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Quando si cita la laguna di Venezia inevitabilmente il pensiero va direttamente alla Serenissima. ai suoi innumerevoli canali e ponti (un arcipelago di 118 isolette intersecate da 150 canali e collegate fra loro da più di 400 ponti) . È uno dei centri turistici più importanti in Italia e non solo, come dimostra l’Healthy Travel and Healthy Destinations che nel suo rapporto segnala come sia la città del mondo – fra le 9 regine del turismo mondiale analizzate – che più di tutte soffrono del fenomeno dell’overtourism o “sovraffollamento turistico”, con 73,8 turisti per abitante fra centro storico e terraferma. Così per evitare giapponesi & Co. resta la Laguna che per molti è più affascinante della città a cui fa capo. Ci sono tantissime isole alcune più grandi. Non tutte sono abitate, mentre altre hanno dei ruoli ben determinate, come l’isola di San Michele che è un isola-cimitero.

Però in Laguna con il passare degli anni certe isole si stanno imponendo sempre più come nuove mete turistiche. Mete considerate minori rispetto a Venezia, ma sempre molto interessanti da visitare. Tra queste spiccano Murano e Burano. Tanti ne hanno sentito parlare, ma quanti le hanno visitate? Per chi viene da Fiume e vuole vedere la Laguna e le sue isole servono al massimo tre ore di macchina. Prima il percorso obbligato era quello che passava per Trieste e andava fino a Mestre per poi proseguire verso Venezia. Però con il passare degli anni si è profilata un altra viabile, quella attraverso Punta Sabbioni. Anche se la cittadina è famosa in primo luogo come “spiaggia” di Venezia è pure un ottimo è veloce collegamento con Venezia e le sue isole. Per arrivarci basta scendere dall’autostrada a Noventa di Piave e si arriva velocemente a destinazione. Da qui partono tanti vaporetti, sia di linea sia quelli riservati ai turisti. C’è l’imbarazzo delle scelta e tutto dipende dai piani per le visite. Quello che si nota e che ci sono tanti che fanno spola verso le destinazioni più famos, appunto, Burano, Murano e Venezia. In un giorno si può fare un comodo “giro” in Laguna a un prezzo conveniente.
Prendiamo un vaporetto e ci dirigiamo verso la nostra prima destinazione, l’isola di Burano. È l’isola più abitata del nord-est della Laguna. Fino a qualche decina di anni fa era un piccolo posto di pescatori. Il “clima” è cambiato quando si è deciso di colorare le facciate delle case con colori sgargianti , una diversa dall’altra: si riflettono nelle acque verdi dei canali, dal campanile storto. In meno di mezzora arriviamo sull’isola. Già da lontano notiamo le principali attrazioni, il campanile della locale chiesa, e sopratutto le case variopinte. Attracchiamo subito accanto alla chiesa e iniziamo la passeggiata. Ben presto ci troviamo sulla piazza principale, dove si affaccia la chiesa di San Martino vescovo e ci dirigiamo attraverso il corso locale verso la zona più vivace dell’isola. È la parte dei canali e dei ponti, delle case variopinte e dei numerosi ristoranti e negozi: la parte più tipicamente turistica dell’isola. Ci rendiamo conto che Burano è in realtà una Venezia in piccolo. In “piccolo” perché per arrivare da una parte all’altra dell’isola servono al massimo cinque minuti mentre per fare l’intero giro dell’isola impieghiamo poco di più. Il tutto è ben concentrato e diviso tra parte turistica e quella locale, la zona portuale e quella dei pescatori. Non serve molto per godersi a pieno l’isola. Come detto i colori delle case nel loro complesso sono la principale attrazione dell’isola. Ma i loro proprietari non possono scegliee di colorare la loro casa, così su due piedi. Per la scelta della nuance serve, infatti, la “benedizione” del sindaco. Un’altra “attrazione” sull’isola può essere il bucato! Lo vediamo in tutte le città, però qui è messo a stendere davanti le case e sui balconi proprio come attrazione.
C’è molta calma, il che consente alle anziane signore di cimentarsi con il ricamo dell’originale merletto, il buranello, grazie al loro tombolo: tra di loro, ridono e chiacchierano nei campielli e sembra di essere in paradiso con bambini che sfrecciano liberi con la loro bicicletta, balconi variopinti grazie ai colori dei fiori, pescatori che issano il pesce fresco appena pescato.
Dopo Burano prendiamo un altro vaporetto e andiamo verso Murano, la seconda isola più importante della Laguna, dopo Venezia. Ci arriviamo dopo circa 20 minuti di viaggio. Murano si trova a due passi da Venezia, a nord-est. Divisa in nove isolette e attraversata da un ampio canale, Murano è oggi l’isola del vetro soffiato: una tradizione antica, tuttora vivissima, che ha visto impegnate in questa magica lavorazione intere generazioni di muranesi. Come isola è molto più grande di Burano. Per visitare l’isola serve più tempo rispetto a Burano, e serve anche avere un buon orientamento visti i ponti che collegano le isolette.

