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Raccontiamo e illustriamo un lungo viaggio in autobus e nave nel Nord Europa, un percorso che ci ha permesso di conoscere molte città e visitare sei bellissime capitali. Un itinerario che ci ha portato spesso a “scavalcare” diversi confini di stato nell’arco di una sola giornata. Già il primo giorno ne abbiamo attraversati tre...

 

Primo giorno: Fiume-Ratisbona-Norimberga
Partiti all’alba, nelle prime ore del pomeriggio arriviamo nella vecchia cittadina di Ratisbona (Regesburg), nel sud della Germania, località sconosciuta ai più ma fino a qualche secolo fa il più importante centro della regione. Attraversata dal Danubio e dal Reger, ha un centro storico che risale al Medio Evo ma ci sono anche dei resti romani. Un lunghissimo ponte in pietra conduce nel nucleo storico, attraversato da strette vie, tra monumenti e chiese. Ratisbona varrebbe da sola una visita di più giorni per poterla “assaporare” in pieno. Durante la seconda guerra mondiale è stata molto più fortunata della vicina Norimberga, che come Dresda fu completamente distrutta dai bombardamenti alleati. A tal punto che rimasero in piedi solo alcune caratteristiche torri e nell’immediato dopoguerra si pensò addirittura di trasferire la città altrove ma alla fine fu decisa la ricostruzione. A Norimberga abbiamo trovato sistemazione in un albergo nel pieno centro cittadino, accanto alla vecchia cinta muraria: è molto difficile accettare è il fatto che tutto quello che abbiamo intorno, a parte le diverse torri, non abbia più di 60 anni, risultato di una ricostruzione che affascina per fedeltà, gusto e sensibilità nella realizzazione, al punto che chi non ne conosce la storia potrebbe pensare che chiese, monumenti, palazzi siano risalenti ad alcuni secoli fa. Vale la pena salire al castello che sovrasta la città, dal quale si gode un magnifico panoramica ma questa è l’unica ricostruzione mal riuscita, che non nasconde la sua datazione più recente. Su parecchie costruzioni sono sistemate le targhe con tre date: l’anno di origine, quello dell’inizio della ricostruzione e dell’ultimazione dei lavori di restauro.

Secondo giorno: Norimberga-Burg
È il percorso più lungo, in quanto dobbiamo attraversare tutta la Germania, da sud a nord. Appena in serata arriviamo sull’isola di Fehmarn, sul Mar Baltico, dal 1963 collegata al continente grazie ad un ponte lungo 963 metri. Terza isola della Germania per grandezza, è posta a nord di Amburgo ed è il principale snodo stradale e ferroviario nei collegamenti tra la Germania e la Scandinavia. Il pittoresco villaggio di pescatori di Burg ci accoglie un sabato sera, ideale per i visitatori perché è il giorno delle feste che tanto assomigliano a quelle americane, ricche di musica country condita con le inevitabili salsicce e birra. E, strano ma vero, pure di fragole preparate in tutte le versioni. Ad un passo dalla Scandinavia, abbiamo modo di conoscere il fenomeno astronomico noto come il sole di mezzanotte, che significa avere la luce tutto il giorno perché il sole non scende mai completamente sotto l’orizzonte e quindi non cala mai il buio. A metà luglio, a queste latitudini, la notte (parziale) inizia verso le 23 ma fa giorno già verso le 4 del mattino. Una bella esperienza.

