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Esattamente due mesi fa si sono conclusi i Mondiali di calcio di Russia 2018. Sono stati come è noto dei Mondiali straordinari per la Croazia che ha perso soltanto nella finalissima contro la Francia per 4-2. Per la Croazia è stato il miglior risultato nella breve storia della sua partecipazione alla massima competizione calcistica planetaria. La nazionale con la maglia a scacchi bianco-rossi è riuscita nella storica impresa di migliorare il grande bronzo vinto in terra di Francia nel 1998. Comunque vada il fiumano Mario Varglien rimane ancora l’unico giocatore nato nell’attuale territorio della Croazia ad aver vinto la medaglia d’oro. Per lui fu vincente la partecipazione ai Mondiali del 1934 con la maglia dell’Italia.
Però torniamo a occuparci di Dalmazia. Un grande contributo all’argento vinto dalla Croazia lo hanno dato proprio i giocatori nati e cresciuti in questa terra. Nella rosa del selezionatore Zlatko Dalić ci sono stati ben 11 giocatori provenienti dalla regione dalmata dei complessivi 23 convocati per i Mondiali. Ben sei sono stati titolari nei primi undici schierati in campo da Dalić. Insomma è stato davvero un Mondiale dei dalmati.

 

Un portiere stellare
Procediamo con ordine per capire quali siano questi giocatori decisivi, come siano cresciuti e quale potrà essere il loro futuro.
Due i portieri nati in Dalmazia. Un ruolo fondamentale nel successo mondiale lo ha avuto il portiere zaratino Danijel Subašić. Dopo aver ereditato la maglia con il numero uno dallo spalatino Stipe Pletikosa si è dimostrato negli ultimi anni un portiere più che valido. Per lui sei le presenze in Russia. Decisive quelle nelle partite che si sono concluse ai rigori. Infatti proprio le sue eccezionali parate nei tiri dagli undici metri contro la Danimarca negli ottavi di finale e contro la Russia nei quarti di finale hanno permesso alla Croazia di arrivare alla finalissima. Di recente ha deciso di concludere la sua avventura in nazionale iniziata nel 2009. Per lui alla fine ci sono state ben 44 presenze. Nato a Zara i primi passi calcistici li ha compiuti nella proprio città natale.
Qui dopo le giovanili esordisce nel 2003 nella prima squadra. Vi rimane fino al 2009 quando passa all’Hajduk di Spalato. Dopo tre anni il grande passo e il passaggio al Monaco. La sua stagione dei sogni è la 2016/17 quando con il Monaco vince il campionato francese e viene proclamato miglior portiere della Francia.
Anche il terzo portiere della Croazia è nato a Zara. Si tratta di Dominik Livaković, classe 1995. Dovrebbe essere lui il portiere del futuro della nazionale croata. Non ha registrato comunque nessuna presenza ai Mondiali.
I primi passi li fa nello Zadar dove già nelle giovanili viene notato dagli osservatori della squadra dello Zagreb. Lo ingaggiano per le giovanili zagabresi, ma ben presto diventa seniores. Rimane allo Zagreb per quattro anni primi di passare alla Dinamo di Zagabria. Qui diventa portiere titolare e grazie anche alla doppia corona la scorsa stagione si merita la chiamata di Dalić. E visto che ha difeso la porta croata nella recente partita contro il Portogallo sembra che possa aveve un ruolo importante nel futuro della nazionale. Per adesso due le presenze nella selezione croata.

Anche il futuro è dalmata
Però pure il secondo portiere della nazionale convocato per i Mondiali è stato un dalmata. Si tratta di Lovre Kalinić, classe 1990. Nato a Salona (Solin), dopo una breve parentesi nelle giovanili del club locale si trasferisce all’Hajduk di Spalato. Qui vi rimane fino al 2009 quando passa nella squadra seniores. Difende la porta dell’Hajduk per otto anni, inanellando ben 102 presenze. Inizialmente viene mandato in prestito allo Junak di Sinj, a Novalja e Karlovac. Tornato a Spalato si riprende la maglia con il numero uno e non la lascia più fino alla fine del 2016. Passa poi al Gent in Belgio. Viene proclamato miglior portiere del campionato croato nel 2015 e nel 2016. Subito nel 2017 conquista lo stesso titolo in Belgio dopo appena mezza stagione tra i pali del Gent. In Russia ha disputato la partita contro l’Islanda. Per ora sono state dodici le sue presenza in nazionale dall’esordio avvenuto nel 2014.

