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La Colonia di Villa Italia, la storia

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A ovest, nella periferia di Fiume, in zona Costabella, sorge l'Ospedale pediatrico. Alle sue spalle una storia lunga ben 90 anni. Ma come è nato?
Tutto ha inizio nel novembre del 1923. Infatti, durante il mese di novembre e dicembre del 1923 Margherita Giardino, la moglie del generale Gaetano Giardino, governatore della città di Fiume (dal 16 settembre 1923 al 27 aprile 1924) compie una serie di visite alle scuole cittadine.

E appunto in quest'occasione rimane molto colpita dalla quantità di bimbi che definisce "gracili, anemici, rachitici e per di più malnutriti e mal coperti". Fortemente impressionata, si appella al marito, chiedendogli di fare il possibile per fondare una Colonia Marina che diventasse un rifugio stabile per questi bambini di Fiume. Però va pure oltre. Infatti, si mette alla ricerca del posto più adatto e lo individua nell'allora parco dell'ex Villa Arciducale. Parallelamente trova i primi fondi necessari per realizzare questa sua idea.
Nel marzo del 1925 scrive: "Ed io che nell'oscuro novembre-dicembre avevo visto con stringimento di cuore la condizione pietosa di tanti scolaretti e che avevo fin d'allora anelato un regno di sole e di allegria per quella fanciullezza stentata penso con gioia che c'è una realizzazione così ben avviata... Se troppe cose sono dovute restare a mezzo, se molte delusioni e amarezze contrastano il fondersi del sentimento italiano nel nuovo regime, questa della cura a l'infanzia, grazie a chi ne intese il doppio scopo filantropico-sanitario e politico, è certamente il mezzo più efficace per arrivare al cuore dei nuovi fratelli. E fra quanto si sperò di poter fare per affermare in Fiume il nome della Patria, questa realtà fiorente è una specie di oasi per l'animo nostro cui è dolce andare col pensiero e con l'opera."

La cessione dell'ex villa Arciducale

Torniamo però un po' indietro. All'inizio del 1924 il generale Giardino decide di cedere l'ex villa Arciducale alla "Fondazione Città di Fiume" per le Colonie Marine e Montane. Sorge così nel luglio del 1924 la Colonia Marina di Villa Italia. Il posto da subito sembra ideale, ricco di vegetazione e in primis di lauri, abeti e querce, vasti ripiani erbosi a due passi dal mare. Per la sua apertura a luglio dal Comitato Centrale della Croce Rossa Italiane arrivano quattordici ampie tende con i relativi arredi di letti e biancherie. Inoltre si attrezza un impianto di docce. Questo nuovo complesso poteva accogliere ben 260 bambini. Un rustico caseggiato esistente all'ingresso della Villa viene adibito a cucina. Nel padiglione Dӧcker viene invece sistemata la direzione, le infermiere. E infine viene costruita la lavanderia.
Si funziona interrottamente per l'intera estate, ma con l'arrivo dell'autunno ci si rende conto di quanto il tutto è improvvisato e inadeguato per le altre stagioni; dopo pochi mesi si devono chiudere le porte. Però il progetto continua e dalla Direzione di Sanità si ottengono i padiglioni Dӧcker, che con alcuni adattamenti risolvono il problema e la Colonia da estiva diventa permanente.

