Il sogno di ogni atleta è di partecipare alla Olimpiadi. Si tratta di un sogno che dura nel tempo e che soltanto pochi alla fine riescono a realizzare. L’estate scorsa avrebbe dovuto svolgersi, dal 24 luglio al 9 agosto, le 23.esima edizione dei Giochi olimpici, quella di Tokyo. Però a causa della pandemia tutto è stato rinviato all’estate di quest’anno. Per molti atleti che si erano già qualificati per l’edizione 2020 l’appuntamento con i Giochi è stato soltanto rinviato. Altri, che cercavano di agguantare la norma, dovranno magari iniziare tutto daccapo. Nel corso degli anni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il sogno di partecipare alle Olimpiadi. Sono storie di atleti famosi e di altri, in particolare quelli di sport minori, di cui si sono perse presto le tracce. Sono stati finora diverse centinaia gli atleti spalatini, nati nel capoluogo dalmata o qui residenti al momento delle Olimpiadi, che hanno gareggiato ai Giochi. Ecco le loro storie.

 

1988, Seul
La XXIV edizione dei Giochi olimpici estivi si tenne a Seul, nella Corea del Sud. Dopo tre edizioni all’insegna del boicottaggio, particolarmente visibile nelle ultime due, queste furono le prime Olimpiadi a riunire gli sportivi di quasi tutto il mondo. Infatti, parteciparono ben 159 nazioni. A boicottarle furono soltanto quattro Stati. Questa fu pure l’ultima edizione dei Giochi che vide la partecipazione dei dalmati sotto i colori della Jugoslavia. Un’Olimpiade coronata da tre medaglie: l’oro nella pallanuoto e due argenti nella pallacanestro, in quella maschile e, per la prima volta, in quella femminile. Inoltre fu ricca la presenza di atleti dalmati in svariati sport.

Pallanuoto, di nuovo oro
Quella in terra coreana fu edizione di successo per i pallanotisti che bissarono il trionfo di Los Angeles. Il tutto ebbe inizio con una sconfitta nel girone eliminatorio. Infatti la nazionale jugoslava perse contro gli Stati Uniti per 7-6. Poi seguono quattro vittorie, nell’ordine, contro Ungheria 10-9, Grecia 17-7, Spagna 10-8 e Cina 17-7. Il secondo posto nel girone eliminatorio portò la squadra direttamente in semifinale dove affrontò la Germania Ovest. Dopo un sofferto avvio, nel finale arrivò una facile vittoria per 14-10. Nella finale l’avversario da battere fu di nuovo la nazionale degli Stati Uniti. Fu una partita lunghissima, estenuante, risolta appena dopo due tempi supplementari. Finì 9-7.
Della nazionale vincitrice della medaglia d’oro facevano parte ben sei sportivi dalmati: Mislav Bezmalinović, Deni Lušić, Renco Posinković, Perica Bukić e Dubravko Šimenc. Per Lušić e Bukić fu un ritorno olimpico e un nuovo trionfo. Per gli altri un ottimo esordio. Inutile dire che i pallanotisti dalmati svolsero un ruolo di primo piano nel successo della nazionale, tanto da passare alla storia.

