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Il sogno di ogni atleta è di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che dura nel tempo e che pochi alla fine riescono realmente a realizzare. Quest’estate si doveva svolgere le 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Però per le note vicende sanitarie i Giochi sono stati rinviati all’estate del 2021. Per tanti atleti che si erano qualificati per quest’edizione e per quelli che cercavano di agguantare la norma la realizzazione del sogno è stata rinviata. Per certi il sogno pure è svanito e sono costretti a ricominciare tutto dall’inizio. Nel corso degli anni sono stati numerosi gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il sogno di partecipare ai Giochi olimpici. Le loro storie sono molteplici: da un lato abbiamo parecchi atleti famosi e dall’altro quelli di sport minori di cui si sono perse presto le tracce. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini, nati nel capoluogo dalmata o militanti nelle squadre regionali al momento delle Olimpiadi, che hanno preso parte ai Giochi. Ecco le loro storie.

 

1964, Tokyo
Nel 1964 le Olimpiadi di nuovo “uscirono” dall’Europa. Fu la volta di Tokyo. Per la capitale nipponica fu la seconda assegnazione di un’Olimpiade dopo quella del 1940: però quella volta i Giochi non si svolsero a causa dell’inizio della Seconda guerra mondiale. Quelle del 1964 furono le prime Olimpiadi che si tennero sul suolo asiatico. Per i... colori dalmati quest’edizione dei Giochi fu nel segno delle “vacche magre”. Infatti arrivò soltanto la medaglia d’argento nella pallanuoto. Per il resto solamente modesti risultati.

Pallanuoto d’argento
Per i pallanotisti, dopo la delusione romana, arrivò comunque una nuova medaglia. Di nuovo un argento come a Melbourne. Nel gruppo C della prima fase fu tutto abbastanza semplice. Prima una vittoria stentata contro gli Stati Uniti per 2-1. Poi due successi netti contro i Paesi Bassi per 7-2 e contro il Brasile per 8-0. Primo posto nel gruppo e passaggio alle semifinali. Qui arrivò una facile vittoria contro il Belgio per 6-2 e poi la finale... prima della finale, quella contro l’Ungheria che finì in parità 4-4! Si giunse così al girone finale. Dopo il pareggio con l’Ungheria ci fu una vittoria sofferta contro l’Unione Sovietica per 2-0 con ben tre periodi su quattro finiti 0-0! Infine arrivò la partita decisiva con l’Italia. Fin all’inizio era chiaro che per vincere bisognava avere una differenza reti quanto maggiore rispetto agli ungheresi. L’Italia però venne sconfitta soltanto per 2-1, mentre l’Ungheria vinse contro l’Unione Sovietica per 5-2 e conquistò la medaglia d’oro!
A difendere i colori… dalmati furono tre giocatori: Antun Nardelli, Vinko Rosić e Ivo Trumbić. Per Nardelli questa fu la seconda Olimpiade. Dopo la delusione di Roma con il modesto quarto posto, arrivò finalmente una medaglia, quella d’argento. Per il giocatore della Jadran di Spalato fu l’ultimo grande successo della carriera dopo essersi distinto agli Europei di Lipsia (argento) del 1962 e dopo l’oro conquistato ai Giochi del Mediterraneo di Beirut 1959 e l’argento ottenuto nel 1963 a Napoli. A Beirut inoltre vinse pure due medaglie nel nuoto! Un argento nella staffetta 4x200m stile libero e un bronzo nella 4x100m misti. Nardelli nacque nel 1937 a Spalato morì nel 1995 a Zagabria. In suo onore la Federnuoto ha istituito un trofeo che si assegna ogni anno alla società che si è distinta di più nel settore giovanile.
Quella di Tokio fu per Vinko Rosić, nato nel 1941 a Spalato, l’unica Olimpiade alla quale partecipò. Il giocatore del Mornar di Spalato è passato alla storia per aver vinto due medaglie agli Europei: un argento nel 1962 a Lipsia e un bronzo nel 1966 a Ultrecht. Infine un argento a Napoli nel 1963 e un oro a Tunisi nel 1967 ai Giochi del Mediterraneo. Morì nel 2006 a Lissa (Vis).

