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Tutti i campionissimi di Salona (4 e continua)

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La storia del calcio a Salona (Solin), come abbiamo visto, è stata sempre contrassegnata da alti e bassi. La sua è stata la storia di una società tenace che nonostante tutte le difficoltà ha sempre trovato la forza di andare avanti, senza arrendersi mai. Una società però vissuta all’ombra dell’ingombrante vicino, ovvero della città di Spalato e calcisticamente parlando, di quell’Hajduk sempre attento alle nuove leve del Solin da portare quanto prima nelle proprie file. Numerosi sono stati i giocatori passati dal Solin all’Hajduk, chi già da giovanissimo, chi più tardi. Ma si è trattato sempre di un passaggio obbligato.
Però la storia del Solin è fatta pure di vere e proprie leggende che hanno legato la propria carriera interamente o quasi alla squadra della loro città. Sono rimasti fedeli ai colori sociali nei diversi ruoli societari ricoperti. Nomi magari poco noti a livello nazionale, ma che tutti conoscono nella cittadina dell’entroterra spalatino.

 

L’ala sinistra Miro Milišić
Se a Salona chiedete di Vele, Jole e Miro, la prima associazione porta ai grandi sportivi di questa società. Una famiglia legatissima allo sport e in primis al calcio. Il più famoso dei tre è Miro, nato il 10 gennaio 1934. Si avvicinò giovanissimo al mondo del calcio e venne ufficialmente registrato quale tesserato del club locale il 18 aprile 1950. Rimase fedele ai colori del Solin per ben 20 anni. Per quasi tutta la carriera calcistica fu un’ala sinistra. Soltanto in alcune partite fu costretto a giocare più indietro nel ruolo di terzino sinistro. Stando a certi dati statistici disputò con la maglia del Solin ben 600 partite, tra quelle ufficiali di campionato e coppa, e quelle amichevoli. Fu un giocatore costante in quegli anni difficili, quando i mezzi a disposizione erano scarsi e le possibilità di andare in trasferte altrettanto scarse. Non lasciò mai la società e per capire il suo valore basti sapere che fu per anni fu componente della nazionale della Lega dalmata. Durante il servizio militare giocò pure per la selezione militare e partecipò a diversi tornei. Conclude nel 1970 la carriera di giocatore. Dopo aver appeso al chiodo le classiche scarpette, entrò subito a far parte nella dirigenza societaria e nella stagione 1974/75 indossò pure i panni di tecnico.
Però Miro Milišić non fu soltanto un importante calciatore. Infatti nei primi anni, dal 1953 al 1956, fu attivo pure nel mondo dell’atletica leggera, militando però nelle file dell’ASK, la società di Spalato. Ebbe grande successo. Fu membro della società che conquistò il titolo croato nel cross e nel 1954 fu campione croato di pentathlon. Era molto veloce tanto che i 100 metri li correva in soli 11,5 secondi. Giovanissimo, nel 1953 conseguì pure il patentino di allenatore di atletica leggera.
Ritornando al calcio bisogna far notare che all’epoca si disputavavano pure campionati e tornei delle diverse ditte locali. Lavorando per la Dalmacijacement, Miro Milišić giocò per anni pure per la squadra della ditta. E così nel palmares può contare ben quattro vittorie nei campionati della Jugoslavia e sei delle Croazia. Da vero e proprio sportivo, per la Dalmacijacement partecipò pure ai campionati di birilli e a quelli di atletica leggera, facendosi valere in entrambi i casi.

Il portierone Ante Laštre
Ante Laštre fu forse il più grande portiere nato e cresciuto a Salona. Nato il 29 ottobre 1955, cominciò a giocare a calcio nel 1972: il 20 marzo divenne tesserato del Solin. Quasi subito furono chiare le sue predisposizioni per il ruolo di portiere, tanto che passò meno di un anno fino al suo debutto nella squadra seniores. Nessun dubbio sul fatto che, anche se giovanissimo, era un ottimo portiere, molto promettente. E così l’11 marzo 1973 debuttò nella partita contro il Velebit di Benkovac che finì 1-1. Rimase titolare fino al 1980, per cui fu parte di quella generazione d’oro che per anni contribuì a fare grande il Solin, prima a livello regionale dalmata e poi a quello croato. Seguirono anni di militanza nelle società vicine. Così dal 1980 al 1983 giocò per lo Jadran di Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac) e poi fino al 1985 per lo Sloga di Mravinci. Nell’estate del 1985 tornò a casa per aiutare la società della sua città natia nei momenti difficili. Poi fece ritorno nello Sloga di Mravinci, all’epoca una società di successo nel campionato croato. Infine passò all’Uskok di Clissa (Klis), dove chiuse la carriera. Per un breve periodò fu portiere pure dell’Omiš di Almissa e dello Junak di Sinj. Oltre a giocare da portiere nel “grande” calcio, ricoprì il medesimo ruolo pure nel calcetto, dove difese la rete di diverse società locali nei vari campionati e tornei regionali. Inoltre partecipò a numerosi tornei dei lavoratori militando nelle file della Dalmacijacement. Morì prematuramente il 20 dicembre 2008, all’età di 54 anni.