Il grande Mislav Bezmalinović
A esordire sulla scena olimpiaca a Seul fu Mislav Bezmalinović. Classe 1967, nato a Spalato, iniziò e finì la carriera nella Jadran del capoluogo dalmata. Esordì nella prima squadra nel 1982 e vi rimase fino al 1994. Poi passo al Pescara prima e al Salona, in Grecia, poi. Per la nazionale della Jugoslavia giocò dal 1988 al 1991 per poi difendere i colori della Croazia fino al 1994. Oltre all’oro olimpico vinse i Mondiali di Perth nel 1991 e la Coppa Fina nel 1989. Due gli argenti europei, nel 1987 a Strasburgo e nel 1989 a Bonn. Infine un altro argento ai Giochi del Mediterraneo nel 1991.
Con la sua Jadran vinse nel 1991 il Campionato e la Coppa del Mediterraneo. Seguirono due Coppe dei Campioni nel 1992 e nel 1993.
Quella di Seul fu una grande Olimpiade pure per Renco Posinković. Classe 1964, spalatino, iniziò la sua carriera nel Mornar. A 16 anni era già portiere della squadra juniores. Nel Mornar rimase fino al 1989 quando passò alla Jadran. Nel 1986 ottenne l’unico, ma grande successo con il Mornar, la vittoria nella Coppa delle Coppe. Si dimostrò un grande campione pure nelle file della Jadran dove rimase fino al 1996. Alla pari di Bezmalinović vinse il Campionato nel 1991 e le due Coppe dei Campioni nel 1992 e nel 1993. Con la nazionale della Jugoslavia s’impose ai Mondiali del 1991 e conquistò l’argento agli Europei di Bonn del 1989 e ai Giochi del Mediterraneo del 1991 ad Atene. Giocò pure per la nazionale della Croazia nel 1992 e nel 1993.
Interessante rilevare che a Seul parteciparono ai Giochi tre pallanotisti spalatini in rappresentanza di tre società del capoluogo dalmata: Mislav Bezmalinović (Jadran), Deni Lušić (POŠK) e Renco Posinković (Mornar).

Pallacanestro, doppio argento
Per la squadra maschile dopo il bronzo del 1984 arrivò l’argento a Seul. Nella fase eliminatoria, nel proprio girone, la squadra esordì con l’importante vittoria contro l’Unione Sovietica per 92-79. Seguirono le vittoria contro la Repubblica centrafricana per 92-79, contro la Corea del Sud per 104-92 e contro l’Australia 98-78. Alla fine arrivò la sconfitta con Portorico per 74-72. Forti del primo posto nel girone eliminatorio, nei quarti di finale i cestisti jugoslavi affrontarono il Canada e vinsero per 95-73. Nelle semifinali trovarono di nuovo l’Australia e la travolsero per 91-70. Arrivarono così senza problemi in finale dove affrontarono di nuovo l’Unione Sovietica. Questa volta però fu una batosta. Vennero sconfitti nettamente per 76-63. A difendere i colori della nazionale furono due leggende della pallacanestro spalatina, Toni Kukoč e Dino Rađa.
Grande successo pure per la nazionale femminile. Arrivata a Seul senza grandi pretese, alle fine tornò a casa con una medaglia. Nel girone eliminatorio sconfisse dapprima la Cina per 56-53. Seguì un’attesa e sonora sconfitta contro gli Stati Uniti per 101-74. Poi la vittoria contro la Cecoslovacchia per 69-57. Arrivò così il secondo posto nel girone con la conseguente semifinale contro l’Australia. Fu un’altra vittoria, molto sofferta, per 57-56. Si giunse così alla finalissima, ovvero a una nuova partita contro gli Stati Uniti, grandi favoriti della competizione. Fu un buon incontro: le cestiste jugoslave riuscirono a limitare i danni e a uscire sconfitte per 70-77. Un risultato più che dignitoso. Miglior marcatrice della finale fu Danira Nakić con 23 punti. E fu proprio la Nakić che insieme a Žana Lelas difese i colori dalmati in questa squadra.

