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Quando si pensa alla storia di uno sport il pensiero corre in primo luogo alle società più forti, ai giocatori migliori e in certi casi pure alla nazionali che hanno fatto storia. Però quello che passa quasi sempre in secondo piano è la storia delle Federazioni. Di quelle associazioni che accomunano il tutto e che alla fin fine organizzano i diversi eventi. La storia delle varie Federazioni nei diversi sport passa quasi sempre in secondo piano e non si fa caso a come si sia evoluta la loro storia e quali siano stati gli inizi delle discipline sportive stesse. Discipline bene organizzate, che nel corso del tempo si sono date sempre migliori regole.
Anche se il calcio, senza alcun dubbio, è lo sport numero uno in Dalmazia, la storia della Federazione locale, sia di quella spalatina che di quella regionale dalmata, è stata molto travagliata. Dopo i numerosi successi negli anni Venti, nel periodo successivo fino allo scoppio del Secondo conflitto mondiale per le squadre spalatine e in generale per il calcio dalmata ci furono momento molto difficili. Infatti, non furono rari i conflitti tra la Federazione dalmata e la Federcalcio nazionale.
Il primo grande conflitto si ebbe nel 1931 quando tutta la dirigenza rassegnò le dimissioni. Dovette recarsi a Spalato il rappresentante nazionale Boško Simonović per allentare le tensioni. Il tutto ebbe inizio quando la Federcalcio dalmata chiese l’intervento della polizia per controllare la situazione prima della partita tra l’Hajduk e il Concordia di Zagabria. Alla fine i dissapori furono superati e venne eletto il nuovo presidente, ossia Milivoj Dobrić.

 

La scissione del 1939
Seguirono anni nel segno di ulteriori conflitti con la dirigenza nazionale, sfociati alla fine del 1939 in una scissione, che portò la Federcalcio dalmata a uscire da quella nazionale. Il tutto ebbe inizio quando la Federcalcio zagabrese l’8 gennaio chiese a quella nazionale di modificare alcune regole. Al netto rifiuto della dirigenza centrale, tutti i delegati delle varie Federcalcio croate decisero di abbandonare l’Assemblea nazionale. Il 26 gennaio a Zagabria si riunirono le diverse Federazioni croate e decisero di affidare a quella zagabrese il compito di continuare la “battaglia” per la riorganizzazione dei tornei a livello nazionale e per la formazione di tre Federazioni indipendenti, con sedi a Belgrado, Zagabria e Lubiana. Visto che la “battaglia” non stava dando i frutti sperati, il 26 aprile le società croate decisero di abbandonare il campionato jugoslavo. In seguito, il 14 maggio a Zagabria venne formata la “Hrvatska športska sloga” alla presenza dei rappresentanti di 217 società della Croazia. Vi aderirono pure tutte le società della Dalmazia. Il seguito fu scontato: si arrivò il 6 agosto alla fondazione della Federcalcio croata con sede a Zagabria. Soltanto sei giorni dopo si giunse a una specie di fusione con la Federcalcio slovena. Il risultato di tutto questo procedimento, fu l’organizzazione del campionato della Croazia e Slovenia, che venne trattato alla stregua di qualificazione per il campionato nazionale. Vi parteciparono due squadre dalla Dalmazia, ossia l’Hajduk e lo Split di Spalato. Inoltre ci furono le squadre zagabresi HAŠK, Građanski e Concordia, lo ŠAŠK di Sarajevo, lo Slavija di Osijek, lo Slavija di Varaždin, il Bačka di Subotica e la compagine lubianese Ljubljana. Il campionato fu dominato dal Građanski di Zagabria. L’Hajduk alla fine arrivò terzo e si qualificò per il torneo finale. Soltanto settimo lo Split. Nella finale nazionale però l’Hajduk giocò male e finì penultimo al quinto posto con una sola vittoria e tre pareggi.
E così si arrivò all’ultima stagione prima della Seconda guerra mondiale. Venne disputato il campionato della Croazia, come girone di qualificazione per quello nazionale. Vi presero parte di diritto l’Hajduk e lo Split. Il vincitore del campionato dalmata, il Građanski di Sebenico, arrivò alle qualificazioni. Giocò contro l’Orijent di Sušak. Perse la prima partita in trasferta per 4-2 e vinse poi in casa la seconda per 2-1. Il campionato croato alla fine fu vinto nettamente dall’Hajduk che s’impose in ben 14 delle 18 gare e pareggiò in altre tre. Buono il rendimento dello Split che si piazzò al quinto posto. Alla fine però le qualificazioni regionali furono tutto quanto si riuscì a organizzare in quella stagione. Infatti la finale nazionale, a causa dello scoppio delle guerra, non fu disputata.

