Il sogno di ogni atleta è di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che dura a lungo e che soltanto pochi alla fine riescono a realizzare. Quest’estate si è svolta la 33.esima edizione dei Giochi olimpici, quella di Tokyo, dal 23 luglio al 9 agosto. Per le note vicende sanitarie, le Olimpiadi che avrebbero dovuto tenersi nell’estate del 2020 erano state rinviate al 2021. Nel corso degli anni sono stati numerosissimi gli atleti della Dalmazia e in primo luogo di Spalato che hanno coronato il sogno di partecipare ai Giochi. Sono storie queste di atleti famosi e di quelli di sport minori di cui si perdono presto le tracce. Sono stati diverse centinaia gli atleti spalatini, nati o nel periodo delle Olimpiadi residenti nel capoluogo spalatino, che vi hanno partecipato. Ecco le loro storie.

 

2000, Sydney
La XXVII edizione dei Giochi olimpici estivi del Duemila si tenne a Sydney, in Australia. Furono cinque le città a contendersi quest’Olimpiade. Fu una lotta all’ultimo suffrago fino alla votazione conclusiva, dove alla fine per soli due voti prevalse Sydney battendo in volata Pechino.
Furono ben 199 i Paesi presenti ai Giochi in terra australiana, due in più rispetto ad Atlanta con un totale di oltre 10mila atleti. Per la Croazia indipendente e sovrana queste furono le terze Olimpiadi. La presenza di atleti fu da primato, ben 91 che gareggiarono in 12 sport. Le ambizioni erano come sempre grandi. Alla fine la Croazia però conquistò “soltanto” due medaglie: l’oro nel sollevamento pesi con il bulgaro naturalizzato croato Nikolaj Pešalov e nel canottaggio nell’otto con. I portabandiera furono entrambi dalmati. Nella cerimonia d’apertura fu lo zaratino Zoran Primorac ad avere l’onore di portare il vessillo nazionale e in quella di chiusura lo spalatino Igor Boraska, fresco vincitore del bronzo olimpico.

Nikolaj Pešalov, medaglia d’oro
L’unico oro in Australia la Croazia lo vinse grazie a un cittadino bulgaro naturalizzato croato. Nato nel 1970 a Pazardžiku in Bulgaria, Pešalov era ormai un atleta formato e un’autentica forza nella propria categoria. Infatti Nikolaj Pešalovatti, prima di essere naturalizzato croato, aveva vinto ben due medaglie olimpiche. A Barcellona nel 1992 aveva conquistato un argento e quattro anni dopo ad Atlanta un bronzo. La svolta era arrivata a Fiume. Infatti nel 1997 nel capoluogo quarnerino si erano svolti i Campionati europei. Qui Boško Čavka, selezionatore della nazionale croata, aveva contattato il campione bulgaro per tentare di convincerlo a trasferirsi a Spalato. L’idea era quella di dargli tutto quello che la Bulgaria non poteva o non voleva concedergli nonostante i suoi grandi successi internazionali. Nikolaj Pešalov all’inizio tergiversò, però nel 1998 alla fine decise di accettare l’offerta che gli appariva allettante. E fu subito un successo clamoroso. Infatti, difendendo i colori croati, vinse l’oro a Sydney e il bronzo quattro anni dopo ad Atene. Interessante notare che per conquistare l’oro olimpico Pešalov dovette stabilire un record mondiale ed eguagliarne un altro, talmente grande era la concorrenza, ma pure la forza del bulgaro naturalizzato croato.
Questo grande successo fu in seguito premiato con diversi riconoscimenti. Nikolaj Pešalov fu eletto sportivo dell’anno dal Comitato olimpico croato e dal quotidiano sportivo Sportske novosti. Inoltre gli fu assegnato pure il premio nazionale per lo sport, Franjo Bučar. Nella sua carriera Nikolaj Pešalov fu ben cinque volte campione del mondo. Si laureò inoltre campione europeo per 11 volte, di cui quattro come juniores. Conquistò il record mondiale per ben 12 volte. Difendendo i colori croati, si laureò una volta campione del mondo e quattro volte campione europeo. In totale, partecipando a varie manifestazione, portò in dote alla Croazia addirittura 16 medaglie.