Maestri vetrai
Attracchiamo col vaporetto e andiamo subito a visitare l’attrazione principale dell’isola, una delle tante fornaci in cui si lavora il vetro. Per l’isola si tratta di una pratica ormai secolare diffusasi, come ci viene spiegato, verso la metà del I sec. a.C.. È un vetro lavorato in maniera del tutto particolare: la lavorazione più tipica è quella del vetro soffiato. Il materiale (un composto di silice con aggiunta di carbonato di sodio: ad altissime temperature le polveri fondono e diventano vetro) raggiunta la giusta temperatura viene lavorato dagli artigiani modellandolo grazie al soffio all’interno di una lunga canna. E poi il tutto dipende dal maestro che ci lavora. Possono uscire tantissime figure, proprio di tutti i tipi con e senza colore (ogni colore è determinato da un diverso ossido che ne determina l’intensità in base alla quantità usata). Il tutto si realizza in pochi minuti, ne esce una vera e propria opera d’arte, tanto che alla fine un semplice bicchiere o un vaso asumono tutto un altro valore al termine dell’opera. Per rendersene conto bisogna vederlo dal vivo. Si ritiene che la creazione di oggetti in vetro risalga all’antico Egitto e sia arrivata fino ai romani per adornare le case dei nobili. Servirono, però, molti secoli prima che si sviluppi in un’arte propriamente detta. Accadde a Venezia quando, per prevenire gli incendi sulla terraferma causati dal processo di lavorazione del vetro, Murano venne scelta a fabbrica galleggiante. E questi nuovi maestri del vetro però ben presto diventarono vittime della loro stessa arte. Imparare la tecnica è difficile e così alla fine ai maestri fu vietato a lungo di lasciare l’isola: per loro diventò una vera prigione, per la paura che possano diffondere nel mondo segreti e lavorazione di quest’arte. Col passare dei secoli tutto è rientrato e oggi abbiamo un vetro di Murano, che si paga a prezzo d‘oro.
Naturalmente Murano non è solo vetro. Qui gli edifici sono decisamente più grandi è sembrano più vetusti anche se la storia dice che Murano e Burano nel sesto secolo erano ancora abitate. Strano, ma vero oggi la principale attrazione di Murano dopo le fornac è una grande “stella” situata in Campo Santo Stefano. Realizzata dal maestro Mauro Cenedese venne posta in piazza nel 2007. Ed e’ illuminata di notte e per cui è ancora di più attraente. Anche se oggi è molto visitata e con tante foto dei turisti, è interessante sapere che vi è stata messa qui del tutto illegalmente. Il comune negli anni ha tentato di rimuoverla, ma i cittadini si sono opposti e per ora rimane a fare bella mostra di sé.

Chiese
Andando avanti però ci si rende contro che l’isola non è tanto “turistica”. Non c’è molto da vedere. Subito accanto la “stella” c’è la chiesa di San Pietro Martire. Murano contava ben 18 tra Chiese, conventi e monasteri prima dell’avvento di Napoleone Bonaparte sull’isola. Dopo il passaggio dell’Imperatore ne restarono soltanto tre, le altre furono distrutte e saccheggiate. Proseguiamo avanti e attraversiamo il più grande canale e passiamo all’isola più grande. Qui ben presto ci rendiamo contro che siamo nella parte meno turistica a parte la zona del canale, quella abitata dai muranesi e del loro quotidiano. All’estremità occidentale di trova la chiesa di Santa Maria degli Angeli e il cimitero locale. Torniamo indietro e andiamo a vedere il resto di quest’isola. Da lontano notiamo un grande campanile. È quello della basilica dei Santi Maria e Donato. Andare più avanti non ha tanto senso visto che non ci sono altre attrazioni. Molto meglio tornare sull’altra isola e nella massa e godere un po’ delle varie opere in vetro.
Poi la gita si può continuare verso la vicina Venezia. Per arrivarci serve meno di mezz’ora con tutto il giro dell’isola per arrivare a Piazza San Marco. Tornare direttamente a Punta Sabbioni è praticamente impossibile visto la serie di isole che impongono di andare verso Venezia prima di puntare al ritorno. E poi arrivare a due passi da Venezia e non vederla ancora una volta non ha senso. Vero?

I numeri
Burano
Abitanti circa 2800
Superficie: 0,2108 km²
Divisa in quatro isole e tre canali

Murano
Abitanti circa 5000
Superficie: 1,17 km².
Divisa in sei isole e otto canali

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Pubblicato su Panorama il 15 luglio 2018.

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