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Da «proletari» a titolari di uno stadio all’avanguardia

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Il calcio è decisamente lo sport più popolare in Dalmazia. Si gioca ormai da più di 100 anni. Praticamente ogni villaggio ha la propria società sportiva. Dopo i primi difficili inizi agli albori del 20.esimo secolo il gioco del pallone è decollato, arrivando a livelli all’inizio sicuramente impensabili. Sono tante le società dalmate che si sono fatte valere nel corso degli anni e dei decenni. Sì, c’è l’onnipresente Hajduk di Spalato, ma ci sono pure tante altre squadre che si sono fatte valere con il passare degli anni. In primis si tratta delle compagini delle maggiori città. Ma a volte squadre di buon livello sono venute alla ribalta anche in cittadine che pochi sanno esattamente dove si trovano. In questa lista di piccole società che si sono fatte notare c’è di sicuro la squadra di Dugopolje. Oggi, come pure più di 100 anni fa, questo è un importante snodo stradale. Oggi qui passa l’autostrada, ma agli albori del calcio Dugopolje era il paesino attraverso il quale si passava per andare da Spalato a Sinj, ovvero verso l’entroterra dalmata e la Bosnia. E proprio grazie a questo suo ruolo di collegamento si deve l’arrivo del primo pallone e dei primi appassionati di questo sport. Come è noto le prime tracce sicure del calcio a Spalato le registriamo nel 1903, mentre a Sinj appena nel 1912. All’epoca il gioco del pallone era un passatempo gradito in primis durante l’estate quando gli alunni e studenti erano liberi e tornavano nelle loro case.


La prima partita certa nel 1927
La prima notizia certa di una partita di calcio disputata a Dugopolje la registriamo appena nel 1927. Infatti come scrisse all’epoca il quotidiano Jadranska pošta nella sua edizione del 30 agosto, a Dugopolje giorni prima i giocatori locali avevano affrontato la squadra del Tomislav di Tugar. Purtroppo il giornale menzionò soltanto che si era giocata una partita, ma senza soffermarsi sul risultato e i giocatori scesi in campo, che a tutt’oggi risultano ignoti. Però non bisogna sorprendersi se proprio in quell’anno e per giunta d’estate ci fu la prima partita. Infatti nel 1927 l’Hajduk di Spalato divenne per la prima volta campione nazionale. E come ogni estate tutti tornarono a casa, alunni e studenti in primo luogo. Per cui probabilmente quella fu l’occasione propizia per disputare una partita anche senza tutti i crismi dell’ufficialità. Una simile situazione durò a lungo. Il calcio allora era soprattutto un divertimento. Nessuno pensava a registrare una società, né tantomeno ad avere un campo di calcio, una sede, delle magliette o altro. Insomma si viveva alla giornata.
Arrivò poi la Seconda guerra mondiale che bloccò ogni attività sportiva. Nemmeno nell’immediato dopoguerra si fece nulla. Bisogna aspettare fino al 1952 per arrivare all’idea di fondare una società calcistica. A luglio si riunirono così a Dugopolje i più tenaci sostenitori di questo sport e fondarono la prima società ufficiale di calcio. Primo presidente fu eletto Ante Rogošić Kusilić, segretario Roko Caktaš, membri della presidenza Nedjeljko Dodoja, Ante Caktaš Santić, Zvonimir Kardum e Tadija Rogošić. Primo allenatore Božo Bosančić.

Il dilemma del nome
Però il più grande dilemma fu quale nome dare alla neosocietà. Mosor? No, visto che c’era il Mosor di Žrnovnica. Omladinac? C’era quello di Vranjic. Borac? No c’era ormai quello di Glavice. Ljubljan? No, è una parte del Mosor, ma poco nota. Alla fine prevalse l’idea di Roko Caktaš di chiamarla Proleter. Per una società senza sede, senza campo di calcio, senza magliette, senza palloni, insomma senza niente, si trattava di un nome ideale. Quello “proletario” fu il nome giusto dunque e rimase tale fino al 1990.
Però al contrario di diverse altre società la dirigenza non ebbe fretta nel registrarsi ufficialmente. All’inizio si giocò su campi di fortuna, con chi capitava, con magliette improvissate. Con il passare del tempo si decise che il campo di Sirčina poteva essere pulito e adibito al gioco del calcio. Così alla fine fu fatto, e questa situazione la ritroviamo tuttora! Con mezzi di fortuna furono realizzate le prime porte, mentre la rete fu comprata dai pescatori di Vranjic. Dopo un po’ di tempo il presidente e il segretario si scambiarono di ruolo e così a dirigere la società fu Roko Caktaš.
Le prime partite vennero disputate contro le squadra più vicine. Si giocò così contro Uskok di Klis, Omladinac Vranjic, Borac Glavica, Tekstilac e Junak di Sinj e Nada di Spalato. Molto spesso alle partite di andava in treno e certe volte pure a piedi o di corsa. Era decisamente un calcio di altri tempi.