Terzo giorno: Burg-Copenaghen-Angelholm
Di buon mattino prendiamo un traghetto adibito anche al trasporto dei treni, che ci porta sul suolo danese. Arrivati a Rodby cominciamo a conoscere la Danimarca, uno dei paese più pianeggianti, la cui quota massima raggiunge i 160 metri appena! La capitale Copenaghen si sta espandendo e apre le porte alla modernità, senza trascurare la sua lunga storia e l’importanza che ha avuto nel corso dei secoli. Il centro storico, principale sede politica della città e della nazione, colpisce per il grande numero di monumenti posti ad ogni angolo della città, ma pure per i maestosi palazzi, tra i quali è d’obbligo la visita a quello reale. Incontriamo la prima chiesa luterana lungo il nostro viaggio, una maestosa costruzione che ospita i fedeli della religione più diffusa in Scandinavia. Poco distante c’è la nuova (2004) controversa costruzione del Teatro nazionale, tra i più moderni teatri d’opera del mondo ma anche uno dei più dispendiosi mai costruiti, venuto a costare oltre 500 milioni di dollari. Bellissimo il quartiere dei pescatori e il loro porto, Nyhavn, con le sue costruzioni pittoresche e variopinte, noto per aver dato i natali al famoso scrittore Hans Christian Andersen. Nella parentesi di tempo libero andiamo a vedere quello che è uno dei simboli della città, la statua della Sirenetta, una scultura bronzea situata all’ingresso del porto di Copenaghen, che raffigura la protagonista dell’omonima fiaba, una delle più celebri di Andersen. Il monumento, che attira sempre molti visitatori, dopo i numerosi danneggiamenti subiti negli ultimi anni, sembra destinato, a venir trasferito in periferia. Troviamo il tempo per conoscere un po’ meglio la città e il suo centro cittadino, in buona parte trasformato in oasi pedonale. Interessanti e particolari i suoi semafori, con il display che indica i secondi che mancano al passaggio di colore e sui quali l’amministrazione comunale ha sostituito i simboli maschili dei pedoni con i quelli femminili, come contributo alla parità tra i sessi di cui la Danimarca è uno dei paesi più avanzati del mondo.
Lasciando la città vediamo in lontananza il maestoso ponte automobilistico e ferroviario sull’Oresund, che dal 2000 collega la capitale danese con la svedese Malmoe. Un autentico spettacolo da entrambe le sponde dello Stretto, con i piloni alti 204 metri, visibili a grande distanza. La struttura è lunga 16 km ed è composta dal ponte, da un tunnel e da un’isola artificiale. Alla periferia di Copenaghen si possono ammirare le pittoresche case che fiancheggiano la strada fino alla città di Helsingor, porto principale per i collegamenti con la Svezia e noto pure per il castello Kronborg Slot, che ispirò Shakespeare per il suo Amleto. Dopo una traversata di mezz’ora sbarchiamo a Helsingborg, uno dei migliori porti del mondo secondo le stime degli esperti, e dopo un’ora siamo al nostro albergo nella località turistica di Anghelholm. Lontani dal centro cittadino, abbiamo modo di vedere quella che è diventata una curiosa caratteristica della regione, i conigli che circolano liberi nel parcheggio e tra il verde circostante.

Quarto giorno: Angelholm-Stoccolma
Attraversiamo tutta la parte sud della Svezia e ci fermiamo nella piccola cittadina di Granna, poco lontano dal lago Vattern, il secondo della Svezia per grandezza. La cittadina è famosa per la produzione, rigorosamente manuale, del dolce “polka grease”, che viene esportato in tutto il mondo. Il viaggio prosegue fino alla seconda capitale che incontriamo lungo il nostro viaggio, Stoccolma, sviluppatasi su quattordici isole, con il centro della città che è situato virtualmente sull’acqua: in virtù del suo grande numero di ponti e canali, è stata soprannominata la “Venezia del nord”. Stoccolma ci accoglie con la pioggia, ma prima dell’imbarco sulla nave da crociera abbiamo giusto il tempo di visitare la sede del Parlamento, dove avviene la consegna dei premi Nobel. Poi andiamo a bordo della Serenada, una nave di ben 12 piani, interamente dedicata allo shopping, una sorta di duty free galleggiante. Considerate le forti tasse sugli alcolici e sigarette ed i prezzi astronomici di questi prodotti, questo tipo di navi costituiscono una grande “attrazione” pure per gli svedesi. Un momento di grande fascino è l’uscita della nave dal porto e la navigazione tra le circa 30 mila isole, isolette e scogli, per lo più disabitate, che punteggiano l’arcipelago di Stoccolma. Unica nota “negativa” la brevità della notte, dovuta alla cena tarda ed al fatto che il fuso orario finlandese è avanti di un’ora rispetto a quello europeo.

Quinto giorno: Turku (nave)-Helsinki
Il porto di Turku è la nostra prima tappa sul suolo finlandese. Il viaggio tra Turku e Helsinki scorre veloce e ben presto arriviamo nella capitale, che pioggia. La nostra visita inizia con i pittoreschi monumenti al compositore Jan Sibelius e, poco distante, accanto allo stadio olimpico, quello a Paavo Nurmi, uno dei cosiddetti “finlandesi volanti”, vincitore di nove medaglie d’oro ai Giochi olimpici dal 1920 al 1928 e primatista mondiale su distanze che vanno dai 1.500 metri ai 20 km. Poi visitiamo la curiosa Temppeliaukion Kirkko, una chiesa luterana scavata nella roccia, e la stazione ferroviaria in stile Art Noveau. Però la principale attrazione è la maestosa Kallion Kirkko, una chiesa luterana che ha le sembianze di un grattacielo e che viene detta anche Empire State Building Church. Poco distante c’è pure la cattedrale di Uspenski, la più grande chiesa ortodossa della Scandinavia, e quella ortodossa è la seconda religione del paese. Nel pomeriggio troviamo il tempo per un giro panoramico in battello tra le isole della baia di Helsinki, per conoscere la periferia della città, i luoghi di svago e le numerose saune finlandesi. Per il viaggio di ritorno a Stoccolma siamo a bordo di una nave ancora più grande, con un’ampia strada interna, numeri circensi e tante sale con gli svaghi più diversi, piscine saune, centri fittnes, discoteca e una sala per il karaoke.

