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    La storia del calcio a Salona (Solin), come abbiamo visto, è stata sempre contrassegnata da alti e bassi. La sua è stata la storia di una società tenace che nonostante tutte le difficoltà ha sempre trovato la forza di andare avanti, senza arrendersi mai. Una società però vissuta all’ombra dell’ingombrante vicino, ovvero della città di Spalato e calcisticamente parlando, di quell’Hajduk sempre attento alle nuove leve del Solin da portare quanto prima nelle proprie file. Numerosi sono stati i giocatori passati dal Solin all’Hajduk, chi già da giovanissimo, chi più tardi. Ma si è trattato sempre di un passaggio obbligato.
    Però la storia del Solin è fatta pure di vere e proprie leggende che hanno legato la propria carriera interamente o quasi alla squadra della loro città. Sono rimasti fedeli ai colori sociali nei diversi ruoli societari ricoperti. Nomi magari poco noti a livello nazionale, ma che tutti conoscono nella cittadina dell’entroterra spalatino.

  • Di grandi campioni la Dalmazia nel mondo del calcio (ma non solo) ne ha sfornati tantissimi, per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta nel presentarli. Continuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell’Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non. Una delle peculiarità di tantissimi giocatori dalmati è stata quella di coniugare un’abilità sopraffina nel gioco del pallone, un talento davvero innato, con un fisico possente. Questo “connubio” è stato l’arma in più di numerosi dei difensori e degli attaccanti che la Dalmazia ha “donato” al calcio croato e internazionale. Diversi si sono fatti valere e apprezzare anche nel campionato italiano. L’Hajduk, naturalmente, è la squadra per antonomasia, quando si parla di compagini in grado di sfornare giocatori di grosso calibro. Molti di questi campioni hanno dato vita a una “diaspora” calcistica che ha “arricchito” tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell’ex Jugoslavia e dell’Europa. E nonostante tutte queste continue “defezioni”, l’Hajduk è rimasto squadra di rango, una compagine che ancor oggi mette paura nelle coppe internazionali ai più blasonati club della vecchia Europa.

  • La Dalmazia è stata sempre una fucina di talenti sportivi. Ancor oggi continua a sfornare stelle a bizzeffe e non soltanto in campo calcistico. Ha quasi dell’incredibile la capacità del vivaio dalmata di “regalare” in continuazione campionissimi in tutti gli sport, imperniati sul pallone. Naturalmente il calcio la fa da padrone. E Spalato è ovviamente la città simbolo di questa incessante “produzione” di star calcistiche. E l’Hajduk, è la squadra per antonomasia, quando si parla di compagini in grado di sfornare giocatori di grosso calibro. Il club spalatino ha espresso nei suoi quasi 100 anni di proficua attività tantissimi campioni a livello nazionale, ma pure internazionale. Molti di essi hanno militati sopratutto nella compagine dalmata, ma tanti altri hanno dato vita a una “diaspora” calcistica che ha “arricchito” tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell’ex Jugoslavia e dell’Europa che conta in campo “pallonaro”. E ogni volta il miracolo si è ripetuto. Quando sembrava che l’Hajduk avrebbe risentito magari di cotante defezioni e non sarebbe stato in grado di rimpiazzare quanti erano partiti, sono spuntati subito all’orizzonte altri talenti di prim’ordine. E il ciclo è proseguito. Il mito della squadra spalatina si è consolidato e nella leggenda sono entrati un mare di campioni.
    In seguito passeremo in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell’Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non.

  • L’Hajduk di Spalato durante gli anni venti ha vissuto il suo periodo d’oro. È diventata una squadra da battere e non solo entro i confini dell’ex Jugoslavia. Le partite disputate con il passare degli anni sono diventate sempre  più numerose; quel che più conta ha affrontato via via avversari  di sempre maggiore calibro. Il tutto ha portato l’Hajduk a diventare una potenza calcistica, un’autentica squadra da battere. Però dietro l’angolo ha fatto capolino nel contempo il rischio di un leggero declino per i dalmati. Non  dovuto tanto al minore livello agonistico dell’Hajduk, quanto al fatto che gli avversari erano diventati sempre più agguerriti e in genere il livello del  calcio era salito di parecchio.
    Il 1930 si aprì con due brutte notizie. Prima muore di tifo l’ottimo terzino, pure nazionale, Montana. Dopo oltre 200 partite per l’Hajduk si ritirò il jolly della squadra, Mirko Bonačić. La prima metà dell’anno trascorse all’insegna di una sfilza di partite amichevoli contrassegnate quasi tutte dalle vittorie della compagine spalatina. Durante l’estate arrivarono diverse squadre internazionali tra le quali una delle più forti compagini austriache, il Wiener Sport club di Vienna. Dopo il primo pareggio nella seconda partita i viennesi furono rispediti a casa con un secco 11-0! Tutto faceva presagire un ottimo autunno.