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TORRE CIVICA, emblema di Fiume

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La torre Eiffel per Parigi, la tower bridge per Londra, la statua della libertà per New York. Sono tutti simboli di questi metropoli, però simboli che sono visitabili da milioni di visitatori ogni anno e che portano tanti soldi alle locali comunità. Fiume ha pure il suo simbolo, la Torre civica. Uno dei simboli di Fiume che abbiamo visto da tutti gli angoli. Arrivando dal mare, passeggiando per il Corso o magari da quello che era la Civitavecchia. Però al contrario dei vari altri simboli nel mondo la torre civica di Fiume, rimane ancora oggi non visitabile. Pochissime persone sono mai entrare dentro. Ma perché è così e cosa nascondono queste "quattro mura".


L'entrata nella torre è molto ben mimetizzata. Quante volte siamo passati sotto la torre e non abbiamo visto che nella parte occidentale del passaggio esiste una piccola porta. Ora dipinta come tutto il passaggio è quasi nascosta. Abbiamo le chiavi ed entriamo dentro. Subito ci troviamo davanti ad una serie di scalini a chiocciola. Alla fine ci aspetta la prima scala. Piccola ma ci porterà al primo tratto è del tutto angusto dove appena una persona può passare.
Dopo pochi passi arriviamo al primo livello. Qua sono stati portati tutti i congegni elettrici e la luce come tale. Subito dopo ci serve una seconda chiave. Infatti arriviamo davanti ad una porta di metallo, fatta di recente, che protegge il resto della torre. Dietro la porta abbiamo una grande ripida scala e dietro i tre pesi delle campane. Subito dopo la prima ci aspetta una seconda ripida scala, quella che ci porta al secondo piano delle torre.
Questo secondo piano, è il piano che riconosciamo dall'esterno come il piano sotto l'aquila bicipite. Qui troviamo l'armadio. Un vecchio armadio a tre ante, in buona parte in vetro. Dentro, il complesso meccanismo che regola l'orologio. E' un meccanismo molto vecchio, leggiamo tra il resto troviamo la scritta: Joh(ann) Mannhardt'sche Thurmuhren-Fabrik in Muenchen 1873. Numero dell'orologio 1029. Con questo armadio con una serie di ingranaggi è collegato l'orologio "rotatorio", quello con numeri romani e numeri a scadenza di cinque minuti. Un grande cilindro vuoto che occupa tanto spazio. Anche se il tutto sembra ancora in funzione, in realtà il meccaniscmo da qualche anno è stato scambiato con uno elettrico e più preciso.


Riprendiamo a salire con una doppia scalinata, la più comoda in tutta la torre, ma di sicuro la più vecchia e un po' traballante. Arriviamo così al terzo piano. Un piano quasi "inutile" che però dall'esterno lo individuiamo come il piano dove si trova il classico orologio, o meglio dei quattro orologi uno ad ogni lato della torre. Orologio regolato con una serie di ingranaggi da quell'armadio che abbiamo trovato di sotto. Inoltre vediamo tutti i cavi di acciaio che passano dai pesi che abbiamo visto di sotto fino le campane. Inoltre si trova qui la "sede" dell'internet wifi che compre il centro cittadino.
Torniamo a salire. Un altra scala di legno. Arriviamo così al piano forse più interessante e storico. Il piano dove sono poste le campane. Quante sono? Be sono solo due. Una grande sotto e una piccola di sopra. Segnano rispettivamente le ore piene, quella di sotto, e i quindici minuti quella di sopra. Non si trovano alla cima del piano, ma bensì in una costruzione d'acciaio. Però al contrario di tanta campane queste rimangono sempre del tutto immobili. Infatti a "battere" le ore ci pensa un BAT. Non deve sorprendere che qui, come pure nella torre pendente le campane siamo ferme. Infatti nel vale della staticità delle costruzioni.
Dappertutto tanta polvere, ma pure del verde. Questa è inoltre il piano più soleggiato, ma pure il più freddo. Infatti ritornando a guardare dall'esterno ci troviamo subito sotto la cupola e per cui nella parte dove troviamo le finestre di vetro. E' un vetro non trasparente, però entra tanta luce.
Ritorniamo a salite. Questa volta con una ripida scala di metallo. Arriviamo al piano decisamente più caldo. Arriviamo al piano quasi del tutto vuoto. Siamo dentro la cupola delle torre. Un piano del tutto scuro, ma per fortuna illuminato dalla luce interna. In questo piano esistono due "finestre". Sono "finestre" fortuite fatte negli anni nella torre. Infatti la prima la troviamo "chiusa" da un pezzo di legno. Aprendola ci troviamo davanti ad un panorama del tutto unico. Infatti davanti a noi la Riva Boduli, ma pure mettendo la testa un po' fuori possiamo vedere tutto il Corso, per tutta la sua lunghezza. Un panorama unico e bello da vedere. Tanto unico che guardando dal di fuori dal Corso questa " finestra" non si vede. Però non finisce qui la panoramica della torre e neppure le scale. Infatti esiste ancora qualche scalino. Dei scalini fatti pure da Guglielmo Barbieri e Alberto Tappari quel lontano 4 novembre 1919 quando privarono l'aquila fiumana di una delle due teste. Infatti questi scalini portano quasi in cima alla cupola nella parte che guarda verso nord. Dopo i primi scalini ci tocca fare un po' di ginnastica e contorsioni per, prima aprire la cupola, ossia la finestra, verso l'alto e poi quasi del tutto uscire e metterci in piedi.


