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Gli spalatini si sono fatti largo... a sciabolate

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Dopo aver passato in rassegna due mesi fa le vicende di alcuni campionissimi del tennis, tutti originari dalla stessa via spalatina, torniamo a soffermarci ora su un altro sport in cui i dalmati si sono fatti valere nel corso degli anni. Eccoci dunque nel mondo della scherma, una disciplina che a Spalato ha sempre conosciuto alti e bassi, non sempre ben capita dall’opinione pubblica.

Troppa concorrenza
La scherma a Spalato non ha mai avuto vita facile. Da un lato ha dovuto fronteggiare la “concorrenza” di un gioco estremamente popolare come il calcio e quella degli sport acquatici, dall’altro non è mai riuscita a imporsi come fenomeno di massa. Da sempre la scherma si è ritrovata relegata in un cantuccio, vista come uno sport per ricchi, capito da pochi e con pochi sbocchi fuori dalle palestre dove viene praticato. Insomma una disciplina che pareva destinata a non emergere mai. Se nella prima metà del 20.esimo secolo c’era stato tanto entusiasmo, dopo il Secondo conflitto mondiale tutto era andato perso o quasi. Infatti finita la guerra nessuno ebbe la forza di rilanciare la scherma; non ci fu neppure la volontà delle autorità cittadine e di quelle nazionali di dare impulso a questo sport. Ragion per cui la scherma si ritrovò abbandonata al suo destino. Non deve pertanto sorprendere se la gloriosa società spalatina di scherma non venne rifondata dopo la Seconda guerra mondiale. Si dovette aspettare infatti fino al 1977 per vedere rinascere a Spalato questa disciplina! Negli anni precedenti c’erano stati dei timidi tentativi di rivitalizzatla, ma senza successo. E così si era andati avanti a tentoni fino al 1976. In quell’anno diverse piccole società non ufficiali decisero di unire le forze e di andare avanti insieme. Si creò uno strano connubio: la scherma si ritrovò nello stesso calderone con la battaglia con fucili e coltelli, il kendo (scherma giapponese), la lotta giapponese di bastoni. Nasque sotto questi auspici, ovvero in un modo alquanto originale, la nuova squadra spalatina di scherma.

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La scherma nacque sotto il vessillo degli autonomisti

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Di solito la scherma viene considerata uno sport d’élite, uno sport per pochi intimi, il più delle volte legato al mondo dei ricchi. La storia della scherma a Spalato e quindi in Dalmazia ha origini molto lontane. Difficile affermare con certezza da quando si pratichi questo sport nel capoluogo dalmata. Le ricerche storiche confermano che veniva praticato già nel 17.esimo secolo durante le varie manifestazioni cittadine. Traccie precise però non ci sono.

Su iniziativa di Bajamonti
Per averle bisogna arrivare alla fine del 19.esimo secolo. Infatti il 25 febbraio 1877, gli autonomisti di Spalato, a cui faceva capo anche la comunità italiana, fondarono la prima società sportiva: si trattava della Società di tiro al bersaglio. Il tutto nacque su iniziativa del “mirabile podestà” dell’epoca, Antonio Bajamonti. Il 24 agosto 1884 gli autonomisti fondarono un’altra società, il cui il nome stava già a indicare un legame preciso con il mondo della scherma. Infatti venne fondata la Società di Ginnastica e Scherma. Il tutto nel pieno centro di Spalato, alle Procurative. Di questa società ricordiamo oggi i presidenti: Doimo Savo, Alessandro Jeličić-Martinis, Vincenzo Valle, Italo Božić, Giovanni Bettiza, Lorenzo Gilardi, Antonio-Alberto Invernizzi e Stefano Selem.

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