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La neve d’estate? Di sicuro non è il primo pensiero che vi viene in mente. Mare, spiagge.... questo sì. Vederla, viverla e sentirla in estate, la neve, è particolare (nonostante questo meteo pazzo dal quale ci si può aspettare tutto e di più). E poi dalle nostre parti è un’impresa molto difficile, se non impossibile. Per rinfrescarci dal caldo estivo un capatina nel Gorski Kotar è quanto di meglio ci possa essere, magari nelle zone interne della Slovenia... Lì il termometro cala già di diversi gradi, almeno 5-10 in meno rispetto alla costa. Però per avvicinarsi ancor più allo zero e trovare quel soffice manto bianco dobbiamo fare i bagagli e puntare a un bel viaggio in Italia oppure in Austria. In entrambi i casi può accadere di vivere tutte e quattro le stagioni dell’anno nell’arco di qualche centinaio di chilometri.


Una delle mete più vicine e popolari con la neve eterna, per i suoi ghiacciai, è Dachstein. Probabilmente più conosciuta in estate che in inverno. Con lo slogan “Realizza quello che desideri”, la scelta delle attività si estende fino a 3.000 m di altezza e non ha eguali in Austria. È tutto possibile: sci alpino, snowboard, sci di fondo, trekking o una semplice vacanza nel tuo tempo libero...
L’Hoher Dachstein è una montagna austriaca di tipo carsico; con i suoi 2.995 metri sul livello del mare è la più alta vetta delle Alpi calcaree settentrionali. È situata al confine fra l’Alta Austria e la Stiria al centro dell’Austria, ed è il punto più alto per ognuno di questi due stati. Parti del massiccio fanno parte dello Stato del Salisburghese e questo fa sì che la montagna sia chiamata “Drei-Länder-Berg”, ossia “la Montagna dei Tre Stati”. Nel 1997 il massiccio del Dachstein è stato inserito, insieme con Hallstatt (di cui abbiamo scritto) e il Salzkammergut, nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il ghiacciaio di Dachstein include in realtà ben 8 ghiacciai, tutti visibili facendo una passeggiata sulla skywalk, che offre una visuale fino a centinaia di chilometri di distanza: dicono che addirittura nelle giornate più limpide si possono vedere il Triglav in Slovenia e le foreste della Repubblica Ceca.

SCHLADMING, REGNO DELLO SCI
Per chi parte da Fiume si fa il viaggio attraverso la Slovenia e il tunnel delle Caravanche. Una volta in Austria si passa per Villach, Spittal e si arriva quasi fino alla città di Salisburgo. Qui si esce dall’autostrada e ci si dirige per strade secondarie per qualche decina di chilometri fino al paesino di Schildlehen. Già avvicinandoci si sente che entriamo in un’altro ambiente, l’aria è più frizzante, il circondario è più verde e, come notiamo, totalmente dedicato al turismo. Siamo vicino a Schladming, posto reso popolare dalla Coppa del Mondo di sci alpino, dove nel 2013 in occasione dei Mondiali la slovena Tina Maze portò a casa tre medaglie (un oro e due argenti) mentre Ivica Kostelić ottenne l’argento nella supercombinata.
Chiusa la parentesi sportiva, arrivati a Schildlehen, deviamo dalla strada principale ed entriamo nella zona dei ghiacciai con tanto di porta d’ingresso. Vi fanno entrare con il vostro mezzo solo se avete prenotato qualche attività sul ghiacciaio, in caso contrario dovete lasciarla nel grande parcheggio e aspettare la regolare linea di pullman.

POPOLARITÀ ESTIVA
Da questo ingresso parte una strada molto ripida che arriva fino alla zona dei rifugi e della funivia che porta fino ai ghiacciai. In tutto sono appena cinque chilometri. Appena arrivati su si capisce quanto questa zona sia popolare pur essendo in piena estate. Il maxi-parcheggio è già pieno in mattinata e c’è tanta gente. La meta di buona parte di questa gente è la funivia, però ci sono pure quelli che vengono a fare trekking fino alla cima. Devono avere qualche nozione di alpinismo per sapere come affrontare la zone più ripide: pur essendo state rese più abbordabili richiedono pratica. Inevitabilmente ci dirigiamo verso la funivia per il biglietto e ci rendiamo conto di come sia ripida la salita che ci attende. La zona delle funivie si trova e circa 1.700 metri sopra il livello del mare, il “traguardo” è posto però a ben 2.700 metri! C’è un bel chilometro di dislivello da “scalare”. Sono due le “gondole” che fanno la spola costante per quasi l’intera giornata. La salita come tale dura meno di sei minuti.

A PIENI POLMONI
Se si ha la fortuna si prende la gondola che è dotata pure di un “secondo piano” dove possono stare dieci persone, si può salire all’aperto per vivere appieno a pieni polmoni l’emozione e l’aria di montagna. È decisamente un’esperienza unica da fare. Ci si rende così conto della zona in cui ci troviamo. Se nel parcheggio c’erano solo 6-7 gradi, più che si saliva la sensazione di freddo aumentava, corroborata ancor più da tanto vento. Inoltre è una zona in cui il tempo è “ballerino”: le nuvole vengono e passano, brutto e bel tempo si alternano velocemente. Non è raro il fatto che, come capitato a noi, la parte finale della salita, quella molto ripida e quasi in verticale, venga fatta praticamente dentro ad una nuvola. E poi ecco la parte finale della salita e la zona d’arrivo. Comincia finalmente la vera avventura sul ghiacciaio. Tutto intorno al rifugio, perché infatti si arriva dritti nella grande costruzione che rappresenta il luogo di riparo e ristoro con tanto di ristorante e altro, c’è tanta neve. Una volta scesi dalla funivia è d’obbligo fare una panoramica di tutta la zona. Da vedere sì il ghiacciaio e la neve, ma pure il fantastico panorama tutto attorno e in primo luogo la valle dalla quale siamo arrivati.

