Share

Quando uno pensa di fare una visita turistica alla Francia, di sicuro il suo primo pensiero va alla sua capitale, scelta obbligata si direbbe. Nella sua immensità ci si può immergere per giorni e giorni. Se invece uno è più legato al mare, non si deve perdere la Costa Azzurra: per male che vada, almeno il bel tempo non gli mancherà. Altra alternativa valida è la Corsica, quell’isola “incastrata” tra Genova e la Sardegna di cui si sente spesso parlare ma che rimane comunque sempre un po’ misteriosa. Però la Francia è piuttosto estesa. Cosa può offrire al turista “il resto” di questo Paese? Molto, e per tutti i gusti. Vediamo un po’ che cosa ci ha offerto il “tour” che grossomodo ha seguito i suoi bordi partendo dal nord est per arrivare alle Alpi e al San Bernardo.


Si inizia varcando il confine con la Germania di cui neppure ci accorgeremo se non fosse segnato dal ponte-diga sul Reno. E diteci voi se è poco in un continente dove le frontiere sono cambiate di continuo nei secoli. Entriamo così nell’Alsazia, regione divenuta negli ultimi decenni uno dei centri della Comunità europea. Infatti nel suo capoluogo, Strasburgo, hanno sede il Parlamento dell’UE e il Consiglio d’Europa. Però è collocato in piena periferia, sicché la città, al contrario di Bruxelles, non ne è vittima. Strasbur go mantiene tutto il suo fascino dei tempi passati, è un centro da visitare assolutamente. Quello che cattura subito il turista sono i suo parchi, come pure l’armonia della città che vive a stretto contatto con il fiume Ill, un affluente del Reno, e i suoi innumerevoli canali. Un parallelo con Venezia viene spontaneo, anche se qui tutto è in tono minore. Attraversiamo i Ponti coperti e ci inoltriamo nella parte vecchia, una zona che ci fa tornare secoli indietro e lungo diversi canali e parchi arriviamo fino al gioiello della città, la gotica Cattedrale di Notre-Dame su cui spicca la torre di ben 142 metri, però una sola. Siamo fortunati ad arrivarci di sera, visto che è in programma un concerto. Un fatto da vedere e da vivere, visto che la facciata centrale viene illuminata con un numero infinito di luci che cambiano costantemente di colore.
La tappa successiva è Reims, uno dei centri più importanti nella storia di Francia, che si fonde in un tutt’uno con la sua immensa cattedrale. Reims, che si trova a nord est di Parigi, fu quasi per mille anni la città dell’incoronazione dei re di Francia. Lo splendido edificio fu però vittima dei bombardamenti durante il primo conflitto mondiale, così quello che oggi vediamo è in buona parte una fedele ricostruzione. La città è inoltre famosa perché qui la Germania ha firmato la resa nel maggio del 1945. Per il turista nella città praticamente non c’è altro da vedere, però è la periferia che lo può trattenere: i suoi immensi campi e vigneti ci ricordano che ci troviamo nel capoluogo della regione Champagne-Ardenne. Eh sì, è proprio qui che nasce il più famoso spumante al mondo.
Continuiamo il viaggio fino alla città di Rouen, nell’alta Normandia. Non vi dice niente? Non è particolarmente nota, ma è sicuro da visitare. Divisa in due, come la capitale, dalla Senna, vanta un centro storico che è un vero piccolo gioiello architettonico. Non per niente viene pure chiamata Ville Musee. Conserva, infatti, un elevato numero di mirabilissimi monumenti, soprattutto gotici, e un centro storico ancora ricco di antiche case a graticci. Qualunque via prendete, troverete tante belle cose da vedere, il tutto con tanto verde. Costantemente avrete la sensazione di trovarvi in una piccola città con la sua cittavecchia, ma ad ogni angolo scoprirete un altro gioiello architettonico. Famosa la sua Cattedrale che, come a Strasburgo d’estate è sede di concerti e vanta con una sfilza di luci colorare sulla facciata principale.
Il giorno dopo ci dirigiamo verso una delle regioni dove forse più che in altre ha “parlato” la storia: la Normandia. Però prima di arrivare all’oceano ed allo Stretto di Manica, ci fermiamo nella città di Caen, a due passi dal mare a cui è pure collegata con il suo fiume, l’Orne. Quello che spicca in questa città è l’Abbazia degli uomini e la Chiesa di Santo Stefano e, a due passi l’Abbazia delle donne e la sua chiesa delle Trinità, monumeto assolutamente originale nella sua architettura. Qui troviamo pure la tomba di Guglielmo il Conquistatore, che fece costruire le due Abbazie, nonché il castello e la cinta muraria. E proprio il castello, posto su una collina che domina la città, offre una panoramica su questo tranquillo posto. Nel suo interno una serie di originali statue dedicate agli animali della regione.
