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Quando si pensa alla storia di uno sport il pensiero corre in primo luogo alle società più forti, ai giocatori migliori e in certi casi pure alla nazionali che hanno fatto storia. Però quello che passa quasi sempre in secondo piano è la storia delle Federazioni. Di quelle associazioni che accomunano il tutto e che alla fin fine organizzano i diversi eventi. La storia delle varie Federazioni nei diversi sport passa quasi sempre in secondo piano e non si fa caso a come si sia evoluta la loro storia e quali siano stati gli inizi delle discipline sportive stesse. Discipline bene organizzate, che nel corso del tempo si sono date sempre migliori regole.
Anche se il calcio, senza alcun dubbio, è lo sport numero uno in Dalmazia, la storia della Federazione locale, sia di quella spalatina che di quella regionale dalmata, è stata molto travagliata. Pure il fatto che nel corso dei decenni ci siano stati numerosi cambiamenti politici e di confini, con il susseguirsi di diverse entità statali, non ha sicuramente facilitato lo sviluppo e il ruolo della Federazione.
È difficile fare riferimento a una vera Federazione a Spalato prima della fine del primo conflitto mondiale. Poche erano le società attive e pochissimi i tornei che venivano organizzati. Sì, c’erano dei campionati a livello della Dalmazia; però nell’insieme tutto era appena agli inizi, per cui doveva passare parecchio tempo prima che si sentisse davvero la necessità di dare vita a una Federazione sportiva.
 
Sconvolgimenti politici
Subito nel 1918, appena finita la Grande guerra, si procedette a nuove forme di organizzazione nei vari sport, per cui si gettarono le basi per la nascita delle prime Federazioni. Già il 22 ottobre del 1918 a Zagabria si svolse l’Assemblea costitutiva della nuova Federazione nazionale. Si trattava di una sorta di ombrello per tutti gli sport nazionali. Ma ben presto apparve chiaro che vi era l’esigenza di avere da subito una Federcalcio. La genesi dell’associazione calcistica fu molto travagliata, in primo luogo a causa degli sconvolgimenti politici che portarono ben presto alla fondazione della Jugoslavia. Pertanto l’idea di fondare la Federcalcio croato venne ben presto accantonata. Così il 15 aprile del 1919 venne istituita la Federcalcio della Jugoslavia. Oltre alla fondazione dell’organizzazione a livello jugoslavo e alla nomina della presidenza, fu pure deciso di istituire delle Federazioni locali per popolarizzare quanto più il calcio. Tra le prima Federazioni regionali a essere fondate fu proprio quella spalatina che si prese cuta dell’organizzazione di tutto il calcio in Dalmazia, ma anche più in là.
Toccò a Bogumir Doležal, membro del Comitato Olimpico della Jugoslavia, l’onore di convocare l’Assemblea costitutiva della Federcalcio spalatina. L’Assemblea si tenne il 7 marzo del 1920 all’Hrvatski dom, la Casa croata. A essere invitati all’assise furono due delegati a testa di tutti i club membri della Federazione nazionale. Alla carica di primo presidente fu nominato Vladimir Šore; il suo vice fu Vjekoslav Ivanišević. Il primo segretario fu Ante Celić mentre il secondo fu Ivan Tudor. L’incarico di tesoriere venne affidato a Vjekoslav Ožegović. I membri della presidenza furono Miroslav Benković, Luka Burić, Petar Dokonal, Rikard Ivić, Stjepan Ligutić, Fabjan Kaliterna, Tomislav Pavić e Branko Tripalo. I componenti del comitato dei revisori furono Ante Domazet e Ivan Stella. Vennero eletti a fare parte della corte disciplinare Mate Petrašić, Frane Zavoreo, Vlade Jakaša, Božidar Jankov e Ivan Šakić. L’incarico di selezionatore della squadra della Federazione fu affidato a Fabjan Kaliterna, che si avvalse dei seguenti aiutanti: Luka Burić, Luka Kaliterna, Božo Nedoklan e Vjekoslav Ivanišević.
Ufficialmente nel corso dell’Assemblea fu pure definito con esattezza l’ambito territoriale che questa Federazione doveva coprire. Si trattava di un territorio molto vasto, nel quale all’epoca c’erano poche società che potevano dirsi veramente organizzate a puntino. La circoscrizione della Federazione spalatina inglobava tutta la Dalmazia, da Zara a Ragusa (Dubrovnik), con le isole prospicienti. Però nei primi anni inglobava pure buona parte dell’attuale Montenegro, ossia le zone di Cattaro, Tivat (Teodo), Nikšić, Cetinje (Cettigne), Bar (Antivari), Budva (Budua), Podgorica, Balšić e Berane, nonché la parte meridionale dell’attuale Bosnia ed Erzegovina, in primis le zone di Drvar e Livno. Poi nel 1930 il Montenegro divenne “indipendente” in ambito calcistico, mentre nel 1939 venne ampliata l’area dell’attuale Bosnia ed Erzegovina sotto ingerenza calcistica spalatina, con l’inclusione delle zone di Mostar, Travnik, Čapljina e Ljubuški.
 
