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soccer solin

La storia del calcio nella città di Salona (Solin) è sempre stata all’insegna degli alti e bassi. Siccome questa località si trova a due passi da Spalato inevitabilmente il gioco del pallone ha messo quasi subito le radici qui, con la volontà di competere con il grande vicino. In ogni caso l’obiettivo dei giocatori di Salona è stato innanzitutto quello di essere più forti di quelli delle cittadine limitrofe. A Salona con il passare degli anni i risultati sono stati sempre più brillanti, ma non sono mancati neppure i problemi. A più riprese il club è stato a un passo dal fallimento.
Un fattore che di sicuro inizialmente non giocò a favore dello sviluppo vero e proprio del calcio a Salona fu la decisione di non affiliarsi alla Federazione calcistica spalatina. Questo portò la squadra a disputare per anni soltanto svariate amichevoli. Non venendo a contatto con il calcio che conta a casa propria, la squadra salonitana non riuscì a svilupparsi così velocemente come le altre compagini del vicinato.

 

Da Zara a Cattaro
Finalmente la nuova dirigenza nel 1932 prese la decisione di affiliarsi alla Federazione spalatina, che in fin del conti era la Federazione della Dalmazia, visto che raccoglieva tutte le società sportive da Zara fino e alle Bocche di Cattaro incluse.
Grazie a questo fatto subito nella stagione 1932 il Solin prese parte al campionato spalatino, insieme alla squadra dello Split (proprio il club che milita ora nella Prima lega croata), al Vuk e all’Orijent di Spalato. Alla fine si piazzò al terzo posto, ma visto che si era appena agli inizi si trattò di un risultato più che lusinghiero.
In quegli anni a livello nazionale ci furono svariati cambiamenti, che in qualche modo giovarono pure al Solin. Infatti la squadra, giocando a livello regionale, poteva disputare più partite. Così, come ormai era prassi da anni pure nella stagione 1933/34 si disputarono due campionati. In quello autunnale arrivò di nuovo un terzo posto su quattro squadre (con Vuk, ASK e Orijent) in sei partite. In primavera il Solin giocò ben otto partite, però non riuscì a competere contro i troppo forti Vuk e ASK e finì terzo e ultimo in classifica.

Una divisione netta
Nell’estate del 1934 la Federazione spalatina decise di cambiare la formula del campionato, visto il numero sempre crescente di squadre coinvolte, e di fare una netta divisione tra squadre spalatine e quelle della provincia. Questo cambiamento portò il Solin a competere con le squadre del comprensorio periferico, in una lunga serie di partite non tanto interessanti come erano state quelle contro le squadre spalatine. In autunno arrivò alla finale provinciale battendo la Jugoslavija di Vranjic per 3-0 e lo Jadran di Castel San Giorgio (Kaštel Sučurac) per 1-0. Però alla fine in finale dovette arrendersi all’Osvit di Sebenico con il quale perse per 3-0.
Il bis a primavera. Il Solin vinse il proprio girone, quello numero 1 della provincia, composto ancora da Avia (Castel Vecchio- Kaštel Stari), GOŠK, Slaven, Primorje e Jadran. Alla fine nella finale provinciale affrontò di nuovo l’Osvit di Sebenico. Perse in trasferta per 4-1 e vinse la partita di ritorno a casa per 2-0, ma questo non fu chiaramente sufficiente per imporsi nel confronto.

Campionato spalatino
Nella stagione 1935/36 il Solin tornò a disputare il campionato cittadino di Spalato. Furono partite decisamente migliori e più interessanti rispetto a quelle contro i club della provincia. Nella parte autunnale il Solin finì terzo su quattro squadre; però alla fine il campionato fu annullato dalla Federazione nazionale. In primavera ci fu un campionato ancora più forte, visto che oltre all’ASK, allo Split e al Vuk si aggregarono pure l’Hajduk (Spalato) e l’Osvit di Sebenico. Insomma tutte le squadre più forti della Dalmazia. Fu un campionato con il vincitore noto prima ancora del fischio d’inizio; per il Solin alla fine arrivò un buon quinto posto frutto di due vittorie e un pareggio. Il Solin vinse contro l’ASK e lo Split. Perse inevitabilmente contro il fortissimo Hajduk per 6-0 a casa e 8-0 a Spalato.

Lo stadio divenne ippodromo
Arriviamo così alla stagione 1936/37 con il Solin ancora nel campionato cittadino senza l’Hajduk, ma con l’Osvit. Otto le partite in autunno e alla fine un quarto posto su cinque squadre (tre le vittorie). A primavera il bis e un quarto posto finale.
La squadra fu iscritta nel campionato 1937/38 nel girone di prima classe, vista la nuova formula dei campionati regionali. Avrebbe dovuto giocare contro Split, Majstori s mora (ex Vuk), Nada e Osvit di Sebenico. Avrebbe, visto che alla fine non partecipò al campionato. Ben presto la società fu chiusa e tutte le sue partite furono perse a tavolino per 3-0!
Fino all’inizio della Seconda guerra mondiale il Solin non disputò più nessuna gara. Poco dopo questa parte della Dalmazia fu unita all’Italia e il campo di calcio fu trasformato in ippodromo.

