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Il sogno di ogni atleta è di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che dura nel tempo e che in pochi alla fine riescono a realizzare. Quest’estate si sarebbe dovuta svolgere le 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Però per le note vicende sanitarie è stata rinviata all’estate del 2021.

Per tanti atleti che si erano qualificati per quest’edizione e per quelli che cercavano di

agguantare la norma necessaria per la partecipazione, il sogno non è comunque svanito, è stato soltanto rinviato. Per certi però i sogno si è frantumato e bisognerà iniziare tutto daccapo. Nel corso degli anni sono stati numerosi gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il sogno di partecipare ai Giochi olimpici. Sono tante le storie di atleti famosi, ma anche di quelli di sport minori di cui si sono quasi perse le tracce. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini che hanno partecipato alle competizioni. Ecco le loro storie.

1896, Atene - 1920, Bruxelles
Nel periodo dell’Austria Ungheria nessun atleta spalatino partecipò alle Olimpiadi. Lo stesso accadde con le prime Olimpiadi dopo la Prima guerra mondiale.
A Bruxelles a difendere i colori della Jugoslavia fu soltanto la nazionale di calcio, che uscì subito nella partita di qualificazione. Era la prima partita ufficiale della nazionale che era composto da giocatori di Zagabria (ben nove) e Belgrado.

1924, Parigi
Fu necessario aspettare fino all’ottava edizione delle Olimpiadi per registrare la prima presenza spalatina. A fare da “apripista” furono quattro atleti: Janko Rodin, Ante Roje, Stane Derganc e Rudolf Sloup Štapl.
Janko Rodin fu uno dei migliori difensori dei primi anni della storia dell’Hajduk.
Nato a Castel Vitturi (Kaštel Lukšić) il 17 febbraio 1900, Rodin fu conosciuto come un difensore con un grande temperamento, determinato e ottimo nella marcatura degli avversari. Perfetto nella posizione a lui più naturale di terzino destro, ma pure come stopper.
Iniziò giovanissimo nella sua cittadina, già a 19 anni; nell’estate del 1919 passò nelle file dell’Hajduk. E nelle schiere della squadra spalatina fu subito un giocatore di primo livello, titolare pressoché inamovibile. Per l’Hajduk disputò in totale ben 251 partite e segnò la bellezza di 35 reti. Complessivamente rimase a Spalato per 12 stagioni, con l’Hajduk sempre in lotta per le posizioni di vetta del Campionato jugoslavo. Riuscì a vincere due scudetti, nel 1927 e nel 1929. Chiuse la carriera di giocatore nell’estate del 1931.
Fu convocato pure nelle file della nazionale jugoslava. In totale disputò quattro partite. Partecipò alle Olimpiadi del 1924 a Parigi. Insieme a Miha Borović Kurir fu il primo giocatore dell’Hajduk a giocare in nazionale. Nella selezione jugoslava rimase per tre anni. Prese parte alla storica partita contro la Cecoslovacchia nel 1924 quando tutta la nazionale, eccetto il portiere, era costituita da giocatori dell’Hajduk.
Finita la carriere di calciatore, diventò uno dei dirigenti dell’Hajduk. Nel 1939 divenne pure presidente della società, carica che ricoprì per tre anni. Aiutò anche la società nei primi anni della rinascita, nel 1944 e nel 1945 sull’isola di Lissa (Vis), e poi nella serie di partite internazionali che vennero disputate.
Ante Roje nacque a Spalato il primo ottobre del 1905. Fu uno dei pionieri della pallanuoto spalatina. Partecipò a due Olimpiadi. Nel 1924 difese i colori nazionali nel nuoto. Nuotò nei 1.500m stile libero e nella staffetta 4x200m stile libero. Ritornò alle Olimpiadi nel 1936 come membro della squadra di pallanuoto. Morì a Zagabria il 15 dicembre del 1980.
Anche se nato a Lubiana, Stane Derganc negli anni ‘20 legò indissolubilmente la sua carriera sportiva alla città di Spalato. Nato il 23 aprile del 1893, partecipò a due Olimpiadi. Dapprima a Parigi nel 1924 arrivò a un passo dalla medaglia. Nelle varie discipline inanellò un quarto posto individuale combinato, un quinto nel corpo libero e un settimo posto nel cavallo con maniglie. Si rifece nel 1928 ad Amsterdam dove vince ben due bronzi, nel cavallo con maniglie e nel concorso a squadre. Vinse pure svariati medaglie ai Campionati mondiali come membro della squadra nazionale. Oggi è noto pure per essere stato raffigurato sui primi francobolli in lingua slovena nel 1916. Scomparve il 9 agosto del 1981.
Da notare infine Rudolf Sloup Štapl. Era un calciatore ceco. Nato a Plzen il 17 novembre del 1895 passò quasi tutta la carriera in patria. Nel 1920 approdò a Spalato dove per un periodo fu giocatore/allenatore dell’Hajduk senza partecipare al Campionato locale. Giocò otto partite per la nazionale ceca dal 1922 al 1924 segnando otto reti. Partecipò alle Olimpiadi del 1924 come membro della nazionale ceca. Morì il 7 settembre del 1936.

