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Split

  • La storia del baseball spalatino

    Il 2014 si profila come un anno molto particolare per il baseball tanto in Dalmazia quanto a Spalato. Questo sport singolare, sconosciuto ai più, festeggia quest’anno ben tre importanti anniversari. Infatti viene praticato ormai da 95 anni grazie agli americani che con i loro marinai hanno portato questo sport in Dalmazia. Quest’anno la prima società di baseball in regione avrebbe compiuto 80 anni. E infine quest’anno il baseball-softball club Nada di Spalato compie 40 anni.

    Parte 1, dall'inizio al 1935
    Con le navi americane in Dalmazia arrivò il baseball (1 e continua)

    Parte 2, 1935 - 1974
    Costretti a giocare «in famiglia» (2 e continua)

    Parte 3, 1975 - 1981
    Passa da Duino la rinascita del baseball dalmata (3 e continua)

    Parte 4, 1981 - 1984

    Per gli spalatini successi a raffica (4 e continua)

    Parte 5, 1985 - 1995
    Il Nada, più che una speranza per lo sport dalmata (5 e continua)

    Parte 6, 1996 - 2015
    Dagli anni bui della crisi alla grande rinascita (6 e fine)

  • La storia del calcio a 5 a Spalato

    Calcio e calcetto, due sport e due mondi diversi. Oggi questi due sport vantano giocatori propri, con proprie Federazioni. Però non tanti anni fa andavano a “braccetto”, tanto che arrivavano a condividere quasi tutto, a partire dai giocatori. Ma vediamo come è cresciuto in Dalmazia questo sport, che ancor oggi molti considerano soltanto come una sorta di passatempo. Spalato è uno dei principali centri del calcetto in Croazia.

    Parte 1, dall'inizio dal 1992
    Il calcetto si è imposto alla grande in Dalmazia, al traino della pallamano (1 e continua)

    Parte 2, 1992 - 2010, e le leggende
    Spalato, stella di prima grandezza anche nel firmamento del calcetto (2 e fine)

  • La storia dell'Hajduk Split

    La storia dell'HNK Hajduk Split inizia nel 1911.

    Parte 1: dal 1911 al 1915
    L’Hajduk, squadra simbolo della Dalmazia (1 e continua)

    Parte 2, 1915 - 1929
    I campioni di Spalato un osso duro per tutti (2 e continua)

    Parte 3, 1930 - 1939
    Una trasferta dalla Dalmazia alle Ande (3 e continua)

    Parte 4, 1940 - 1945
    I calciatori dalmati «bestia nera» degli inglesi (4 e continua)

    Parte 5, 1945 - 1969
    Hajduk, dal vertice alla zona retrocessione (5 e continua)

    Parte 6, 1970 - 1991
    Hajduk, inanellati quattro scudetti e otto coppe (6 e continua)

    Parte 7, 1992 - 2006
    Sfida continua con gli zagabresi (7 e continua)

    Le leggende della società
    Una fucina inesauribile di campionissimi (8 e continua)
    su Vladimir Beara, Vladimir Kragić, Leo Lemešić, Frane Matošić, Šime e Vinko Poduje e Vinko Radić.

    I dalmati imbattibili nel gioco del pallone (9 e continua)
    su Ante Tonći Bonačić, Mirko Bonačić, Božo Broketa, Ratko Kocijan, Slavko Lustica, Anđelko Marušić e Jozo Matošić.

    Un mare di ottimi giocatori dal fisico possente (10 e continua)
    su Mihovil Borović, Bartul Čulić, Ljubomir Kokeza, Gajo Rafanelli, Janko Rodin e Bernard Vukas.

    Calciatori provetti e allenatori dal fiuto eccezionale (11 e continua)
    su Andrija Anković, Zvonko Bego, Drago Holcer, Džemaludin Mušović, Radomir Vukčević e Ante Žanetić.

    Fior di campioni dalla difesa all’attacco (12 e continua)
    su Miroslav Bošković, Ivan Buljan, Vinko Cuzzi, Jurica Jerković, Aleksandar Kozlina e Brane Oblak.

    Dalmazia, un vivaio a dir poco inesauribile (13 e continua)
    su Nikica Cukrov, Borislav Đorđević, Vilson Džoni, Dražen Mužinić, Luka Peruzović e Ivan Šurjak.

    Dalmazia ed Erzegovina: un legame calcistico (14 e continua)
    su Ivan Katalinić, Mišo Krstičević, Božo Primorac, Vedran Rožić, Blaž Slišković, Zlatko e Zoran Vujović.

    Dalmazia: terra di stelle calcistiche (15 e fine)
    su Ivan Gudelj, Robert Jarni, Branko Miljuš, Ivan Pudar e Zoran Vulić.

