Quando si parla di turismo, la Germania decisamente non è una delle mete che vengono per prime alla mente. È un Paese che, pur offrendo tante bellezze, del turismo non ha fatto la sua attività primaria. Ridotta in macerie dalla guerra, al giorno d’oggi non ha molto da esibire del proprio passato. Anche se oggi l’ignaro turista può ammirare non pochi palazzi ed altre “testimoninze del Medioevo”, tipo quelle che campeggiano a Norimberga, molto spesso ammira solo le loro fedeli copie.
Nella nostra visita a questo grande Paese ci siamo diretti al suo estremo nord, nella parte affacciata al Mar Baltico, solo di recente valorizzata nell’aspetto turistico e “offerta” a quei visitatori che cercano qualcosa di speciale, fuori dalla norma. Questa zona da sempre è stata orientata al mare, da una parte al mare del Nord e dall’altro a quel grande lago che in realtà è il mar Baltico. Negli anni il commercio e il trasporto sono diventati sempre più importanti e questa è stata la sua fortuna. Il momento d’oro è venuto alla fine del Medio evo, quando è stata creata la Lega anseatica, quasi una specie di predecessore della Comunità economica europea, legata all’area del mar Baltico ma nel contempo proiettata su gran parte dell’Europa settentrionale. Anche se ormai non esiste più, oggi parecchie città si vantano di esserne stati membri. Tra questi ci sono pure quelle che abbiamo visitato.