La prima partita
Però torniamo un passo indietro, ovvero all’Assemblea costitutiva che vide la partecipazione di 12 società e dei loro delegati: Ulogren di Budua; Orkan di Dugi Rat; Junak e Rad di Sinj; Borac, Hajduk, Jug, Split e Uskok di Spalato; Uskok di Vranjic; Trogir di Traù (Trogir) e Komita di Almissa (Omiš). Tutto fu subito organizzato a puntino, per cui già il 22 marzo del 1920 cominciò il primo campionato della Federazione spalatina. L’onore di giocare la prima partita spettò alle squadre spalatine del Borac e dello Split. L’incontro fu diretto da Vjekoslav Ivanišević davanti, come scrissero i media, a tanti spettatori. Però fu una partita inpari visto che il Borac schierò giocatori di 14-16 anni. E perse per 4-0. A partecipare a questo primo campionato, con partite di sola andata, concentrate nella stagione primaverile, furono cinque squadre, tutte di Spalato: Hajduk, Jug, Uskok, Borac e Split. Il primo campionato finì tra le polemiche. Infatti alla fine delle 10 partite a vincere il campionato fu a sorpresa la squadra dello Jug. Però già durante il campionato furono diverse le proteste che poi si protrassero per tutto l’arco dell’estate. Il problema erano le regole di base: individuare chi fossero i giocatori squalificati e quali fossero realmente i tesserati delle singole società. La decisione che mise la parola fine a tutte le polemiche e permise di stilare la classifica finale si ebbe appena il 29 agosto. Infatti la commissione per la verifica delle partite decise le sanzioni da comminare ai giocatori e ai club che avevano schierato calciatori non in regola. A farne le spese furono in primis lo Jug, al quale furono tolti due punti, e lo Split che ne perse addirittura sei. Grazie a queste decisioni l’Hajduk, praticamente a tavolino, divenne il primo campione della Federazione calcistica spalatina. Poi, negli anni a venire, il campionato andò avanti in maniera “normale” e la preponderanza dell’Hajduk stavolta fu netta, dimostrata sul campo. ria
Se le partite e i campionati andavano avanti senza soverchi problemi, la situazione era ben diversa in seno alla Federazione, dove non mancavano i terremoti, in primo luogo per quanto concerne i contatti con le Federazione nazionale. I problemi ebbero inizio nel giugno del 1921 quanda le Federcalcio nazionale decise di fare disputare la partita tra le selezioni spalatina e zagabrese, ossia tra le selezioni delle singole Federazioni regionali per potere poi formare la nazionale jugoslava. Però ci fu l’opposizione degli spalatini dovuta alla sospensione del tesseramento dell’austriaco Franz Mantler per l’Hajduk. La Federcalcio spalatina chiese il rinvio della partita con gli zagabresi per il fatto che i giocatori non potevano ricevere il nullaosta per recarsi a Zagabria. A questa richiesta la Federcalcio reagì con la convocazione dell’Assemblea straordinaria della Federazione spalatina che però non si tenne visto che fu disertata da tutte le società dalmate. Visto il perdurare del braccio di ferro, alla fine la partita tra gli zagabresi e gli spalatini non fu mai disputata. Alla fine la Federazione nazionale decise di sciogliere d’autorità la Federcalcio spalatina, che dal canto suo continuò a operare normalmente a livello regionale come se nulla fosse. Tutte le società furono ufficialmente registrate quali componenti della Federazione zagabrese. L’unica nota positiva del 1921 fu la nascità di nuove società. Così a Makarska venne fondato lo Zmaj, a Potomje il Grk, a Livno il Troglav e a Gruda il Grom, poi diventato Slaven.
 