1928, Amsterdam
Alle Olimpiadi di Amsterdam parteciparono tre atleti legati a Spalato. Due di questi furono i calciatori Ante Bonačić e Ljubomir Benčić, mentre ritornò alla grande conquistando due medaglie Stane Derganc.
Ante Tonči Bonačić era considerato il primo gentiluomo del calcio. Nacque il 12 giugno 1905 a Spalato. Ragazzo precoce, già a 16 anni entrò a far parte della prima squadra dell’Hajduk. Fu una delle colonne portanti della compagine spalatina per ben 12 anni. Vinse i primi due titoli nazionali nel 1927 e nel 1929. Rimase nella file dell’Hajduk dal 1921 al 1933. In totale per i bianchi di Spalato collezionò 253 partite e 118 reti. Giocò come centravanti e come ala sinistra. Nonostante un fisico non possente seppe sempre imporsi in campo.
Per la nazionale jugoslava collezionò nove presenze e tre reti. Esordì il 28 settembre 1924 contro la Cecoslovacchia a Zagabria, una partita dal sapore storico in quanto scesero in campo ben 10 giocatori dell’Hajduk. L’ultima partita la giocò a Poznan in Polonia nel 1931. Partecipò pure alle Olimpiadi del 1928.
All’epoca era considerato un vero artista del pallone. Dotato di grande tecnica e di un formidabile dribbling, molto veloce, fu sempre un rebus per i difensori delle altre squadre. Ottimo con tutti e due i piedi, era noto anche per le sue reti segnate con calci di punizione da distanze impensabili. Gli avversari però facevano notare che era un grande egoista e che giocava in primo luogo per sé stesso, sciupando spesso tante occasioni più propizie per i compagni di squadra.
Nell’estate del 1933 si trasferì a Zagabria dove giocò nelle file dell’HAŠK e poi per un breve periodo nel glorioso Građanski. Poi fu uno dei primi a trasferirsi all’estero. Andò in Francia nell’Olimpique di Marsiglia. Vi rimase fino al 1936 quando prematuramente si ritirò dal calcio giocato. La storia narra che i dirigenti dell’Olimpique vedendolo giocare decisero di mettere nello stemma della squadra la scritta “droit au but” ossia “direttamente in rete”. Morì nel 1948 ad Abbazia.
Ljubomir Benčić nacque a Stari Grad il 2 gennaio del 1905. Fu un fedelissimo dell’Hajduk di Spalato. Debuttò il 23 ottobre del 1921 segnando subito una rete nella partita vinta per 3-1 dall’Hajduk contro il Borac nel Campionato spalatino. Tra le file degli spalatini inanellò 353 presenze e 355 reti. Una marea per quei tempi. Nella maggior parte dei casi si trattò di presenze in partite amichevoli. Rimase attivo fino al 1935. Segnò due reti nelle cinque partite disputate con la nazionale jugoslava. Debuttò nel 1924 nella storica partita contro la Cecoslovacchia durante la quale, come già ricordato, scesero in campo ben 10 giocatori spalatini. L’ultimo incontro lo disputò contro la stessa nazionale nel 1927, mettendo pure a segno una rete. In seguito fu anche allenatore. Guidò l’Hajduk a più riprese, dapprima dal 1939 al 1941, poi durante la guerra nel 1944 e nel 1945 e infine fino al 1948. Più tardi fu alla guida di svariate squadre; insieme a Bernard Vukas allenò il Bologna e da solo poi il Pescara e il Portogruaro. Fu pure alla testa della nazionale della Croazia nell’unica partita disputata all’epoca della Jugoslavia. Si trattò della partita vinta contro l’Indonesia per 5-2. Morì a Zagabria il 28 febbraio del 1992.