Canottaggio... di bronzo
Grande fu il successo dei rematori dalmati a Sydney. Infatti nella disciplina regina, l’otto con, riuscirono a vincere uno splendido bronzo. L’equipaggio che arrivò terzo era composto da Igor Francetić, Tihomir Franković, Tomislav Smoljanović, Nikša Skelin, Siniša Skelin, Krešimir Čuljak, Igor Boraska, Branimir Vujević e dal timoniere Silvijo Petriško. La Croazia era al suo debutto in Australia ed era difficile, alla vigilia, pronosticare l’esito finale. Il tutto iniziò benissimo con la semifinale dove l’imbarcazione dalmata arrivò prima con ben due secondi di vantaggio sulla seconda classificata. Si piazzò così in finale. Quella decisiva fu una gara molto incerta, decisa soltanto negli ultimi secondi. A vincere fu l’equipaggio del Regno Unito davanti all’Australia. La Croazia giunse terza con meno di due secondi di ritardo. Mezzo secondo dopo arrivò l’imbarcazione italiana.
L’equipaggio croato era formato da rematori esperti e composto in buona parte da sportivi dalmati. A guidarli c’era Igor Boraska, nato nel 1970 a Spalato. Boraska partecipò a tre edizione delle Olimpiadi. Fu settimo nel quattro senza nel 1996 e dodicesimo sempre nel quattro senza nel 2004. Conquistò l’oro ai Campionati mondiali del 1994 a Indianapolis nel due con. Poi un argento a Colonia del 1998 nel quattro con e un altro argento nell’otto con a Lucerna. Infine ai Mondiali di Siviglia del 2002 arrivò un bronzo nel quattro con. Il rematore spalatino è ancor oggi attivo, anche se in tono minore. Nel 2020 ha vinto la gara dei due chilometri nell’otto con ai Campionati croati. Da sempre milita nelle file del Gusar di Spalato.
Tihomir Franković, pure membro del Gusar, classe 1970, condivise gran parte dei successi con Boraska. Assieme a loro brillarono altri due giovani spalatini del Gusar, Nikša e Siniša Skelin, che portarono parecchie medaglie alla Croazia. Con loro si mise in bella mostra pure uno zaratino, Branimir Vujević, classe 1974 che poi vinse un argento ai Mondiali di Lucerna nel 2001. A partecipare ai Giochi olimpici fu pure lo zaratino Oliver Martinov. Classe 1975, quelle di Sydney furono le sue uniche Olimpiadi. Gareggiò nel due senza, dove finì all’ottavo posto. In precedenza ai Giochi del Mediterraneo aveva conquistato la medaglia d’oro nel quattro senza. Tre le medaglie conquistate ai Mondiali. Nel due senza nel 1999 a St. Catherines in Canada vinse la medaglia di bronzo. Nell’otto con a Lucerna nel 2001 conquistò l’argento, mentre nel quattro con a Siviglia arrivò il bronzo.

Passo falso nella pallanuoto
La nazionale di pallanuoto era reduce dall’argento olimpico. Come sempre le ambizioni erano grandi pure in questa manifestazione. Si cominciò con la fase preliminare a gironi nel gruppo B. La squadra, la cui ossatura era composta in buona parte da giocatori dalmati, partì benissimo battendo di seguito gli Stati Uniti per 10-7, la Grecia per 9-5 e l’Ungheria per 8-7. Si arrivò così alla partita decisiva per il primo posto contro la Repubblica federale di Jugoslavia (Serbia e Montenegro). La partita si concluse in parità, 4-4. Alla fine giunse la vittoria per 11-7 nell’ultima giornata contro i Paesi Bassi. La Croazia finì pertanto al secondo posto e nei quarti affrontò la fortissima Spagna. Perse alla fine per 9-8. Seguirono poi le partite di consolazione. Nella prima ci fu una sconfitta per 9-8 dopo due tempi supplementari contro gli Stati Uniti. Infine il torneo si concluse con la vittoria contro l’Australia per 10-8. Alla fine la Croazia si piazzò al settimo posto. Nelle file della nazionale, che certamente non brillò in quanto a risultati in terra australiana, c’erano anche gli spalatini Višeslav Sarić e Mile Smodlaka, nonché i ragusei Alen Bošković, Elvis Fatović, Ognjen Kržić e Frano Vićan.
Nella pallavolo ci fu l’esordio della nazionale femminile alle Olimpiadi. Le pallavoliste arrivarono a Sydney grazie al terzo posto nel torneo di qualificazione mondiale. Partirono benissimo nel girone A dove vinsero contro l’Australia per 3-1 e contro la Cina per 3-1. Poi giunse l’inevitabile sconfitta contro i fortissimi Stati Uniti per 3-0. Fece seguito un’altra sconfitta, stavolta contro il Brasile, pure per 3-0. Infine arrivò la vittoria per 3-1 contro il Kenya. In virtù di questi risultati la nazionale croata concluse il girone al terzo posto e nei quarti affrontò le future vincitrici olimpiche, le cubane, e perse per 3-0. Seguì poi la sconfitta contro la Germania per 3-1. Infine le pallavoliste croate s’imposero nella finale per il settimo posto contro la Corea del Sud per 3-1. Di questa nazionale facevano parte due atlete dalmate, la spalatina Marija Anzulović e la ragusea Ana Kaštelan.

