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Quando si pensa alla storia di uno sport il pensiero corre in primo luogo alle società più forti, ai giocatori migliori e in certi casi pure alla nazionali che hanno fatto storia. Però quello che passa quasi sempre in secondo piano è la storia delle Federazioni. Di quelle associazioni che accomunano il tutto e che alla fin fine organizzano i diversi eventi. La storia delle varie Federazioni nei diversi sport passa quasi sempre in secondo piano e non si fa caso a come si sia evoluta la loro storia e quali siano stati gli inizi delle discipline sportive stesse. Discipline bene organizzate, che nel corso del tempo si sono date sempre migliori regole.
Anche se il calcio, senza alcun dubbio, è lo sport numero uno in Dalmazia, la storia della Federazione locale, sia di quella spalatina che di quella regionale dalmata, è stata molto travagliata. Pure il fatto che nel corso dei decenni ci siano stati numerosi cambiamenti politici e di confini, con il susseguirsi di diverse entità statali, non ha sicuramente facilitato lo sviluppo e il ruolo della Federazione.
È difficile fare riferimento a una vera Federazione a Spalato prima della fine del primo conflitto mondiale. Poche erano le società attive e pochissimi i tornei che venivano organizzati. Sì, c’erano dei campionati a livello della Dalmazia; però nell’insieme tutto era appena agli inizi, per cui doveva passare parecchio tempo prima che si sentisse davvero la necessità di dare vita a una Federazione sportiva.
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Quando si pensa alla storia di uno sport il pensiero corre in primo luogo alle società più forti, ai giocatori migliori e in certi casi pure alla nazionali che hanno fatto storia. Però quello che passa quasi sempre in secondo piano è la storia delle Federazioni. Di quelle associazioni che accomunano il tutto e che alla fin fine organizzano i diversi eventi. La storia delle varie Federazioni nei diversi sport passa quasi sempre in secondo piano e non si fa caso a come si sia evoluta la loro storia e quali siano stati gli inizi delle discipline sportive stesse. Discipline bene organizzate, che nel corso del tempo si sono date sempre migliori regole.
Anche se il calcio, senza alcun dubbio, è lo sport numero uno in Dalmazia, la storia della Federazione locale, sia di quella spalatina che di quella regionale dalmata, è stata molto travagliata. Dopo i numerosi successi negli anni Venti, nel periodo successivo fino allo scoppio del Secondo conflitto mondiale per le squadre spalatine e in generale per il calcio dalmata ci furono momento molto difficili. Infatti, non furono rari i conflitti tra la Federazione dalmata e la Federcalcio nazionale.
Il primo grande conflitto si ebbe nel 1931 quando tutta la dirigenza rassegnò le dimissioni. Dovette recarsi a Spalato il rappresentante nazionale Boško Simonović per allentare le tensioni. Il tutto ebbe inizio quando la Federcalcio dalmata chiese l’intervento della polizia per controllare la situazione prima della partita tra l’Hajduk e il Concordia di Zagabria. Alla fine i dissapori furono superati e venne eletto il nuovo presidente, ossia Milivoj Dobrić.

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Dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale il mondo del calcio ha registrato di anno in anno tantissime novità. Già nei primi anni dopo la fine delle ostilità, le competizioni avevano subito numerosi cambiamenti, mentre il processo di riforma aveva investito pure le organizzazioni calcistiche nazionali e regionali. Tutte queste novità avevano avuto riflessi non indifferenti anche sui risultati conseguiti in quel periodo dalle squadre dalmata e in primis da quelle spalatine. Comunque a partire dalla fine degli anni ‘50 la situazione aveva cominciato a stabilizzarsi e i campionati avevano acquisito una certa regolarità senza più cambiamenti repentini. Per far sì che il mondo del calcio in Dalmazia potesse organizzarsi meglio e anche svilupparsi di più, fu presa la decisione di dividere la Federcalcio locale in più parti. Così l’Assemblea delle Federcalcio spalatina, tale di nome, ma in realtà espressione di tutta la realtà dalmata, il 22 marzo del 1959 decise di creare delle sottofederazioni che facessero capo alle città di Ragusa (Dubrovnik), Sebenico e Zara. Grazie a questa riforma la Federcalcio spalatina si limitò a organizzare le competizioni per le squadre di Spalato, Sinj, Traù (Trogir), Imotski, Almissa (Omiš), Brazza (Brač), Lesina (Hvar) e Lissa (Vis).
Nel marzo del 1969 la Federcalcio spalatina decise di cambiare il proprio nome in Federcalcio del Comune di Spalato, alla quale però continuarono a fare capo le città che rientravano nell’ambito della vecchia Federazione sorta dopo la divisione del 1959. La stessa Assemblea lanciò pure l’appello per la reintroduzione della Federazione dalmata, al fine di rafforzare la struttura organizzativa calcistica in tutta la Dalmazia. Alla carica di nuovo presidente venne nominato Dinko Bilač, i vicepresidenti furono Tomislav Vladić e Luka Majstorović, mentre il segretario fu Ivo Svalina. Nella presidenza vennero eletti pure Ivo Mrčić, Zdravko Arapović, Ivo Tadić, Božo Bakotić e Ivo Eterović. Nel Consiglio d’Amministrazione invece furono nominati Ivo Mrčić, Ivo Svalina, Dinko Bilač,Ivo Eterović, Ivo Tadić, Srećko Čudina, Vlado Rađa e Zlatko Bošnjak.

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La storia della Federazione spalatina di calcio è stata molto turbolenta. Molto spesso ci sono stati dei cambiamenti anche radicali. Pure il territorio sotto la sua egida è variato di molto a seconda delle circostanze storiche e politiche. All’inizio copriva tutta la Dalmazia, ma pure parte dell’attuale Montenegro e della Bosnia ed Erzegovina. Ovviamente con il passare degli anni il territorio compreso nell’ambito della Federcalcio spalatina è andato riducendosi, in linea con la tendenza di dare un marchio maggiormente regionale al mondo del calcio e organizzare quanti più campionati collegandoli a entità o regioni ben definite.

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