Andiamo avanti verso nord e verso il mare. Poco lontano c’è la zona in cui il 6 giugno 1944 è avvenuto lo sbarco degli alleati, noto come il D day. Qui fu lanciata l’Operazione Overlord che da lì a un anno ha portato alla fine dell’ultimo conflitto mondiale.Tutta la Normandia del nord è stata tradizionalmente zona di campagna, e dunque tranquilla e lontana dalla vita frenetica delle città. Oggi quasi tutta la sua attività è indirizzata verso i turisti. Sì c’è pure chi si occupa di agricoltura e di allevamento del bestiame però è il turismo quello che frutta più di tutto.
Questa zona ha saputo valorizzare il famoso D-Day e conserva oggi tanto di quel giorno, che in realtà si è protratto per diverse settimane, così che lungo la sua costa si trovano tante zone museo. Musei al chiuso, con tanti cimeli, documenti ed altro. Però pure musei a cielo aperto, visto che sono stati lasciati tanti mezzi militari sulle spiagge, ma pure nel mare antistante per avvicinare ancora di più il visitatore allo storico sbarco, illustrargli le difficoltà e il perché della lenta avanzata e le tantissime le vite perse su queste spiagge e nelle sue campagne. Qui oggi arrivano tanti reduci da tutte le parti del mondo.
Ci fermiamo ad Arromanches. È uno dei centri principali, completamente trasformato in museo, sulla cui spiaggia ci sono tanti resti dell’ultimo conflitto mondiale e poco più su diversi mezzi blindati, cannoni ed altro a testimonianza di quel tempo.
Verso nord la strada ci porta fino a Cherbourg, principale snodo portuale per chi vuole andare in nave verso il Regno Unito, ma pure verso l’Irlanda.
Si comincia a scendere lungo la costa occidentale. Qui al contrario del freddo e ventoso nord, troviamo un clima più mite, ma anche una costa del tutto diversa. Nostra prima meta è la cittadina-isola, forse più famosa della Francia, il Mont SaintMichel. Ufficialmente è definita isolotto tidale alla foce del fiume Couesnom. Termini tecnici che però cedono di fronte allo stupore dei visitatori e rendono questo isolotto uno dei più visitati della Francia e patrimonio dell’Unesco. Descriverla in due parole è impossibile. È un isolotto che si trova a chilometri dal mare aperto, che però vive a stretto contatto e dipende completamente dalle maree: un po’ durante il giorno è isola, un po’ terra ferma. Con la “vera” terraferma lo collega una strada di recente costruzione e tanto contestata, che porta tutti i turisti fino all’immenso parcheggio ai piedi delle mura cittadine dato che la si può visitare esclusivamente a piedi. Viene dominata dall’Abbazia che si trova in cima all’isola raggiungibile lungo l’unica via “ufficiale” della cittadina, la Grande Rue. Però anche se di grande non ha nulla è sempre intasata di turisti e costeggiata da un numero infinito di negozi di souvenir, negozi, ristoranti ed altro. Una volta arrivati all’entrata al Santuario non illudetevi, infatti praticamente siete solo a metà strada, fino alla cima dell’isola ci sono dinnanzi a voi ancora tanti scalini. Però decisamente ne vale la pena. La grande chiesa, il museo, zone verdi ed altro vi fanno immaginare il tempo passato e il contesto religioso di questo posto. Ma pure avete la possibilità di vedere uno splendido panorama che vi fa rendere conto che vi trovate su un’isola del tutto strana, e circondata da una zona d’acqua del tutto originale. Non deve sorprendervi di vedere attorno persone che sembrano camminare praticamente sul mare, infatti a metà giornata la marea è molto bassa e la zona, in primis sabbiosa, vi permette di fare originali passeggiate. Però attenti a prendere la direzione giusta perché altrimenti il bagno è assicurato! Scendere dalla cima dell’isola è pure originale. Avete tantissime vie da vedere, ognuna diversa, che vi fa scoprire sempre cose nuove e uniche. Potete passeggiare lungo le mura cittadine, ma anche trovarvi praticamente incastrati nelle piccole viuzze cher scorrono di lato. Insomma decisamente vale la pena di visitarla e di rimanervi delle ore per respirarla in pieno, questa zona della Francia, non facile da raggiungere e lontana dalle principali città.
