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Il sogno d’ogni atleta è di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che non sbiadisce mai e che in pochi alla fine riescono a realizzare. L’estate scorsa avrebbe dovuto svolgere le 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Però per le note vicende sanitarie tutto è stato rinviato alla prossima estate. Per tanti atleti che si erano qualificati per l’edizione 2020 e per quelli che cercavano di agguantare la norma il sogno è stato rinviato. Per certi pure è svanito, per cui è necessario iniziare tutto daccapo. Nel corso dei decenni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno di partecipare ai Giochi olimpici. Si è trattato spesso di atleti famosi, ma tante altre volte di appassionati di sport minori di cui si sono perse presto le traccie. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini, nati nel capoluogo dalmata o militanti in squadre cittadine al momento delle Olimpiadi, che hanno avuto l’onore di partecipare ai Giochi. Ecco le loro storie.

 

1972, Monaco di Baviera
La XX edizione dei Giochi olimpici estivi si tenne a Monaco di Baviera nell’allora Germania occidentale. Dopo i grandi successi e le medaglie di Città del Messico City le Olimpiadi tedesche trascorsero quasi in sordina per i dalmati. Alla fine nel “palmares” arrivarono due medaglie importanti, ossia due ori. E per il resto tanti piazzamenti di scarso rilievo.

Pallamano d’oro
Un po’ a sorpresa i pallamanisti conquistarono l’oro. Per la pallamano fu un ritorno olimpico dopo il 1936. L’avventura iniziò con tre vittorie nel gruppo di qualificazione. A cadere furono il Giappone (20-14), gli Stati Uniti d’America (25-15) e infine l’Ungheria (18-16). Si arrivò così al girone di semifinale. Dapprima furono sconfitti i padroni di casa della Germania Ovest per 24-15 e poi di misura fu battuta la Romania per 14-13. La nazionale jugoslava si piazzò quindi in finale, un traguardo all’inizio insperato, e s’impose senza soverchi problemi sulla Cecoslovacchia per 21-16.
A difendere i colori della Jugoslavia ci fu pure Albin Vidović. Nato a Zagabria l’11 febbraio del 1943 fu un grande pallamanista. Trascorse quasi tutta la sua carriera a Bjelovar, nello Željezničar, e poi militò per 14 anni nel Partizan. Quello che lo lega alla Dalmazia è il periodo nel quale prestò il sevizio di leva. In quel periodo giocò dapprima per lo Split e poi per lo Jugovinil di Castel Abbadessa (Kaštel Gomilica). Ricchissimo il suo palmares. A livello internazionale oltre all’Olimpiade tedesca vinse pure la medaglia d’oro ai Mondiali in Cecoslovacchia del 1964 e ai Giochi del Mediterraneo del 1967 a Tunisi. Chiuse la sua carriera in nazionale agli Europei in Germania nel 1973 con un altro oro, segnando ai padroni di casa ben 14 reti nella finalissima. In totale in nazionale collezionò 44 presenze e 48 reti. Inoltre con la squadra di Bjelovar vinse cinque scudetti e tre coppe nazionali. Morì nel 2018.

L’ascesa di Mate Parlov
L’altra medaglia e per di più d’oro arrivò da uno spalatino che però aveva cercato fortuna lontano dalla sua città natale. Si trattava di Mate Parlov. Pochi si ricordano che il grande pugile nacque proprio nel capoluogo dalmata; i più lo collegano alla città nella quale visse più a lungo e dove morì, ossia Pola.
Parlov nacque Spalato il 16 novembre del 1948. Rimase nel capoluogo dalmata soltanto fino ai dodici anni di età, quando la famiglia si trasferì a Pola. E proprio qui nel 1964 scoprì il mondo del pugilato. Nel novembre del 1964 entrò nella palestra della società locale, il club pugilistico polese BK Pula. Fu molto fortunato perché ad allenarlo furono due grandissimi allenatori, Aldo Banovac prima e Aldo Buršić poi. Il primo vero match arrivò durante l’incontro tra la sua società e lo Slavija di Banja Luka. E fu subito una vittoria nella categoria dei medi. I suoi progressi furono rapidissimi. Era nato per questo sport e così subito nel 1968 partecipò alle Olimpiadi di Città del Messico nella sua categoria, quella dei medi. Arrivò ai quarti di finale dove perse contro l’inglese Chris Finnegan, futura medaglia d’oro. Non s’arrese, strinse i denti e cominciò a inanellare successi importanti. Così nel 1969, passato nella categoria dei mediomassimi, partecipò ai Campionati europei di Bucarest. Arrivò in finale, ma fu sconfitto; conquistò comunque la sua prima medaglia europea, l’argento. Agli Europei tornò nel 1971 a Madrid dove vinse il suo primo titolo europeo. Il bis due anni dopo a Belgrado, nel 1973.
Nel bel mezzo vi fu la seconda partecipazione alle Olimpiadi, stavolta a quelle di Monaco di Baviera. Il primo avversario fu Nouredine Aman Hassan del Ciad battuto per KO al secondo round. Risultato identico nel secondo incontro contro l’ungherese Imre Toth. Nei quarti di finale avrebbe dovuto affrontare l’argentino Migulel Angel Cuello, che però non si presentò sul ring. Poi in semifinale arrivò la vittoria contro il polacco Janusz Gortat. E così Parlov giunse alla sua prima finale olimpica. L’avversario fu il temuto cubano Gilberto Carrillo. Fu un incontro drammatico e molto teso che alla fine vide Parlov vincitore per KO tecnico al secondo round. Questa medaglia d’oro fu in seguito festeggiata alla grande nella sua Pola dove ad accoglierlo al ritorno furono ben 15mila polesi all’Arena.