1932, Los Angeles
Quest’Olimpiade rimarrà l’ultima alla quale non partecipò alcun atleta spalatino. A difendere i colori della Jugoslavia ci fu un solo atleta, Veljko Naračić di Donji Lapac, nell’atletica leggera.

1936, Berlino
In Germania arrivò il primo grande gruppo spalatino per partecipare a un’Olimpiade. In totale furono ben 13 gli atleti in cinque sport.
Nell’atletica gareggiò Ivica Buratović. Nacque a Račišće sull’isola di Curzola (Korčula) il 3 marzo del 1909. Militò nelle file dell’Hajduk di Spalato e del Concordia di Zagabria. In questa sua unica Olimpiade partecipò alla gara del salto in lungo nell’atletica leggera e fu eliminato già nelle qualificazioni. Morì a Johannesburg l’11 marzo del 1971.
Alle gare di vela partecipò Karlo Bauman. Nato nel 1914, fu il primo velista a partecipare a un’Olimpiade e per di più in due classi diverse. Gareggiò nel 1936 nella classe O-Jolle piazzandosi all’undicesimo posto su 26 partecipanti. Fece ritorno ai Giochi olimpici nel 1952 a Helsinki nella nuova classe Finn. Per lui ci fu un 23.esimo posto. In mezzo svariati successi nazionali e internazionali e partecipazioni ai Campionati europei. Il tutto come membro del Labud di Spalato per il quale scrisse le prime pagine d’oro. Fu un esperto sommozzatore. E morì proprio sul posto di lavoro, nel porto spalatino, nel 1954, durante i lavori su una nave. Un lapide posta in riva lo ricorda.
Nel nuoto gareggiarono Tonko Gazzari e Darko Prvan. Gazzarri, classe 1912, come membro della Jadran partecipò alla staffetta 4x200 metri stile libero dove fu eliminato nelle qualificazioni. A Berlino arrivò come riserva pure Darko Prvan classe 1913, anche lui membro della Jadran.
Nutrito il gruppo di dalmati che difese i colori della Jugoslavia nella pallanuoto. Della squadra facevano parte Filip Bonačić, Ivo Giovanelli, Miro Mihovilović, Vojko Pavičić e Ante Roje. La nazionale uscì subito nel primo gruppo a gironi, con una sola una vittoria su tre gare. Interessante notare che alla fine quale miglior portiere del torneo fu scelto Miro Mihovilović. Un ulteriore successo visto che nel 1934 e nel 1936 venne proclamato miglior portiere in Europa e nel mondo. L’unico a tornare alle Olimpiadi fu Ivo Giovanelli a Londra nel 1948. Infine nel canottaggio, come membri del Gusar, a partecipare ai Giochi olimpici furono Davor Jelaska, Jakov Tironi, Emanuel Mrduljaš e Nikša Alegretti. Jelaska gareggiò nel singolo e arrivò alle semifinali. Jakov Tironi, Emanuel Mrduljaš e Nikša Allegretti parteciparono alla gara del due con piazzandosi al sesto posto. Interessante rilevare che in seguito Allegretti fece carriera nel mondo accademico. Fu un importante fisiologo e uno dei fondatori della moderna immunologia. Infine fu pure tra i fondatori del centro informatico.
Nel canottaggio gareggiò pure Rade Sunara. Nato a Sebenico nel 1914, per anni remò per il Gusar di Spalato. E come membro della compagine spalatina partecipò alle Olimpiadi di Berlino. Nell’otto senza si fermò alle semifinali. Stesso risultato pure nel quattro con.
Inoltre a Berlino gareggiarono pure Zulejka Stefanini nell’atletica leggera, negli 80 metri a ostacoli uscendo nelle eliminatorie. E nella pallanuoto Milivoj Čurlica. In comune hanno che sono nati a Spalato, ma non hanno mai gareggiato per un club spalatino. Lei la carriera la fece a Zagabria, mentre lui difese i colori dello Jug di Ragusa (Dubrovnik). (1 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 6 giugno 2020.

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