    Il caso Frano Matošić e l'AC Spalato
    Frane Matošić fu l'unico a poter trasferirsi in Italia

  • MNK Split history

    Malonogometni klub Brodosplit Inženjering is a futsal club based in Split, Croatia.

    All articles about futsal club MNK Split can be read here:



    History

    Part 1, from start to 1991


    Part 2, from 1992 to 2010


    Trophies
    Championships
    Croatia
    1996./97., 2000./01., 2001./02., 2002./03., 2003./04., 2005./06., 2010./11.

    Cups
    Croatia:
    2000./01., 2001./02., 2002./03., 2004./05., 2005./06., 2010./11.

    Notable players
    Robert Jarni, Nikola Tomičić

  • Pallacanestro, un gioco... al femminile

    La pallacanestro in Dalmazia è decisamente uno degli sport più popolari insieme al calcio e alla pallanuoto. Però quando si pensa alla pallacanestro si pensa in primo luogo ai campioni europei dello Split, ai gloriosi anni di Zara e allo Šibenik campione della Jugoslavia. Le città di Spalato, Zara e Sebenico hanno sfornato nei decenni tantissimi ottimi giocatori. Come dimenticare i vari Toni Kukoč, Dino Rađa, Dražen Petrović, i campioni dei periodi più recenti, oppure le stelle di prima grandezza come Krešimir Čošić solo per citare uno dei nomi più prestigiosi del passato. Però qui si tratta esclusivamente della pallacanestro al maschile. Quella sezione che negli anni si è distinta di più e della quale anche si sa di più. Quasi inevitabilmente, come in qualsiasi altro sport. Di regola, purtroppo, ben poco si sa invece delle sezioni femminili. Emergono di raro in primo luogo negli sport di squadra. Abbiamo ripercorso un mese fa la storia delle ragazze del softball del Nada di Spalato. Una storia breve ed intensa, finita nel nulla. Così rischiano di finire quasi tutte le sezioni femminili o in generale i club al femminile in buona parte degli sport, non soltanto in Dalmazia. Troppo spesso sono lasciate da sole. Siccome rimangono ai margini del mondo dell’informazione che conta, seguite da poche persone, per giunta immerse in un contesto sportivo sempre più esigente, dominato dai professionisti, è difficile che non vadano incontro a gravi problemi in primo luogo economici. Spesso le sezioni femminili sono costrette a chiudere i battenti, come il club spalatino di softball, oppure a congelare la propria attività o a scendere di rango, come nel caso dell’Ombla di Ragusa (Dubrovnik) di calcio. Infatti le ragusee dopo un ottimo terzo posto nella prima lega di calcio sono scese di rango e per anni, pur vincendo il proprio girone di seconda lega non hanno potuto accettare la promozione.

  • Passa da Duino la rinascita del baseball dalmata (3 e continua)

    La storia del baseball spalatino è stata fin dall’inizio nel segno di alti e bassi, di grandi risultati, ma pure di grandi difficoltà. Era iniziata ingranando la quinta negli anni ’20, per poi spegnersi gradualmente in meno di un lustro. Era tornata di nuovo in auge nella seconda metà degli anni ’30, per arenarsi ancora una volta allo scoppio dell’ultima guerra mondiale. E infine un nuovo ritorno di fiamma. All’inizio degli anni ’70 il baseball è tornato a mettere le sue radici in Dalmazia e l’amore verso questo sport non è più venuto meno.

    Eletti i nuovi vertici
    Come abbiamo visto nell’ultimo episodio, finalmente il 7 marzo del 1974 si tenne l’Assemblea elettorale del nuovo club di baseball, il Salona. Parteciparono all’Assemblea Lujo Aras, Božidar Čudina, Edo Deković, Boris Dvornik, Pavao Đirlić, Kemal Gekić, Nino Grbelja, Damir Klarić, Leo Kljaković, Rajko Kraljević, Božidar Kučić, Ivan Lejo, Duško Marović, Vinko Milas, Ranka Matošić, Vinko Mladineo, Vinko Ninić, Edo Pezzi, Davor Pojatina, Mario Profaca, Vinko Reić, Ante Rošin, Danijel Seršić, Neno Sonjara, Luka Ujević e Boris Vušković. Nella presidenza sono stati eletti: Božidar Kučić, Vinko Mladineo, Duško Marović e Boris Vušković. Inoltre, durante questa sessione assembleare venne fatto il punto sull’attività nei precedenti due anni e venne approvato il nuovo Statuto societario. E infine alla carica di presidente fu eletto Boris Vušković, a quella di vicepresidente Vinko Milas, mentre il ruolo di segretario venne affidato a Vinko Mladineo.

