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Paesi Bassi o Olanda che dir si voglia, è uno Stato dell’Europa nord occidentale che ha una storia molto ricca e che ha lasciato profonde tracce soprattutto con il suo colonialismo (dal XVII secolo interessò l’attuale Indonesia e alcune isole delle Piccole Antille) e con l’arte: la pittura olandese ha una grande tradizione che risale ai maestri fiamminghi del tardo medioevo e del primo rinascimento e va da Van Gogh a Rembrandt ed a Mondrian, ma il più famoso resta Van Gogh, attivo alla fine del XIX secolo. Oggi il Paese si presenta al visitatore in una veste diversa, anche se mantiene la tradizionale cornice dei colorati campi di tulipani.


La nostra visita inizia nella pittoresca città di Volendam. Situata sulle coste del Mare del Nord, è il luogo di villeggiatura preferito dagli abitanti di Amsterdam, dalla quale dista appena una ventina di chilometri. All’entrata della cittadina troviamo alcuni esempi di quello che è ancora uno dei simboli del Paese, i famosi mulini a vento, che in Olanda hanno avuto una notevole importanza nel sollevamento dell’acqua fin dal 1180. Si stima che in passato ce n’erano oltre 10.000, ma con il passare degli anni il loro ruolo è diventato sempre di più simbolico: oggi ne sono rimasti circa 500, ridotti ad uso puramente turistico. E quello che probabilmente i più ignorano è il fatto che ci sono due tipi di mulini a vento, quelli fissi - girano solo le pale per il vento - e quelli mobili - dove gira tutta la struttura alla ricerca del vento. Volendam, come pure la vicina Marken, una volta isola e oggi collegata alla terra ferma, alle origini
erano due villaggi di pescatori ma oggi vivono esclusivamente di turismo grazie ai loro numerosi ristoranti, negozi di souvenir, alberghi e case in affitto. Da qui cominciamo a respirare l’atmosfera di questo Paese dove l’acqua e la calma regnano sovrani.
Arrivare nella capitale Amsterdam, nonostante il suo grande traffico, non è traumatico. Siccome la maggioranza della popolazione usa le biciclette, gli ingorghi sono ben pochi. Una lunga passeggiata serale in centro ci consente di familiarizzare con i tantissimi canali, ponti e le aree verdi di cui è pieno il tessuro urbano. Schiviamo le biciclette che sono ovunque e ci incamminiamo lungo le vie cittadine, che fin dalla prima serata pullulano di gente, in un miscuglio di razze e religioni. Siamo affascinati dai maestosi palazzi, dalla grande stazione ferroviaria, praticamente in riva al mare, incuriositi dall’incredibile isola-parcheggio per le biciclette. Poco distante c’è il famoso quartiere a luci rosse, De Wallen, non segnalato da alcuna indicazione ma riconoscibile in quanto suggestivo e trasgressivo. Ma la città è allegra e vivace anche fuori dal quartiere, a tutte le ore del giorno e soprattutto della notte, con i bar affollatissimi anche grazie alle partite dei Mondiali di calcio.
L’indomani decidiamo di prendere il mezzo che meglio ci farà conoscere la città: il vaporetto. L’offerta di linee turistiche è ricchissima e consente di girare per ore lungo i canali e conoscere a fondo questa città che - un po’ come Venezia - è costruita sull’acqua ed è anche detta Città delle palafitte perché poggia interamente su di esse. Passiamo accanto alla casa di Anna Frank, riconoscibile solo per la lunga coda all’entrata. Come dicono gli stessi cittadini di Amsterdam, oggi è ridotta a un vero e proprio centro commerciale, modernizzato al massimo e dell’originale resta ben poco più del soffitto. E poi nella soffitta, dove si nascosero i Frank per sottrarsi alla persecuzione razziale, è consentito di sostare solo per pochi secondi... Nell’ambito del porto di Amsterdam, grande e molto trafficato, c’è il museo marittimo (che ospita la più grande collezione al mondo di barche) al cui esterno fa bella mostra di sè un maestoso veliero d’epoca. Ci inoltriamo lungo altri canali verso il centro cittadino, passando davanti alla casa di Rembrandt ed alla cattedrale. Finito il giro in vaporetto, proseguiamo la nostra visita a piedi nel pittoresco quartiere dei musei: i più importanti sono quello di Van Gogh e il Rijksmuseum, il Museo Nazionale con una delle più belle collezioni d’Europa e in particolare dell’arte pittorica olandese. Da non perdere per nessun motivo è la visita al Convento delle Beghine, Begijnhof (Beghinaggio), fondato nel Medioevo da una confraternita di donne che non volevano né sposarsi né chiudersi in monastero, e vivevano da sole, libere di muoversi e pensare e curavano i malati. Oggi, invece, nel complesso di 164 abitazioni, sistemate in un’oasi di pace nella parte occidentale del centro di Amsterdam, vivono soprattutto donne anziane, con poche disponibilità economiche, e studenti, attratti dalle favorevoli condizioni dei canoni d’affitto. L’ultima beghina vi visse fino al 1976. Nella chiesa al suo interno troviamo pure una signora spalatina, che ci delizia con un piccolo concerto all’organo.