Però quello che si presenta per noi è un altro unico e fenomenale panorama a grand parte della città. Davanti a noi si presenta subito la piazza Kobler e tutto quello che rimane della Civitavecchia, ma pure la vista va molto lontano verso gli altri quartiere a nord, però si riesce a vedere pure grand parte del Corso e del Quarnero. A portata di mano pure la bandiera. Arrivare fin qui in una splendida giornata di sole è l'ideale.
Non ci rimane che tornare indietro. Una cosa è sicura. Visitare la Torre civica è difficile e molto probabilmente rimarrà a lungo inaccessibile a quasi tutti. Pensare a una sua trasformazione turistica è improbabile. Però magari è meglio così, e continuerà ad avere tutto il suo fascino e mistero.
Nella torre ci sono due campane, una sopra l'altra.


Quella superiore e la più piccola è del 1775. Ha diversi stemmi. Ma quella più interessante dal punto di vista storico è quella inferiore. E si può notare come è stata cambiata negli anni. Infatti su di essa sono stati messi quattro stemmi. Così troviamo il primo con la scritta S • V • M • C • F • M • CIVITATIS • FLUMINENSIS. Mentre sotto lo stemma con due angeli che tengono lo stemma di Leopoldo I un testo: OBUS JOHANNES REID LABACI 1777. Il secondo stemma è quello della famiglia Steinberg. Lo riconosciamo grazie alla scritta Antonio de Steinberg (pittore, innovatore, geodeta e con tanti altri interessi) attorno allo stemma. Questi due stemmi sono stati messi quando la campana è stata fatta. Interessante che alla creazione della campana ha partecipato in prima persona Elisabeta Reidin, la zia di Johannes Reid. Inoltre il suo nome lo troviamo in fondo alla campana a firma del suo lavoro. E poi ci sono due stemmi minori. Uno che da l'idea di essere degli Asburgo, ma non quello classico. E infine c'è uno che sembra rappresentare la chiesa. Infine nella parte superiore c'è una lunga striscia sulla quale si può leggere Antonio de Monaldiset Tra Gverlitz Ivdicibus Ac Rectoribus

Breve cronistoria


La Torre è stata costruita in diverse fasi. All’inizio era solo una delle due entrate nel centro cittadino che era cinto da mura.
1639: dopo un incendio la porta cittadina viene ingrandita però la costruzione rimane della stessa altezza
17° secolo: la Torre/entrata è stata alzata ed è stato introdotto l’orologio, quello inferiore
1695: viene posta l’aquila bicipite degli Asburgo
1728: Sotto l’aquila troviamo due rilievi che rappresentano i busti degli imperatori austriaci Leopoldo I e Carlo VI. Il primo ha firmato che l’aquila bicipite sia il simbolo della città e il secondo ha visitato la città nel 1719. Inoltre viene tolto il meccanismo di apertura della porta verso il mare
1750: Fiume viene colpita da un forte terremoto. La città riceve grandi finanziamenti da Vienna e comincia ad espandersi verso il mare
1775: viene tolta la porta d’entrata nella Civitavecchia
1784: a Lubiana viene acquistato il meccanismo dell’orologio da Johann G. Wildman, quello classico “superiore” e su tutti e quattro i lati. Rimase in funzione fino al 1873
1801: la Torre riceve la sua prima cupola su progetto dell’architetto Antun Gnamb
1873: nella Torre viene installato il nuovo meccanismo per l’orologio, quello attuale.
1890: su progetto dell’architetto Filibert Bazarig, Fiume riceve la sua attuale cupola sulla Torre


1983: ultima rinnovo della Torre

L'articlo è scaribabile qui:



Pubblicato sull'inserto Inpiù Storia e ricerca del La voce del popolo il 7 giugno 2014.

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