L’esplosivo Ivica Bubić
Ivica Bubić fu uno dei giocatori più combattivi e dinamici nella storia del Solin. Nato il 16 ottobre 1953, si avvicinò al mondo del calcio nel 1968. Giocò per la selezione juniores guidata da Tonći Lalić. Fu una generazione forte, che tre anni dopo si laureò vicecampione croata tra le società dilettantistiche. Il debutto fra gli seniores arrivò il 27 febbraio 1972, contro lo Jadran di Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac). Poco dopo Bubić dovette prestare il servizio militare. Tornò in tempo per la stagione 1973/74, che vide il Solin qualificarsi nel campionato croato a girone unico, per poi nella stagione 1974/75, sotto la guida di Ljubomir Kokeza, piazzarsi al secondo posto. Un risultato a dir poco fenomenale. Per Bubić il 1975 fu pure l’anno in cui giocò per la nazionale che affrontò a Salona la selezione dell’Unione Sovietica. L’incontro finì 2-2. E Bubić fu proclamato migliore giocatore della partita.
Molto difficile per Bubić si rivelò l’estate del 1978. La squadra infatti disputò le qualificazioni per la Seconda lega contro il Segesta di Sisak. Perse per 2-0 a Sisak per poi vincere in casa per 1-0. Una vittoria di Pirro, visto che a essere promosso fu il Segesta. Il confronto con la squadra di Sisak fu per Bubić particolarmente difficile, visto che, “grazie” a un suo fallo, il Segesta ottenne il calcio di rigore che gli permise di prendere in largo nella partita d’andata. Però la squadra capitanata da Bubić riuscì finalmente nell’estate del 1981 a vincere il proprio girone della Lega croata e a qualificarsi per la prima volta a livello nazionale, in Seconda lega. E proprio allora ebbe inizio la stretta collaborazione tra il Solin e l’Hajduk di Spalato, che cominciò a mandare le sue giovani promesse a Salona. Ma per comprendere appieno le doti di Bubić e la sua importanza per la squadra, basti notare che nei due anni di Seconda lega fu proprio lui a essere proclamato migliore giocatore. Ebbe pure un’offerta per passare alla Dinamo (oggi Cibalia) di Vinkovci, ma non volle lasciare la sua Dalmazia. Lasciò Salona per una sola stagione, nel 1984/85, quando giocò per lo Sloga di Mravinci. Tornato a Salona, continuò a scendere in campo fino alla fine nell’estate del 1987. Nel corso degli anni partecipò alle gare dei lavoratori, sempre difendendo i colori della sua Dalmacijacement, sia nel calcio che nel calcetto. Ma disputò anche vari tornei per le società locali di calcetto, come il Salona e il Darmar. Finita la carriera agonistica rimase sempre legato alla società, in primis come membro della dirigenza in svariati ruoli.

Il fortissimo Đorđe Kajo Grubišić
Nato il 22 aprile 1940, Kajo Grubišić iniziò la sua carriera calcistica nel 1957, a meno di 17 anni d’età. Quasi un anno dopo cominciò a giocare per gli seniores, ma dovette ben presto smettere per andare a prestare il servizio militare. Nel 1962 iniziò a giocare per lo Split, fresco di retrocessione dalla Prima lega. Ebbe l’opportunità di avere come compagni di squadra giocatori importanti: Tomislav Ivić, Mario Duplančić, Paško Sisgoreo, Lukša Poklepović, Marin Župan e altri ancora. Subito si distinse e fu notato dal Maribor che militava all’epoca nella Seconda lega della Jugoslavia. E qui avvenne la sua consacrazione. Infatti rimase nella città slovena per ben sette stagioni. Di queste sette, tre furono nella divisione cadetta e quattro in Prima lega. In totale registrò ben 380 presenze e dal 1963 al 1968 giocò in cinque occasioni pure per la nazionale slovena.
Nell’estate del 1970 passò nelle file del GAK di Graz dove rimase per tre stagioni. Rientrò dall’Austria nella sua Salona nell’estate del 1973. Qui, sotto la guida di Stanko Poklepović, centrò subito la qualificazione nella Lega croata unita. Finita la carriera di giocatore divenne subito allenatore del suo Solin. Guidò la compagine per cinque stagioni, dal 1977 al 1982. In questo periodo sotto la sua guida la squadra fallì una volta la qualificazione alla Seconda lega, nel 1978, ma la centrò al secondo tentativo nel 1982. Seguirono due stagioni alla guida dello Junak di Sinj nel campionato interrepubblicano. Poi per due anni tornò al suo vecchio amore, il Maribor e lo guidò nella Seconda lega.
Tornò poi di nuovo a Salona e nella stagione 1990/91 centrò ancora una volta la qualificazione nella Seconda lega. Però la Jugoslavia era ormai giunta al capolinea e il Solin “passò” alla Seconda lega della Croazia. Poi per Grubišić seguirono successi in primis all’estero. Guidò per due anni il GAK di Graz nella Seconda lega austriaca e poi il Publicum di Celje nella Prima lega slovena. Infine arrivò il periodo d’oro con il Maribor, dove come vice di Bojan Prašnikar, vinse tre campionati della Slovenia e due coppe. In quel periodo, inoltre, il Maribor inanellò i suoi maggiori successi nelle coppe europee.
Però oltre agli ottimi risultati nel mondo del calcio non bisogna dimenticare che Grubišić fu uno sportivo completo. Fu pure ottimo nella pallamano, e tra i primi giocatori importanti della locale società di Salona. Fu ottimo in entrambi gli sport per diverso tempo; però alla fine prevalse l’amore per il calcio, che portò Grubišić a competere a livelli internazionali. (4 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 3 dicembre 2016. 

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