Login
Register
Articles

La scherma nacque sotto il vessillo degli autonomisti

Share

Di solito la scherma viene considerata uno sport d’élite, uno sport per pochi intimi, il più delle volte legato al mondo dei ricchi. La storia della scherma a Spalato e quindi in Dalmazia ha origini molto lontane. Difficile affermare con certezza da quando si pratichi questo sport nel capoluogo dalmata. Le ricerche storiche confermano che veniva praticato già nel 17.esimo secolo durante le varie manifestazioni cittadine. Traccie precise però non ci sono.

Su iniziativa di Bajamonti
Per averle bisogna arrivare alla fine del 19.esimo secolo. Infatti il 25 febbraio 1877, gli autonomisti di Spalato, a cui faceva capo anche la comunità italiana, fondarono la prima società sportiva: si trattava della Società di tiro al bersaglio. Il tutto nacque su iniziativa del “mirabile podestà” dell’epoca, Antonio Bajamonti. Il 24 agosto 1884 gli autonomisti fondarono un’altra società, il cui il nome stava già a indicare un legame preciso con il mondo della scherma. Infatti venne fondata la Società di Ginnastica e Scherma. Il tutto nel pieno centro di Spalato, alle Procurative. Di questa società ricordiamo oggi i presidenti: Doimo Savo, Alessandro Jeličić-Martinis, Vincenzo Valle, Italo Božić, Giovanni Bettiza, Lorenzo Gilardi, Antonio-Alberto Invernizzi e Stefano Selem.


Le spade arrivarono da Vienna
Ma come si sa, per diffondere uno sport, serve la “materia prima”. E per questo Petar Kamber, studente a Vienna, al ritorno a casa nel 1885 portò con sé i primi attrezzi. E così si iniziò realmente a praticare questo sport. Di primo acchito ci si dedicò soprattutto agli allenamenti, per prendere confidenza con la nuova disciplina. Di scherma si scriveva spesso anche sui giornali dell’epoca, in particolare sullo Sport Dalmato. Tra i primi allenatori si fece conoscere l’italiano Pappacena.
Nel 1893, con la vittoria elettorale del partito nazionale, fu aperta la strada per la fondazione dello Hrvatski sokol, che tra i suoi sport annoverava pure la scherma. Interessante rilevare che per rendere popolare questo sport si tennero svariate manifestazioni; non di rado le presentazioni si tennero pure nel teatro cittadino. Tra i primi appassionati di scherma vengono oggi ricordati Ante Katunarić, Josip Malvić, Andrija Razmilović e Vladimir Šore.
All’inizio del 20.esimo secolo questo sport divenne sempre più popolare. A Spalato con gli anni vennero alla ribalta numerosi schermidori che avevano appreso i rudimenti di questa disciplina nei centri più importanti dell’epoca. Così da Buenos Aires arrivò Josip Dabinović e da Praga Šime Vučić-Đaković. Essi diedero un grande impulso a questo sport. Soprattutto il secondo, spalatino di nascita, dopo anni di studi a Praga tornò a casa come professore di ginnastica, ma in primis si dimostrò un grande appassionato della scherma. E quest’amore lo portò nel 1905 a fondare una scuola privata di scherma! I suoi primi “allievi” il 9 giugno del 1906 tennero un’esibizione pubblica nel salone del Grand Hotel Troccoli a Spalato. Il vincitore di questa manifestazione fu Ante Tommaseo. Come scrissero i giornali dell’epoca, grande interesse suscitò l’esibizione di uno schermidore di soli otto anni, del quale si ricorda oggi solo il cognome, Ilić. A fine serata a esibirsi furono il maestro Šime Vučić-Đaković e il professor Ante Katunarić, uno dei primi campioni di fioretto.

Un club da italiano a croato
La scuola di Šime Vučić-Đaković rimase aperta fino al primo conflitto mondiale. Lui stesso si fece artefice dell’idea di fondare la federazione croata di scherma nel 1911. Con il passare degli anni a Spalato furono fondate svariate società sportive che tra le varie discipline registravano pure la scherma. Da ricordare lo Hrvatsko šport klub, l’Hajduk, ma pure una società dedicata esclusivamente alla scherma, come testimonia il nome Mačevalački klub, fondata l’8 luglio del 1911. Questo club fu di fatto l’erede della Società di Ginnastica e Scherma fondata nel 1903, che negli anni cambiò diverse volte il nome e da una società guidata da italiani divenne prevalentemente croata. Dopo la stasi dovuta al primo confllitto mondiale
, l’instancabile Šime Vučić-Đaković propose un corso di tre mesi di scherma. E come grande appassionato di svariati sport tenne pure corsi di ginnastica, scacchi e altre discipline. E inoltre fu attivissimo nel Sokol. Nel 1920 fu nominato membro del comitato olimpico spalatino. Nel 1927 fondò pure una società di lotta. Di questi primi anni di rinascita della scherma spalatina vanno ricordati la figlia Sonja Vučić-Đaković, Đermano Bonavia, Ivan-Anton Kolombatović, Vladimir Rismondo, Josip Rittmann, Ivan-Giovanni Savo, Ozren Smodlaka, Milovan Smodlaka e Stjepan Vrdoljak.

