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L’incantevole Ferrara e il Delta del Po, quindi Riccione e Rimini, tra le principali località di vacanza lungo la Costa Romagnola, poi San Marino, testimonianza della continuità di una repubblica libera fin dal Medioevo (e dal 2008 inserita dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità), infine la magnifica e misteriosa Ravenna bizantina, città sospesa fra oriente e occidente. Il nostro è stato un itinerario ricco di storia e di cultura, un percorso di grande fascino che, partito da Fiume, ha avuto la sua prima tappa a Ferrara.


La città, quasi 140.000 abitanti, ci accoglie in una bella giornata di primavera, quasi deserta data la concomitanza con la festività del Primo maggio. Ci fermiamo in pieno centro storico, in Viale Cavour, la via principale dentro le mura cittadine. Ferrara è situata nella bassa pianura emiliana e sorge sulle sponde del Po di Volano che delimita il confine fra il nucleo storico a sud delle mura e i nuovi insediamenti abitativi. Le sue origini ci portano al VII secolo, ma il momento d’oro arriva nel Medio Evo e nel Rinascimento, quando la nobile famiglia degli Este governa la città e la porta ad affermarsi come importante centro commerciale e culturale. Gli Estensi formarono e governarono un piccolo Stato regionale, culturalmente attivissimo dal 1400 al 1598, quando la città passa allo Stato Pontificio. E proprio a questo periodo risalgono quelle che sono le principali attrazioni turistiche odierne, l’Addizione Erculea e il castello estense. Il maniero, situato in pieno centro cittadino, è formato da quattro torri circondate da un fossato con l’acqua ed oggi è unico di questo genere in Europa. Ottimo lo stato di conservazione tanto che dal 1995 è, assieme a tutto il centro storico, riconosciuto come monumento sotto tutela dell’Unesco, che quattro anni dopo è stato esteso da Ferrara al Delta del Po, lungo l’itinerario contrassegnato dalle delizie estensi. All’uscita dal castello si attraversa Piazza della Repubblica, dove sorge la statua dedicata al frate domenicano Girolamo Savonarola. Poco distante sorge il Duomo, ufficialmente Basilica Cattedrale di San Giorgio Martire, uno degli edifici storici più importanti della città che risale al 1135 ed è prevalentemente in stile barocco. A parte i monumenti, tutto il centro storico dentro le mura merita una visita, per potersi rendere pienamente conto del suo fascino. Ci fermiamo ancora davanti al Padimetro, un idrometro monumentale che si trova a pochi passi dal Castello, il quale indica i livelli raggiunti dalle acque del Po. Tra le “massime piene” la più imponente e devastante (in epoca moderna) fu quella del 14 novembre 1951, che sommerse quasi completamente il centro cittadino.
Continuando il nostro viaggio arriviamo a Riccione, che sarà la nostra base,. Il Viale Ceccarini è la più famosa zona pedonale della città: anche se le immense spiagge sono ancora vuote, il centro pullula ormai di turisti.
Il giorno seguente è riservato alla visita al terzo Stato più piccolo d’Europa, San Marino. Situata attorno al Monte Titano, è a circa 20 km dal mare, ossia da Rimini. Il confine non esiste ormai da anni e quasi non ci si accorge di aver valicato la linea tra i due Paesi. A indicare il confine infatti c’è appena un arco. La Serenissima Repubblica di San Marino, questo il suo nome completo, sarebbe stata fondata il 3 settembre del 301 da Marino, un tagliapietre dell’isola di Arbe fuggito dalle persecuzioni contro i cristiani dell’imperatore romano Diocleziano. San Marino oggi ha circa 30.000 abitanti ed è diviso in nove amministrazioni locali chiamate castelli. La più importante è la Città di San Marino, che ne è la capitale, e la nostra visita si concentra appunto qui: inizia dalla porta principale, quella di San Francesco o Porta del Loco. Ad accoglierci subito c’è il Museo della Tortura, un’esposizione tra le più inquietanti del mondo.
