Il sogno di ogni atleta è di partecipare alla Olimpiadi. Un sogno che dura nel tempo e che in pochi alla fine riescono a coronare. Quest'estate si è svolta la 33.esima edizione delle Olimpiadi, quella di Tokyo, dal 23 luglio al 9 agosto. Per le note vicende sanitarie i Giochi, che avrebbero dovuto svolgersi nell'estate del 2020, sono slittati di un anno. Nel corso dei decenni sono stati numerosi gli atleti dalmati, in primo luogo di Spalato, che hanno coronato il sogno di partecipare alle Olimpiadi. Le loro sono storie di atleti famosi e di quelli di sport minori di cui si perdono presto le tracce. Sono stati diverse centinaia gli atleti spalatini, nati nel capoluogo dalmata o nell'attimo delle Olimpiadi tesserati di club con sede a Spalato, che vi hanno partecipato. Ecco le loro storie.

 

2004, Atene
La XXVIII edizione dei Giochi olimpici estivi si tenne ad Atene in Grecia. Furono cinque le città a contendersi quest'Olimpiade. Fu una lotta all'ultimo suffragio fino all'ultima votazione quando alla fine prevalse Atene battendo Roma. Furono 201 i Paesi presenti, due in più rispetto a Sydney, per un totale di oltre 10mila atleti. Per la Croazia indipendente e sovrana queste furono le quarte Olimpiadi. La presenza di atleti fu inferiore rispetto alle edizioni precedenti. Difesero i colori croati ad Atene 81 atleti in 14 discipline sportive. Le ambizioni erano, come sempre, grandi. Alla fine la Croazia vinse cinque medaglie: l'oro con la nazionale di pallamano; l'argento nel nuoto con Duje Draganja e nel canottaggio con il due senza. Infine due bronzi con il doppio nel tennis e nel sollevamento pesi con il bulgaro nazionalizzato croato Nikolaj Pešalov. Il portabandiera nella cerimonia di chiusura fu lo spalatino Siniša Skelin.

Pallamano d'oro
La pallamano croata tornò agli inizi del ventunesimo secolo ai vertici mondiali e quindi anche a quelli olimpici. Quello di Atene fu il secondo oro in questo sport dopo quello conquistato ad Atlanta nel 1996. A Sydney i pallamanisti croati erano assenti; ritornarono quindi alla grande sulla scena internazionale proprio nella terra d'origine delle Olimpiadi, la Grecia. Reduce dalla medaglia d'oro ai Mondiali di Portogallo del 2003, la nazionale croata era la grande favorita pure ad Atene. Tutto ebbe inizio con il girone preliminare. Arrivarono subito cinque vittorie, però molto sofferte. Furono battute di seguito l'Islanda per 34-30, la Slovenia per 27-26, la Corea del Sud per 29-26, la Russia per 26-25 e la Spagna per 30-22. Si arrivò così ai quarti di finale dove, senza problemi di sorta, venne sconfitta la Grecia per 33-27. In semifinale a cadere fu l'Ungheria per 33-31. Per vincere l'oro il 29 agosto la nazionale croata dovette vedersela con la fortissima Germania. Fu una replica della finale mondiale del 2003. I pallamanisti croati vinsero di nuovo, questa volta per 26-24, dopo una partita difficile, costretti a più riprese a rimontare il risultato, tanto che perdevano all'intervallo per 12-11.

