Il sogno di ogni atleta è di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che dura nel tempo e che pochi alla fine riescono davvero a coronare. L’estate scorsa doveva svolgersi le 23.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 24 luglio al 9 agosto. Però per le note vicende sanitarie i Giochi sono stati rinviati all’estate del 2021. Per tanti atleti che si erano qualificati per quest’edizione e per quelli che cercavano di agguantare la norma il sogno è stato soltanto rinviato. Per altri invece è svanito, ovvero tutto è da rifare. Negli anni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno di partecipare alle Olimpiadi. Sono storie di atleti famosi, ma anche di appassionati di sport cosiddetti minori di cui si perdono presto le traccie. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini, nati o residenti nel capoluogo spalatino al momento delle Olimpiadi, che vi hanno partecipato. Ecco le loro storie.

 

1976, Montreal
La XXI edizione dei Giochi olimpici estivi si tenne a Montreal, in Canada. Interessante notare che i canadesi si videro assegnare l’organizzazione di queste Olimpiadi ricevendo più voti di Mosca, che poi quattro anni dopo ottenne il diritto di essere la città ospitante dei Giochi, seguita da Los Angeles che li ospitò nel 1984.
I Giochi della XXI Olimpiade furono i primi delle tre edizioni consecutive che videro un nutrito gruppo di Stati, peraltro sempre diversi tutte e tre le volte, boicottare la manifestazione in segno di protesta per ragioni principalmente politiche. Le Olimpiadi di Montreal 1976 furono boicottate da 27 Paesi africani, uno asiatico (l’Iraq) e uno americano (la Guyana). Tale gesto fu giustificato come un segno di protesta nei confronti della Nuova Zelanda e in particolare della sua squadra di rugby, che secondo alcune fonti si sarebbe recata a giocare in Sudafrica, nonostante il boicottaggio sportivo allora in atto nei confronti di quel Paese nel quale vigeva ancora l’apartheid.
Per gli atleti dalmati o quelli comunque legati alla Dalmazia, quella di Montreal fu un’Olimpiade con risultati molto magri. Alla fine non rimase altro da registrare se non la medaglia d’argento della squadra di pallacanestro.

Pallacanestro d’argento
Per i cestisti della Jugoslavia di allora l’edizione di Montreal rappresentò un ritorno in zona medaglie dopo la delusione in terra tedesca. Tutto ebbe inizio nel gruppo B con il successo contro Portorico per 84-63 e contro la Cecoslovacchia per 99-81. Poi arrivò l’inevitabile sconfitta nella partita con gli “invincibili” Stati Uniti per 93-112. Seguirono la sofferta vittoria contro l’Italia per 88-87 e infine il successo a tavolino contro l’Egitto per 2-0. In totale un secondo posto che portò la squadra dritta in semifinale. Qui ad attendere la nazionale jugoslava c’era l’ennesimo confronto con l’Unione Sovietica. Alla fine arrivò una vittoria tranquilla per 89-84. Poi la finale per l’oro. Di nuovo la disfida contro i fortissimi cestisti statunitensi, che questa volta prevalsero per 95-74.
A far parte di quella selezione che conquistò l’argento furono due noti giocatori della Jugoplastika di Spalato: Željko Jerkov e Damir Šolman.
Anche se nato a Pola il 6 novembre 1953, Željko Jerkov trascorse quasi tutta la sua carriera sportiva a Spalato, ovvero nella Jugoplastika alle cui sorti legò indissolubilmente il suo nome. Iniziò la carriera di cestista a Pola nell’Istragrađevno, dove, dal 1970 al 1972, fece parte della prima squadra che allora militava in Seconda lega. La sua vita cambiò definitivamente nel 1972. Partecipò ai Campionati juniores e con la Jugoslavia si laureò campione europeo a Zara. Qui lo notarono subito le squadre più forti del Paese. A contenderselo furono lo Zadar (con Krešimir Ćosić che si era ormai ritirato, il posto di pivot era libero) e la Jugoplastika. Alla fine scelse gli spalatini e qui fece una grandissima carriera. Inanellò un successo dietro l’altro e tante medaglie sia con la nazionale che con la squadra di club. In nazionale dapprima arrivò l’oro ai Campionati europei di Barcellona nel 1973. Seguì l’argento ai Campionati mondiali di Portorico nel 1974. Poi un altro oro ai Mondiali belgradesi del 1975. Subito dopo ci fu il già citato argento di Montreal, al quale fecero seguito l’oro europeo a Liegi nel 1977 e l’oro mondiale a Manila nel 1978. Un anno dopo ci fu una mezza delusione in Italia, con il bronzo agli Europei di Torino del 1979. Il riscatto fu immediato. Già nel 1980 arrivò un altro oro, questa volta alle Olimpiadi di Mosca, e infine un bronzo ai Mondiali in Colombia del 1982. Nove anni ricchi di successi, durante i quali il campione nativo di Pola trovò pure il tempo di vincere l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Algeri nel 1975.
I risultati di rilievo non mancarono nemmeno a livello di club. Nel 1977 vinse il suo primo scudetto con la Jugoplastika. Nel 1974 e nel 1977 conquistò la Coppa nazionale. Infine due successi europei con la vittoria nella Coppa Radivoj Korač nel 1976 e nel 1977. Jerkov militò nelle file della squadra spalatina dal 1972 al 1982 segnando in totale 3.476 punti. Poi raggiunti i limiti d’età consentiti per l’espatrio, continuò la carriera in Italia. Nella prima stagione, 1982/83, difese i colori della Scavolini di Pesaro con la quale vinse la Coppa Italia. Poi nella stagione 1983/84 giocò per la Benetton di Treviso.
Finita la carriera agonistica tornò a Spalato, ormai sua città d’adozione, e divenne membro del gruppo tecnico prima e della presidenza poi della locale squadra di pallacanestro. Per anni ricoprì diversi incarichi tra cui pure quello di presidente nel 1995.
Per Damir Šolman, invece, quelle di Montreal furono le terze Olimpiadi e quella conquistata in Canada la seconda medaglia dopo l’argento a Città del Messico. E quella in terra canadese fu pure l’ultima importante medaglia, con cui si concluse la sua esperienza in nazionale.