La rinascita nel dopoguerra
Finita la guerra si pensò subito alla rinascita sportiva nella città. Ben presto fu fondata la società ginnica Naprijed, che aggregò tutta una serie di sport, come era prassi all’epoca. Questa subito nel 1946 cambiò il nome in Cement. Infine nel 1951 si tornò alle origini e al nome di Solin. E proprio dal 1951 che comincia la vera rinascita delle attività calcistiche a Salona.
Però torniamo un passo indietro e alle prime attività nel dopoguerra. Subito alla fine del 1945 venne fondata, come rilevato, la polisportiva Naprijed. Venne eletto primo presidente Mirko Grubišić, con suo vice Mile Ivić. Segretario Vjekoslav Dude, tesoriere Ante Mikelić mentre il resto della presidenza era composto da Ante Pletikosić, Blaško Vrdoljak, Mijo Pletikosić e Rikard Brzecka. Poco dopo furono eletti pure Jozo Milišić e Kajo Podrug. Interessante notare che questa polisportiva, oltre al calcio, aveva nell’ambito delle sue sezioni pure le attività teatrali e quelle legate al folclore. Un connubio oggi impensabile, ma classico per quell’epoca.
Poi nell’ambito della polisportiva si inclusero pure altri sport come il ciclismo e l’atletica leggera guidata da Mijo Pletikosić.
Il tutto fu però di breve durata. La sezione culturale fece soltanto poche apparizioni, sempre insieme con la sezione incentrata sul folclore. I ciclisti furono attivi soltanto per poche stagioni però con risultati più che solidi. Infine la sezione di atletica leggera ebbe discreti successi. Si tentò di fare anche svariati investimenti, arrivando a quota 30 soci. Ma dopo qualche anno si decise di chiudere la polisportiva. La tradizione di alcuni degli sport che vi erano inclusi era decisamente di breve respiro e l’interesse a praticarli scarso.

Calcio in primo piano
La sezione che da subito ebbe più successo fu inevitabilmente quella calcistica, anche se nei primi anni registrò non pochi problemi. Infatti tutti i migliori giocatori si affrettavano ad andare a Spalato e così non furono rare le partite disputate con meno di 11 giocatori in campo. Nei primi tempi a giocare per il Naprijed furono Ante Kljaković, Ante Kljaković (Muzo), Franko Grubišić, Miloš Grubišić, Vjekoslav Dude, Tonči Katić, Bartul Vukšić, Ive Grubić, Kleme Ban, Milan Barba, Tomislav Radić, Petar Pletikosić, Rade Parač, Jozo Milišić, Blaško Vrdoljak e Ante Pletikosić. Riuscirono ben presto a farsi largo nella squadra pure Petar Grubišić, Božo Radaljac, Ivan Milišić Vele, Josip Milišić, Rikard Brzecka, Nekić, Jakša Miličić, Vojko Tomić, Braco Viđak e altri. Seguirono presto le nuove leve tra cui Toni Kljaković Gašpić, Ante Perić, Ivica Bilić, Vatroslav Grubišić, Ljubo Milišić, Ivan Poljak, Vjekoslav Novaković, Zlatko Bućan e altri.
La prima traccia sull’attività calcistica del Naprijed la troviamo nel febbraio del 1946. Infatti il 3 febbraio di quell’anno sull’isola di Lissa (Vis) si affrontarono i locali del Naprijed, contro il Naprijed di Salona. Seguirono poche partite e in primo luogo quelle per la popolarizzazione di questo sport, sempre legate ad attività folcloristiche e di divertimento, talvolta pure assieme ad altre attività sportive.

Contro le riserve dell’Hajduk
Alla fine del 1946 la polisportiva cambiò il nome in Cement, visto il legame con il locale cementificio. All’inizio del 1947 cominciarono le attività più importanti nella sfera calcistica. Già il 6 gennaio da registrare la partite contro le riserve dell’Hajduk, quale preliminare del confronto tra le prima squadre dell’Hajduk e del Metalac.
Il primo successo importante arrivò nell’estate del 1947. Infatti a giugno a Salona si disputò un torneo con partecipazione della Jadran di Castel San Giorgio, la Mladost di Castel Vitturi (Kaštel Lukšić) e il locale Cement. A vincere fu proprio la squadra di Salona. Infatti il Cement s’impose per 3-1 contro la Jadran e 1-0 contro la Mladost. Infine il successo della Jadran contro la Mladost per 5-0 fu del tutto ininfluente.
La crescita dell’attività calcistiche a Salona nei primi anni fu molto lenta e la squadra disputò in primo luogo campionati di carattere locale e provinciale. Da un lato l’entusiasmo non era più tale come nei primi anni del calcio a Salona, dall’altro ormai esistevano tantissime squadre e riuscire a emergere in Dalmazia e in primo luogo nella zona di Spalato era decisamente difficile. Senza però dimenticare che tutti i migliori giocatori finivano nelle squadre vicine più forti, tra cui in primis l’Hajduk.
La squadra cominciò le sue attività a livello di campionato nel girone provinciale della Dalmazia centrale. Poi seguirono i campionati della lega dalmata, un passo sotto il livello repubblicano croato. Indi nel 1952 per due stagioni il Cement fu ammesso al campionato del girone spalatino cittadino, per poi passare di nuovo in uno di carattere più provinciale. E alla fine nel 1958 arrivò il primo successo importante. Infatti la squadra di Salona conquistò la prima promozione al campionato repubblicano croato. Però bisogna precisare che all’epoca i campionati repubblicani si disputavano in ben 10 gironi e il Solin fu ammesso nel campionato dalmata. Seguirono anni di alti e bassi. Per arrivare a livelli più elevati bisogna aspettare la fine degli anni ‘70 e i successi degli anni ‘80 del secolo scorso. (2 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 6 ottobre 2016. 

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