Sesto giorno: Stoccolma-Kartlstad
Ritornati a Stoccolma, la nostra prima tappa è il Museo Vasa, l’unica nave del XVII secolo rimasta intatta, un galeone ornato in modo elaborato che affondò nel 1628 durante il viaggio inaugurale: con una stazza di 1200 tonnellate era una delle navi più grandi del suo tempo, ma riuscì a percorrere appena un miglio prima del naufragio. Costruita a lungo, finì “vittima” della sua maestosità e delle diverse modifi- che che purtroppo portarono alla morte di molti membri del suo equipaggio. Recuperata nel 1961 dal bacino dove era affondata, è stata rimorchiata nei cantieri navali di Stoccolma e restaurata. Nel 1981 è stato costruita un’apposita struttura museale con due livelli di osservazione per i visitatori lungo le fiancate, che consente di ammirare la nave sia all’esterno sia all’intero. Con oltre il 95 percento delle sue componenti originali conservate e le centinaia di sculture, il Vasa è un tesoro artistico straordinario e una delle bellezze storiche più importanti al mondo. Nel centro storico visitiamo il palazzo reale, giusto in tempo per il cambio della guardia, una vera e propria sfilata della durata di 45 minuti, il più piccolo monumento svedese e la più stretta via. Il centro cittadino è quasi interamente riservato ai turisti, con le tinte dei palazzi che si differenziano e ricalcano rigorosamente l’epoca a cui risalgono.

In serata ci dirigiamo verso Karstad, situata sul lago Vanern, con soste a Gripsholms Slott, presso Mariefred, il castello più bello e celebre della Svezia.

Settimo giorno: Karlstad-Oslo (nave)
Come già Stoccolma, pure Oslo ci accoglie con temperature limite, sui 30 gradi, un autentico record per la capitale norvegese, tanto che la riviera in periferia pullula di bagnanti. Il nostro primo obiettivo è il centro sciistico di Holmenkollen, il cui trampolino ospitò le Olimpiadi invernali di Oslo 1952 e quelle di Lillehammer 1994. Alcuni di noi colgono l’occasione per salire in cima alla struttura da dove si offre una meravigliosa panoramica sulla città e su tutto il golfo, un’occasione unica per provare le stesse sensazioni che vivono i saltatori prima di scendere lungo la rampa del trampolino e di spiccare il balzo. Tornati in città, ci tratteniamo nel vasto parco cittadino di Frogner, noto anche come Vigelandpark, del quale il grande scultore Gustav Vigeland, originario di un paesino della costa meridionale della Norvegia, curò l’impianto paesaggistico e l’arredo urbano, realizzando 227 gruppi scultorei, sia in bronzo sia in granito, intitolati il “Ciclo della vita”, che rimane il suo capolavoro assoluto. Sistemato lungo un percorso che si snoda per circa 1 chilometro, è un grandioso racconto monumentale iniziato nel periodo tra le due guerre mondiali e concluso all’inizio degli anni ‘50. Una di queste è la famosa statua del Sinnataggen, il “Bambino arrabbiato”, simbolo di Oslo. Ritornati nel centro cittadino, ammiriamo la sede del Parlamento in riva al mar Baltico e il Palazzo reale, circondato da un’immensa oasi verde dove i norvegesi prendono il sole, come in tutti gli altri parchi nella città, in costume da bagno. Tappa obbligata ad Oslo è l’Aker Brygge, per molti giramondo il luogo più divertente del Nord Europa, con locali e attrazioni per tutti i gusti. Fino al 1982 era soltanto un porto con dock e industria meccanica, oggi l’area è una vera e propria calamita turistica con zone pedonali, negozi, offerte culturali, bar, locali notturni e ristoranti. Una breve visita la dedichiamo pure alla Galleria nazionale, dove è esposta una versione del celebre dipinto “L’urlo” di Edvard Munch. In serata nuovo imbarco e partenza in nave per Frederikshavn, passando vicino al nuovo avveniristico Teatro dell’Opera, inaugurato nell’aprile scorso, che rientra nel progetto la “città del fiordo” e prevede la realizzazione di un quartiere residenziale e commerciale sul Fiordo di Oslo. Il Teatro sorge dal mare, interamente rivestito all’esterno di marmo bianco della cava apuana de La Facciata, occupa un’area equivalente a quella di quattro campi di calcio ed ha un’area destinata al pubblico che comprende il foyer principale, un grande auditorium da 1350 posti, mentre il palcoscenico si trova 16 metri sotto il livello del mare.

