gli americani, a suo tempo, hanno inventato una versione più semplice del baseball, in grado di essere ospitata in spazi più angusti, per l’appunto il softball. Poi con il trascorrere degli anni tutto è cambiato e il softball oggi è il baseball al femminile. Si è sviluppato subito dopo l’ultimo conflitto mondiale per poi diffondersi rapidamente in tutto il mondo.
Non è stata immune a questo “contagio” nemmeno la Dalmazia. E in primis Spalato. Come abbiamo già scritto, le origini del baseball in Dalmazia risalgono agli inizi del 20.esimo secolo. Non mancavano fin dall’inizio le potenziali giocatrici, ma il clima a quei tempi non era ancora loro propizio, per cui si dovettero aspettare molti anni prima che si giungesse alla fondazione di una società esclusivamente al femminile. Le condizioni ideali per un simile balzo di qualità si ebbero appena nel 1977 quando la società maschile di baseball, il Nada, decise di dare vita pure a una sezione femminile. Nacque così il Salona di softball. All’epoca infatti l’odierno Nada si chiamava per l’appunto Salona ed era legato a doppio filo alla città di Salona (Solin), situata nell’immediato entroterra spalatino.
La nascita di questo club fu possibile innanzitutto grazie al grande impegno profuso nella diffusione del softball da parte dell’ex grande giocatore del Krupa, Božidar Kučić, nonché all’interessamento nelle scuole degli insegnanti di educazione fisica Vinko Milas e Slavenka Raos.
Ai primi allenamenti parteciparono le alunne della scuola elementare Šime Krstulović e di quella media tecnica sul campo dell’istituto medio superiore spalatino. Agli inizi un grande impulso lo diede pure il giocare panamense del Salona, Esteban Beroš.


Tra gialle e verdi
Non si dovette aspettare molto per giungere alla prima partita vera e propria di softball a Spalato. L’incontro fu disputato il 20 novembre del 1977 sul terreno di gioco dello Split calcio. Fu una partita giocata in casa, visto che le giocatrici si divisero in due squadre, ossia le gialle e le verdi. Per la cronaca vinsero le gialle per 16-15. Per fare quanta più pubblicità a questo sport emergente, la partita fu giocata prima di quella di baseball, del Salona. Ad arbitrare questa prima partita fu, quasi inevitabilmente, Božidar Kučić. La giocatrice che si mise più in mostra fu Marica Jovičić.
Magari il 1977 può sembrare abbastanza vicino a noi, ma per il softball quelli erano gli albori e l’incontro del 20 novembre, disputato in casa, oggi è considerato la prima partita di baseball al femminile giocata sul territorio dell’ex Jugoslavia. Una partita che diede impulso poi allo sviluppo di questo sport in tutta la regione.
Seguirono avvenimenti decisivi. Infatti, nell’altro centro nevralgico del baseball nella regione, ovvero a Lubiana, nel 1978 furono fondate due nuove società di softball, lo Ježice e il Gunclja. Così ci fu la possibilità di giocare contro altre squadre, ma pure di fondare una sezione femminile presso la Federazione nazionale.
Nel 1979 la squadra spalatina ottenne la possibilità di usare il vecchio campo dell’Hajduk, lo Stari plac, di allenarsi e di giocare qui le proprie partite. Nei primi anni è difficile parlare di partite vere e proprie. Il più delle volte le ragazze seguivano i colleghi maschi nei vari incontri e così imparavano sempre di più i segreti di questo sport.
Nel 1980 ad assumere le redini del Salona, in veste di allenatori, furono Neno Armanda e Vjenceslav Beroš. L’anno seguente la squadra venne ribattezzata Nada: il cambio di nome rappresentò una sorta di ritorno alle origini in quanto, come abbiamo già rilevato, la compagnie femminile di Salona nacque come una sezione di quella maschile di baseball, denominata per l’appunto Nada. Grazie all’esperienza dei nuovi allenatori e all’impegno della società per trovare avversari validi e dare quindi un impulso quanto maggiore alla squadra, il club nel 1981 partecipò al suo primo torneo internazionale, a Firenze. Non a caso il torneo venne disputato in Italia, in quanto la Federazione italiana per promuovere questo nuovo sport era solita organizzare partite di softball e baseball una dietro l’altra. In questo primo torneo le spalatine giocarono due partite. Nella prima, il 31 marzo, il Nada perse contro il Galluca Linus di Firenze per 23-3. La seconda partita fu invece interrotta a causa di una forte pioggia sul 14-14.