I capisaldi della difesa
Se i portieri sono stati tutti dalmati, un ruolo importante la Dalmazia la ha avuto pure per quanto concerne la difesa. Sono stati titolari in sei delle sette partite i dalmati Šime Vrsaljko e Ivan Strinić. E proprio quest’ultimo è stato il difensore laterale sinistro ai Mondiali russi. Nato a Spalato nel 1987, compie i primi passi nell’Hajduk che lascia nel 2006 per passare al Le Mans. Torna però ben presto indietro per finire prima all’Hrvatski dragovoljac di Zagabria e poi di nuovo al suo Hajduk. Diventa titolare nella compagine spalatina e ben presto viene convocato in nazionale. Nel gennaio del 2011 passa in Ucraina per giocare fino al 2014 per il Dnipro. Poi va in Italia dove si trova tutt’ora. Per lui prima il Napoli, poi la scorsa stagione la Sampdoria e infine da quest’estate il Milan. Però per la squadra milanese non ha giocato ancora nemmeno una partita visto che il 18 agosto ha dovuto sospendere la sua carriera di calciatore per problemi cardiaci. Quanto siano gravi lo si saprà in futuro. Dal 2010 ha registrato ben 49 presenze in nazionale.
Se il futuro di Strinić è incerto, quello di Vrsaljko sembra essere luminoso. Sei le presenze in Russia, da titolare nel ruolo di laterale destro. Pur essendo nato a Fiume nel 1992, a causa del conflitto degli anni Novanta, è comunque uno zaratino purosangue.
Ed è cresciuto calcisticamente proprio nelle giovanili dello Zadar prima di passare giovanissimo nel 2006 alla Dinamo di Zagabria. Qui fa la trafila nelle squadre juniores prima di approdare alla prima squadra. Però la Dinamo lo manda innanzitutto a “farsi le ossa” alla Lokomotiva dove diventa subito titolare. Viste le ottime partite disputate torna subito alla Dinamo dove esordisce nel febbraio del 2010. Vi rimane fino al 2013. Con la Dinamo vince quattro campionati e due coppe della Croazia. Nell’estate del 2013 passa al Genoa dove diventa subito titolare. Nel 2014 è la volta del Sassuolo dove rimane per due anni. Nel 2016 va in Spagna a difendere i colori dell’Atletico Madrid. Nella penisola iberica rimane due anni e poi torna in Italia. Questa volta all’Inter di Milano. Nell’ultima stagione per lui la conquista dell’European legue. Esordisce in nazionale nel 2011 dove finora ha registrato più di 40 presenze.
Infine in difesa troviamo pure il giovanissimo Duje Ćaleta-Car, classe 1996. Per lui in Russia una presenza. Rappresenta sicuramente il futuro della nazionale. Si tratta dell’unico campione dalmata nato a Sebenico, dove ha fatto la trafila nelle giovanili prima di passare in Austria nel Pasching prima e nel Red Bull Salisburgo poi. Da quest’estate è membro del Marseille.

Il campionissimo Luka Modrić
Due sono stati i centrocampisti dalmati della selezione stellare: il capitano Luka Modrić e Filip Bradarić. Il Mondiale di Russia è stato davvero il Mondiale di Modrić, che alla fine è stato proclamato miglior giocatore del torneo.
Nasce nel 1985 a Zara. Compie i primi passi calcistici nella squadra giovanile dello Zadar per poi passare nel 2002 alla Dinamo di Zagabria. Ben presto approda alla prima squadra; però gli zagabresi decidono di mandarlo in giro in prestito. Gioca così dapprima nelle file dello Zrinski di Mostar e poi nell’Inter di Zaprešić. Torna alla Dinamo nell’estate del 2005 per diventare subito titolare inamovibile. Vi rimane per tre anni prima di passare in Inghilterra ai londinesi del Tottenham Hotspur. Gioca quattro stagioni collezionando ben 127 presenze e 13 reti. Dall’estate del 2012 è in forza al Real di Madrid. Qui diventa ben presto titolare; si rivela un giocatore fondamentale in tutti gli ultimi titoli conquistati dalla gettonatissima compagine spagnola. Tantissimi i titoli vinti finora nella sua già lunga carriera. Con la Dinamo tre campionati e due coppe. Con il Real un campionato e una coppa nazionale, due supercoppe nazionali e tre europee, ma soprattutto quattro Champions league. Infiniti i titoli personali. Dal primo nel 2003 come miglior giocatore del campionato bosniaco, per passare ai ben sei titoli quale miglior giocatore croato. Tante le onorificenze ottenute dalla FIFA, dall’IFFHS e dall’UEFA. Nella nazionale croata ha collezionato ormai oltre 100 presenze ed è da anni il capitano dei “vatreni”.
Il secondo centrocampista dalmata in terra di Russia è stato Filip Bradarić, classe 1992. Nato a Spalato, inizia a giocare nelle giovanili dell’Hajduk. Viene promosso tra i seniores nel 2011 e mandato subito in provincia a farsi le ossa nel Primorac 1929 per due stagioni. Tornato all’Hajduk non riesce a imporsi pienamente, per cui nel 2015 viene ceduto al Rijeka dove si fa notare e soprattutto ha la possibilità di giocare da titolare. E proprio a Fiume vince il campionato e la coppa nella stagione 2016/17 e si merita la prima convocazione in nazionale. Per adesso sono cinque le sue presenze con la maglia a scacchi bianco-rossi. Un mese fa firma per il Cagliari dove ha già giocato le prime partite.