La registrazione ufficiale
Si andò avanti così per ben tre anni. Finalmente nel 1955 si decise di registrare ufficialmente la società. La domanda inoltrata alla Federcalcio spalatina porta la data del 18 settembre. Il 5 ottobre la domanda venne accolta e il Dugopolje fu registrato con il numero di protocollo 706/55. Da subito fu omologato pure il suo campo di calcio. Il 6 ottobre vengono registrati i primi giocatori: Mate Marasović, Vladimir Vučković, Josip Bura, Nedjeljko Rako, Božidar Novak, Ivan Maglica Talenta, Miroslav Radošević, Nikola Radošević, Ante Mušac, Dinko Radan e Stjepan Bosančić.
Solo tre giorni più tardi, il 9 ottobre 1955, il Proleter di Dugopolje disputò la sua prima partita ufficiale nell’ambito del terzo gruppo del campionato spalatino. L’avversario fu più che ostico, il Tekstilac di Sinj. Arrivò subito una netta sconfita per 7-0. La prima stagione fu inevitabilmente una di quelle da dimenticare. Però già la successiva cominciò bene, con la prima vittoria ufficiale. A “cadere” fu la Sloga di Mravinac che fu sconfitto per 6-5. Era il 28 ottobre 1956. Il Proleter rimase nei primi anni nel girone più basso del calcio a livello spalatino. Sì andò avanti così fino al 1959, quando il club di Dugopolje decise di prendersi una pausa, uscendo temporaneamente dalle competizioni ufficiali. In quel 1959 si registrò la prima trasferta di più giorni. Infatti il Proleter andò nell’isola di Curzola (Korčula), dove giocò contro la Jadran di Smokvica e lo Zmaj di Blato.

1962, l’anno della rinascita
La società riprese a operare a pieno regime nel 1962 con l’arrivo dell’artefice della rinascita del calcio a Dugopolje, Zvonimir Mustapić. Egli fu per anni dapprima giocatore e poi allenatore e segretario. Il club fu riregistrato nuovamente e a partire dalla stagione 1963/64 iniziò a giocare con regolarità. Cominciò inevitabilmente dalla lega più bassa. E cominciò con una rosa di giocatori rigorosamente di Dugopolje: Stanko Jerković, Josip Perišić, Stjepan Bosančić, Božo Bosančić, Mirko Caktaš, Ante Caktaš, Ivan Rogošić, Josip Čelan, Josip Šimić, Zvonimir Mustapić, Ante Rogošić, Ivan Caktaš, Stipe Debeljak, Zvonko Balić, Zvonko Smodlaka, Božo Perišić, Roko Ramljak, Dinko Čelan, Juraj Mustapić, Božo e Mate Balić. Oggi un fatto impensabile, ma pure all’epoca visto che già allora sapevano venire a giocare nelle squadre locali anche giovani di paesi vicini.
Il primo successo di rilievo arrivò con la conquista del primo posto nel proprio girone e la promozione al campionato spalatino. Era la stagione 1966/67 e per il Proleter giocarono: Stanko Jerković, Mate Doždor, Zvonimir Mustapić, Ivan Rogošić Zec, Ante Rogošić, Ivan Caktaš, Josip Šimić, Zvonimir Balić, Jozo Čelan, Jure Mustapić, Ivo Rogošić, Mirko Radošević, Ivica Bosančić, Slavko Mustapić, Nedjeljko Bosančić, Josip Balić e Božo Bosančić. Nella lega spalatina la squadra di Dugopolje rimase fino alla stagione 1974/75, quando fu promossa nell’intercittadina Spalato-Makarska. Dopo un solo anno ci fu il mesto ritorno nel girone spalatino. Poi di nuovo per un solo anno la promozione, nella stagione 1980/81. In seguito la compagine, fino alla stagione 1989/90, dovette accontentarsi di disputare il campionato spalatino. Poi finalmente arrivò la promozione al campionato della Dalmazia, girone centrale.
La gioia durò poco. Tornarono a soffiare in Dalmazia i venti di guerra e ci fu anche un radicale cambiamento del clima politico. Il proletariato ormai non era più di moda. Così il 23 luglio del 1990 si decise di cambiare il nome della società semplicemente in Dugopolje. La denominazione Proleter così passava alla storia, come l’ideologia che ne stava alla base. Tre mesi dopo, il 30 ottobre 1990 il cambio di nome fu ufficialmente registrato presso la Federcalcio. Solo tre giorni prima, nella partita contro la Jadran di Tučepi, la compagine dell’entroterra spalatino giocò la sua prima partita con la denominazione di Dugopolje.
Seguirono anni difficili sotto tutti i punti di vista; gli scontri bellici erano quasi alle porte. Si giocarono pertanto solo partite di livello regionale. Il primo salto di qualità fu la partecipazione al campionato di terza lega, girone meridionale nella stagione 1994/95. La squadra conquistò un ottimo quarto posto. Erano quelli gli anni dei grandi cambiamenti nel mondo del calcio croato, ma il Dugopolje rimase sempre relegato ai margini dei campionati nazionali. Il primo risultato di rilievo nella nuova Croazia indipendente lo si ebbe alla fine della stagione 1997/98 quando il Dugopolje vince il campionato conteale spalatino-dalmata e fu pure finalista nella coppa regionale. La stagione successiva la compagine disputò per la prima volta la coppa nazionale, dove uscì nel turno preliminare battuta nel confronto con l’Halubjan di Viškovo. In quella stagione sotto la guida di Mario Smodlaka giocarono: Mario Smodlaka, Mario Jurenić, Boško Perišić, Goran Čevra, Goran Kardum, Bojan Šimić, Dragan Doždor, Ivica Rogošić, Roko Rogošić, Goran Balić Dujin, Andro Rogošić, Edo Radošević, Filip Čipčić, Žarko Madžar, Hrvoje Domjanović, Hrvoje Balić, Goran Balić Stipin, Alen Smodlaka, Tomislav Tomaša, Ivica Rogošić II, Joško Bazina, Andrija Rogošić, Mario Bosančić, Dalibor Zebić e Matko Rogošić. Negli anni ‘90 la società registrò tra le sue file i primi giocatori che avrebbero poi militato nella prima lega nazionale: Ivica Šimunović, Neno Rogošić, Filip Čipčić e Hrvoje Balić. Nel 2001 Mario Smodlaka fu il primo giocatore del Dugopolje, nato pure a Dugopolje, a giocare una partita per la nazionale. Quella dei dilettanti.

