Due giorni fa è iniziata la 20.esima edizione della Coppa del Mondo di calcio. La partita tra i padroni di casa del Brasile e la Croazia ha dato il via a una delle più grandi manifestazioni sportive che terranno appassionati e non incollati alle TV nelle prossime settimane.
La storia della Coppa del Mondo però era iniziata già nel 1930. Da quella prima edizione fino ai giorni nostri ai Mondiali hanno partecipato tantissimi giocatori. Ma quanti sono stati quelli provenienti da squadre dalmate e quanti quelli che sono nati in Dalmazia e che hanno partecipato a una edizione della competizione planetaria? La lista è veramente lunga, come si può comprendere scorrendo i dati presenti nella tabella che pubblichiamo a lato.


Un fantastico terzo posto
Però vediamo qual è stata la situazione edizione per edizione.
La Jugoslavia partecipò già alla prima edizione dei Mondiali, quella del 1930. Conquistò un fenomenale terzo posto, vincendo ed eliminando subito all’inizio il grande Brasile. Però a quella edizione parteciparono soltanto giocatori affiliati alla Federazione serba, visto il rifiuto di quella zagabrese di aderire alla competizione. Poi dovettero passare ben 20 anni prima che la Jugoslavia avesse nuovamente l’opportunità di partecipare alla fase finale della Coppa del Mondo. Nel 1934 e 1938 la nazionale jugoslava, infatti, non riuscì a qualificarsi per “l’Olimpo” mondiale.

1950, confronto con il Brasile
Arriviamo così al 1950 e ai Mondiali brasiliani. La Jugoslavia si trovò di nuovo al cospetto dei brasiliani, però questa volta perse la partita decisiva. A quell’incontro dal sapore storico parteciparono anche due giocatori dalmati. In porta ci fu Srđan Mrkušić nato a Sinj, però in forza alla Crvena Zvezda e il grande attaccante Bernard Vukas, zagabrese in forza all’Hajduk. Però la squadra spalatina, nella rosa della nazionale Jugoslavia a questo mondiale era presente pure con altri quattro giocatori: gli spalatini Ervin Katnić e Ivo Radovniković, il raguseo Božo Broketa e il famoso portiere Vladimir Beara nato a Zelovo vicino a Sinj.
Nel 1954 la Jugoslavia tornò ai Mondiali. Anche in questa edizione la nazionale si ritrovò ad affilare le armi con il Brasile, però riuscì a passare il turno. Fu costretta ad arrendersi nei quarti di finale contro i futuri campioni del mondo della Gemania occidentale. Nella rosa ci furono di nuovo il portiere Vladimir Beara, che questa volta venne schierato in due delle tre partite. Scese in campo pure Bernard Vukas: due partite disputate, ma ancora nessuna rete. E infine nella rosa della nazionale ci fu Zlatko Papec, che guardò tutte le tre partite dalla panchina. Nella commissione dei selezionatori figurava pure il grande Leo Lemešić.

Beara, unico dalmata in campo
Nel 1958 in Svezia la Jugoslavia uscì di nuovo dalla competizione dopo essere andata a cozzare contro la fortissima Germania occidentale. Nelle quattro partite disputate dalla nazionale, l’unico dalmata a giocare fu Vladimir Beara, giunto ormai al suo terzo Mondiale. Per lui tre presenze, ma ormai non più come giocatore dell’Hajduk, ma della Crvena Zvezda di Belgrado. Nell’ambito della rosa in questi mondiali troviamo pure Dražan Jerković di Sebenico e Nikola Radović che giocava all’epoca con la maglia dell’Hajduk.
Nel 1962 la Jugoslavia ottenne uno dei suoi maggiori successi in assoluto. Conquistò un ottimo quarto posto. Sei i capocannonieri del campionato e tra questi con quattro reti troviamo pure Dražan Jerković giunto al suo secondo Mondiale. Per lui cinque presenze nelle sei partite giocate dalla nazinale. Ad andare a segno fu pure un altro grande, Josip Skoblar di Privlaka. Una sola rete in quattro gare. Infine con una sola presenza troviamo il solo giocatore dell’Hajduk chiamato in nazionale, Andrija Anković, nato a Gabela, una località della Bosnia ed Erzegovina, vicinissima al confine con la Croazia, ovvero al territorio dalmata.

Hajduk pigliatutto
Dopo il grande successo ci fu una lunga pausa fino al Mondiale del 1974. Quelli erano gli anni in cui l’Hajduk era costantemente ai vertici del campionato jugoslavo. Un Hajduk che vinceva sia in campionato che in coppa. Per cui non bisogna essere sorpresi del fatto che furono convocati in nazionale ben sette giocatori della squadra spalatina. La Jugoslavia fu fermata nei quarti di finale a gironi. Tutte e sei le partite furono disputate da Ivan Buljan nato a Runovići e dallo spalatino Ivica Šurjak. Con cinque presenze troviamo Branko Oblak di Lubiana però in forza all’Hajduk. Inoltre giocarono anche Dražen Mužinić, Jurica Jerković, nonché Luka Peruzović. Infine in rosa troviamo pure il bosniaco Rizah Mešković, anche lui in forza all’Hajduk. Visto che erano tempi in cui imperavano le commissioni di selezionatori, in panchina c’era una delle leggende spalatine, Tomislav Ivić.
Saltati i Mondiali del 1978, a quelli spagnoli del 1982 parteciparono di nuovo ben cinque giocatori dell’Hajduk e altri due spalatini che giocavano all’estero. La Jugoslavia uscì mestamente di scena già al primo turno. A disputare le tre partite del girone tra i dalmati furono Ivan Gudelj (di Imotski e autore di una rete), Zlatko Vujović (nato a Sarajevo, ma stella di prima grandezza dell’Hajduk) e il capitano della nazionale Ivica Šurjak, all’epoca in forza al PSG. In rosa troviamo pure Ivo Jerolimov, Zoran Vujović, Ivan Pudar e Jurica Jerković.