Una struttura complessa

Naturalmente si fa pure il possibile per finanziarla. Grazie al grande interesse, dalla capitale vengono subito i necessari finanziamenti, assicurati dalla Direzione di Sanità, dalla Croce Rossa Italiana, dal Ministero degli Interni, ma pure da pubbliche e private amministrazioni. Grazie a tutto questo si passa alla realizzazione di un complesso ampio e ben organizzato.
L'Istituto è composto dai sei edifici. Quello principale è naturalmente l'ex Villa Arciducale, rinominata a Villa Italia. Nel suo pianterreno vengono organizzati due ampi dormitori, entrambi da 50 letti ed entrambi con docce, spogliatoi, servizi di guardaroba e con delle stanze per gli assistenti. Nel centro, la scala centrale che porta al primo piano dove si trova il laboratorio per le analisi cliniche e antropometriche, il gabinetto di radiologia, sale di medicazione, ambulatorio odontoiatrico, elioterapia artificiale e infine lo studio e l'appartamento della direttrice. Lateralmente ci sono altri due reparti identici come quelli del pianterreno. Infine al secondo piano vengono allestite le stanze delle infermiere e per loro pure una cucina.
Subito di fronte, oltre il viale c'è il grande padiglione. Qui, vista la presenza di una terrazza lunga, baciata dal sole, si organizzano pranzi all'aperto; di sotto ci sono gli spazi per la dispensa, la cucina, i refettori e la sala da pranzo per il personale. Più avanti, lungo il viale sorge un piccolo padiglione Dӧcker con 20 letti e con la terrazza per l'elioterapia. Dall'altra parte c'è una grande costruzione di con un solo piano, dove si tengono tutte le lezioni, una piccola scuola, ma pure un laboratorio femminile per le ricoverate più grandi, una sala di ricreazione, un ricchissimo museo didattico e infine un vasto porticato per il gioco al coperto. Al primo piano, un padiglione di 20 letti è previsto per la sezione materna (da 1 a 3 anni), con tutti i servizi e due terrazze. Un po' più avanti si trova un altro padiglione per la sezione materna, dai 3 ai 6 anni, con al pianterreno una sala gioco, un refettorio, mentre al primo piano c'è un dormitorio con 25 letti.

Interesse superiore alle possibilità

Oltre a questi complessi principali ci sono pure diversi secondari: la lavanderia, l'asciugatoio con tanto di sala per la biancheria, la sala da stiro e per il guardaroba. Infine troviamo una cappella e una villetta adibita per l'alloggio per il personale. Più lontano e ben isolato c'era un padiglione per gli eventuali casi di malattie infettive.
Per entrare nelle Colonie bisogna però passare una serie di esami. Infatti, fin dall'inizio e purtroppo, le richieste sono tante e ben superiori alla possibilità. Domande per l'ammissione arrivano sia dagli enti assistenziali che da privati. La Direzione così si trova a dover esaminare accuratamente tutta la documentazione: dati di carattere sociale, anamnesi famigliare e una chiara segnalazione delle condizioni fisiche. Il bambino accolto alla Colonia viene sottoposto immediatamente a un controllo igienico, si rinnova un accurato esame clinico con svariate analisi, tra cui quelle del sangue, urina, cutireazione (Pirquet) e, all'occorrenza, pure esami antropometrici e indagini radiologiche.
In questo reparto, chiamato di osservazione, i bambini rimangono per un periodo massimo di otto giorni e qui si decide la cura e le norme di vita da seguire per poi farli passare al reparto adeguato. I più gravi, quelli affetti dalle varie forme di linfatismo, rachitismo, gracilità costituzionale o da semplice contagio, vengono ricoverati al pianterreno della Villa Italia.
Al primo piano vanno invece quelli affetti da adenopatie, affezioni delle sierose (pleuriti, peritoniti), postumi di affezioni polmonarie circoscritte. Quelli affetti da bronchiti, peribronchiti adenopatie tbc nelle forme non contagianti vegono accolti nei padiglioni ad ovest.

Da 30 a 300 «ospiti»

Se scegliere i bambini che hanno più bisognoso di soggiornare e curarsi nella Colonia è difficile, dimetterli lo è ancora di più. La Fondazione che era a capo della Colonia dopo i primi otto anni d'attività fornirà e un'accurata statistica sui risultati. Così troviamo nel primo anno, il 1924, che i ricoverati furono solo 33 e poi negli anni il numero crescerà di molto: 77 nel 1925, 104 nel 1926, 131 nel 1927, 155 nel 1928,185 nel 1929, 386 nel 1930, 327 nel 1931 e 300 nel 1932, per un totale di ben 693 bambini. Aumentano pure i bambini dimessi: 1 nel 1924, 24 nel 1925, 17 nel 1926, 29 nel 1927, 44 nel 1928, 55 nel 1929, 90 nel 1930, 133 nel 1931 e 66 nel 1932, per un totale di 459.
Nella statistica troviamo elencate in maniera dettagliata le varie malattie con le quali i bambini arrivavano, sulle cure cui venivano sottoposti; si legge pure che alla fine del trattamento (che in diversi casi era pure dovuto al ritiro prematuro e voluto dalla famiglia) che ben 352 bambini sono stati dichiarati guariti, 65 migliorati, 35 stazionari, solo cinque peggiorati e trasferiti all'Ospedale Civile S. Spirito e però due sono pure morti.