1981, il primo campionato
In questo stesso 1981 nell’ex Jugoslavia fu organizzato il primo campionato di softball. Parteciparono le uniche tre squadre dell’epoca, il Nada di Spalato e le lubianesi Ježice e Gunclja. La prima parte del torneo fu disputata a Lubiana, dove il Nada vinse il 26 settembre contro lo Ježice per 19-10, mentre il giorno dopo sconfisse pure il Gunclja per 19-9. Seguì la parte spalatina, in cui il 18 ottobre il Nada battè per 23-3 il Gunclja. L’ultima partita avrebbe dovuto essere essere quella contro lo Ježice, ma le giocatrici lubianesi non arrivarono a Spalato, per cui l’incontro fu registrato con il risultato di 9-0 a favore delle dalmate. Così in scioltezza, con tutte e quattro le partite vinte, il Nada si laureò campione di Jugoslavia con otto punti nel carnet. Secondo fu il Gunclja e ultimo lo Ježice senza punti. A difendere i colori della squadra vincitrice furono Sandra Bašić, Žana Bašić, Jadranka Bonić, Jasna Bonić, Danica Borzić, Katja Bulić, Mirjana Delić, Srećana Dragošević, Neli Giljanović, Irena Jelaska, Jelena Jurković, Nena Jurković, Edita Katavić, Silvana Keglević, Marina Madirazza, Sanja Mardešić, Rosana Marović, Joška Odak, Ivana Orlandini, Jadranka Radman, Snježana Stošić, Sanja Stupar, Vesna Tričković, Zorica Tričković, Silvana Tvrdić e Nena Vranković.
Il dominio continuò ininterrotto pure nel 1982. Nella prima parte il Nada s’impose il 25 settembre contro lo Zajčke per 26-22, mentre il giorno dopo sconfisse lo Ježice per 18-10. Fece seguito la trasferta lubianese con altre due vittorie. La prima il 2 ottobre contro lo Zajčke per 19-4 e il giorno dopo contro lo Ježice per 17-15. Un titolo più sofferto del primo, ma comunque meritatissimo.
Dal 1983 ad allenare le ragazze, oltre a Neno Armanda, furono le due giocatrici più esperte Nena Jurković e Vesna Tričković. Nel 1984 a Spalato arrivò la prima squadra straniera, l’italiana BSC. Nella prima partita il 10 marzo le ospiti prevalsero per 5-1, ma il giorno dopo a imporsi furono le padroni di casa per 17-16. Seguì ad aprile un forte torneo a Parma, dove le giocatrici spalatine conquistarono il quarto posto, dopo una vittoria contro l’Aran group B per 14-5 e tre sconfitte contro Gelax Lucca per 9-8, Aran group A per 11-2 e Colliculuma per 10-2. In questo 1984 a difendere i colori societari furono Neli Giljanović, Irena Jelaska, Nena Jurković, Vedrana Karninčić, Biserka Lozo, Marina Madirazza, Branka Neveščanin, Joška Odak, Branka Pivčević, Ana Pivčević, Ivana Pauletić, Sanja Stupar, Vesna Tričković, Silvana Tvrdić e Nena Vranković.

Sei titoli di seguito
A livello nazionale, inevitabilmente, proseguì il dominio incontrastato della spalatine che inanellarono ben sei titoli di seguito. Con gli anni aumentarono le avversarie. Così nel 1985 fece la sua comparsa lo Zagreb e nel 1986 il Turbina di Karlovac. E visto l’aumento del numero della squadre in lizza, vennero introdotte le qualificazioni repubblicane. Ma, nonostante tutto, il dominio spalatino continuò.
Il quinto titolo consecutivo, quello del 1986, fu frutto di questa rosa: Lada Aničić, Sandra Antonijević, Anita Čajdo, Edita Čajdo, Lea Grimani, Snježana Gvozdenović, Ana Krtolačić, Nađa Krtolačić, Marijana Lukić, Ivana Ljubetić, Marina Madirazza, Lara Mihajlović, Sanja Mihajlović, Ivana Pauletić, Sandra Polić, Karla Tomić, Kristina Tomić, Vesna Tričković, Zorica Tričković, Tamara Utješinović e Deborah - Maja Vukman.
Quello del 1986 fu l’ultimo titolo nazionale conquistato dalle spalatine nell’ex Jugoslavia. Infatti nei campionati successivi a vincere furono sempre le squadre lubianesi: non per caso in quanto nella capitale slovena si investiva di più in questa disciplina sportiva e i successi semplicemente non potevano mancare. Per il Nada nel 1987 ci fu il secondo posto, nel 1989 un altro secondo posto e nel 1990 il terzo posto.

