Il sogno di ogni atleta è di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che si protrae nel tempo e che in pochi alla fine riescono a realizzare. Quest’estate si è svolta la 33.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 23 luglio al 9 agosto. I Giochi avrebbero dovuto svolgersi nel 2020, ma per le note vicende sanitarie sono stati rinviati d’un anno. Nel corso dei decenni sono stati tanti gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il proprio sogno di partecipare alle Olimpiadi. Le loro sono storie di atleti famosi e di quelli di sport minori di cui si perdono presto le tracce. Sono diverse centinaia gli atleti spalatini, nati o al momento delle Olimpiadi residenti nel capoluogo dalmata, che hanno partecipato ai Giochi. Ecco le loro storie.

 

1996, Atlanta
La XXVI edizione dei Giochi olimpici estivi si tenne ad Atlanta, negli Stati Uniti d’America. Fu l’Olimpiade del centenario. Tra i candidati a ospitare i Giochi c’era pure Atene, favorita per il bis, visto che le prime Olimpiadi si erano svolte proprio nella capitale ellenica nel 1896. Però l’ultimo turno di votazioni aveva scompaginato tutti i pronostici della vigilia e il grosso dei suffragi era stato appannaggio del capoluogo della Georgia. La XXVI edizione fa la prima alla quale parteciparono numerosi Stati nati dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Furono ben 197 i Paesi presenti con un totale di oltre 10mila atleti. Per la Croazia, quale Stato indipendente e sovrano, queste furono le seconde Olimpiadi. La presenza di atleti croati fu decisamente maggiore rispetto all’edizione precedente: ben 84 in 14 discipline sportive. Si partì con grandi ambizioni. Alla fine la Croazia prese due medaglie: l’oro nella pallamano e l’argento nella pallanuoto. Il portabandiera fu di nuovo un atleta dalmata, il pallanotista Perica Bukić.

Pallamano. Giocatori sugli scudi
Il torneo di pallamano iniziò con un sofferto girone. All’inizio ci fu una risicata vittoria contro la Svizzera per 23-22. Poi arrivarono i comodi succcessi contro Kuwait 31-22 e Stati Uniti 35-27. Indi di nuovo una vittoria di misura contro la Russia per 25-24. L’ultima partita, quella contro la Svezia, fu decisiva per il primo posto nel girone. E fu una batosta. La Croazia perse per 18-27. Si giunse così alla semifinale dove la nazionale croata si trovò ad affrontare la fortissima Francia. Fu però una partita a senso unico, con la Croazia sempre avanti. Alla fine una vittoria netta per 24-20. La finale contro la Svezia si giocò il 4 agosto davanti a ben 35.000 spettatori. La Croazia partì benissimo e chiuse il primo tempo in vantaggio per 16-11. Molto più sofferta la ripresa; alla fine arrivò una vittoria di misura per 27-26. Fu il primo oro per la Croazia alla Olimpiadi e il primo oro in uno sport a squadre.

Uno dei più grandi di tutti i tempi
La nazionale croata era composta in gran parte da atleti nati a Zagabria e in Bosnia ed Erzegovina. Tra di loro però c’era anche un dalmata, uno dei più forti giocatori di tutti i tempi, Patrik Ćavar. Nato a Metković il 24 marzo del 1971, Ćavar ben presto si avvicinò al mondo della pallamano. Cominciò a giocare nella locale Mehanika e già all’età di 15 anni debuttò in prima squadra. Rimase nella compagine di Metković per due anni. Era già un giocatore forte, predestinato a una pallamano di alto livello. Dopo gli inizi in Dalmazia, Patrik Ćavar si trasferì per due anni a Banja Luka, dove giocò nelle file del Borac. Poi nel 1990 passò al Badel. Nello squadrone zagabrese cominciò la sua grande ascesa nell’Olimpo della pallamano, con la conquista di numerosissime medaglie e trofei. Già nella prima stagione vinse campionato e coppa nell’ambito delle ultime competizioni della Jugoslavia che volgeva al tramonto. L’accoppiata campionato/coppa proseguì anche con l’avvento della Croazia indipendente e sovrana fino al 1997 quando si recò all’estero. Nel corso delle stagioni zagabresi fu in ben cinque occasioni proclamato miglior pallamanista, in quattro occasioni fu il miglior marcatore. Nell’ultima stagione del Campionato jugoslavo fu pure il miglior marcatore. Nel 1992 e nel 1993 vinse pure la Coppa dei Campioni e nel 1993 la Supercoppa. Passato in Spagna nelle file del Barcellona continuò a conquistare trofei. Con i catalani vinse, dal 1997 al 2001, tre Campionati, due Coppe del Re, due Coppe Asobal e due Superasobal. In campo internazionale conquistò ben tre Coppe dei Campioni (1998, 1999 e 2000) e negli stessi anni pure tre Supercoppe europee. Poi passò a un’altra squadra spagnola, il BM Granollers, dove giocò fino al 2005. Indi tornò in patria dove militò per un po’ nell’Agram Medveščak. Concluse la carriera in Francia, nelle file del Saint Marcel Vernon nel 2007. Con i francesi vinse il suo ultimo trofeo. La squadra infatti arrivò prima nel campionato cadetto.