A malincuore lasciamo l’isola e ci dirigiamo verso il principale centro vicino, Dinan, poco più grande di Abbazia e praticamente divisa in due. Ci si arriva nella parte alta, dominata dal centro storico racchiuso nelle mura cittadine e dal castello che la domina. Poco avanti, dopo la chiesa cittadina, passato un grande parco, ci rendiamo conto che ci troviamo nella Dinan di sopra. Molto più in basso c’è l’altra Dinan, ufficialmente chiamata in francese Port Dinan Lanvallay. È la parte costruita attorno al fiume Rance, piena di piccole case dove vi sembra di essere tornati indietro almeno di qualche secolo. E se siete amanti della pasta all’arrabbiata, provate la versione locale: ha un sapore del tutto più forte.
Torniamo in riva al mare: la prossima metà è St. Malo, uno dei principali centri della Bretagna. È una città costiera, fortificata con una cintura di bastioni che va percorsa tutta per rendersi conto dell’interno, così pure del mare che la circonda e le sue isolette. Il suo porto sbocca sul Canale della Manica e il suo litorale è tra quelli maggiormente esposti al fenomeno delle maree (l’ampiezza supera i 10 metri). Distrutta totalmente dall’ultimo conflitto mondiale dagli Alleati, è stata del tutto fedelmente ricostruita.
Lasciamo la costa e cominciamo a scendere verso la terza città della Francia, Lione. La strada è lunga. Entrando nell’interno cominciamo a intravedere nuovi scenari, tanto verde e la zona dominata dalla Loira e dai suoi castelli. La prima sosta è nella cittadina di Amboise, dominata dal castello e caratterizzata da un immenso parco in riva alla Loira. La fortificazione, risalente al XIII secolo, ha da sempre attirato personaggi famosi, come oggi attira tanti turisti. Troviamo pure le tombe di due figure illustri: qui, a causa di un incidente, morì Carlo VIII, ma anche colui che risponde al nome di Leonardo da Vinci e che vi trascorse gli ultimi anni della vita. La cittadina per rendergli omaggio costruì una cappella, la cappella Saint-Hubert, che domina una parte delle mura e qui vi seppellì l’illustre genio. La tomba oggi è molto visitata. Il castello di Amboise è oggi considerato uno dei principali della Loira, uno dei posti assolutamente da visitare della Francia centrale. Poco più lontano c’è il Castello di Chenonceau, del XV secolo. Immerso nel verde, lontano dal centro, immenso nel suo parco, si può visitare solo a piedi, cosa che ci permette di renderci conto della sua bellezza e, in specie, del grande giardino dedicato a Caterina dei Medici. L’originalità di questo castello e di non trovarsi su una collina né di avere cinta muraria. Per di più venne eretto come fosse una specie di ponte sul fiume Cher. Una volta era pieno di statue che poi furono portate a dare fasto a Versailles. Oltre ad aver visto transitare di qui tanti importanti personaggi storici, era l’unico ponte per diversi chilometri lungo il fiume. Durante la prima guerra mondiale fu in parte adibito ad ospedale, nella seconda venne usato come via di fuga dalla zona di Vichy occupata dai nazisti.
Continuiamo il nostro viaggio ed arriviamo nella città di Bourges, praticamente nel cuore della Francia, famosa per la sua cattedrale di Santo Stefano, la più grande della Francia, con la sua facciata larga ben 40 metri. L’interno, a cinque navate, e contribuisce a dare il senso della grandezza. Fuori dalla Cattedrale e dal parco che la circonda, la città appare molto tranquilla.
Ritorniamo in viaggio verso oriente. Qualche centinaio di chilometri ed arriviamo al fiume Rodano, ovvero alla città di Lione, che sorge alla confluenza del Rodano e della Saona. Ci fermiamo in periferia accanto alla stadio della squadra di calcio, che ha dominato la scena nazionale negli ultimi anni. Decidiamo di procedere a piedi lungo l’Avenue Leclerc, che costeggia il fiume e la zona verde delle città. Così intravediamo man mano la città. Alla nostra sinistra, la zona storica e la più attiva commercialmente della città. Ma pure la più vecchia, che con il passare degli anni non ha cambiato molto aspetto, nel pieno rispetto dei tempi che furono. Sembra quasi impossibile che nel bel mezzo ci sia la grande stazione ferroviaria collegata con un ponte che attraversiamo per entrare nel centro storico. Così arriviamo al principale parco della penisola, la piazza Carnot. Ci dirigiamo a est, verso il centro nevralgico della città, la piazza Bellecour, oggi sede di tutte le principali attività della città. Da qui si vede la basilica Notre Dame de Fourvière dedicata all’Immacolata Concezione, posta in cima alla collina.