La rinascita spalatina
La diatriba con Zagabria durò fino al mese di gennaio del 1922 quando si decise di rifondare la Federazione spalatina. La nuova Assemblea costitutiva si tenne il 2 marzo del 1922. Nel corso dell’assise venne eletta la dirigenza. Il nuovo presidente fu Bogumir Doležal, il suo vice Frano Zavoreo, il primo segretario Mirko Vrsalović, il secondo segretario Vatroslav Pavić, mentre l’incarico di tesoriere fu affidato a Ljubo Manolo.
Nel frattempo i campionati nelle stagioni 1920/21 e 1921/22 furono vinti dall’Hajduk senza problemi di sorta. Però quello che era negativo per lo sviluppo di questo sport era il fatto che ai tornei partecipavano soltanto squadre di Spalato. Ciò era dovuto in primo luogo al fatto che le altre società era poco organizzate e con problemi di giocatori e di campo di gioco. Per poter coinvolgere nell’attività tutti i membri delle Federazione spalatina, si decise nel dicembre del 1922 di aggiungere una nuova competizione, la coppa. E questa coppa fu definita obbligatoria per tutte le società.
 
Il campionato provinciale
Inoltre a partire dalla stagione 1922/23 ebbe inizio l’espansione del calcio in Dalmazia, con il marcato aumento del numero delle partite ufficiali di campionato. Infatti si decise che oltre al campionato spalatino, ossia quello riservato alle sole società di Spalato, doveva disputarsi pure il campionato della provincia, che così veniva a coinvolgere tutti i club facenti capo alla Federcalcio. Le prime a giocare nel campionato della provincia furono le società montenegrine e quelle della zona di Ragusa (Dubrovnik). Alla fine a vincere questo torneo furono i giocatori del Crnogorac di Cetinje. In finale dovettero affrontare il GOŠK di Gravosa (Gruž). Dovettero, perché la finale fu giocata e annullata per irregolarità. Infine i ragusei rinunciarono a disputare la finale ripetuta.
Poi nel 1924 si giocò per la prima volta la finale di tutta la Federazione tra il vincitore del campionato spalatino, ossia l’Hajduk di Spalato e il vincitore della provincia, lo Jug di Ragusa (Dubrovnik). L’incontro venne disputato il 15 giugno del 1924 e vide il successo dell’Hajduk.
In questo 1924 la Federazione partecipò con una proprio selezione alla Coppa del Re. O meglio si trattava dell’Hajduk, visto che erano i giocatori di questa società a rappresentare la Federcalcio. Vinsero dapprima contro la selezione regionale di Sarajevo per 6-0 e poi in semifinale sconfissero quella di Subotica per 5-1. Si arrivò così alla finale, il 5 ottobre a Belgrado, contro la selezione zagabrese. E qui l’Hajduk perse 2-3. Poi gli spalatini parteciparono a questa coppa altre due volte. Persero di nuovo in finale nel 1925, daccapo contro gli zagabresi, per 3-1, mentre nel 1926 uscirono di scena subito nei quarti di finale.
 
Il primo titolo nazionale
Dal 1923 a rappresentare la Federcalcio spalatina nell’ambito del campionato della Jugoslavia fu inevitabilmente l’Hajduk di Spalato. Nel primo campionato, del 1923, gli spalatini uscirono subito di scena, mentre nel 1924 arrivarono in finale, dove furono sconfitti dalla Jugoslavija di Belgrado per 2-1. Pochi furono i successi pure nei successivi due campionati. Poi nel 1927 si ebbe il primo campionato con partite di sola andata. E qui arrivò il primo titolo nazionale per l’Hajduk. Gli spalatini vinsero quattro delle cinque partite e si laurearono campioni di Jugoslavia. A vincere il titolo furono Ottmar Gazzari, Lorenzo Gazzari, Ivan Montana, Miro Desković, Miho Kurir, Veljko Poduje, Sime Poduje, Leo Lemešić, Mirko Bonačić, Tonči Bonačić e Veljko Radić. L’allenatore fu Luka Kaliterna.
Grazie a questa vittoria l’Hajduk partecipò per la prima volta a una coppa europea, ossia la Coppa dell’Europa centrale, nota poi con il nom di Mitropa Cup. L’Hajduk dovette giocare a Zagabria e uscì subito al primo turno contro il Rapid di Vienna perdendo per 1-8 e 0-1.
Fino alla fine degli anni ‘20 continuò il dominio dell’Hajduk a livello cittadino, dove vinse tutti i campionati, come pure quelli della Federcalcio regionale. Nel 1929 vinse pure il secondo titolo nazionale. 
A livello locale, quello che fece tanto piacere fu il fatto che il numero delle società continuò a crescere. Crebbe pure il campionato della provincia, organizzato in un numero sempre crescente di gironi. (1 e continua)
 
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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 3 marzo 2018.
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