In Croazia senza rivali
Con la fine della Jugoslavia e la nascita della Croazia indipendente e sovrana, il Nada svolse un ruolo fondamentale per lo sviluppo di questo sport nel nuovo Stato. Così nel 1992, nel primo campionato della Croazia indipendente, le spalatine non ebbero praticamente rivali, come pure i colleghi maschili. Vinsero per 16-2 contro l’Olimpija di Karlovac. A fregiarsi del primo storico titolo furono: Ivana Šimić, Maja Rosić, Mirela Zorić, Dunja Bonacci, Matilda Nevešćanin, Nataša Ćosić, Nikolina Munitić, Barbara Banovac, Valerija Jerončić, Ives Cikatić, Nađa Krtolačić e Ana Krtolačić. Allenatori Neno Armanda e Ivana Ljubetić.

Un dominio incontrastato
Il dominio delle spalatine continuò anche nel 1993 quando al campionato parteciparono quattro squadre: Nada, Vindija (Varaždin), Pinc Dugave (Zagabria) e Olimpija (Karlovac)
Il 1994 fu un anno fondamentale per questo sport in Croazia. Infatti il 28 maggio nella capitale fu fondata la Federazione nazionale, di cui il primo presidente fu Pero Čizmić di Zagabria. Poco dopo la Federazione croata divenne membro di quella internazionale, la ISF, International Softball Federation. Visto che c’erano tutti i presupposti necessari, fu formata la nazionale, le cui redini furono affidate allo spalatino Neno Armanda che all’inizio fu aiutato dagli americani Cindy e Jeffrey Warner. Per capire la rapidità con cui si svolsero gli eventi, basti notare che nello stesso 1994, ossia dal 29 luglio al 7 agosto, la nazionale partecipò ai campionati mondiali in Canada. I colori della Croazia furono difesi dalle spalatine Dunja Bonacci, Smilja Drobac, Valerija Jerončić, Ivana Ljubetić, Doris Praničević, Maja Rosić e Silvana Tvrdić, e dalle zagabresi Iva Bosiljevac, Maja Čizmić, Anica Knezek, Dinka Novak,Vlatka Obradović, Martina Šikić e Maja Vrbanić. Vista l’inesperienza il risultato passò in secondo piano. La Croazia disputò il girone B e perse contro Nuova Zelanda, Olanda, Italia, Belgio, Colombia e Argentina.
A fine stagione il Nada vinse il suo terzo titolo nazionale. A conquistare l’alloro furono giocatrici esperte come Barbara Banovac, Tihana Boraska, Vesna Boraska, Smilja Drobac, Tina Drnjević, Nevena Kalibović, Božena Lujić, Ivana Ljubetić, Nikolina Munitić, Valerija Jerončić, Matilda Nevešćanin, Maja Rosić e Doris Praničević, nonché le stelle emergenti Martina Banovac, Tea Grbeša, Katarina Gornik, Katja Komar, Franka Nejasmić, Ana Vuletić e Anita Žeravica.

L’inizio del declino
Ma questo fu pure l’ultimo titolo nazionale. Seguono anni difficili, come del resto accadde pure per i colleghi maschi del baseball. Nel 1995 le dalmate si piazzarono infatti soltanto al quarto posto. In quello stesso anno la nazionale giudata dallo spalatino Neno Armanda partecipò alle qualificazioni per le Olimpiadi del 1996, ma senza successo. Nelle qualificazioni giocarono pure le spalatine Vesna Boraska, Smilja Drobac, Valerija Jerončić, Katja Komar, Matilda Nevešćanin, Doris Praničević e Maja Rosić.
Nel 1996 arrivò un secondo posto e nel 1997 un terzo posto, sempre con il dominio delle zagabresi del Princ Dugava. Il fondo lo si toccò nel 1998 quando le dalmate si piazzarono al settimo e ultimo posto. Nel 1999 ebbero soltanto la forza di disputare la coppa nazionale dove arrivarono al terzo posto.
Il capitolo più triste della società venne scritto nel 2000. Infatti in quell’anno, dopo un lungo periodo di insuccessi e problemi vari la società decise di dire basta. Il club fu sciolto. Nonostante la grande passione per il softball che si era sviluppata negli anni non si potè fare nulla. Ragion per cui un pezzo importante della storia del softball non solo croato ma anche regionale si dissolse nel nulla.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 10 ottobre 2015.

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