Il primo al mondo
Diversi furono i giocatori dalmati che si misero in luce in questa nazionale: innanzitutto gli spalatini Ivano Balić, Petar Metličić e Drago Vuković. Poi Davor Dominiković e Nikša Kaleb nati a Metković. Infine Goran Šprem nato a Ragusa (Dubrovnik). La stella della squadra era decisamente Ivano Balić, nato a Spalato il primo aprile del 1979. Era un giocatore emergente. Quelle di Atene furono le sue prime Olimpiadi. A Pechino arrivò il quarto posto e infine alle Olimpiadi di Londra del 2012 vinse il bronzo. Partecipò a tre Mondiali. Subito al primo, quello in Portogallo del 2003, vinse l'oro. Poi nel 2005 a Tunisi e nel 2009 in Croazia conquistò due argenti. Tre le partecipazioni e le medaglie agli Europei. Iniziò con l'argento a Lillehamer in Norvegia nel 2008. Seguì un altro argento a Vienna in Austria nel 2010. Chiuse in bellezza nel 2012 a Belgrado in Serbia con un bronzo. Le presenze in nazionale ebbero inizio con l'oro ai Giochi del Mediterraneo nel 2001 a Tunisi. Numerosi furono i successi conseguiti e i premi ricevuti a livello internazionale. Non si trattò soltanto di medaglie vinte assieme alla squadra. Fu pure proclamato miglior giocatore mondiale dall'IHF nel 2003, nel 2006 e nel 2007. Fu eletto miglior giocatore alle Olimpiadi di Atene, mentre nel 2010 la Federazione mondiale lo elesse miglior giocatore di tutti i tempi! In Croazia fu eletto miglior pallamanista nel 2004, 2006, 2007, 2008 e 2010. In totale per la nazionale disputò 313 partite mettendo a segno 572 reti.
A livello di club iniziò a giocare nella natia Spalato, nella squadra locale dello Split. Per un breve periodo militò nelle giovanili del Casano Magnano. Nel 2001 passò a Metković dove vinse la Coppa Croazia nel 2002. Nel 2004 si trasferì in Spagna nelle file del Portland San Antonio con il quale nel 2005 vinse sia il Campionato che la Coppa nazionale spagnola. Nel 2008 fece ritorno in Croazia, dove rimane per quattro anni, militando nelle file del Croatia Osiguranje di Zagabria con il quale vinse quattro Campionati e Coppe nel 2009, 2010, 2011 e 2012. Infine nel 2012 tornò in Spagna a giocare per l'Atletico Madrid. Dopo un solo anno, si trasferì in Germania per giocare le sue ultime due stagioni nel Wetzlar. Qui appese le scarpette al chiodo nel 2015.
Ottima pure la carriera di Petar Metličić, nato a Spalato nel 1976. Con la nazionale alle Olimpiadi vinse solamente l'oro ad Atene. A questo alloro vanno aggiunte tre medaglie mondiali, l'oro nel 2003 e gli argenti nel 2005 e nel 2009. Infine un argento agli Europei nel 2008 e un bronzo nel 2016 in Polonia (ma come allenatore). Per la nazionale disputò 175 partite segnando 471 reti. Chiuse la carriera in Francia nel 2013 nel Montpellier.

Pallanuoto. Grande delusione
Un altro disastro olimpico in piscina per i pallanotisti. Infatti la nazionale maschile, reduce dal settimo posto di Sydney, bissò di fatto ad Atene il risultato a dir poco deludente ottenuto in terra australiana. Iniziò subito con il piede sbagliato e ottenne una sola vittoria nelle cinque partite nel girone eliminatorio. A cadere fu soltanto il modesto Kazakhstan, battuto per un soffio, per 5-4. Per il resto solamente sconfitte, anche se di misura, contro Stati Uniti 7-6, Ungheria 10-8, Russia 9-8, e Serbia e Montenegro 11-8. La nazionale croata partecipò così alle partite di consolazione dove sconfisse l'Egitto per 12-1, perse contro l'Italia per 9-7 e infine, nella finale per il nono posto, fu battuta dall'Australia per 8-7. Di questa disastrosa nazionale facevano parte anche diversi dalmati, tra cui gli spalatini Mile Smodlaka, Elvis Fatović e Tihomil Vranješ, nonché Frano Vićan di Ragusa (Dubrovnik).

Draganja, splendido argento
Splendido successo ad Atene del nuotatore spalatino Duje Draganja che nei 50 metri stile libero vinse la medaglia d'argento. Nato a Spalato nel 1983, iniziò giovanissimo a scendere in vasca nelle file nel locale POŠK. Gareggiò nelle schiere della società dalmata fino al 2002, quando passò al Primorje di Fiume dove rimase per cinque anni, per poi finire la carriera al Dubrava di Zagabria. Divenne nazionale nel 1999. Si distinse già nelle competizioni giovanili nell'ambito delle quali agli Europei vinse sette medaglie d'oro stabilendo due record mondiali e quattro record europei. Esordì alle Olimpiadi a Sydney per poi consacrarsi campione ad Atene. Si piazzò in ben tre finali. Nei 50 metri stile libero vinse una storica medaglia d'argento con il sesto risultato di tutti i tempi. Nei 100 metri stile libero si piazzò al sesto posto, mentre nei 100 metri farfalla arrivò settimo. In tutte e tre le discipline riuscì a migliorare il record croato. Mancò per un soffio la finale con la staffetta nei 4x100 metri libero, dove la nazionale si piazzò al 13.esimo posto.
Nel 2005 ai Mondiali di Montreal conquistò la medaglia d'argento nei 50 metri farfalla. Quattro le medaglie nei Mondiali a vasca corta: due ori (2004 e 2006) e due bronzi (2008). Numerose le medaglie vinte agli Europei. In totale furono sei le medaglie all'aperto dal 2002 al 2008 e sette in vasca corta dal 2000 al 2009.
Ai Giochi ateniesi ci fu pure il ritorno olimpico dello spalatino Vanja Rogulj, di nuovo con risultati modesti: 26.esimo posto nei 100m rana e 37.esimo posto nei 200m rana. Debutto olimpico in Grecia per Sanja Jovanović di Ragusa (Dubovnik) che si piazzò 17.esima nei 100m dorso e 13.esima nei 200m. Ma i suoi successi erano appena destinati ad arrivare... Infine da registrare la presenza della spalatina Anita Galić che gareggiò nei 400 stile libero (37.esimo posto) e negli 800m stile libero (28.esimo posto).

