Share

Il nome della cittadina di Hallstatt e la sua miniera di sale magari ai più non dice nulla, ma se si si che si tratta di una cittadina nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO e della miniera di sale più vecchia al mondo il tutto cambia. Arrivare a Hallstatt non è semplice. Per chi parte da Fiume si passa attraverso Lubiana, Villach e si procede lungo l’autostrada quasi fino a Salisburgo. Poco prima bisogna prendere una delle uscite. Ci sono diverse e tutte poi lungo strade secondarie e lente portano fino alla regione di Hallstatt. Dopo circa 30 chilometri cominciamo a costeggiare il lago di Hallstatt per poi passare una serie di tunnel e arrivare dritti nel pieno centro di Hallstatt. Il viaggio da Fiume dura almeno cinque ore, ma visto il traffico può potrarsi a più di sei ore per i quasi 400 chilometri. Comunque quando uscite dall’ultimo tunnel davanti a voi si presenta uno scenario tipicamente bavarese anche se siamo in Austria. Infatti usciamo in riva al lago quasi in pieno centro. Tutto attorno a voi tanto verde a delle alte montagne, quasi sempre innevate.


Il paesino come tale molti comparano con Volosca, accanto ad Abbazia. Infatti è un piccolo paese in riva al lago, piccole case, qualche viuazza. In parte zona pedonale e con case in buona parte in montagna. Unica differenza con Volosca che fare il bagno, anche in piena estate qui è difficile, visto che il lago è sempre molto freddo.
Comunque prima di visitare il paesino andiamo subito verso la sua principale attrazione, ossia verso la miniera di sale. Per arrivarci ci sono due possibilità, o prendere la funivia oppure salite a piedi in una dei svariati sentieri che portano in montagna. Per la salita scegliamo la funivia che si trova vicino al centro cittadino. Le cabine delle funivia sono piccole, ma vanno ogni 15 minuti. La salita, molto ripida, dura poco più di due minuti. A metà strada è a binario doppio visto che si incrocia la cabina che scende a valle.
Arrivati in cima ci si rende conto del grande dislivello che si è passato, e si può godere da subito dell’ottimo panorama verso il lago e i piccoli paesini che vi ci si affiancano. Ma pure verso le maestose montagne innevate pure in piena primavera.
Usciamo e abbiamo due possibilità o andare verso il terrazzo panoramico oppure incamminarci verso l’entrata nella miniera-museo. Prendiamo il percorso in montagna, leggermente in salita e dopo meno di dieci minuti arriviamo fino al centro museale e alla serie di case e capanne. Qui ci aspetta una lieta sorpresa. Infatti ad ogni visitatore viene dato un “vestito” da minatore con tanto di giacca e pantaloni. Capiremo solo più tardi il perché, però essere ben vestiti è necessario. Infatti nella miniera fa freddo e la temperatura media è di appena otto gradi. Dopo esserci vestiti da veri minatori, anche se senza casco protettivo ci incaminiamo verso la vera entrata nella miniera. La vera entrata nella miniera è nel tunnel chiamato Christina ed è stato inaugurato nel 1719! Già all’entrata si capisce il perché della giacca, gli otto gradi si fanno ben sentire. Per prima cosa facciamo una lunga passeggiata nel tunnel per entrare per bene dentro la montagna. Il tunnel è in parte lavorato e in parte pura grotta. E alla fine, ecco il perché dei pantaloni. Non sono solo per sembrare dei minatori, ma pure per affrontare un scivolo di oltra 100 metri che ci porterà al “piano” inferiore. E si un vero scivolo, con due corsie. A primo colpo tanti hanno dei dubbi sul andare o no, sopratutto vedendo i scalini accanto. La guida spiega che il tutto è sicuro, basta mettere la gambe ai lati dello scivolo e le mani o incrocciate o altro, ma comunque non sullo scivolo come tale. Alla fine tutti scendono senza problemi lungo lo scivolo sopratutto vedendo i primi arrivare al “traguardo” senza problemi.
Qui inizia la visita e la conoscenza su cosa sia in realtà una miniera di sale e cosa si può vedere qui. Vediamo dei pezzi di vari minerali e pure dei blocchi di sale ed altro. Il tutto con solo un filo di luce per capire che ci troviamo per bene sotto terra. Ogni tanto ci fermiamo per vedere svariate presentazioni e capire ancora di più come si è formata questa miniera nei secoli. Secoli perché il tutto si è cominciato a sviluppare ed utilizzare ben più di sette mila anni fa, e sopratutto con la formazione della alpi e le montagne.
Dopo arrivamo al secondo scivolo. Quattro volte più lungo e che ci porta molto di più in fondo alla miniera. Di nuovo diverse persone sono scettiche per la discesa nonostante la bella avventura iniziale. La guida ripete le regole per la discesa però ci fa notare di sorridere lungo la discesa. Sembra un suggerimento strano. Scendiamo velocemente e senza problemi. Alla fine si capisce il tutto. Infatti il tutto è monitorato e alla fine c’è la telecamera, che questa volta non ci darà la multa, ma bensì ci farà una foto e misurerà la nostra velocità di discesa. In genere il gruppo scende ad una velocità di 20-30 km/h, mentre la giuda a ben 40km/h!