    La registrazione il 9 aprile ’74
    Finalmente il 9 aprile del 1974 la registrazione del club venne ufficializzata e così nella Jugoslavia di allora cominciò a operare con tutti i crismi della legalità la prima società di baseball. All’epoca questa registrazione fece molto clamore sui media e la società si ritrovò subissata da messaggi di auguri provenienti da tutte le parti del Paese. Ma non solo, contemporaneamente da diverse parti giunsero richieste di spiegazioni e chiarimenti sulle regole di questo sport. In parecchie zone del Paese emerse pure la volontà di formare altre società, richiamandosi al lavoro pionieristico fatto a Salona prima e a Spalato poi.

  • Per gli spalatini successi a raffica (4 e continua)

    Il baseball negli anni ‘70 si cominciava ad affermare in Dalmazia. Non era più soltanto una storia confinata all’ormai ben noto club Nada, ma l’interesse per questa disciplina sportiva si stava espandendo a macchia d’olio. Non si partecipava più solamente al pur importantissimo torneo a Duino. Sì, con Duino la squadra era cresciuta in maniera esponenziale. Si era trattato di un’esperienza d’oro, particolarmente gratificante; la collaborazione con le squadre dell’area triestina e in genere dell’FVG era stata molto proficua, ma ormai questo apparteneva al passato, era ormai passato alla storia. Infatti il baseball comincia finalmente ad attecchire pure nel resto della Jugoslavia. Con la formazione di una squadra a Lubiana le cose avevano cominciato ad andare di bene in meglio. E pure il fattore finanziario e logistico pesava meno: si cominciavano a registrare dati positivi. Risolto il problema logistico rappresentato dal campo di gioco il percorso era in discesa. Arriviamo così agli anno ‘80, che saranno quelli della svolta in primis a livello nazionale.

  • Sfida continua con gli zagabresi (7 e continua)

    Nell’ultima puntata abbiamo “lasciato”, l’Hajduk assoluto protagonista del campionato jugoslavo. Gli anni ‘70 e ‘80 sono stati anni pieni di successi sia in campionato che in coppa. Anche all’estero non mancarono gli ottimi risultati, senza dimenticare gli svariati nazionali cresciuti tra le file della squadra dalmata.
    L’ultima puntata l’abbiamo conclusa con la fine dell’ex Jugoslavia. Nell’estata del 1991 l’Hajduk si piazzò al sesto posto, ma vinse la Coppa Jugoslavia dove prevalse contro la Stella Rossa di Belgrado grazie ad una rete di Alen Bokšić.
    Insomma fu un Hajduk di primo piano che nelle proprie file poteva vantare parecchi giovani molto promettenti che negli anni a venire scrissero degli importanti capitoli sia a livello croato che a quello di nazionale. Basti vedere i protagonisti della vittoria nella Coppa Jugoslavia: giocarono Igor Štimac, Slaven Bilić, Alen Bokšić e Robert Jarni. In panchina c’era Stanko Poklepović che nel giro di due anni diventò, anche se per un breve periodo di tempo, selezionatore della nazionale croata.

  • Spalato, stella di prima grandezza anche nel firmamento del calcetto (2 e fine)

    Arrivò la guerra e inevitabilmente i vari campionati e tornei finirono per spegnersi. L’amore verso questo sport rimase grande, però si dovettero aspettare i primi mesi del 1993 per veder “nascere” il primo campionato croato di calcetto. Interessante rilevare che questo torneo alla fine “incoronò” il campione per l’anno 1992?!? Al primo campionato nazionale l’unica squadra a rappresentare la Dalmazia fu la Truman, ribattezzata con il nome di Truman Elektroprijenos.

    Quattro i tornei
    Il campionato venne ripartito in quattro tornei disputati nelle città di Fiume, Virovitica, Zagabria e Osijek. Alla fine, nonostante tante squadre potessero godere dell’“aiuto” di svariati giocatori di calcio professionisti, la Truman Elektroprijenos conquistò un ottimo secondo posto piazzandosi a soli tre punti dal primo classificato.
    La squadra ebbe pure il miglior attacco con 61 reti e la seconda difesa. Alcuni mesi prima di partecipare al campionato nazionale, la squadra prese parte al terzo campionato spalatino di prima divisione, durante il quale venne a mancare il tris nelle vittorie. L’attesa spasmodica del primo campionato nazionale, svariate assenze e infortuni fecero sì che la squadra si dovette accontentare del secondo posto. Nella stagione successiva, 1993, il campionato fu di nuovo organizzato a livello di piccoli tornei, tra giugno e luglio. Due turni vennero disputati pure a Spalato. Alla fine la Truman Elektroprijenos conquistò di nuovo il secondo posto, a cinque punti dal vincitore. In questo campionato giocò pure un’altra squadra spalatina, la Matt, finita terza.
    Nella stagione 1993/94, la prima in cui ci fu un vero campionato con le classiche partite di andata e ritorno, la Truman Elektroprijenos finì terza a soli tre punti dal Sokoli di Samobor, che conquistò il titolo a sorpresa. Alle sue spalle si piazzò la Matt.