Quattro pasti, calorie contate

Oltre alla classica scuola, i bambini partecipano a svariati lavori nei reparti: le bambine sono attive nelle cucine, nei laboratori, nell'assistenza ai più piccoli, fornivano aiuto in infermeria; per i maschietti ci sono i lavori agricoli. Si segue pure una rigida terapia alimentare, con dieta particolare in base alla fascia d'età. Tre i gruppi previsti: dai 3 ai 6 anni, dal 6 ai 13, e dai 13 ai 16 anni. I pasti vengono somministrati quattro volte al giorno, e sono definite con precisione le quantità di calorie giornaliere per i tre gruppi, rispettivamente di 2000, 3000 e 3500 calorie. Indipendente dalla fascia d'età, la colazione è composta da pane, latte, orzo e zucchero. La merenda è a base di pane, frutta o marmellata o cioccolato. Il pranzo e la cena variano a seconda del giorno della settimana. Il lunedì per pranzo c'è minestrone e formaggio grasso; il martedì pasta asciutta e verdura, il mercoledì riso e lenticchie, e uova all'occhio, il giovedì brodo e carne, e contorno, il venerdì pasta e patate e pesce in umido, il sabato polenta e frattaglie, e infine la domenica pasta asciutta e carne e brodo. La cena è sempre composta da caffèlatte con marmellata, miele, formaggio grasso, castagne e frutta. Insomma, una dieta ben definita in base alla fascia d'età e in base alla cura prestabilita.
Si presentava così la Colonia Marina di Villa Italia. Poi negli anni si è sviluppata. Dal primo gennaio 1945 diventa ospedale per la cura della tubercolosi. Nel 1961 qui si trasferisce la sezione pediatrica dell'Ospedale cittadino e dal 1962 diventa Clinica pediatrica.

Ai bambini che venivano alle Colonie veniva pure prescritto un regolamento composto da sei norme:
- curare minuziosamente la pulizia dei locali, degli arredi, degli indumenti d’uso
- curare metodicamente e con diligenza la pulizia personale e in special modo delle mani e della bocca
- abituarsi alla vita all’aria aperta in tutte le stagioni, tenere aperte tutte o in parte le finestre delle stanze secondo le prescrizioni
- coprirsi coi soli indumenti concessi dall’Istituto; andare a piedi nudi, dorso nudo e capo scoperto quanto più possibile
- praticare regolarmente le docciature calde e fredde secondo la prescrizione
- osservare l’alimentazione, le cure d’aria, di sole, di ginnastica, di riposo (secondo le prescrizioni) con lo stesso scrupolo con cui si prende una medicina.

Orari e contenuti


Orario estivo: 1 maggio – 30 settembre
6.00 - 7.00 Sveglia e pulizia personale
7.00 - 8.00 Preghiera e ginnastica
8.00 - 8.30 Colazione
8.30 - 9.30 Pulizia del reparto - visita sanitaria
9.30 - 10.15 Prima lezione
10.30 - 11.30 Seconda lezione o bagno ed elioterapia
11.30 - 12.00 Riposo all’ombra
12.00 - 12.15 Pulizia della mani
12.30 - 15.00 Pranzo e riposo
15.00 - 16.00 Lavoro manuale
16.00 - 16.30 Merenda
17.00 - 18.00 Terza lezione
18.00 - 19.00 Quarta lezione
19.00 - 19.15 Pulizia della mani
19.15 - 21.00 Cena, pulizia, preghiera e riposo

Orario estivo: 1 ottobre – 30 aprile
7.00 - 9.00 Sveglia, pulizia personale e del reparto - visita sanitaria
9.00 - 9.30 Preghiera e colazione
9.30 - 10.30 Prima lezione
10.40 - 11.30 Ginnastica
11.40 - 12.20 Seconda lezione
12.20 - 12.30 Pulizia della mani
12.30 - 14.00 Pranzo e riposo
14.00 - 14.45 Terza lezione
15.00 - 16.00 Canto, giardinaggio o breve passeggiata
16.00 - 16.45 Quarta lezione
17.00 - 18.00 Lavoro manuale
18.00 - 18.15 Pulizia della mani
18.20 - 21.00 Cena, pulizia, preghiera e riposo


Per vedere tutte le foto andare all'articolo: La Colonia Marina di "Villa Italia"

L'articlo è scaribabile qui:

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