Numerosi i successi internazionali
Fu sicuramente ricchissima di trofei la sua carriera a livello di club, ma fu pure ricco di medaglie il suo percorso in nazionale. Tutto ebbe inizio con l’oro ai Giochi del Mediterraneo a Languedoc – Roussillon nel 1993. Seguirono il bronzo agli Europei in Portogallo del 1994 e l’argento ai Mondiali in Islanda del 1995. Poi arrivò il grande successo ad Atlanta. Non soltanto l’oro olimpico: Ćavar fu il miglior marcatore e venne inserito nella migliore formazione del torneo. Le Olimpiadi furono il suo apice in nazionale, dove rimase fino al 2004 disputando in totale 120 partite e segnando 639 reti!

Pallanuoto, medaglia d’argento
I pallanotisti della Croazia arrivarono negli Stati Uniti con grandi ambizioni. Nel girone preliminare il percorso fu inizialmente in discesa con una vittoria per 8-5 contro la Grecia e un’altra ancora più semplice contro la Romania per 11-6. Seguì però una sconfitta contro una delle favorite del torneo, l’Italia, per 10-8. Arrivò poi la terza vittoria, quella contro l’Ucraina per 16-8, che garantì il passaggio di turno. Nell’ultima partita, decisiva per il secondo posto nel girone, arrivò la seconda sconfitta, quella contro i padroni di casa, gli Stati Uniti, per 10-8. Alla fine il terzo posto nel girone condusse la nazionale croata a disputare i quarti di finale contro la RF di Jugoslavia. La partita si concluse con la vittoria per 8-6. In semifinale, incontro bis contro l’Italia: fu una partita molto sofferta, risolta dopo ben due tempi supplementari, ossia vinta alla fine per 7-6. Si giunse così alla finale per l’oro contro un’altra grande favorita, la Spagna. La Croazia partì benissimo e dopo due quarti si ritrovò avanti per 3-1. Alla fine del terzo tempo le due squadre erano in una situazione di parità, 5-5. Poi il crollo finale con la sconfitta per 7-5. Tanti i dalmati presenti nella nazionale: Joško Kreković, Dubravko Šimenc, Siniša Školneković, Zdeslav Vrdoljak, Tino Vegar, Maro Balić e il portabandiera Perica Bukić. Allenatore, lo spalatino Bruno Silić.

Il campionissimo Perica Bukić
Per Perica Bukić queste furono le terze Olimpiadi con tanto di medaglia. Dopo gli ori conquistati con la Jugoslavia nel 1984 e nel 1988 arrivò dunque un argento. Nato a Sebenico nel 1966, Perica Bukić iniziò la sua carriera di pallanotista nelle file del locale Solaris. Il primo amore fu la pallacanestro, ma, visti i problemi alla schiena che lo afflissero fin dall’inizio, passò al nuoto e alla pallanuoto. Il primo trofeo lo vinse a 14 anni nel 1980. A 17 anni era già uno dei più forti giocatori del Solaris e a 18 anni divenne capitano della squadra. Nel 1987 passò alla Mladost di Zagabria con la quale vinse due Coppe dei Campioni, una Supercoppa europea e due Coppe del Mediterraneo. Inoltre vinse due Campionati e una Coppa della Jugoslavia. Nel 1991 si trasferì alla Jadran di Spalato con la quale conquistò di nuovo la Coppa dei Campioni. Ritornò poi nuovamente alla Mladost dove giocò fino al 2001. Con la compagine zagabrese vinse sette Campionati e quattro Coppe nazionali. Con la maglia della nazionale jugoslava disputò oltre 300 incontri e con quella croata più di 150 partite.
In ambito internazionale conquistò due ori ai Mondiali (1986 Madrid e 1991 Perth), tre argenti europei (1985 Sofia, 1987 Strasburgo e 1989 Bonn) e due argenti ai Giochi del Mediterraneo (1991 Atene e 1993 Languedoc–Roussilon). Vinse tante altre medaglie per un totale di oltre 40, il che lo rese il pallanotista con il maggior numero di trofei in Croazia. Ottenne pure tanti premi individuali e forse il più importante fu quello arrivato nel 2008, quando fu accolto nella Hall of Fame in Florida.