Vittoria contro Adinolfi
Dopo le Olimpiadi seguì il titolo europeo a Belgrado. Nel 1974 disputò il suo primo Campionato mondiale, a Cuba, all’Avana. Arrivò come uno dei favoriti. Si piazzò in finale senza grandi problemi: vinse contro Kortotajev e diventò per la prima volta campione del mondo. Però oltre ai successi internazionali bisogna ricordare la sua carriera nazionale. Dal 1967 al 1974 si laureò per ben otto volte campione nazionale. Dal 1970 al 1974 fu per ben cinque volte campione dei Balcani. Difese i colori della Jugoslavia per 18 volte, vincendo ben 17 incontri. Tra i dilettanti disputò addirittura 310 incontri vincendone 291. Furono 13 le sconfitte e sei i pareggi.
Seguì, com’era inevitabile, la carriera a livello professionistico. Tutto ebbe inizio nel 1975 ad Abbazia dove il 31 maggio affrontò l’italiano Lazzari. Vinse dopo tre round per KO davanti a ben tremila spettatori. Nel 1976, il 10 luglio, a Belgrado vinse il titolo di campione europeo sconfiggendo il detentore del titolo, l’italiano Domenico Adinolfi per KO tecnico all’undicesimo round.

Scalata al titolo mondiale
Il gradino successivo era rappresentato inevitabilmente dalla scalata al titolo mondiale. La grande occasione arrivò nel 1978. Il 7 gennaio a Milano affrontò per il titolo mondiale della WBC l’argentino Migulel Cuello. L’incontro durò ben nove round e alla fine Parlov conquistò il titolo mondiale! Fu il primo pugile della Jugoslavia a riuscirci. Però la gioia durò ben poco. Alle fine dell’anno, il 2 dicembre, affrontò a Marsala, in Sicilia, lo statunitense Marvin Johnson. Perse per KO tecnico al decimo round. Tornò dopo ancora quattro volte nel ring. Vinse contro Joe Maye e Tony Mundine. Pareggiò gli ultimi due incontri contro Marvin Camel a Spalato e poi perse a Las Vegas il suo ultimo incontro, il 31 marzo del 1980.
In tutto per Parlov ci furono 29 incontri tra i professionisti. Furono 24 le vittorie, tre le sconfitte e due i pareggi.
Finita la carriera agonistica per qualche anno si cimentò come allenatore. Nel 1984 fu il selezionatore della Jugoslavia per le Olimpiadi di Los Angeles, le migliori nella storia di questa nazionale che conquistò una medaglia d’oro, una d’argento e due di bronzo. Poi Parlov si ritirò dal mondo del pugilato. Morì il 29 luglio del 2008 a 59 anni.

Le grandi delusioni
Reduci dalle medaglie di Città del Messico City cestisti e pallanotisti speravano in un bis alle Olimpiadi in terra tedesca. Però arrivarono cocenti delusioni. I cestisti vennero a trovarsi in un difficile girone eliminatorio a otto dove finirono al terzo posto, dietro ai fortissimi sovietici, futuri campioni olimpici, e all’Italia. Giocarono così alla fine per il quinto posto: dapprima sconfissero di misura la Cecoslovacchia per 66-63 e poi declassarono Porto Rico per 86-70. A giocare furono due dalmati Damir Šolman e Ratomir Tvrdić. Per Šolman fu un ritorno, mentre per Tvrdić fu un debutto. Ratomir Tvrdić, nato a Spalato il 14 settembre del 1943, trascorse tutta la sua carriera agonistica nella città natale. Con la Jugoplastika vinse due scudetti nel 1970 e 1977 e tre Coppe nazionali (1972, 1974 e 1977). Inoltre a livello internazionale arrivarono due Coppe Korać (1976 e 1977) e due sconfitte nelle finali europee, nella Coppa dei Campioni nel 1972 e nella Coppa delle Coppe nel 1973.
Grandi soddisfazioni invece con la nazionale. Un titolo mondiale nel 1970 a Lubiana e due argenti, nel 1967 in Uruguay e nel 1974 a Porto Rico. Due titoli europei, nel 1973 in Spagna e in casa nel 1975, oltre a un argento nel 1969 in Italia. Infine un oro ai Giochi del Mediterraneo a Tunisi nel 1967.
A Monaco di Baviera i pallanotisti iniziarono bene il girone eliminatorio a sei dove persero soltanto contro gli Stati Uniti e arrivano secondi. Si piazzarono così al torneo finale, in lizza per le medaglie. Però qui partirono subito male: furono sconfitti dall’Unione Sovietica (futuro oro) per 4-5. Seguirono il pareggio contro l’Italia per 6-6 e la sconfitta contro l’Ungheria per 2-4. Alla fine arrivò l’unica vittoria, contro i padroni di casa, per 5-4. Così nella classifica finale si piazzarono al quinto posto. A difendere i coloro nazionali furono due spalatini Ratko Rudić e Uroš Marović. Per entrambi fu un mesto ritorno alle Olimpiadi dopo l’oro di quattro anni prima.