Passeggiamo avanti ed arriviamo ad una zona con un lago sotterraneo. Qui ci aspetta uno spettacolo e gioco di luci e musica. Del tutto unico e da vedere. Poco avanti c’è la sala con la vera dimostrazione sul come avvengono i lavori nella miniera. Come si scava il tutto, i vari macchinari e la lavorazione del sale e la sua estrazione. Andando avanti arriviamo davanti ad un vero minatore. Non è una persona in carne ed ossa, ma un manichino-robot che ci dimostra il lavoro finale. Passeggiamo avanti ed arriviamo ad una nuova sala dove sentiamo la storia delle scale più vecchie della miniera. Prima dei scivoli c’era una serie di scale che portavano i minatori nelle profondità. Una di questa è stata scoperta dopo diversi secoli e come tale viene conservata ed è famosa come la più vecchia scala della miniera.
Dopo la storia della vecchia scala vediamo che siamo arrivati quasi alla fine della nostra visita sotterranea. Infatti ci aspetta un lungo trenino, dove ci sentiamo uno dietro all’altro e che ci portera di nuovo all’esterno dopo un lungo corridoio/tunnel. Finisce così la visita al museo/miniera, ma solo la parte sotterranea visto che dopo incamminandoci verso l’entrata/uscita dove torniamo i vestiti da minatore, vediamo pure il resto del museo. E dopo pure nelle altre case che compongono questa zona anche altri curiosità della regione minieraria e come si viveva tanti anni fa.
Lasciata la zona mineraria scendiamo fino a dove ci ha lasciato la funivia e andiamo verso il terrazzo panoramico. Dalla sua cima, ed è letteralmente a forma di triangolo, sembra quasi sopra il lago, si può godere a pieno tutta la bellezza della regione. Una regione dove ancora solo la natura ne fa da padrona.
Per il ritorno verso Hallstatt decidiamo di scendere a piedi. Dall’uscita della miniera fino al pieno centro di Hallstatt ci sono appena tre chilomentri, però il tutto è molto veloce e in pieno bosco. Ci sono tante tabelle indicative lungo la strada, e pure una grande cascata, visto che non dimentichiamoci per estrarre il sale serve pure tanta acqua e la montagna ne è piena.
Una volta scesi cominciamo a visitare il paesino. Per prima cosa ci dirigiamo verso la chiesa cattolica che si trova nella parte settentrionale del paesino. È una piccola chiesa con accanto un vecchio cimitero. Però sono tante le persone che vengono qui non tanto per motivi religiosi ma per visitare l’originale cripta accanto al cimitero. Fondata nel 12.esimo secolo, qui oggi si trovano ben 1200 teschi! Di questi 610 sono dipinti e con tanto di nomi dei defunti scritto in “testa” e divisi per famiglie. A primo colpo può sembrare strano e macabro, però la storia e molto semplice. Infatti il paese è piccolo e come tale il cimitero, “accerchiato” da case e per cui non si poteva espandere. All’epoca non hanno pensato di farne uno nuovo però hanno deciso di mettere insieme i teschi. La tradizione è andata avanti nei secoli. I teschi più vecchi sono del 1720, mentre l’ultimo è quello di una signora morta nel 1983 il quale teschio, su sua espressa volontà, è messo nella cripta nel 1995.
Dopo la cripta scendiamo più vicino al lago ed andiamo a passeggiare lungo le strade piene di turisti. Arriviamo nel suo vero centro dominato da una piazza e dalla chiesa evangelistica. Lungo le stradine si possono vedere tanti monumenti e simboli religiosi. Piccoli e grandi. Torniamo così fino al zona dove esce il tunnel per chi arriva in città. Andiamo avanti lungo il lago per vedere il resto, e la parte più nuova di Hallstatt. Anche se le case qui sono molto più recenti lo stile è rimasto quello “vecchio”. Notiamo pure che anche se il lago affascina, non sono rare le innondazioni, anche pesanti in regione, con tanto di traccie. In una casa sono pure annotate data per data quelle più importanti. Decidiamo alla fine di uscire un po’ dal paesino e di incamminarci nella zona “spiaggie” e verso il peasino di Obertraun. E’ lontano per arrivarci solo cos’ a piedi, ma lungo la strada c’è la cascata di Kessel.
Torniamo indietro verso il centro ormai pieno di turisti. Notiamo che sono pochi i ristoranti e i negozi di souvenir. Molti invece i punti dove si offrono le gite in barca nel grande lago. Infatti il lago è lungo ben otto chilometri e largo due. Ci sono pure la linee regolari tra cui una verso la ferrovia cittadina che si trova dall’altra parte del lago e che porta tra il resto verso la vicina Salisburgo.
Finisce così la nostra visita a Hallstatt. Una cittadina che è sempre di più meta dei turisti e tutta da scoprire, da rimanere diversi giorni e vedere per bene tutta la zona oltre che la sua principale attrazione, la grande miniera di sale, oggi in buona parte zona museale.
La città ha oggi 757 abitanti e si trova nel distretto di Gmunden, nell’Alta Austria. Nel passato cittadina in primis mercantile però per anni molto isolata e raggiungibile solo attraverso il lago. La prima strada verso Hallstatt fu costruita nel 1890. Il villaggio ha dato il nome alla Cultura di Hallstatt, risalente agli inizi dell’età del ferro, ed è nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO insieme al massiccio del Dachstein e alla regione di Salzkammergut. In Cina esiste una copia pressoché identica di Hallstatt realizzata da una ricca società mineraria.
Oggi la miniera di sale viene considerata la più antica al mondo! Le prime attività risalgono a ben 7000 anni fa. Leggendaria è pure la storia dell’uomo di Salt scoperto nella miniera nel 1734.