Lasciamo Amsterdam per trasferirci all’Aja, una sorta di capitale politica ed istituzionale, dove hanno sede il governo, il Parlamento e la residenza del sovrano. La città oggi è nota in quanto ospita la Corte internazionale di giustizia, presso la quale si stanno celebrando anche alcuni processi per crimini di guerra commessi sul territorio croato nei primi anni ‘90, ed il Tribunale penale internazionale recentemente istituito. L’Aja è immersa nel verde, una città vecchia che va modernizzandosi. A pochi chilometri dal centro c’è Scheveningen, la località balneare preferita dagli olandesi che non possono arrivare fino alle coste adriatiche: con le sue spiagge chilometriche, i tantissimi alberghi e ristoranti la città è in pratica una variante nordica di Nizza o Rimini, anche se il suo mare - piuttosto scuro - non appare molto attraente. A soli 500 metri dalle spiagge, circondato da alberghi e strutture turistiche, troviamo il famoso carcere dove stanno scontando le loro pene alcuni dei “protagonisti” delle guerre nell’ex Jugoslavia e che non ha certo l’aspetto di un istituto di pena.
Il nostro viaggio prosegue con la tappa di Delft, del tutto sconosciuta ai più ma molto importante per gli olandesi e famosa nel mondo per le sue porcellane. Delft un tempo si trovata sulla riva del mare, ma ora è distante alcuni chilometri dalla costa, alla quale è ben collegata con una serie di canali. La sua fortuna la deve a Guglielmo d’Orange (capo dei neerlandesi durante la Guerra d’Indipendenza dei Paesi Bassi dagli Spagnoli, 1568-1648, che portò al formale riconoscimento dell’indipendenza della Repubblica delle Province Unite), che visse qui a lungo e che qui è sepolto. Da allora tutti i sovrani e i loro discendenti vengono sepolti nella locale Nieuwe Kerk (chiesa nuova). La città ospitò anche alcuni grandi artisti e nella Oude Kerk (chiesa vecchia) è sepolto pure il pittore Johannes Vermeer.
In serata arriviamo a Rotterdam, la seconda città dei Paesi Bassi e principale porto europeo (per volume di traffico ha superato le vicina Anversa e di Amburgo). La città è tutta orientata alle attività portuali, anche buona parte delle indicazioni stradali sono in funzione dello scalo. Però il nostro obiettivo è il famoso Euromast, la nota torre alta ben 185 metri. L’architetto Maaskant la progettò nel 1960 in occasione della Floriade e con i suoi 101 metri era allora l’edificio più alto di Rotterdam. Otto anni dopo la facoltà di medicina lo superò di 14 metri e si decise allora di alzare l’Euromast di ulteriori 85 metri, con la costruzione della Space Tower che venne ultimata nel 1970, e così si riaggiudicò il primato di edificio più alto di Rotterdam e punto panoramico più elevato del paese, dal cui ascensore esterno e rotante si gode una magnifica vista sulla città e - condizioni di visibilità permettendo - si ha il senso di quanto sia estesa l’area occupata dal porto, molto più di quanto non potessimo immaginare. Lontano si staglia la mole del Ponte Erasmus, maestosa costruzione che collega le due parti principali della città (quest’anno vi è passato il Tour de France), lunga 802 metri. Si dice che quando il vento è particolarmente forte la fa oscillare in maniera notevole. Contrariamente ad Amsterdam, il centro di Rotterdam è quasi deserto nelle ore serali: nella city non ci sono abitazioni ed i quartieri residenziali sono tutti in periferia.
A Rotterdam si chiude la nostra visita ai Paesi Bassi, che come spesso accade è stata troppo frettolosa e superficiale. Un itinerario che ci ha permesso comunque di conoscere alcune delle sue peculiarità, soprattutto delle città principali, ma pure le località minori meriterebbero altrettanta attenzione e un percorso da fare possibilmente al di fuori dei tradizionali itinerari turistici.