Pallanuoto… a secco
I pallanotisti furono la grande delusione pure in questa edizione delle Olimpiadi. Il gruppo eliminatorio iniziò a sorpresa, con il pareggio per 4-4 contro Cuba. Seguì la schiacciante vittoria contro l’Iran per 15-0. La terza partita si rivelò decisiva per il primo posto. Però arrivò soltanto il pareggio contro l’Italia per 6-6. Così la nazionale jugoslava si piazzò al secondo posto, ma fu comunque ammessa nel gruppo finale in cui erano in palio le medaglie. Qui però non fu capace di vincere nemmeno una partita. Si iniziò con un pareggio per 5-5 contro la modesta Romania. Seguirono la sconfitta contro l’Italia per 5-4 e un altro pareggio, per 4-4, contro la Germania occidentale. Infine la sconfitta contro l’Olanda per 5-3 e il pareggio contro i futuri campioni olimpici dell’Ungheria per 5-5. Alla fine la nazionale dovette accontentarsi di un modesto quinto posto.
A difendere i colori della nazionale furono quattro giocatori legati alla Dalmazia: Zoran Kačić, Damir Polić, Uroš Marović e Predrag Manojlović. A parte Uroš Marović (oro a Città del Messico), per gli altri tre questo fu l’esordio olimpico.
Zoran Kačić, nato a Spalato il 9 settembre 1953, trascorse tutta la sua carriera agonistica nella propria città. Iniziò a gareggiare con il Mornar per poi passare al POŠK e chiudere la carriera nelle file della Jadran. Pochi i successi a livello di nazionale. L’unica medaglia, un argento, arrivò nel 1975 ai Giochi del Mediterraneo, in Algeria.

Damir Polić, una delle stelle del POŠK
Damir Polić, nato a Spalato il 3 aprile 1953, trascorse gran parte della sua carriera nel POŠK di Spalato. Oggi viene ricordato come uno dei migliori giocatori che la società spalatina abbia mai avuto. Ad appena 15 anni passò dal nuoto alla pallanuoto. Crebbe assieme al suo POŠK. Nel 1969 la squadra per la prima volta approdò in Prima lega, dove registrò in seguito ottimi risultati. In particolare ottenne diversi secondi posti, facendosi sfuggire per un pelo lo scudetto. Però alla fine con la sua squadra Damir Polić riuscì a vincere due Coppe nazionali, nel 1980 e 1982. Fecero seguito in entrambi i casi due Coppe delle Coppe, nel 1981 e 1983. E nel 1983 pure la Supercoppa europea. Rimase con gli spalatini fino al 1985, per ben 16 anni.
Nel 1984 Damir Polić fu uno dei primi pallanotisti jugoslavi ad approdare in Italia. La sua avventura italiana iniziò nel Volturno Sporting Club in A2 per poi ottenere la promozione in A1. Successivamente militò nell’NC Caserta, nell’AS Cosenza e infine nel Nuoto Catania.
Per la nazionale giocò dal 1973 e 1981 per un totale di 387 partite e 1.200 reti. Sempre con la nazionale partecipò a due Olimpiadi, Montreal (quinto posto) e Mosca (oro!). Due i Campionati mondiali, entrambi coronati con una medaglia di bronzo, a Belgrado nel 1973 e a Berlino ovest nel 1978. Due le medaglie pure ai Campionati europei, ossia un bronzo a Vienna nel 1974 e un argento a Jönköping nel 1977. Infine due medaglie pure ai Giochi del Mediterraneo, argento ad Algeri nel 1975 e oro in casa, a Spalato, nel 1979.
Finita la carriera agonistica, Damir Polić si diede subito a quella di allenatore che però non gli regalò tanti successi. Dal 1988 al 1990 guidò il Volturno, poi dal 1994 al 1995 il Cosenza. Infine allenò pure il suo POŠK dal 2005 al 2007.
Alla pari di Polić, pure Predrag Manojlović fece una grande carriera. Nato a Spalato il 20 settembre del 1951 iniziò a giocare pure lui nel POŠK. Passò poi alla Jadran di Spalato prima di andare a Belgrado dove fece una grande carriera, in primis nel Partizan e poi nella Crvena Zvezda. Tanti i successi a livello di club, ma pure tante medaglie con la nazionale della Jugoslavia, con la quale disputò 275 partite segnando 154 reti. Partecipò anche a due Olimpiadi, 1976 e 1980 (oro), a due Mondiali, 1973 (bronzo) e 1978 (bronzo), a due Europei, 1974 (bronzo) e 1977 (argento) e due edizioni dei Giochi del Mediterraneo, 1975 (argento) e 1979 (oro).
Conclusa la carriera agonistica rimase a Belgrado, dove dal 1985 al 1997 fu segretario generale dell’associazione degli sportivi del Partizan. Dal 2000 al 2009 fu segretario generale del Comitato Olimpico della Serbia. Morì a Belgrado il 14 settembre del 2014.

