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Le colonne della squadra di Salona (5 e fine)

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soccer solin

Il calcio in Dalmazia è da sempre lo sport numero uno. Diffuso in tutta la regione, ha radici ormai centenarie. Inevitabilmente dapprima si è evoluto lungo la costa. Però neppure l’entroterra è rimasto immune dal richiamo irresistibile del gioco del pallone. Tra i primi club a costituirsi nell’entroterra troviamo quello di Salona (Solin). L’influsso della vicina Spalato è sempre stato forte, per cui era in un certo qual senso predestinato che pure qui si iniziasse ben presto a giocare a calcio. Magari i successi non sono stati tanto grandi come quelli delle squadre del capoluogo dalmata, ma di sicuro le società locali hanno conseguito obiettivi non irrilevanti e sfornato fior di campioni nel corso degli anni. E non soltanto nel mondo del calcio. Vediamo la storia di questa società e dei suoi campionissimi.
La storia del calcio a Salona (Solin), come abbiamo visto, è sempre stata caratterizzata da tanti alti e bassi. Numerosi sono stati i giocatori cresciuti a Salona e diversi di questi hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del calcio dalmata e nazionale, facendo carrier in club importanti. Continuiamo la carrellata di questi calciatori di primo piano. Nomi magari a volte poco noti a livello nazionale, ma che tutti conoscono nella città natia.

 

Ivan Pisac, un vero jolly
Ivan Pisac noto con il sopranome di Leso nasce a Salona il 16 marzo del 1946. Inizia qui a 14 anni, nel 1960, la sua carriera di calciatore. Ben presto comincia a giocare con gli juniores, dapprima come attaccante nei vari ruoli, ma poi qualche volta pure a centrocampo. La sua vocazione per l’attacco e il grande fiuto del gol emergono in particolare nella stagione 1962/63. Infatti in quel periodo segna la bellezza di 65 reti. Nessuno riesce a fare meglio di lui in nessuna lega in Dalmazia, ma anche più in là. Inevitabile è pertanto il passaggio graduale al campionato seniores. Il debutto arriva a Gospić contro il Lika il 24 novembre 1963, quando subentra al posto di Vinko Brajević. Da quella partita per lui storica, fino al 1967, rimane titolare della prima squadra. Però visto la grande concorrenza in attacco, è costretto spesso a giocare in difesa, nel ruolo di stopper. Le sue ottime performance vengono ben presto notate dagli allenatori che vanno per la maggiore. Così nell’estate del 1967 viene convocato dallo Split che all’epoca è guidato da due famossissimi allenatori, Luka Kaliterna e Tomislav Ivić. Però, quello che più conta, è che la squadra gioca nella Seconda lega della Jugoslavia, un piazza molto più importante di quella dalmata dove è relegato il Solin. Interessante rilevare che il trasferimento quasi sfuma per un pelo “grazie” al padre di Pisac. Infatti egli non è propenso ad accettare che il figlio passi al vicino Split, in quanto in questo modo non può più aiutarlo come prima nel lavoro nei campi. Deve intervenire Tomislav Ivić per convincere il padre che il trasferimento nel capoluogo dalmata è nell’interesse del promettente Ivan, all’epoca 21.enne.
Alla fine allo Split si trattenne per sole due stagioni, prima di tornare su invito dell’allenatore Miroslav Brkljača al suo Solin. Vi rimane fino al 1973 per poi passare all’Uskok di Clissa (Klis). Dopo altri due anni si trasferisce all’Omladinac di Vranjić. Con l’Omladinac nella stagione 1975/76 disputa pure i play off per la qualificazione nella Lega croata, persi però contro il Grobničan di Čavle. Rimane attivo fino al 1977 quando decide di interrompere l’attività agonistica. La ragione? Una d’altri tempi. Infatti semplicemente non riesce più a conciliare le partite e gli allenamenti con il lavoro ordinario e i suoi impegni come cantante in un gruppo locale, in una klapa. Però il legame con il calcio rimane sempre solido e partecipa per anni alle leghe e di calcetto, quelle forti di Spalato. Da non dimenticare pure i successi raggiunti con la società dove lavorava, la Dalmacijacement, ai giochi sportivi aziendali.
Comunque sia, Pisac è rimasto sempre legato al suo Solin. Da quando ha concluso la carriera agonistica e in pratica fino a oggi è sempre presente alle partite. Pure in seno al club ricopre svariati ruoli, in primis come membro dell’Assemblea societaria.