Canottaggio. Nuovo alloro
Dopo il bronzo di Sydney gli spalatini Siniša e Nikša Skelin ottennero nuovamente un ottimo risultato. Questa volta gareggiarono da soli, nel due con. Partirono con un secondo posto nelle batterie e si piazzarono nelle semifinali dove di nuovo arrivarono secondi. Era quasi un destino il loro quello di restare per un pelo dietro ai vincitori: anche in finale giunsero infatti secondi dietro alla coppia australiana. Per i fratelli Skelin questo di Atene fu l'ultimo grande acuto internazionale. Siniša nato nel 1973 e Nikša nato nel 1978 furono rematori del Gusar e a lungo della nazionale. Siniša partecipò alle Olimpiadi dal 1996 al 2018, mentre il fratello Nikša esordì nel 2000. Tutti i grandi successi li ottennero insieme. Dapprima il bronzo nell'otto con a Sydney e poi quest'ultimo argento di Atene. A Pechino si piazzarono al 12.esimo posto, sempre nel due con. Ai Campionati mondiali furono quattro le medaglie. Iniziarono con un argento a Colonia nel 1998 nel quattro con (solo Siniša). Poi a Lucerna nel 2001 un argento nell'otto con, al quale fecero seguito un bronzo a Siviglia nel 2002 nel due senza e un argento a Milano nel 2003 nel due senza. Gli altri due rematori dalmati presenti ad Atene furono Igor Boraska, Damir Vučičić. Si piazzarono al 12.esimo posto nel quattro senza

Tennis. Altra medaglia
Nel tennis, dopo le due splendide medaglie di Barcellona 1992, i dalmati salirono questa volta sul gradino più basso del podio. Lo spalatino Mario Ančić, in coppia con Ivan Ljubičić, conquistò il bronzo. I due tennisti vinsero sempre in tre set. Nell'ordine nel secondo turno batterono i cechi Damm/Suk per 7-6, 6-7, 7-5, nei quarti i francesi Llodra/Santoro per 4-6, 6-3, 9-7 per poi perdere in semifinale contro i cileni Gonzalez/Massu per 5-7, 6-4, 4-6. Però poi nella finale per il bronzo prevalsero sulla coppia indiana Bhupati/Paes per 7-6, 4-6, 16-14.
Nell'individuale Mario Ančić perse subito al primo turno contro il tedesco Tommy Haas 1-6, 5-7. Ai Giochi di Atene partecipò pure la spalatina Jelena Kostanić classe 1981. Fu una delusione in quanto uscì al primo turno nel singolo e nel secondo nel doppio con Karolina Šprem. Questa fu la sua unica Olimpiade

Sollevamento pesi
Il bulgaro, spalatino d'adozione, Nikolaj Pešalov, tornò a casa con una nuova medaglia. Questa volta conquistò il bronzo nella categoria fino al 69 chilogrammi. Si trattò per lui di un ottimo addio alle Olimpiadi e all'attività agonistica, visto che proprio nel 2004 chiuse la sua ricchissima carriera estrinsecatasi tra la Bulgaria e la Croazia.

Sottotono negli altri sport
Nelle altre discipline sportive i dalmati ottennero ad Atene solamente risultati deludenti. Nell'atletica leggera da registrare l'esordio olimpico della giovanissima Blanka Vlašić che si piazzò all'undicesimo posto nel salto in alto femminile. Presente ad Atene pure la spalatina Sanja Gavrilović nel lancio del martello che dovette accontentarsi del 45.esimo posto. Al 33.esimo posto nel lancio del giavellotto si piazzò invece lo spalatino Edi Ponoš.
Nel pugilato gareggiò Vedran Đipalo di Sinj nella categoria fino ai 91 chilogrammi. Fu sconfitto ed eliminato già al primo turno. Nel tennis da tavolo lo zaratino Zoran Primorac uscì di scena al terzo turno. Infine da notare l'ennesima ottima presenza, ma senza alcuna medaglia, di Karlo Kuret nella classe Finn (quarto posto). Nella classe laser lo spalatino Mate Arapov si piazzò al 14.esimo posto. Lo zaratino Petar Cupać in coppia con Tomislav Bašić nella classe 470 finì al 19.esimo posto.
(15 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 4 dicembre 2021.

 

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