Mondiali italiani in sordina
E dopo aver saltato di nuovo i Mondiali del 1986, arriviamo a quelli italiani del 1990. Per i dalmati, Mondiali in sordina. Soltanto tre i giocatori chiamati a difendere i colori della nazionale. La Jugoslavia uscì ai rigori già ai quarti di finale. Nelle cinque partite disputate dalla nazionale jugoslava, l’unico dalmata a cui fu data ampia fiducia fu lo spalatino in forza al Mallorca, Zoran Vulić. Per lui quattro presenze. Robert Jarni (nato a Čakovec) fu l’unico giocatore dell’Hajduk a scendere in campo. Disputò una sola partita. L’altro giocatore della compagine spalatina convocato in nazionale, Alen Bokšić, rimase sempre in pachina. Da notare che il capitano di questa squadra fu Zlatko Vujović, stella spalatina, ma nato a Sarajevo.

L’ora della nazionale croata
Poi le vicende politiche e belliche ebbero il sopravvento. Si arrivo alla dissoluzione della Jugoslavia socialista e la Croazia per entrare nell’Olimpo planetario dovette aspettare fino alle qualificazioni del 1998. Però fu un’attesa tutt’altro che vana, visto che ai Mondiali francesi la Croazia conseguì il suo più grande successo, un fantastico terzo posto. Sei furono i giocatori della nazionale croata legati alla Dalmazia. A disputare tutte e sette le partite furono Igor Štimac, nato a Metković e giocatore del Derby County; lo spalatino Slaven Bilić, all’epoca in forza all’Everton e l’altro spalatino Aljoša Asanović, giocatore del Napoli. Con una sola presenza in meno troviamo Zvonimir Boban di Imotski, all’epoca giocatore del Milan. L’Hajduk fu presente con due giocatori: lo spalatino Igor Tudor (tre presenze) e l’australiano Anthony Šerić. Tra i presenti pure una leggenda dell’Hajduk ormai all’estero, Robert Jarni.
Ai Mondiali del 2002 i dalmati furono quasi completamente assenti. Fu un’edizione sfortunata. Ad avere l’opportunità di scendere in campo furono solamente due dalmati: Stipe Pletikosa, portiere dell’Hajduk e Alen Bokšić, nato a Makarska e giocatore del Middlesbrought. Presenti nella rosa della nazionale pure altri ex giocatori dell’Hajduk: Robert Jarni, ormai al suo terzo mondiale, e Anthony Šerić.

La rivincita in Germania
L’ultimo Mondiale disputato dalla Croazia prima della competizione ora in corso in brasiliano fu quello tedesco del 2006. In terra germanica ci fu una vera e propria rivincita dei dalmati. Furono convocati in nazionale ben sette giocatori. La Croazia disputò soltanto tre partite, ma in tutte e tre gli incontri a giocare furono Stipe Pletikosa, Darijo Srna (nato a Metković), Igor Tudor, Dado Pršo (di Zara) e lo zagabrese, però in forza all’Hajduk Niko Kranjčar. Due le presenze dello zaratino Luka Modrić, che nel 2006 giocava per la Dinamo di Zagabria. Infine in rosa troviamo pure un altro spalatino, Ivan Leko. Presente pure Anthony Šerić al suo terzo mondiale, ma sempre a secco di presenze.

Stavolta dalmati a bizzeffe
E così arriviamo al Mondiale appena iniziato. Per la Dalmazia sarà un’edizione atipica. Infatti nella rosa di Niko Kovač non figura nemmeno un giocatore dell’Hajduk di Spalato. Però inevitabilmente ci sono giocatori nati in Dalmazia, ben sette. Questi brasiliani saranno i terzi Mondiali disputati dello spalatino Stipe Pletikosa, che così eguaglia il record di Beara dei dalmati più presenti alle varie edizioni. Nella rosa della nazionale troviamo pure Darijo Srna di Metković; Gordon Schildenfeld di Sebenico; tre giocatori nati a Zara: Danijel Subašić, Šime Vrsaljko e Luka Modrić. E infine gli spalatini Ivan Perišić e Ante Rebić.

Due bosniaci dell’Hajduk
Però questi Mondiali brasiliani non passeranno senza giocatori dell’Hajduk. Se la Croazia ne farà a meno non sarà così per la Bosnia ed Erzegovina. Infatti nella rosa di Safet Sušić figurano ben due giocatori in forza alla squadra spalatina: Avdija Vršajević e Tino-Sven Sušić. E il Mondiale in terra brasiliana sarà proprio il primo in cui un giocatore in forza a una squadra dalmata è stato convocato per un’altra nazionale.
In ogni caso una cosa è certa. A tutte le edizioni dei Mondiali alle quali ha partecipato la Jugoslavia prima e la Croazia poi c’è stato sempre nella rosa almeno un giocatore dell’Hajduk e almeno un giocatore nato in Dalmazia. Anche se è logico che Spalato sia la città più presente in questa lista, pure gli altri centri urbani della Dalmazia, da Zara a Ragusa, si sono fatti valere. Buon Mondiale a tutti.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 14 giugno 2014.

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