Attrazioni:
• 2 scivoli dei minatori (mega scivolo: 64 m)
• lago salato sotterraneo
• trenino Grubenbahn
• Alta valle di Hallstatt e ristorante Rudolfsturm
• funicolare Salzbergbahn, ascensore e ponte panoramico
• visita guidata speciale: spedizione preistorica

Patrimonio mondiale Unesco, con il lago e le montagne circostanti, qui l’estrazione del sale continua ancora ai giorni nostri. Nel percorso s'i impara – e si capisce, – come il sale sia arrivato a trovarsi nel cuore di una montagna. Quando circa 240 milioni di anni fa il continente primordiale noto con il nome di Pangea si spezzò, la regione del Salzkammergut venne a trovarsi al limitare di una massa continentale instabile: laghi salati prosciugati subirono “spostamenti” durati milioni di anni a causa di eruzioni vulcaniche, innalzamenti delle catene montuose e movimenti delle falde; furono spinti verso l’alto, schiacciati e ricoperti da uno strato calcareo. Nel nucleo delle montagne il sale riposò fino a quando non fu scoperto dall’uomo alcune migliaia di anni fa. Nella casa dei minatori (Knappenhaus) inizia la vera storia dell’uomo il cui corpo fu ritrovato nel 1734 in una profonda galleria della miniera di sale di Hallstatt. I minatori in epoca celtica vivevano nell’alta valle di Hallstatt, che oggi si può raggiungere comodamente in pochi minuti con la funicolare Salzbergbahn. Un sentiero tematico attraverso la necropoli, due mostre e una tomba visitabile completano il programma

Per vedere l'intero articolo, versione PDF



Pubblicato su Panorama il 30 giugno 2018.

Share
You don't have permission to view or post comments.