Canottaggio sotto tono
Nutrita la presenza dei dalmati nel canottaggio. Furono cinque gli atleti di cui due nativi di Spalato. Nel due senza gareggiarono Duško Mrduljaš e Nikola Mardešić. Entrambi del Gusar di Spalato, alla fine si piazzarono soltanto all’undicesimo posto. Terzi nelle batterie, finirono secondi nella propria serie di recupero. Però poi nella seconda serie delle semifinali arrivarono ultimi. Parteciparono così alla Finale B dove si piazzarono al quinto posto.
Nell’otto con gareggiarono i rematori del Mornar di Spalato, Josip Bajlo e Romano Bajlo. Per loro due ultimi posti, sia nella batteria che nel recupero.
Infine, nel quattro senza, ritorno olimpico per Marko Mandić (membro del Mornar): dopo il quarto posto a Tokio stavolta arrivò una sconfitta nel recupero.
Il migliore fu Duško Mrduljaš che partecipò a ben tre Olimpiadi. Nato a Spalato nel 1951, fu membro del Gusar per tutta la carriera agonistica. Ottenne importanti risultati a livello internazionale. Dopo la delusione a Monaco di Baviera, a Montreal nel 1976 arrivò un quarto posto. Non s’arrese e alla fine la sua tenacia fu premiata: a Mosca nel 1980 vinse la medaglia di bronzo. Nel 1979, nella propria città natale, ebbe l’onore di prestare giuramento a nome di tutti i sportivi ai Giochi di Mediterraneo. E poi coronò il tutto con una medaglia d’oro! Vinse anche la medaglia di bronzo nel due senza ai Mondiali juniores a Napoli nel 1969. Conquistò la medaglia d’oro ai Campionati dei Balcani per sette volte, e fu campione nazionale per 18 volte. Vinse, tra l’altro, la medaglia d’oro nel nuoto al Campionato statale militare. Gareggiò con successo in numerose regate veliche. Quale velista esperto, è il rappresentante del Royal Club Nautico di Londra in Croazia. Oltre a far parte del Circolo di canottaggio HVK Gusar è anche membro del Circolo velico “Labud”; inoltre è stato a lungo membro del club sciistico “Split”, dell’associazione alpinistica “Mosor”, del Circolo di sommozzatori - sub “Split” e del Circolo di scacchi “Mornar”. Duško Mrduljaš ha ricoperto numerosi incarichi in vari organismi sportivi. È stato presidente del Circolo di canottaggio HVK Gusar di Spalato (1984-1985), presidente del Circolo velico “Adriatica” in Abbazia, ex delegato croato per lo sport (1980-1984), membro della Comunità d’interesse autogestita dello sport della Città di Spalato, giudice dell’Associazione di canottaggio croata dal 1973 e giudice internazionale di canottaggio della FISA.

Atletica, risultati modesti
Nell’atletica registriamo la presenza alle Olimpiadi di Monaco di Baviera di Joško Alebić. Nato a Sinj nel 1947 gareggiò sempre per l’ASK di Spalato. Partecipò a ben tre Olimpiadi però senza successi di rilievo. A Monaco di Baviera corse nei 400 metri e nella staffetta 4x400m; però uscì sempre già nelle eliminatorie.
Nel nuoto ricordiamo il ritorno olimpico di Zdenka Gašparac di Zara, membro del Mornar di Spalato. Partecipò a due gare. Nei 100 metri dorso si piazzò al 20.esimo posto, mentre nei 200 metri dorso fu 27.esima.
Infine nella vela troviamo due spalatini, Minski Fabris e Filip Zoričić. Per Fabris quella di Momnaco di Baviera fu la prima di tre Olimpiadi. Gareggiò nella classe Finn dove si piazzò solamente al 21.esimo posto. Fece di meglio successivamente. E infine Zoričić fece in terra tedesca soltanto atto di presenza, visto che fu convocato come riserva.
(7 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 6 febbraio 2021.

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