Inoltrandoci nel centro commerciale delle città andiamo fino alla piazza cinta da una parte dal Palazzo del commercio e dall’altra dal “tostapane” come viene chiamata la locale Opera. Lungo la strada diverse chiese e la città che ormai comincia a dormire. L’indomani ci concentriamo verso la zona collinosa. Visitata in centro la cattedrale di Saint-Jeane, munita dell’orologio astronomico, saliamo in funivia fino alla basilica Notre Dame de Fourvière. Anche se è una chiesa recente, finita solo nel 1884, è la principale attrazione della città. Entriamo subito nella chiesa, immensa nella sua parte “alta” e per giunta munita all’interno di una grande cripta. Usciti, godiamo di uno splendido panorama: la grande Lione colta in un sol colpo d’occhio. A poche centinaia di metri troviamo il teatro di Adriano, ossia il teatro antico di Fourvière e l’anfiteatro antico gallo-romano. Purtroppo oggi non si presenta in tutta la sua bellezza, visto che ormai da tempo viene utilizzato pure per concerti e per cui diverse costruzioni vi si sono “mescolate” tra quelle originali. Un vero peccato. Per scendere in città la funivia non è d’obbligo, si può farlo a piedi, lungo il parco. Ci resta ora solo l’ultima parte del viaggio. Seppur in una vasta pianura, Lione infatti è ad un passo dalle Alpi e dalla zona più sciistica della Francia, quella di Chamonix, che per prima ha ospitato i Giochi Olimpici invernali. Però la nostra meta è un’altra: Chambery, capoluogo del dipartimento della Savoia. Sebbene geograficamente faccia parte della regione fisica francese, la città, che mantiene ancora una significativa minoranza italiana, è stata parte del Regno di Sardegna fino al 1860 con il nome di Ciamberì. Quello che ci colpisce appena entrati nella cittadina sono le statue di elefanti! Ben presto troviamo conferma che i nostri dubbi sulla possibile presenza di questi animali sulle montagne francesi erano del tutto giustificati. Il fatto è che un illustre concittadino, Benoît de Boigne’s, fece importanti viaggi in India per cui le esotiche statue sono state erette in suo onore. Poco più avanti troviamo la principale chiesa, ossia la cattedrale di Chambery, e poco fuori dal centro il castello di Chambéry o dei duchi di Savoia. È loro residenza infatti fin dal XIII secolo. Famosa è la torre campanaria della sua cappella, composta di 70 campanelle ancora oggi in loco e funzionanti.
Mentre il nostro viaggio sta ormai volgendo alla fine, ci soffermiamo nella città di Annecy.
Qui ormai le Alpi sono vicine. Le temperature calano e sono più miti in tutte le stagioni. Le strade che conducono ai vari centri per le varie montange sono ben indicate, tra cui le due città sedi di manifestazioni olimpiche, Chamonix e Albertville. La sua posizione è pure strategica, visto che a pochi chilometri di distanza ci sono i confini con la Svizzera e l’Italia. La città si trova nella parte settentriona le del lago Annecy ed è attraversata dal fiume Thiou. La parte vecchia si trova subito accanto al lago e basta poco tempo per vederla tutta. Subito all’entrata arriviamo alle “vecchie prigioni”, ossia Palais de l’Isle. È il monumento simbolo della città e uno dei più fotografati di Francia. Oggi è una delle attrazioni particolari, trovandosi proprio su un’isola oggi collegata da piccoli ponti nel bel mezzo della città. Sull’isolotto si trovano parecchi negozi e ristoranti, come del resto lungo i due lati del fiume. Troviamo una piccola strada e saliamo in cima alla collina dove troviamo oggetto dell’ultima visita il castello di Annecy, antica residenza dei conti di Ginevra e dei duchi del Ginevrino-Nemours, che ospita oggi il Conservatorio d’arte e storia di Annecy.
Finisce con Annecy il nostro viaggio attorno la Francia. Un viaggio fuori dai centri principali e turisticamente più noti. Abbiamo visto città e cittadine ricche di un fascino particolare, e da visitare con la maggior calma e cura possibile. Piccoli o grandi che siano, tutti questi posti hanno qualcosa di speciale, basta solo scoprirlo e fermarsi ogni tanto per goderselo da vicino.

Per vedere l'intero articolo, versione PDF

Pubblicato su Panorama il 15 giugno 2013.

Share
You don't have permission to view or post comments.