Il tridente d’attacco
E infine sono tre i dalmati in attacco. Tutti e tre hanno fatto parlare di sé ai Mondiali russi. Sono Ivan Perišić, Ante Rebić e Nikola Kalinić. Perišić insieme a Modrić è l’unico ad aver disputato tutte e sette le partite nella Coppa del mondo. Per lui pure tre reti.
Nato a Spalato nel 1989 Perišić inizia il suo percorso calcistico nelle squadre giovanili dell’Hajduk. Nel 2006 però lascia Spalato e passa in Francia al Sochaux. Gli inizi sono duri e rimane a lungo relegato nella seconda squadra. Passa poi in Belgio al Roeselare prima e al Club Brugge poi. Delle due stagioni passate in Belgio rimane impressa la seconda, quella del 2010/11 quando diventa miglior marcatore del campionato e viene proclamato miglior giocatore del campionato. Viste le sue prestazioni viene notato dai tedeschi e firma per il Borussia di Dortmund. Qui rimane per due stagioni vincendo un campionato e una coppa. Passa poi al VLF Wolfsburg dove rimane per quattro stagioni. Infine passa all’Inter di Milano dove ha iniziato la sua quarta stagione: fin qui ha giocato sempre da titolare. In nazionale dal 2011 ha ormai collezionato più di 70 presenze e ben 22 reti.

Titolare quasi per caso
Pure Ante Rebić è spalatino e in Russia è diventato un eroe, dopo essere assurto al ruolo di titolare quasi per caso. Nato nel 1993, ha un inizio di carriera in sordina, in piccole società. Le giovanili le passa al Vinjani, a Imotski, per poi finire allo Split dove esordisce tra gli seniores nel 2011. Dopo due ottime stagioni passa alla Fiorentina. Dopo una prima stagione in sordina la squadra di Firenze decide di mandarlo in giro in prestito. Prima va in Germania al RB Leipzig. Poi trascorre un breve periodo al Verona per finire di nuovo in Germania stavolta all’Eintracht di Francoforte. Qui finalmente si mette in luce e dopo pochi mesi si ritrova tra gli undici che vincono la Coppa della Germania. Si fa valere talmente che alla fine di quest’estate i tedeschi decidono di acquistarlo dalla Fiorentina. In nazionale esordisce nel 2013 e finora ha collezionato più di 20 presenze. Dopo dieci partite disputate dal 2013 al 2015 era dapprima uscito dal giro della nazionale. Vi ha fatto ritorno grazie a Zlatko Dalić che ha dimostrato di credere in lui. Inizialmente è stato relegato al ruolo di riserva nelle due partite dei play off per le qualificazioni ai Mondiali disputate dalla Croazia contro la Grecia. Un po’ a sorpresa, in terra di Russia, è partito da titolare contro la Nigeria e l’Argentina (con tanto di rete) per poi rimanere tra i primi undici nella fase finale del campionato.

Il grande ribelle
Se Rebić è stato la grande rivelazione in Russia, a sorprendere, ma in maniera negativa è stato Nikola Kalinić. Doveva essere il suo Mondiale, ma alla fine è stato un grande flop. Nasce a Salona (Solin) nel 1988. Inizia come calciatore nelle giovanili dell’Hajduk di Spalato. Nel 2005 passa tra gli seniores, ma subito viene mandato in prestito a Pola e Sebenico. Torna poi a Spalato dove diventa titolare. Nel 2008 conquista il titolo di miglior giocatore del campionato e di miglior marcatore. Passa così nel 2009 in Inghilterra ai Blackburn Rovers. Rimane qui due anni per trasferirsi poi al Dnipro in Ucraina. Qui si fa valere, è titolare e uno dei migliori marcatori. Così nel 2015 passa alla Fiorentina. Nuovamente titolare segna gol a raffica nelle due stagioni trascorse con la maglia viola. Segue l’avventura di un solo anno al Milan dove pur collezionando ben 31 presenze segna soltanto sei reti. Esordisce nel 2008 nella nazionale croata. Per ora 41 le presenze e 15 le reti. Difficile che torni a breve tra i convocati dopo la sua ribellione in Russia. Infatti ai Mondiali a sorpresa la prima partita contro la Nigeria l’ha vista dalla panchina. Nel corso dell’incontro il selezionatore Dalić ha voluto farlo entrare in campo, però a sorpresa Kalinić si è rifiutato di giocare. L’allenatore non ha perso tempo e lo ha espulso dalla nazionale. Ufficialmente ha vinto la medaglia d’argento, che però poi si è rifiutato di prendere. Dal mese di agosto milita ufficialmente nelle file dell’Atletico di Madrid.
Dopo i sette giocatori ai Mondiali del 2014, il campionato del mondo in Russia ha fatto segnare record per i dalmati. I quali fin dall’inizio sono stati sempre presenti ai Mondiali tra le file della Jugoslavia prima e della Croazia poi.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 15 settembre 2018.

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