Ottavo giorno: Frederikshavn-Berlino
È ila tappa più lunga, quasi 900 km, da Frederikshavn, sulla costa nord-orientale dello Jutland, penisola della Danimarca del nord, fino a Berlino, la quinta capitale che incontreremo lungo il nostro viaggio, e anche la più grande, con i suoi 3,5 milioni di abitanti, strade ampie e un’ottima regolazione della circolazione automobilistica, al punto che le arterie risultano sempre sgombre dal traffico.

Nono giorno: Berlino-Dresda-Praga
A Berlino vediamo quello che resta del muro e poi il famoso punto di passaggio sul confine tra i settori, il Checkpoint Charlie, nei cui pressi ebbero luogo alcune spettacolari fughe dalla DDR. Dopo la riunificazione della città, il punto di controllo venne abbattuto ma nel 2000 ne venne inaugurata una ricostruzione fedele, divenuta in breve tempo di grande richiamo turistico, anche se in contrasto con i nuovi palazzi che la circondano. Passando per il museo Pergamon e l’Opera nazionale arriviamo al Reichstag e alla sede del Governo per passare quindi al monumento simbolo di Berlino, la porta di Brandeburgo. Nonostante la sua maestosità, è rovinata dai nuovi palazzi costruiti subito accanto, in primo luogo dall’ambasciata USA. Nel nuovo centro cittadino, il Postdamer Platz, osserviamo pure il grande parco dove è situata la statua della vittoria (!?) e poco distante, il più noto - e in ogni caso uno dei pochi - edifici che ancora oggi danno una viva idea diretta delle distruzioni dovute ai bombardamenti, agli incendi e alla battaglia finale è la Gedaechtniskirche, conservata allo stato di rudere per volontà della popolazione di Berlino Ovest e circondata dagli elementi architettonici moderni della chiesa nuova, inaugurata nel dicembre del 1961. Nel pomeriggio proseguiamo per Dresda, la più grande e importante città dell’ex Germania Est, nota per aver subito, il 14 febbraio 1945, uno dei più terribili bombardamenti della storia dell’umanità. Completamente distrutta, oggi si presenta in tutta la sua grandezza e bellezza con i suoi palazzi e chiese. Parte della ricostruzione, però, è stata fatta con l’uso di materiali che si sono deteriorati nel tempo, al punto che le riparazioni si rendono necessarie quotidianamente. Tuttavia la città è di nuovo meta turistica, offre scenari unici per godere i quali vale la pena salire sulla cima della Frauenkirche, la principale chiesa cittadina, simbolo di questa rinascita, dalla cui sommità si può godere un meraviglioso panorama sulla città che sorge in riva all’Elba.

Decimo giorno: Praga-Fiume
In serata arriviamo nella nostra ultima capitale, Praga, Repubblica ceca. Sono ancora ben visibili i resti della grossa inondazione causata dallo straripamento della Moldava nell’agosto del 2002, causando ingenti danni. Per primo visitiamo il castello di Hradcany, un grande complesso che domina la città e che ospita pure palazzo presidenziale. Attraverso le strette ed antiche vie scendiamo fino al Karluv Most, storico ponte in pietra e principale attrazione cittadina, che ci porterà nel cuore della città e alla cattedrale di San Vito, alle Staromestske e Vaclavske Namesti. Visitiamo una tipica birreria-ristorante e la “U fl eku”, dove nel 1911 è stata fondata la società calcistica spalatina Hajduk. Nel pomeriggio lasciamo Praga e concludiamo il nostro lungo itinerario passando per Vienna, Graz, la Slovenia prima di sbarcare a Zagabria e chiudere questa esperienza affascinante e indimenticabile, ricca e varia, che ha ci lasciati letteralmente confusi. Dire, infine, quale sia stata la capitale più bella, più attraente, è impossibile. E il desiderio di tornarci per conoscere meglio città e Paesi visti forse troppo superficialmente, diventa un sogno nel cassetto.

I numeri
1 guida
2 autisti
5 navi usate
6 capitali visitate
8 Paesi attraversati
9 i soggiorni in albergo, di cui tre
sulle navi
10 giorni di viaggio
13 città conosciute
44 partecipanti
1300 chilometri percorsi in nave
5200 chilometri in autobus
6500 i chilometri in totale

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Pubblicato su Panorama il 15 settembre 2008.

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