La campionessa Danira Nakić
Danira Nakić nacque il 22 luglio del 1969 a Sebenico. Il suo primo incontro con il pallone arancione lo ebbe a 12 anni. La sua fu una carriera fulminea. Praticamente da subito emerse il suo grande talento. Anche se praticamente non si mosse mai dalla sua città natale quasi tutta la sua carriera agonistica fu costellata da grandissimi successi. Iniziò a giocare nel locale Elemes che di li a poco sarebbe diventato una fortissima squadra, prima nell’ambito della Jugoslavia e poi della Croazia. Si mise subito in mostra: a meno di 16 anni debuttò nella prima squadra. Appena due anni dopo divenne membro della nazionale seniores della Jugoslavia. A 19 anni vinse la medaglia d’argento alle Olimpiadi estive di Seul del 1988 e a 20 anni fu proclamata miglior giocatrice europea!
Debuttò nella nazionale seniores nel 1987. Il primo grande appuntamento furono gli Europei in Spagna. Fu una delle migliori giocatrici, ma questo non fu sufficiente per vincere la finale contro l’Unione sovietica. Nel 1988 arrivarono altri due argenti. Il primo ai Campionati mondiali in Malesia. Nella classifica punti si “piazzò” al quinto posto con 18,6 punti a partita. Di lì a poco seguirono le Olimpiadi di Seul. La Jugoslavia questa volta si arrese agli Stati Uniti in finale. Però Danira Nakić fu la migliore giocatrice della Jugoslavia nonché la migliore marcatrice della finale con ben 23 punti.
Ai Campionati mondiali in Malesia del 1990, la Jugoslavia conquistò il suo ennesimo argento, perdendo ancora una volta in finale contro gli Stati Uniti d’America. L’ultimo acuto arrivò agli Europei in Israele nel 1991 e fu ancora una volta una medaglia d’argento. Però fra tutti questi argenti alle grandi manifestazioni bisogna segnalare un oro, fu quello vinto nel 1987 alle Universiadi disputate a Zagabria.
Poi con la dissoluzione della Jugoslavia anche Danira Nakić cominciò a giocare per la Croazia; però ormai si era a livelli diversi, la Croazia non poteva competere con le nazionali più forti sulla scena internazionale.
Fece una grande carriera da giocatrice di nazionale, mentre a livello di club rimase quasi per sempre fedele alla squadra della propria città. Lasciò Sebenico soltanto nel 1991 e passò in Italia nelle file del Pescara dove rimase una sola stagione. Poi proseguì per due stagioni in Spagna, dove giocò nelle file della Symel Tenerife. Tornata in patria trascorse le sue ultime quattro stagioni da giocatrice della Centar Banka, poi diventata Croatia, di Zagabria. E con il Croatia partecipò pure alla Coppa Lilliana Ronchetti dove nel 1995 fu miglior marcatrice della stagione.
A livello societario con l’Elemes riuscì a vincere due Coppe della Jugoslavia. Dopo l’esperienza di Pescara e Tenerife vinse svariati trofei in Croazia con quella che all’epoca era la Centar Banka e ora è il Croatia di Zagabria. Chiuse la sua carriera agonistica nel 1999 sempre a Zagabria.
Però i più grandi successi a livello internazionale e individuale li conseguì nel 1988, nel 1989 e nel 1990 quando venne proclamata migliore giocatrice europea dell’anno. Nel 1991 vinse il trofeo Franjo Bučar come miglior sportiva croata e infine nel 2009 ricevette l’onorificenza del Comitato olimpico.
Dall’altro lato Žana Lelas, classe 1970, spalatina, iniziò la sua carriera nella Jugoplastika, la principale squadra del capoluogo dalmata. Seguì un lungo girovagare che la portò nell’ordine all’Elemes (Sebenico), al Cenex (Sarajevo), al Cepsi (Spagna), alla Centar banka (Zagabria), allo Ježice (Lubiana), allo Strasbourg (Francia), al Messina, al Jolly JBS (Sebenico), allo Zaragosa (Spagna), al Burgos (Spagna) e al Croatia (Zagabria). A livello di nazionale vinse oltre all’argento olimpico di Seul nel 1988, pure l’argento agli Europei del 1991 a Tel Aviv. Lunghissima fu la sua carriera in nazionale dove giocò per la Jugoslavia dal 1986 al 1991 e poi per la Croazia fino al 2000. Continuò la carriera agonistica fino al 2008 e vinse svariati titoli nazionale in Jugoslavia (Elemes), Croazia (Centar banka) e Slovenia (Ježice).

Calcio, dopo il bronzo la batosta
Delusione nel calcio dove la nazionale uscì dal torneo olimpico già nel girone eliminatorio. Perse subito contro l’Australia per 1-0 per poi vincere contro la Nigeria per 3-1. Infine fu sconfitta nella partita decisiva contro il Brasile per 1-2. Unico “dalmata” in campo fu Rade Tošić. Originario dalla Bosnia, proprio nell’estate del 1988 arrivò a Spalato nelle file dell’Hajduk, dove rimase per due anni.