Lo sbarco a Sebenico
La passione per questo sport portò Šime Vučić-Đaković a organizzare scuole e manifestazioni di scherma anche fuori Spalato. Così nel 1928 sbarcò pure a Sebenico, dove alla fine fondò pure una filiale della propria scuola spalatina.
Nel luglio del 1928 a Belgrado si svolsero le qualificazioni per la nazionale jugoslava che doveva partecipare alle Olimpiadi. A scendere in campo doveva essere pure una squadra spalatina guidata da Šime Vučić-Đaković. Alla fine però andò solo lui nella capitale jugoslava, ma non riuscì a staccare il biglietto per Amsterdam. Però pochi giorni dopo, al campionato nazionale a Subotica sconfisse il campione uscente Đuro Freund per 3-2 e si laureò campione nazionale di fioretto!

La figlia va a Lissa
Nel luglio del 1928 la figlia di Šime Vučić-Đaković, Sonja, per popolarizzare questo sport andò a Lissa (Vis), dove tenne un breve corso e organizzò una manifestazione con l’obiettivo di far conoscere questo sport anche sull’isola più distante dalla terraferma dalmata.
Con il passare degli anni si susseguirono le partecipazioni a svariati tornei, tra cui quelli di Zagabria, Lubiana e Belgrado. Visti i sempre maggiori successi si decise di fondare una nuova società dedita esclusivamente alla scherma. Così il primo ottobre del 1933 venne fondato il Vitez. Alla carica di presidente fu eletto Jerko Aljinović. Membri della presidenza furono Ante Bonačić, Tomislav Bulat, Ante Katunarić, Silvestar Matulić, Egidije Nonveiller, Josip Rittmann, Jerko Aljinović, Ivan Slapničar e Šime Viceić. Il medico della società fu Joško Tommaseo, mentre ad assumere il ruolo di allenatore fu inevitabilmente Šime Vučić-Đaković.
Tra i primi assi di questo club vanno ricordati Niko Armanda, Drago Bašić, Ante Bučan, Oskar Dešković, Ante-Tonći Ercegović, Vitomir Trumbić, Šime Viceić e J. M. Buchardo Gavazzo (console argentino a Spalato). Per popolarizzare ancora di più questo sport si svolse pure un’originale esibizione. Infatti il 2 giugno del 1935 nell’intervallo della partita di calcio del campionato regionale tra Vuk e AŠK si ebbe una presentazione degli schermidori del Vitez nel fioretto.
Il tutto andò avanti fino al 1939, e con grande successo, per cui questo sport divenne sempre più popolare. Il declino ebbe inizio il 13 maggio, con la chiusura della scuola di scherma. Infatti il grande maestro Šime Vučić-Đaković venne ricoverato in ospedale a Zagabria. Tre mesi dopo la triste notizia della sua morte. Era il 7 agosto 1939. Poco dopo ebbe inizio la Seconda guerra mondiale e al pari degli altri sport pure il mondo della scherma si fermò quasi del tutto.

Avvantaggiati gli sport di squadra
Con la fine del secondo conflitto mondiale, nel 1945 a Spalato si cominciò di nuovo a praticare svariati sport. Furono fondate diverse società sportive che nei propri programmi includevano svariate discipline. Però quella che mancava all’appello era la scherma. Semplicemente non riusciva a rinascere. Però non era la sola disciplina sportiva a ritrovarsi relegata ai margini, in quanto la politica dominante di allora puntava a popolarizzare in primo luogo gli sport di squadra. Da non sottovalutare poi il fatto che la scherma è uno sport costoso, per cui trovare gli attrezzi necessari all’epoca non era semplice, vista la pessima situazione economica.

Discipline affini…
Negli anni ci furono svariate iniziative per ridare smalto alla scherma. L’interesse per questa disciplina rimase pressoché costante, ma le possibilità di decollare nuovamente erano poche. Si dovette aspettare la fondazione di una società alquanto singolare. Infatti a Spalato fu fondata su iniziativa di Drago Krželj la Società di scherma e sport affini, Split. E nell’ambito di questi sport affini c’erano discipline oggi cadute nel dimenticatoio o quasi, oppure nemmeno considerate tali: la battaglia con fucili e coltelli, il kendo (scherma giapponese), la battaglia giapponese di bastoni.
Insomma tutti quegli sport che non erano riusciti a emergere da soli si erano radunati sotto la stessa bandiera, dando vita a una propria società. Ma per il mondo della scherma spalatina era ben poca cosa rispetto ai fasti registrati prima dell’ultima guerra mondiale. E da non dimenticare che correva l’anno 1976. Per cui per vedere veramente rinascere la scherma spalatina si dovettero aspettare addirittura 38 anni. Infatti la data ufficiale della rifondazione è il 12 febbraio 1977. Su questa società e i suoi successi ci soffermeremo nella prossima puntata. (1 e continua)

Per vedere l'intero articolo, versione PDF



Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 9 gennaio 2016.

Share
You don't have permission to view or post comments.

My articles

Thumbnail Il baseball è da sempre considerato una sorta di fratello maggiore del softball, anche se quest’ultima disciplina ha ormai una tradizione eccome consolidata. Il baseball al femminile, al pari di...

Sport

Thumbnail Održan 16. riječki polumaraton na relaciji Korzo - Kantrida - Korzo te maraton Korzo - Opatija - Korzo.
More inSport  

Putopisi

Thumbnail Brod Galeb, Titov brod je već godinama u Rijeci. Prvo u Viktor Lencu a sada već godinama u samom centru grada. Vidimo ga iz daleka, preko ograde, no kako on izgleda iz bliza. Kako je stanje na njemu i...
More inReportaža