  • Un mare di ottimi giocatori dal fisico possente (10 e continua)

    Di grandi campioni la Dalmazia nel mondo del calcio (ma non solo) ne ha sfornati tantissimi, per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta nel presentarli. Continuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell’Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non. Una delle peculiarità di tantissimi giocatori dalmati è stata quella di coniugare un’abilità sopraffina nel gioco del pallone, un talento davvero innato, con un fisico possente. Questo “connubio” è stato l’arma in più di numerosi dei difensori e degli attaccanti che la Dalmazia ha “donato” al calcio croato e internazionale. Diversi si sono fatti valere e apprezzare anche nel campionato italiano. L’Hajduk, naturalmente, è la squadra per antonomasia, quando si parla di compagini in grado di sfornare giocatori di grosso calibro. Molti di questi campioni hanno dato vita a una “diaspora” calcistica che ha “arricchito” tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell’ex Jugoslavia e dell’Europa. E nonostante tutte queste continue “defezioni”, l’Hajduk è rimasto squadra di rango, una compagine che ancor oggi mette paura nelle coppe internazionali ai più blasonati club della vecchia Europa.

  • Una fucina inesauribile di campionissimi (8 e continua)

    La Dalmazia è stata sempre una fucina di talenti sportivi. Ancor oggi continua a sfornare stelle a bizzeffe e non soltanto in campo calcistico. Ha quasi dell’incredibile la capacità del vivaio dalmata di “regalare” in continuazione campionissimi in tutti gli sport, imperniati sul pallone. Naturalmente il calcio la fa da padrone. E Spalato è ovviamente la città simbolo di questa incessante “produzione” di star calcistiche. E l’Hajduk, è la squadra per antonomasia, quando si parla di compagini in grado di sfornare giocatori di grosso calibro. Il club spalatino ha espresso nei suoi quasi 100 anni di proficua attività tantissimi campioni a livello nazionale, ma pure internazionale. Molti di essi hanno militati sopratutto nella compagine dalmata, ma tanti altri hanno dato vita a una “diaspora” calcistica che ha “arricchito” tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell’ex Jugoslavia e dell’Europa che conta in campo “pallonaro”. E ogni volta il miracolo si è ripetuto. Quando sembrava che l’Hajduk avrebbe risentito magari di cotante defezioni e non sarebbe stato in grado di rimpiazzare quanti erano partiti, sono spuntati subito all’orizzonte altri talenti di prim’ordine. E il ciclo è proseguito. Il mito della squadra spalatina si è consolidato e nella leggenda sono entrati un mare di campioni.
    In seguito passeremo in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell’Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non.

  • Una trasferta dalla Dalmazia alle Ande (3 e continua)

    L’Hajduk di Spalato durante gli anni venti ha vissuto il suo periodo d’oro. È diventata una squadra da battere e non solo entro i confini dell’ex Jugoslavia. Le partite disputate con il passare degli anni sono diventate sempre  più numerose; quel che più conta ha affrontato via via avversari  di sempre maggiore calibro. Il tutto ha portato l’Hajduk a diventare una potenza calcistica, un’autentica squadra da battere. Però dietro l’angolo ha fatto capolino nel contempo il rischio di un leggero declino per i dalmati. Non  dovuto tanto al minore livello agonistico dell’Hajduk, quanto al fatto che gli avversari erano diventati sempre più agguerriti e in genere il livello del  calcio era salito di parecchio.
    Il 1930 si aprì con due brutte notizie. Prima muore di tifo l’ottimo terzino, pure nazionale, Montana. Dopo oltre 200 partite per l’Hajduk si ritirò il jolly della squadra, Mirko Bonačić. La prima metà dell’anno trascorse all’insegna di una sfilza di partite amichevoli contrassegnate quasi tutte dalle vittorie della compagine spalatina. Durante l’estate arrivarono diverse squadre internazionali tra le quali una delle più forti compagini austriache, il Wiener Sport club di Vienna. Dopo il primo pareggio nella seconda partita i viennesi furono rispediti a casa con un secco 11-0! Tutto faceva presagire un ottimo autunno.

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