Pallamano, una delusione
Nel torneo maschile la Jugoslavia si piazzò al terzo posto però senza che nella squadra vi fossero atleti della Dalmazia. D’altro canto la nazionale femminile arrivò quarta. Il tutto iniziò benissimo con le vittorie nel girone eliminatorio contro gli Stati Uniti per 19-18 e contro la Corea del Sud per 22-19. Poi perdere la sconfitta contro la Cecoslovacchia 21-17. La nazionale si piazzò indi nel girone finale dove inanellò due ulteriori sconfitte, contro l’Unione Sovietica per 18-15 e contro la Norvegia per 20-15. Di questa nazionale fecevano parte Nataša Kolega e Slavica Rinčić.
Nataša Kolega, anche se nata nel 1966 a Titograd/Podgorica, giocò a lungo per la squadra spalatina del Dalma. Seguirono poi diverse stagioni nel Lokomotiva (Zagabria), nella Podravka (Koprivnica), nel Kometal (Macedonia), nel Verona e infine nel Piaggo (Vranjic). Oltre al quarto posto alle Olimpiadi del 1988 vinse con la Jugoslavia l’argento ai Mondiali del 1990 e con la Croazia la medaglia d’argento ai Giochi del Mediterraneo di Bari del 1997. A livello societario da registrare la vittoria nella Coppa delle Coppe nel 1984. In totale per le due nazionali disputò ben 184 partite.
Slavica Rinčić, nata a Spalato nel 1966, invece giocò nello Stanišić, nel Bane Sekulić (Sombor), nel Dalma (Spalato) e nell’Apatin. A Spalato difese per soli tre anni dal 1988 al 1990 i colori del Dalma. Per il resto grandi prestazioni a Sombor. In nazionale i più grandi successi arrivarono nel settore giovanile.

Negli altri sport poche soddisfazioni
Nell’atletica leggera Biljana Petrović partecipò alla gara del salto in alto. Uscì già nelle eliminatorie. Nata nel 1961 a Kraljevo per anni gareggiò per l’ASK di Spalato.
Nel pugilato si recò alle Olimpiadi di Seul lo spalatino Darko Dukić, classe 1962. A Seul gareggiò nella categoria fino ai 75kg uscendo al secondo turno.
Nel nuoto a cercare il successo fu la giovanissima Ana Marija Petričević. Spalatina, classe 1972, fu una nuotatrice del POŠK Brodomerkur. A Seul gareggiò nei 200 metri rana (32.esimo posto), nei 200 metri misti (13esimo posto) e nei 400 metri misti (17.esimo posto). Figlia d’arte di Đurđica “Đurđa” Bjedov, fu una grande speranza del nuoto nazionale; però alla fine dovette accontentarsi nel 1989 “soltanto” del titolo di campionessa europea nei 5.000 metri a Starigrad (Cittavecchia).
Nel canottaggio ai Giochi di Seul ennesima partecipazione di Zlatko Celent nel quattro con, assieme a Sead Marušić. Per loro arrivò un sesto posto. Per Celent queste furono le quarte e ultime Olimpiadi. D’altro canto per Sead Marušić questo fu l’esordio. Classe 1965, spalatino, difese i colori del Gusar di Spalato. Partecipò pure ai Giochi di Barcellona nel 1992 (settimo posto) e a quelli di Atlanta del 1996 (settimo posto). Vinse il bronzo nel quattro senza a Languedoc-Roussilon nel 1993.
A esordire alle Olimpiadi coreane furono pure Mladenka Malenica, nel tiro a segno, e nel tennis Goran Ivanišević. Furono esordi sfortunati. Malenica si piazzò oltre il ventesimo posto, mentre Ivanišević perse al primo turno nel singolo e nei quarti nel doppio. I successi e le medaglie arriveranno alle Olimpiadi successive.
(11 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 5 giugno 2021.

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