Ci addentriamo tra le strette vie cittadine passando attraverso la Cava dei Balestrieri fino allo spiazzo dove arriva la funivia, un modo suggestivo per raggiungere il Castello. Proseguiamo la nostra salita fino al Palazzo del Governo, con la sua torre campanaria e le tre figure principali, San Marino, Sant’Agata e San Leo. Da notare che a capo dello Stato ci sono i Capitani Reggenti, che restano in carica per sei mesi. Continuando la nostra salita arriviamo alla Basilica del Santo o Pieve. Un’ulteriore salita ci porta alle principali attrazioni delle città, le sue torri, veri e propri castelli sulle cime del Monte Titano. Per prima si affronta la Rocca, conosciuta anche come Guaita o Prima Torre, che è la maggiore nonché la più antica delle tre rocche che dominano la Città. Dopo l’ultimo restauro del 1930, è stata resa accessibile ai visitatori ed è una fortuna, perché dalla sua cima si gode un panorama vastissimo, che arriva fino al mare. Seguono una ripida discesa e una salita ancora più irta fino alla seconda Torre, chiamata La Cesta o Fratta, più piccola, ma pure piena di fascino. La terza rocca, chiamata Montale, si trova in posizione distaccata rispetto alle altre due ed è poco più di una semplice torre.
Dopo le torri, è d’obbligo tornare nel centro cittadino, nelle sue strade e stradine, sempre piene zeppe di turisti, ma anche di fascino e di storia. Una città-stato la cui visita non può lasciare indifferenti. Oggi San Marino vive in primo luogo di turismo, ma è molto importante pure per la sue emissioni filateliche e numismatiche. Anche se è in vigore l’euro, è possibile usare pure la moneta locale.
Ai piedi di San Marino c’è la città di Rimini, con il ponte Tiberio del primo secolo valida testimonianza della sua antica storia. Oggi la città è nota soprattutto come località vacanziera grazie alle sue immense spiagge.
Il terzo e ultimo giorno di viaggio visitiamo la città di Ravenna, notissima per i suoi famosi mosaici. È la più grande e (storicamente) la più importante città della Romagna. Il suo antico centro è ricco di monumenti e di chiese, ed è una delle pochissime città del mondo a vantare ben otto monumenti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Nei secoli passati la città si affacciava sull’Adriatico, al quale ritorna oggi, grazie ai nuovi progetti relativi al canale Candiano, che (ri)collega la città alla costa. Incerte le sue origini, ma dovrebbe essere d’epoca Etrusca. Il nostro tour inizia dalla Basilica di Sant’Apollinare in Classe, del sesto secolo, a tre navate, monumento Unesco importante per i suoi mosaici, in particolare quelli dell’abside e delle tre navate. Immancabile visita alla Tomba di Dante presso la Basilica di San Francesco.
La tomba fu costruita nel 1780 per accogliere le spoglie di Dante Alighieri, morto nel 1321 a Ravenna. Accanto alla Tomba c’è il recinto di Braccioforte, facente parte dell’attiguo Convento di San Francesco, ove si tennero i funerali del sommo poeta e dove fu originalmente sepolto.
Poco oltre sorge la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, del VI secolo; si arriva poi ad una delle chiese più famose di Ravenna, la Basilica di San Vitale, pure del VI secolo, maestosa, ricchissima di mosaici. Nello stesso complesso sorge il Mausoleo di Galla Placida, che risale al V secolo, quando era stato, probabilmente, un oratorio dedicato ai santi Nazario e Celso. La storia racconta che è stata fatta costruire dalla reggente dell’Impero Romano d’Occidente, Augusta Galla Placida. Oggi viene visitata in primo luogo per i suoi magnifici mosaici, è una città d’oro come i bagliori delle sue decorazioni musive bizantine e paleocristiane...
Nella città dei mosaici per eccellenza finisce il nostro breve viaggio lungo la riviera romagnola, uno straordinario itinerario che ha valenza paesaggistica e culturale, il cui fascino deriva da questo avvincente e seducente miscuglio di arte romana e bizantina.

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Pubblicato su Panorama il 31 maggio 2009.

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