Trumbić, il migliore al mondo
Ivo Trumbić nacque nel 1935 a Spalato: fu un giocatore delle Jadran. Partecipò a due Olimpiadi. Dopo l’argento a Melbourne vinse l’oro a Città del Messico. Per il resto due medaglie agli Europei e due ai Giochi del Mediterraneo come Rosić. Nel 1968 fu proclamato dalla Federazione mondiale, la FINA, miglior giocatore del mondo! Infine nel 2005 è stato inserito nella Casa dei pallanotisti più forti nella storia. Fu pure un allenatore di successo. Dapprima dal 1966 al 1969 come allenatore/giocatore della Mladost di Zagabria vinse due campionati della Jugoslavia e tre titoli Europei! Poi sotto la sua guida l’Olympiakos s’impose nel Campionato greco. In seguito dal 1974 al 1980 fu selezionatore della nazionale dei Paesi Bassi. Con la nazionale olandese alle Olimpiadi del 1976 vinse la medaglia di bronzo! Infine a Mosca nel 1980 finì sesto. Tornato in patria, allenò lo Jug di Ragusa (Dubrovnik) con il quale vinse Campionato e Coppa nel 1981 e nel 1982. Poi guidò la nazionale jugoslava ai Mondiali del 1982 e quella greca agli Europei del 1985. Passò al Pescara e nel 1986 vinse la Coppa d’Italia e poi nel 1987 tutto il possibile, Campionato e Coppa d’Italia, Coppa dei campioni e Supercoppa europea. Un caso rarissimo il suo. Infine, tornato in Olanda, guidò la nazionale alle Olimpiadi del 1992 piazzandosi all’ottavo posto.

Atletica leggera e nuoto
Nell’atletica ritornò Đani Kovač. Questa volta l’atleta dell’ASK di Spalato partecipò ai 400m a ostacoli e uscì subito nelle eliminatorie.
Due i nuotatori. Il più famoso fu Veljko Rogošić di Castel Vitturi (Kaštel Lukšić), classe 1941. A Roma partecipò alle gare in cinque discipline senza successo. A Tokyo ritentò però in solo due discipline, di nuovo senza risultati di rilievo. Nei 1500 metri stile libero uscì nelle eliminatorie. Stesso risultato nei 400 metri misti.
Per il nuotatore della Jadran le medaglie arrivarono soltanto ai Giochi del Mediterraneo. Ne vinse due a Napoli nel 1963: l’argento nei 400 metri stile libero e il bronzo nei 1500 metri stile libero. Nel 1971 a Smirne vinse un bronzo nel 4x200 metri stile libero. Decisamente lui era migliore sulle lunghe distanze: qui arrivarono i più grandi successi a livello internazionale. Vinse così nel 1971 la Capri-Napoli. Nel 2004 fece la traversata della Manica. Morì nel 2012 a Spalato.

Otto rematori, scarsi risultati
Slavko Janjušević e Zdenko Balaš, partecipano ai Giochi nel due con, però uscirono già nelle eliminatorie. Zdenko Balaš, Lucijan Kleva, Pavao Martić, Vjekoslav Skalak e Jadran Barut parteciparono alla gara dell’otto con dove conquistarono la medaglia… di legno. Il famigerato quarto posto. Per loro fu un’Olimpiade tutta in salita. Iniziò con un quarto posto (su cinque imbarcazioni) nelle batterie. Andò meglio nei recuperi. Arrivarono così a partecipare alla finale per le Olimpiadi. Qui rimasero dietro alla barca della Cecoslovacchia per due secondi e finirono quarti. Da notare pure la presenza a Tokyo di Frane Kazija che fu riserva nell’otto con. Tutti i rematori erano membri della Mornar di Spalato.