Pallacanestro. Una delusione
Dopo il grande successo e l’argento di Barcellona le aspettative dei cestisti erano sicuramente grandi. E visto che la squadra non era cambiata molto rispetto alle precedenti Olimpiadi, era anche realistico attendersi dei buoni risultati. Però i Giochi di Atlanta si rivelarono una delusione. Le prime difficoltà fecero capolino già nel girone preliminare. Il torneo iniziò con la sconfitta di misura per 83-81 contro la Lituania. Seguono due vittorie nette contro la Cina per 109-78 e l’Angola per 71-48. Cadde poi pure l’Argentina per 90-75. Nell’ultima partita l’inevitabile sconfitta contro gli Stati Uniti per 102-71. La nazionale croata concluse così il girone al terzo posto. Nei quarti di finale, la Croazia, a sorpresa, perse contro l’Australia per 73-71 e uscì dalla zona medaglie. Fecero seguito le partite per ottenere un miglior piazzamento. Dapprima arrivò la sconfitta contro il Brasile per 80-74 e poi la vittoria nella finale per il settimo posto contro la Cina per 99-85. Di questa nazionale facevano parte gli spalatini Dino Rađa, Toni Kukoč, Veljko Mršić, Josip Vranković, Žan Tabak nonché Stojko Vranković, Arijan Komazec, Velimir Perasović, Vladan Alanović e Davor Marcelić.

Atletica, nuoto, tennis...
Nell’atletica, ovvero nel lancio del disco, si registrò il ritorno di Dragan Mustapić: questa volta gareggiò nelle file della Croazia, dopo che a Barcellona aveva difeso i colori della Bosnia ed Erzegovina. Però uscì subito di scena nelle qualificazioni in virtù del 27.esimo posto.
Nel pugilato partecipò ai Giochi di Atlanta Stipe Drviš nella categoria fino ai 81 kg. Concluse il torneo nei quarti di finale. Poi fece un’importante carriera come pugile, ma pure come allenatore. Anche se i più lo legano a Pola dove iniziò a praticare il pugilato, Drviš è in realtà nato a Makarska nel 1973.
Nella vela si ebbe il ritorno di Karlo Kuret che concluse la gara al 19.esimo posto nella classe Finn. Ivan Kuret e Marko Mišura parteciparono alla competizione nella classe 470 e si piazzarono al 13.esimo posto.
Nel nuoto gareggiarono Tomislav Karlo, Miloš Milošević e Miroslav Vučetić. Karlo, nuotatore della Jadran di Spalato, arrivò ad Atlanta con grandi ambizioni viste le due medaglie conquistate agli Europei indoor, dove si era piazzato secondo nei 50m dorso e nella staffetta dei 4x50m stile libero. Però ad Atlanta finì al 34.esimo posto nei 100m dorso e al 16.esimo posto nella staffetta 4x100m stile misto. In seguito vinse ancora due medaglie agli Europei indoor. Un argento nei 50m dorso nel 1999 e un bronzo nella staffetta dei 4x50m misti.
Lo spalatino Miloš Milošević era pure uno dei papabili viste le medaglie indoor conquistate negli anni precedenti. Però nei 100m farfalla si piazzò appena al 23.esimo posto. Infine da notare un altro spalatino Miroslav Vučetić, cha finì al 22.esimo posto nei 200m stile libero.
Si cimentò invece nel tiro a segno la spalatina Mladenka Malenica. Bronzo negli Europei del 1993 ebbe una prestazione deludente ad Atlanta dove gareggiò in due discipline e si piazzò rispettivamente al 20.esimo e al 28.esimo posto.
Nel tennis ci fu il ritorno di Goran Ivanišević reduce dai due bronzi di Barcellona. Però fu subito una delusione. Infatti nel singolo uscì di scena già al primo turno contro Marcos Ondruska, sconfitto per 6-2 e 6-4. Andò meglio nel doppio con Saša Hiršzon. I due furono eliminati appena nei quarti di finale dai tedeschi Goellner e Prinosil per 6-2 e 6-3. Nel tennis da tavolo gareggiò lo zaratino Zoran Primorac. Nel singolo condivise il nono posto. Nel doppio, con Damir Atiković, condivise il 17.esimo posto
In finale da registrare la partecipazione dei dalmati alle gare di canottaggio. Fra i rematori troviamo Siniša Skelin, Sead Marušić, Igor Boraska e Tihomir Franković. Parteciparono alla gare dei quattro senza. Partirono bene finendo al secondo posto nelle batterie. Però poi nelle semifinali dovettero accontentarsi del quarto posto che li portò a gareggiare solamente nella finale B. Qui riuscirono a imporsi e conclusero la loro partecipazione alle Olimpiadi piazzandosi al settimo posto.
(13 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 2 ottobre 2021.

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