Cinque dita
Inizia ora il vero tour, che dipende dagli interessi di ognuno. Per chi ci viene da turista ci sono tante attrazioni e zone interessanti da vedere. Non penserete che tutto ciò sia gratis: oltre alla funivia si fa appello al portafogli per tutto, ma di sicuro ne vale la pena. Poco lontano dal rifugio c’è la prima attrazione: è un lungo ponte sospeso nel vuoto tra due picchi di montagna, cosa non riservata a chi soffre di vertigini.
Sospeso sulla montagna del Dachstein a 2.700 metri è il ponte più alto dell’Austria, è lungo 100 metri e pesa 63 tonnellate. È composto da 30.000 pezzi ed è in grado di resistere a venti di 250 km orari e 750 kg di neve. Si conclude con la cosiddetta “scala nel nulla”, una serie di 14 scalini trasparenti che conducono su una piattaforma che dà sul vuoto. In fatto di protezione e sicurezza il ponte è ai massimi livelli ed è per questo che per passarlo il pienone è assicurato: panorama fantastico, nuvole permettendo.
Sempre sul Dachstein c’è la piattaforma Five Fingers (cinque dita), così chiamata perché è composta da cinque passerelle di 4 metri di lunghezza per 1 di larghezza a forma di mano.

EISPALAST
La passeggiata ci porta quindi all’entrata dell’Eispalast, il palazzo del ghiaccio. Se fuori faceva freddo e c’erano circa 2 gradi, nel “Palazzo” il gelo si sente ancor più. Camminiamo letteralmente sul ghiaccio, con pareti di ghiaccio e ammiriamo tante opere d’arte di ghiaccio. Il freddo è inevitabile. Ci sono più di dieci repliche di ghiaccio delle varie attrazioni mondiali, così per inizio vediamo la mappa dell’Europa, per poi ammirare la torre Eiffel di Parigi, i mulini olandesi, Manneken Pis di Bruxelles, il ponte di Rialto e la gondola di Venezia, la porta di Brandeburgo, la ruota panoramica di Vienna, il toro nell’arena spagnola e tanto altro. E infine c’è pure un trono dove sedersi per venir “incoronato” il re dei ghiacciai.
Usciti dal museo ci troviamo nel bel mezzo della neve nel punto dove partono i svariati sentieri verso i punti in quota. Tanta neve e pure tanto ghiaccio per cui il solo camminare va fatto con cautela e attenzione. Abbiamo una panoramica sulla parte settentrionale del massiccio, verso gli alstri rifugi minori e le altre cime, ma pure sulle vallate dove portano le varie piste sciabili. Il tutto dipende dai gusti di ognuno e dal tempo a disposizione che si ha o si vuole dedicare a questa zona e alla neve.
Comunque vada bisogna godersi la neve in pieno. Camminando non ci si rende conto di quanta sia. Solo se ci si avvicina a uno dei piloni delle funivie delle piste ci si può rendere conto di quanto ce ne sia. In certi punti anche fino a due metri. Però se pensiamo che anche d’estate qui quasi ogni giorno nevica un po’ non è poi neanche tanta... sarà la norma?
Finita la passeggiata ritorniamo indietro al rifugio o a piedi oppure con una specie di scivolo che vi porta su più comodamente. Una volta tornati al rifugio ci riscaldiamo un po’ e per chi vuole mangiare il ristorante offre le più note specialità tipicamente austriache.

NATURA PARADISIACA
Riprendiamo la funivia/gondola e torniamo velocemente a valle. Ma non è qui che finisce la nostra avventura sul Dachstein. Attorno al parcheggio e ai vari rifugi e hotel ci sono tanti sentieri di montagna per poter ammirare ancora di più la zona. Sono percorsi molto semplici e adatti a tutti. Anche se volete fare delle lunghe camminate e dei veri giri sulla montagna i dislivelli che farete saranno al massimo di 100-200 metri. Oltre ad ammirare la natura e le cime intorno a noi, ci sono diversi punti da vedere. Il più vicino è il museo della Alpi, dedicato alla zona di Dachstein e alla sua storia. È un piccolo museo che vi spiega il tutto sulla storia dell’alpinismo di queste montagne.
Andando avanti si può arrivare fino alla zona panoramica e poter ammirare la pianura, quella dalla quale abbiamo iniziato la nostra salita una volta finito il tratto in autostrada. Lungo la strada possiamo incontrare svariati animali: cavalli, asini, mucche, buoi, capre ed altro. Hanno le proprie zone recintate e sono molto mansueti e abituati ai turisti di passaggio. Panchine e zone riposo offrono la possibilità di fermarsi un attimo e godere della bellezza del paesaggio, prima di tornare al grande parcheggio e prepararsi al ritorno.
Amanti o non della montagna e della neve, questa è una zona da visitare e godere almeno per un giorno. E poi non è da tutti i giorni arrivare senza nessun problema ed esperienza alpinistica a 2.700 metri sopra il livello del mare. Un’avventura da vivere!

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Pubblicato su Panorama il 15 agosto 2018.

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