1968, Città del Messico
Al contrario di Tokyo in terra messicana gli atleti dalmati si fecero notare molto di più portando in casa ben quattro medaglie. E ci furono anche personaggi destinati a fare epoca nel mondo dello sport, come Đurđica Bjedov.

Đurđica Bjedov, nuova eroina
Fu dal nuoto che arrivarono ben due medaglie, assolutamente speciali. A vincerle fu la stella emergente, Đurđica Bjedov. Nata nel 1947 a Spalato la Bjedov fu nuotatrice del POŠK prima e del Mornar poi. Mentre militava in quest’ultimo club, vinse le due medaglie olimpiche. Iniziò a nuotare nel 1962. Arrivò in Messico senza grandi speranze. Però si fece notare subito. Iniziò nelle batterie dei 100 metri rana vincendo la propria serie con il nuovo record olimpico! Nelle semifinali badò a risparmiare energie e finì seconda; con il quinto posto complessivo si qualificò alle finali. E qui, in una gara davvero speciale s’impose con un ulteriore record olimpico. Vinse di un decimo davanti a una delle favorite, la sovietica Galina Prozumenščikova. Dopo quattro giorni di pausa partecipò ai 200 metri rana. Finì terza nella propria serie e solo settima nell’insieme. Si riscattò in finale e salì di nuovo sul podio. Questa volta conquistò la medaglia d’argento, fermandosi a un secondo dalla statunitense Sharon Wichman che stabilì il nuoto record olimpico. Complessivamente difese i colori della nazionale della Jugoslavia per 46 volte. Partecipò agli Europei del 1966 a Ultrecht e a quelli del 1970 a Barcellona. Per ben 35 volte vinse il titolo nazionale battendo addirittura 19 volte il record nazionale.

Pallanotisti d’oro
Guidata dal fortissimo Ivo Trumbić, miglior giocatore del 1968 secondo la FINA, la nazionale della Jugoslavia vinse l’oro a Città del Messico. Nella fase preliminare con un girone a otto, la Jugoslavia finì al secondo posto dietro all’Italia. E perse infatti soltanto contro gli italiani per 5-4. Per il resto un pareggio con la Germania dell’Est 4-4. Infine cinque vittorie; nell’ordine: Egitto 13-2, Messico 9-0, Paesi Bassi 7-4, Grecia 11-1 e Giappone 17-2.
In semifinale arrivò la rivincita per il passo falso di Tokyo. A cadere fu l’Ungheria per 8-6. Si giunse così alla finale contro l’Unione sovietica. La partita si concluse ai tempi supplementari per 13-11! La rete, che si rivelò alle fine decisiva, fu di Uroš Marović.

Con la Dalmazia nel cuore
Oltre a Trumbić proprio Uroš Marović ebbe un ruolo importante nel successo in terra messicana. Uroš Marović, nato a Belgrado, trascorse quasi tutta la sua vita in Dalmazia. Iniziò a gareggiare nel POŠK ovvero nel nuoto. Però ben presto passò nelle file della Jadran e fece quella che doveva rivelarsi la scelta vincente: il “tuffo” nella pallanuoto. Difese i colori della Jadran dal 1963 a 1966 prima di passare al Partizan di Belgrado dove nell’arco di dodici anni vinse ben undici titoli nazionali. Però la Dalmazia rimase sempre nel suo cuore e nel 1978 tornò nella regione e divenne membro del KPK di Curzola (Korčula). E giusto in tempo per garantire un successo incredibile a questa piccola società. Infatti con i curzolani nel 1978 vinse praticamente tutto: la Coppa nazionale, la Coppa delle coppe europea e arrivò secondo nel Campionato nazionale.
Per la nazionale seniores giocò dal 1966 al 1978. Dopo le Olimpiadi messicane partecipò pure a quelle del 1972 e del 1976. Conquistò la medaglia di bronzo ai Mondiali del 1973 di Belgrado. Due bronzi agli Europei: a Barcellona nel 1970 e a Vienna nel 1974. Due ori ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi del 1967 e di Smirne del 1971 e infine un argento ad Algeri nel 1975.
Da rilevare che nella rosa figurava un giovanissimo Ratko Rudić, appena ventenne. Però il suo tempo doveva appena venire, sia come giocatore e soprattutto come allenatore!