Gare di nuoto. Discreti i risultati
Esordio olimpico a Sydney per Duje Draganja. Partecipò a tre gare. Nei 100 metri stile libero finì all’11.esimo posto. Nella 4x100 m stile libero si piazzò al 19.esimo posto mentre nella 4x100 metri stile misto arrivò 14.esimo. Il suo tempo doveva però ancora arrivare. Infatti quattro anni dopo conquistò uno straordinario argento olimpico. Stesso discorso, ovvero con la medaglia conquistata in seguito ad Atene, pure per l’esordiente Marko Strahija. In Australia finì al decimo posto nei 100 metri stile libero, giunse 19.esimo nella staffetta 4x100 metri stile libero e 14.esimo nella staffetta 4x100 metri stile misto. Esordio Olimpico pure per Smiljana Marinović che nelle gare stile rana finì al 30.esimo posto nei 100 metri e al 33.esimo posto nei 200 metri. Tornò a gareggiare in seguito ancora in due edizioni delle Olimpiadi.
Alle sue seconde e ultime Olimpiadi, lo spalatino Miloš Milošević giunse 14.esimo nella staffetta 4x100 metri stile misto. Paretecipò invece alle sue prime Olimpiadi Ivan Mladina che arrivò 43.esimo nei 100 metri delfino e 19.esimo nella staffetta 4x100 metri stile libero. Esordì a Sydney pure Vanja Rogulj che si piazzò 30.esimo nei 100 metri stile rana e 14.esimo nella staffetta 4x100 metri stile misto. Nei 200 stile delfino si piazzò al 39.esimo posto lo spalatino Lovrenco Franičević. L’unica dalmata non spalatina fu la ragusea Marijana Šurković. Gareggiò nei 50 metri stile libero e si piazzò al 46.esimo posto. Infine da notare che come riserva a Sydney era presente pure lo spalatino Ante Mašković.

Goran Ivanišević: un disastro
Diversi i dalmati pure nel tennis. Per Goran Ivanišević fu un’Olimpiade semplicemente disastrosa: nel singolo uscì al primo turno contro Corretja, battuto in due set per 7-6 e 7-6. Nel doppio gareggiò con lo spalatino Mario Ančić. I due furono eliminati al primo turno a sorpresa, sconfitti dai venezuelani Szymanski/De Armas per 6-2 e 7-6. Decisamente meglio se la passò Silvia Talaja di Imotski. In questa che fu la sua unica Olimpiade, uscì al secondo turno nel singolo sconfitta dall’italiana Farina per 3-6, 6-4 e 6-4. Nel doppio fu eliminata invece già al primo turno insieme alla zagabrese Iva Majoli.
Nell’atletica leggera a Sydney ci fu l’esordio a una grande manifestazione della spalatina Blanka Vlašić. Per lei alla fine ci fu il 17.esimo posto con la misura di 192 cm. Otto anni dopo sarebbe arrivata la prima medaglia olimpica. Nella staffetta 4x400m gareggiò lo spalatino Frano Bakarić, ma fu subito eliminato. Quella in terra australiana per Dragan Mustapić di Imotski fu la seconda Olimpiade con la Croazia. Per lui alla fine arrivò il 34.esimo posto nel lancio del disco. Doppia presenza per lo spalatino, classe 1975, Dejan Vojnović. Nei 100m si piazzò al 41.esimo posto, mentre nella staffetta 4x100 giunse 29.esimo. Infine, presente a Sydney, ma come riserva, anche lo spalatino Ante Bonačić.
Nella vela da registrare la terza Olimpiade dello spalatino Karlo Kuret, che nella classe finn si classificò al decimo posto. A Sydney ci fu l’esordio olimpico di un altro spalatino, Mate Arapov. Classe 1976, velista del Mornar di Spalato, gareggiò nella classe laser. Si piazzò alla fine al 42.esimo posto. Decisamente migliore fu la sua prestazione quattro anni dopo, quando arrivò 14.esimo. Vinse nel corso della sua carriera tre importanti argenti. Infatti giunse secondo agli Europei di Spalato 2003 e a quelli di Cartagena nel 2005. Conquistò l’argento pure ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi del 2001.
Presenti infine a Sydney pure Toni e Ivan Bulaja, che nella classe 470 finirono al 24.esimo posto. Nel tiro a segno partecipò alle sue terze e ultime Olimpiadi la spalatina Mladenka Malenica. Gareggiò in due discipline e si piazzò rispettivamente al nono e al 26.esimo posto. Nel tennis da tavolo, l’unico dalmata in gara fu lo zaratino Zoran Primorac. Per lui le quinte Olimpiadi furono le peggiori. Infatti nel singolo uscì subito al primo turno sconfitto dallo giapponese Tasaki.
(14 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 6 novembre 2021.

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