Petar Kalinić, una leggenda
Nato a Spalato l’8 gennaio 1954, viene ricordato come un grande capitano e un giocatore che ha trascorso tutta la sua carriera calcistica nel Solin.
I primi passi calcistici li compie nel 1962 a nemmeno otto anni d’età. Pur essendo troppo giovane per essere tesserato, è presente in maniera costante agli allenamenti. Finalmente nel 1965 può debuttare nella categoria pionieri. Poi fa tutta la trafila in primis sotto la guida del leggendario allenatore Tonći Lalić. Si va avanti così fino alla stagione 1970/71. Ormai 17.enne il 2 maggio del 1971 debutta nella ripresa nell’incontro contro il Metalac di Sebenico nell’ambito della Lega dalmata, girone occidentale. Ed è un debutto con i fiocchi. Infatti segna ben due reti! Da lì in avanti rimane un titolare inamovibile dalla prima squadra. E così si tira avanti per ben 15 stagioni! Fa parte della cosiddetta generazione d’oro del Solin. La generazione che ha scritto le pagine più importanti della storia del club nell’epoca della Jugoslavia. Disputa nell’estate del 1978 le prime qualificazioni per la Seconda lega, concluse senza successo dal Solin. Fa parte pure della squadra che nell’estate del 1981 riesce finalmente a qualificarsi in Seconda lega. E in tutti questi anni d’oro proprio Kalinić è il capitano della squadra, colui che la guida pure nelle due stagioni storiche in Seconda lega. Rimane in attività fino al 1984 quando chiude la sua ottima carriera agonistica dopo un grave infortunio. In tutti questi anni non sono state poche le offerte provenienti da club ben più blasonati per giocare in leghe più forti, ma Kalinić non si muove dalla sua Salona. In parallelo inevitabilmente gioca tanto pure per la squadra della società in cui è impiegato, la Dalmacijacement, nelle svariate competizioni riservate ai lavoratori. Come buona parte dei giocatori del suo tempo, dopo aver concluso l’attività nel calcio che conta, passa al calcetto nelle leghe spalatine.
Il suo amore verso il calcio lo porta ben presto a prendere il patentino di allenatore. Comincia come allenatore delle giovanili del Solin. Poi passa ai seniores con i quali vince pure due coppe regionali. Ricopre pure l’incarico di allenatore in svariate squadre regionali. Così guida l’Omiš di Almissa e il Postira di Brazza (Brač) fino alla finale della coppa regionale. Lo troviamo pure alla guida del Val di Castel Vecchio (Kaštel Stari) e dello Jadran di Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac).
Da vero e proprio sportivo negli anni oltre al calcio e calcetto si dedica pure alla pallamano ed è inoltre un ottimo tiratore nel tiro a segno.

Tonći Boban Bebi
Nato a Salona il 22 febbraio 1950 viene presto notato per le sue speciali qualità calcistiche. Al Solin approda a 10 anni d’età, nel 1960. La sua registrazione ufficiale presso la Federazione spalatina arriva il 29 marzo 1965 sotto il numero 2265. Diventa subito giocatore della squadra juniores, da una lato grazie alle sue ottime predisposizioni dall’altro per il fatto che non esistevano competizioni riservate ai più giovani. Poco dopo, a soli 17 anni, passa nelle squadra seniores dove ben presto diventa un titolare inamovibile. Non poche volte indossa pure la fascia di capitano della squadra. Ben presto a notarlo sono svariate squadra regionali e non solo. Però nonostante le ottime offerte non lascia mai il proprio amato Solin dove rimane in attività per ben 20 anni! Per capire quanto sia un giocatore importante e decisivo negli anni, basti far notare che in parecchie stagioni viene proclamato migliore giocatore ed è anche capocannoniere del campionato. Particolarmente importante è la stagione 1970/71 quando diventa capocannoniere con ben 30 reti. Con la fascia di capitano del Solin conquista la qualificazione dal campionato dalmata a quello croato nella stagione 1973/74. Vi rimane fino alla fine della stagione 1977/78. Dove concludere l’attività agonistica a soli 28 anni per motivi di salute.
Però il legame con il calcio rimane forte e ben presto ottiene il patentino di allenatore. Comincia dalle giovanili del Solin per poi passare negli anni ai seniores. Dal 1989 al 1991 guida la prima squadra che per due anni di fila conquista il primo posto nel campionato croato, girone meridionale. Regge pure le redini del Val di Castel Vecchio (Kaštel Stari).
Di lì a poco però una grave malattia ha il sopravvento. Muore a soli 43 anni nel 1993. In suo onore la scuola giovanile del Solin organizza un torneo a livello pulcini, un torneo internazionale che prende proprio il nome di Tonći Boban Bebi. Un torneo importante e patrocinato pure dalla Federazione croata.