Cestisti d’argento
Per la settima volta di fila il torneo fu vinto dagli statunitensi che in finale sconfissero la forte nazionale della Jugoslavia. Per la Jugoslavia nella prima fase a gironi nel gruppo A sei vittorie e solo una sconfitta, proprio contro gli Stati Uniti. Poi in semifinale vittoria di misura contro l’Unione Sovietica per 63-62. Infine la finale senza storia, persa per 62-50.
A vincere l’argento furono pure i dalmati Petar Skansi e Damir Šolman.
Per Skansi questa fu l’unica Olimpiade. Nato nel 1943 a San Martino di Brazza (Sumartin) sull’isola di Brazza (Brač), giocò dapprima per la Jugoplastika di Spalato e poi per la Maxmobil. Conquistò pure l’argento ai Mondiali di Montevideo del 1967 e l’oro nel 1970 a Lubiana. Argento agli Europei del 1965 di Mosca. Infine un oro ai Giochi del Mediterraneo del 1967. Nel 1991 fu inserito dalla FIBA nella lista dei 50 giocatori più importanti della storia!
Conquistò con la Jugoplastika il titolo nel 1971 e la Coppa nel 1972 e nel 1974. Ben più ricca la sua bacheca come allenatore. Vinse scudetto e Coppa nel 1977 con la squadra spalatina. In ambito internazionale vinse pure la Coppa Korać nel 1976 e nel 1977. Con la squadra del Treviso s’impose nel Campionato italiano nel 1992 e conquistò la Coppa nazionale nel 1993. Vince la Supercoppa italiana con la Fortitudo Bologna nel 1998. Inoltre con la V.L. Pesaro vinse la Coppa delle Coppe nel 1983. Guidò pure la nazionale croata dal 1992 al 1997 conquistando alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 una storico argento! Prima nel 1977 era diventato viceselezionatore della nazionale guidata da Aleksandar Nikolić, vincendo nel 1978 il titolo di campione del mondo. Poi da selezionare nel 1979 conquistò la medaglia di bronzo agli Europei. Con Skansi in nazionale militò pure Damir Šolman che poi conquistò altre due medaglie.

Farčić si fece notare
Nell’atletica leggera Nedjeljko Farčić, classe 1941 di Vallegrande (Vela Luka), ottenne un ottimo nono posto nei 10.000 metri. Partecipò pure alla maratona però dovette rinunciare prima del traguardo. Fu membro dell’ASK di Spalato.

Mate Parlov agli inizi
Infine nel pugilato da registrare due presenze. Petar Miloš, nato nel 1941 a Drniš, gareggiò nella categoria dei pesi massimi. Uscì di scena subito negli ottavi di finale contro il bulgaro Pandov per 3-2. La categoria fu poi vinta da una futura leggenda di questo sport, George Foreman.
In Messico giunse pure un giovanissimo Mate Parlov. Appena ventenne (nato a Spalato nel 1948) partecipò ai Giochi nella categoria dei pesi medi. Partì benissimo battendo nei sedicesimi di finale il marocchino Ahodous per 5-0. Poi negli ottavi s’impose per 4-1 contro l’olandese Van Ispelen. Nei quarti l’avversario fu l’inglese Finnegan: Parlov perse per 5-0! Finnegan poi vinse l’oro. Però per Parlov i successi e non soltanto quelli olimpici erano appena dietro l’angolo!
(6 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 2 gennaio 2021.

 

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