Canottaggio, risultati modesti
Soltanto due rematori dalmati presero parte alle Olimpiadi canadesi: Duško Mrduljaš e Zlatko Celent. Se per Mrduljaš queste furono le seconde Olimpiadi, per Zlatko Celent furono le prime e rappresentarono l’inizio di una brillante carriera. Celent nacque a Spalato il 10 luglio del 1952. A 12 anni si avvicinò al mondo dello sport, però giocando a pallacanestro. Due anni dopo scoprì il mondo del canottaggio e si iscrisse al Gusar. Qui rimase per tutta la vita. Cominciò subito a farsi notare a livello nazionale.
Non tardò ad arrivare la convocazione in nazionale. Già nel 1971 fu membro dell’otto con ai Campionati europei di Copenaghen. Nel 1973 vinse la prima medaglia nazionale: nel due senza si laureò campione nazionale con Duško Mrduljaš. E fu proprio con lui che Celent cominciò la sua serie olimpica. All’inizio a Montreal i due arrivarono primi nella batteria. In semifinale d’un soffio agguantarono il secondo posto. Arrivarono così in finale dove si piazzarono al quarto posto, staccati di ben quattro secondi dalla medaglia di bronzo. Più tardi i due rematori spalatini passarono a gareggiare nel due con, con il timoniere Josip Reić. E fu un successo. Infatti nel 1980 vinsero la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Mosca. Poi a Los Angeles Celent, con un nuovo compagno, Dario Vidošević, e il timoniere Mirko Ivančić, si piazzò al settimo posto. Alla sua quarta Olimpiade, quella di Seul nel 1988, remò nel quattro con e finì al sesto posto.
Da notare la sua partecipazione ai Giochi del Mediterraneo nella natia Spalato, dove nel due con vinse la medaglia d’oro.
Nel corso della sua lunga carriera, dal 1973 al 1988, fu per ben 25 volte campione nazionale. Giocò in nazionale dal 1973 al 1989. Partecipò a tante competizioni di rilievo, tra cui i Mondiali di Lucerna, Nottingham, Amsterdam, Karapir, Bled, Monaco di Baviera, poi di nuovo Lucerna, Duisburg, Haselwinkel, Copenhagen e infine ancora una volta Bled. Finita la carriera agonistica, iniziò subito quella di allenatore, degli juniores prima e dei seniores dopo nel suo Gusar. Fu pure il primo selezionatore della nazionale croata. Morì a soli 40 anni, il 25 febbraio del 1992, sull’isola di Pago.

Due rientri alle Olimpiadi
Per Joško Alebić, nell’atletica leggera, quelle di Montreal furono le sue seconde Olimpiadi. Questa volta partecipò soltanto alla gara dei 400 metri. In batteria finì terzo e si piazzò ai quarti di finale. Qui fu però sfortunato visto che arrivò solamente quinto, a soli cinque decimi dalla semifinale. Però poi tornò a Mosca per la sua terza Olimpiade.
Per Minski Fabris quella di Montreal fu la seconda Olimpiade. Sempre nella classe Finn, ovvero nella vela. Dopo il 21.esimo posto a Monaco di Baviera arrivò in Canada il 13.esimo posto. Fece ritorno ai Giochi olimpici a Mosca quattro anni dopo, ma nel frattempo “esplose” a livello europeo.
(8 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 6 marzo 2021.

 

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