Successo dal sapore storico
Nell’estate del 2004 arrivò un successo dal sapore storico. La squadra venne nuovamente promossa in terza lega, girone meridionale. Finì subito nella prima stagione al quarto posto. Alla fine della stagione 2006/07 sfiorò la storica promozione: dovette accontentarsi del secondo posto, risultato questo tutt’altro che disprezzabile. Seguirono un sesto e un dodicesimo posto prima di ottenere la promozione. Nella stagione 2009/10 il Dugopolje vinse il suo girone di terza lega con ben nove punti di vantaggio sulla seconda classificata. Ottenne così una storica promozione in seconda lega.
La prima stagione la chiuse con un solido ottavo posto. Poi nella stagione 2011/12 vinse la seconda lega! Però la promozione rimase solo un sogno. La società non presentò la domanda per ottenere la licenza per giocare in prima lega e decise di rimanere nella seconda. Seguirono altre tre stagioni di seconda lega con piazzamenti nella zona centrale della classifica senza ritrovare il vigore di quella storica stagione 2011/12.
Poca fortuna la squadra l’ha avuta nella coppa nazionale croata. Dopo la fugace apparizione nei preliminari della stagione 1997/98 con la sconfitta contro l’Halubjan Viškovo per 0-3, il Dugopolje ricomparve agli onori della cronaca nella stagione 2011/12. Pure in questo caso si arrese nei preliminari contro lo Zadar per 2-1.

Il vanto di Dugopolje
Uno dei vanti della società è il suo modernissimo stadio. Il club aveva cominciato a rendere praticabile per il calcio il terreno di Sirčine negli anni ’50. Da allora la società non si è più mossa da quella zona. Dopo aver reso praticabile il campo di gioco, questo fu ampliato con la realizzazione delle gradinate e la costruzione della sede nel 1968. Poi ci furono importanti lavori di drenaggio nel 1975 che resero lo stadio più che apprezzabile. Nel 1985 furono ampliate le tribune. Ma il vero grande salto di qualità ci fu nel 2007. Infatti dopo una partita amichevole contro l’Hajduk di Spalato il 29 settembre venne posta la prima pietra per la costruzione del nuovo e modernissimo stadio. I lavori si protrassero per due anni e finalmente il 23 aprile del 2009 il nuovo campo di calcio ricevette luce verde, ovvero la licenza di agibilità. Ufficialmente fu inaugurato il 22 luglio del 2009 con un’altra partita amichevole, sempre contro l’Hajduk di Spalato. Lo stadio il 4 giugno 2009 ricevette pure la licenza UEFA. E proprio grazie a questa negli ultimi anni diverse partite delle varie nazionali giovanili della Croazia sono state disputate proprio in questa cittadina, che ormai fa parte, potremmo dire, della periferia spalatina. La prima della U21 è stata quella giocata il 3 giugno 2011 contro la Georgia. A Dugopolje hanno inoltre disputato le proprie partite di Europa league lo Šibenik nella stagione 2010/11 e lo Split nel 2011/12.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 12 settembre 2015.

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