Le altre leggende
Oltre alle già citate grandi leggende del calcio cresciute a Salona, non possiamo non segnalare svariati altri giocatori che hanno militato nelle file del club di Salona e che si sono fatti valere negli anni.
Così tra quelli che hanno comincia a giocare nelle file del Solin troviamo, tra gli altri, Giovanni Rosso, Franko Bogdan, Joško Jeličić, Ivica Kalinić, Andrej Živković, Tomislav Nakić, Ivan Režić, Perica Glavinić, Miroslav Lauš, Damir Maretić, Nenad Uvodić, Željko Uvodić e Živko Drašković prima dell’ultimo conflitto mondiale. Però a Salona hanno giocato pure calciatori provenienti da altre società: Stjepan Andrijašević, Mate Baturina, Drago Čelić, Darko Dražić, Vlatko Đolonga, Drago Gabrić, Tonči Gabrić, Mirsad Hibić, Mirko Hrgović, Ivica Huljev, Janko Janković, Joško Jeličić, Tonči Martić, Branko Miljuš, Romano Obilinović, Ivan Režić, Ivo Šeparović, Luka Vučko e Igor Jelavić.

I grandi allenatori
Ad allenare la prima squadra ci sono stati importanti allenatori come Leo Lemešić, Stanko Poklepović, Ivan Pudar e Milan Viđak. Sono tutto nomi importanti che hanno contribuito ai più grandi successi della squadra di Salona. In ordine cronologico il primo grande fu Leo Lemešić, validissimo giocatore dell’Hajduk. Iniziò la sua carriera di allenatore proprio a Salona, dove gettò le basi per approdare poi verso lidi più importanti. Però da notare che al contrario delle abitudini odierne, Lemešić i suoi primi passi di allenatore di prima squadra li fece a Salona quando ancora era giocatore dell’Hajduk! Poi va segnalata una vera e propria leggenda tra gli allenatori spalatini, Stanko Poklepović, che nell’estate 1974 portò la squadra alla storica qualificazione al campionato croato e gettò le basi per la futura qualificazione nella Seconda lega della Jugoslavia. Un’importante traccia l’ha lasciata pure Ivan Pudar. E infine anche Milan Viđak. Quest’ultimo disputò le ultime quattro stagioni da calciatore dal 1968 al 1972 proprio a Salona. E poi subito assunse le redini della prima squadra che con il leggendario Poklepović arrivò a qualificarsi nella Lega croata. Dopo un periodo trascorso a girovagare tra diversi club tornò alla fine degli anni ‘80 a Salona e alla fine della stagione 1989/90 allenò la squadra che giunse alla qualificazioni per la Seconda lega jugoslava, perse contro il Trešnjevka di Zagabria.
Infine anche se non è si è fatto valere come giocatore o in altri ruoli di spicco, una vera e propria leggenda della società è stato pure Milan Poljak-Čonć. Infatti è rimasto legato alla società in svariati ruoli per oltre 50 anni, dal 1950 al 2002. E proprio nel 2002, ha ricevuto un importante riconoscimento postumo dal Comitato olimpico internazionale e dalla FIFA per il suo ruolo di volontariato nel calcio. (5 e fine)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 7 gennaio 2017. 

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