Olanda o Paesi Bassi? La confusione regna... sovrana
Fin dagli anni della scuola ci siamo imbattuti nel dubbio tra questi due nomi, che erroneamente abbiamo pensato trattarsi di sinonimi. Ma il nome esatto del Paese in italiano è Paesi Bassi, i quali costituiscono la parte principale del Regno dei Paesi Bassi, che comprende anche le isole caraibiche delle Antille olandesi e di Aruba. Spesso e tradizionalmente viene chiamato Olanda, identificandolo con la regione storica su cui il regno si estende, ma questa denominazione non è corretta, in quanto la parola Olanda indica solo una regione, divisa in due delle dodici province amministrative, l’Olanda Meridionale (con l’Aja) e Olanda Settentrionale (con Amsterdam). Fatto curioso, la
confusione con il nome dello Stato è presente pure tra gli stessi sudditi della corona, che quando tifano per la squadra nazionale (ho visitato i Paesi Bassi proprio durante i Mondiali di calcio in Sudafrica) usano entrambi i nomi!

De Wallen, il quartiere a luci rosse
Amsterdam è famosa, tra l’altro, pure per il suo quartiere a luci rosse, il popolare De Wallen, anche se il fenomeno è più limitato di un tempo. Comunque, quella vicina alla stazione ferroviaria è tradizionalmente la zona della città dedicata al piacere, ma oggi è un quartiere a due facce che comunque prospera grazie al turismo. La notte i tantissimi negozi restano sempre aperti e sono frequentati come in pieno giorno, con tanta gente in giro alla ricerca del miglior... acquisto.
La prostituzione è legale nei Paesi Bassi: chi la esercita è considerato un libero professionista ed è tassato come qualsiasi altro imprenditore. Il comune ha in corso un programma per rendere questo quartiere più sicuro, basato sull’acquisto di locali ed altre proprietà destinate ad attività criminali per convertirli ad attività commerciali legali, e sono sempre più spesso affidati a giovani artisti. Questo ha sensibilmente migliorato la percezione della sicurezza negli ultimi anni, tuttavia non sono rari i disordini e gli atti malavitosi, che possono coinvolgere suo malgrado gli ignari turisti. Anche perché, pur non essendoci divieti ufficiali, è severamente vietato filmare e fotografare nei numerosi “negozi” (autorizzati e specializzati) che offrono sesso.

Dove le biciclette dettano legge
Come suggerisce lo stesso nome, i Paesi Bassi hanno un territorio quasi esclusivamente pianeggiante ed è comprensibile, quindi, che l’uso della bicicletta sia molto diffuso: infatti, è il paese con il più alto numero di bici pro capite in Europa, ce ne sono più di una per abitante e ogni olandese percorre in media 1019 km all’anno. Tanto per fare un confronto, in Italia ci sono 0,44 biciclette per abitante. È il mezzo di trasporto preferito dagli olandesi, non solo in campagna ma anche nelle città: ad Amsterdam (755 mila abitanti) ce ne sono almeno 500 mila, secondo alcune stime addirittura 700 mila e qualcuno dice che circa metà degli amsterdamesi si sposti in città sulle piste ciclabili. La bicicletta viene usata particolarmente d’estate, ma molti non vi rinunciano neanche nel pieno dell’inverno, magari anche con la neve. Quello che si nota ben presto è il cattivo stato delle loro bici, arrugginite e in pessime condizioni: una prassi altrettanto diffusa tra meno abbienti, giovani, ricchi, manager, uomini e donne. Quello a cui è difficile abituarsi è il fatto che qui le biciclette dettano legge: nel traffico cittadino sono le più veloci, i loro guidatori i più spericolati, si lanciano in pazzeschi slalom tra le auto senza timore dei mezzi pesanti, camion e corriere, e senza rispettare il diritto di precedenza. Sono loro i veri padroni del traffico!

No al tabacco, sì a una canna
I Paesi Bassi da parecchio tempo perseguono una dura legge contro il fumo: le sigarette sono vietate del tutto e dappertutto. I cittadini non fanno ostruzionismo, anzi, si dichiarano del tutto favorevoli. Per esempio, l’aeroporto di Amsterdam, Schiphol, è stato il primo aeroscalo europeo ad applicare il divieto di fumo. I dati statistici, poi, dicono pure che il traffico sui voli intercontinentali è aumentato a dismisura a danno di quello londinese proprio grazie a questa legge.
Però visitando Amsterdam ed altre città olandesi ci si può sorprendere a vedere delle persone fumare nei luoghi pubblici e restare impunite. Polizia e affini non intervengono... Abusi, licenziosità, leggerezza o altro? Niente di tutto questo. Infatti, in questi casi non si tratta di sigarette ma di canne, in quanto è concesso acquistare e fumare piccole dosi (al di sotto dei 5 grammi) di cannabis o hashish presso i coffee shop. L’acquisto delle droghe leggere per strada è illegale, ma l’acquisto di quelle pesanti, come la cocaina, l’ecstasy, i funghi magici, è fuorilegge. Comunque, quando si viene trovati in possesso di piccole quantità di droghe illegali per uso personale, generalmente non si è perseguiti.

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Pubblicato su Panorama il 15 settembre 2010.

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