Il nostro viaggio inizia con la città di Kiel, di grandezza quasi pari a Fiume, che si affaccia sul Baltico però indirettamente in quanto posta in un’insenatura interna il che significa mare sempre calmo e quindi ottime condizioni per tutte le attività legate alle navi. Infatti entrando nel centro, arriviamo al porto che è il maggiore snodo verso tutte le principali città del Baltico, da Oslo a Goteborg fino a Klaipeda, in Lituania. Distrutta quasi completamente nel 1945, è stata rifatta in maniera molto logica sfruttando ogni metro di terra che si affaccia sul mare per il porto e i cantieri.
Il centro cittadino è caratterizzato da due laghi artificali e una lunga strada pedonale che ci porta da un lato a quello che al primo colpo sembra una chiesa e in realtà è il grande municipio. Lungo la strada notiamo tante statue dedicate agli importanti personaggi del passato, ma anche ad altro, tipo la frutta. Ritornando indietro vediamo una serie di piccole cascate e collinette di pietra. Saliamo sopra ed arriviamo a quel Palazzetto dello sport che ha reso la città famosa negli ultimi anni. Infatti è di Kiel una delle più famose e forti squadre europee della pallamano maschile. Ben 18 volte campione nazionale, negli ultimi anni è regolarmente finalista o semifinalista della Coppa dei campioni. Amburgo. l’imponente municipio Inoltre la città ha ospitato in due occasioni i Giochi Olimpici o meglio la parte riguardante la vela, nel 1936 e nel 1972.
Andiamo a ovest e ci fermiamo vicino al confine della Danimarca, a Flensburgo, più piccola di Kiel ma pure, come questa, all’interno di un fiordo e volta alle attività portuali però con un occhio molto più attento al turismo, grazie ad un ottimo clima che attira molti tedeschi in tutte le stagioni. In quanto un tempo faceva parte della Danimarca, grazie alla differenza di prezzi attira anche i danesi. Non è esagerato dire che qui il danese è la prima lingua: ci sono anche scuole, biblioteche e chiese luterane in lingua danese. La città ha due passaggi obbligati: da una parte c’è quello più silenzioso. affacciato al fiordo, con i suoi porti e porticcioli; dall’altra c’è la vita frenetica della lunga strada pedonale con tantissimi negozi, ristoranti ed altro, inseriti in piccole case piene di fascino. Alla fine della zona pedonale le prove dell’originale moda conosciuta e vista nei film americani, quella di lanciare le scarpe sulle corde sopra la strada, ce ne sono tantissime. Pure qui sul lato sportivo è fortissima la squadra di pallamano maschile.
Infine eccoci al centro più importante di questa parte di Germania, Amburgo, seconda città tedesca per numero di abitanti e il terzo porto in Europa. Offre di tutto ed è in continua espansione sicché visitarla tutta è missione davvero impossibile. Per rendersi conto di quanto sia grande basta farsi un giro sull’autostrada che la cinge. E non è semplice, visto che il traffico è sempre molto congestionato nonostante le strade in continua costruzione negli ultimi anni. La parte est e sud, la più silenziosa e calma, è rigorosamente immersa nel verde Sembra di essere nella vera campagna bavarese, ma senza montagne e colline. Avvicinandoci ad occidente ci rendiamo facilmente conto quanto significhi il titolo di terzo porto più grande dell’Europa: si ha una visione infinita di navi, gru, magazzini, isole artificiali ed altro, il tutto con tanti canali che si addentrano dal mare del Nord. Però attenzione, Amburgo non è lambita dal mare! Infatti è collegata ad esso tramite il fiume Elba, e il mare, va precisato, si t rova ad una distanza che supera i 50 chilometri.
Fatto il giro ci addentriamo nel centro cittadino. Interessante vedere come la città, che vive di navi e commercio, pensa pure al benessere della cittadinanza. Vicino al centro troviamo un piccolo lago, Binnenalster, e un grande lago, Außenalster, divisi dai due ponti Kennedy e Lombard, con tanti parchi attorno. Una vera zona verde della città. All’estremità sud comincia il vero centro, con la grande piazza e l’immenso municipio, vero orgoglio dell’architettura locale. Camminando ci rendiamo conto delle originalità di questo abitato, caratterizzato infatti da tantissimi canali e un numero immenso di ponti che li attraversano tanto da farla assomigliare alla città lagunare a noi molto più vicina e nota. Consultiamo la guida e ne abbiamo la conferma: ce ne sono quasi 2300 (!) il che la rende la città con più ponti al mondo. Alla faccia di Venezia.
Guardando meglio vediamo però anche la sua parte triste. Il centro cittadino è stato pressoché integralmente distrutto nei bombardamenti alleati che si sono susseguiti nel 1943 e al giorno d’oggi è quasi completamente ricostruita. Però le “ferite” di questi bombardamenti sono ben visibili pure oggi, in primis nella chiesa di San Nicola della quale oggi rimangono solo le fondamenta e il campanile, ottimamente valorizzato: è possibile infatti salire con un ascensore fino alla cima, dalla quale si ha una visione panoramica pressoché completa della città. Proseguendo arriviamo alla chiesa di San Michele e alla sua torre, emblema di Amburgo su cui, con gran gioia del turista, si può salire servendosi dell’ascensore, ma pure a piedi, e vedere direttamente come sono fatti i campanili dall’interno, comprese le campane e tutto il meccanismo ad esse connesso. Pure da qui c’è un fenomenale panorama di questa immensa città.
Rivolgendosi verso ovest, come ci spiega la guida, andiamo verso un piccolo quartiere con un distretto di polizia dove tutti i poliziotti tedeschi sarebbero ben contenti di lavorare: St. Pauli, il quartiere a luci rosse più famoso della Germania (e oltre). Bisogna però visitarlo di notte per rendersi conto del suo fascino, che si perde totalmente di giorno. Poco più avanti, nello stesso quartiere troviamo il St. Pauli-Landungsbrücken, ossia letteralmente i pontili/imbarcaderi di St. Pauli, che sono parte del porto di Amburgo. Una volta da qui partivano i transatlantici, ma pure i traghetti diretti in Gran Bretagna, ma soprattutto da qui partivano le navi che portavano gli emigranti che volevano rifarsi una vita in America. Per rendere loro omaggio qui c’è l’unico ufficio migratorio storico della Germania in cui sono registrati tutti i nomi delle persone che qui si sono imbarcate negli anni che vanno dal 1850 al 1934.

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Pubblicato su Panorama il 31 maggio 2013.

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