Gli anni Trenta piuttosto avari
Facendo un passo indietro, gli anni Trenta non portarono alcun titolo per le compagini dalmate. L’Hajduk si mantenne a livelli di rendimento costanti nei campionati nazionali. Nella stagione 1931/32 perse la finale per il titolo dopo la doppia sconfitta contro il Concordia di Zagabria per 2-1. Nella stagione 1932/33 gli spalatini furono vicecampioni nazionali. Successo bissato nel 1934, ma non in campionato, ma in una nuova specie di torneo chiamata coppa. Però sempre in formato di campionato visti i grandi dissidi che ci sono furono dal punto di vista organizzativo. Seguì un periodo di alti e bassi. Soltanto ancora una volta, nella stagione 1936/37, l’Hajduk riuscì a piazzarsi al secondo posto. Delle altre squadre dalmate l’unica compagine a farsi valere fu lo Split che si qualificò alla fase finale del campionato 1933/34, che alla fine non venne disputata. Alle qualificazioni lo Split partecipò pure nella stagione 1934/35. L’importante traguardo delle qualificazioni fu centrato pure dall’Osvit di Sebenico nel 1935/36. Risultato bissato nel 1937/38 quando uscì negli ottavi di finale perdendo contro lo ŠAŠK di Sarajevo.
A livello dalmata invece le formule per il campionato, al quale ormai non partecipava più l’Hajduk, variavano di anno in anno. I modelli organizzativi divennero via via sempre più complicati, visto il numero crescente di partecipanti. Dapprima furono organizzati un campionato spalatino e uno provinciale fino al 1936, per poi passare a un girone unico, una specie di lega dalmata. Qui cominciò a farsi valere la squadra di Sebenico, l’Osvit, che vinse il primo campionato, quello 1936/37. Seguirono due successi dello JRSK di Spalato. Poi rivinse l’Osvit con il nuovo nome, Građanski.

A Lissa venne rifondato l’Hajduk
Fece seguito la Seconda guerra mondiale, per cui furono poche le partite di calcio. Si andò avanti così fino al 1944 quando sull’isola di Lissa (Vis) fu fondata una nuova società, il Naprijed. Vennero disputate soltanto partite amichevoli, visto che non esisteva alcuna federazione che potesse organizzare qualche specie di campionato. Il 7 maggio, pure a Lissa, fu rifondato l’Hajduk che poi disputò numerose partite in giro per l’Europa, l’Africa e l’Asia come una specie di rappresentante delle nuova Jugoslavia socialista. La partita più importante fu quella disputata a Bari contro la squadra dei militari inglesi guidata da Stanley Cullis. Alla fine vinsero gli inglesi per 7-2 davanti a ben 40.000 spettatori!
Il 2 ottobre del 1945 fu organizzata a Spalato l’Assemblea societaria nel corso della quale l’Hajduk assunse il nome di FD Hajduk e venne rifiutata l’idea di Belgrado che il club spalatino divenisse la società dell’Armata popolare jugoslava. Poi questo ruolo fu assunto dal Partizan di Belgrado.
Subito a partire dal 1945 si puntò alla rifondazione di numerose società sportive e in primo luogo di quelle calcistiche in tutto il Paese. La stessa cosa avvenne pure in Dalmazia. Nel 1946 vennero organizzati i primi campionati. Per decidere quali squadre dovessero disputare il primo campionato nazionale si ricorse a lunghe qualificazioni, da quelle regionali a quelle repubblicane, ossia nel nostro caso della Croazia, per arrivare al campionato nazionale. Il campionato spalatino fu disputato all’inizio tra l’Hajduk e lo Split con sole due partite. Il confronto si concluse con la vittoria netta dell’Hajduk, che si qualificò per la finale croata. Poi lo seguì lo Split che vinse le qualificazioni dalmate imponendosi in finale contro lo Šibenik. Il campionato croato poi lo vinse l’Hajduk a pari punti con la Dinamo di Zagabria. Per lo Split un settimo posto. Negli anni che seguirono furono svariate le formule di qualificazione per il campionato croato e poi per quello nazionale. L’Hajduk si mantenne costante a livello nazionale, mentre lo Split si face valere a livello croato e poi in Seconda lega. Più tardi si distinsero pure lo Šibenik e lo Zadar.
Per la rifondazione di una Federcalcio dalmata si dovette aspettare il 1948, quando nacque il centro regionale per la Dalmazia e la Lika. Il primo presidente fu Josip Košta e il segretario Leo Lemešić.

Una completa riorganizzazione
Soltanto nel 1952 si arrivò alla completa riorganizzazione dei centri regionali e alla fondazione delle cosiddette sottoleghe che convergevano verso i più importanti centri calcistici. Uno di questi fu inevitabilmente Spalato, che raggruppò quasi tutte le squadre dalmate. Così, dopo la decisione del 13 gennaio di fondare le Federazioni regionali, il 24 febbraio a Spalato fu costituita la Federazione spalatina, tale di nome, ma di fatto dalmata. Alla carica di primo presidente fu eletto Petar Rončević. E così pure in questo 1952 a partire da febbraio iniziano i primi campionati organizzati dalla nuove federazioni. A quello spalatino parteciparono Arsenal di Spalato (poi diventato Split), Dinara di Knin, DOŠK e Dubrovnik di Ragusa (Dubrovnik), Jadran di Castel San Giorgio (Kaštel Sućurac), Šibenik di Sebenico, Slaven di Traù (Trogir), Val dei Castelli spalatini (Kaštela), Zadar di Zara e Zmaj di Makarska. Il campionato fu dominato dalla squadra di Sebenico, che poi però perse le qualificazioni per il campionato croato unificato. Seguirono tre stagioni con i campionati di Croazia e Slovenia, in cui dove si distinsero lo Šibenik, che ebbe pure un’avventura in Seconda lega, e lo Split.
Però tutti gli anni ‘50 trascorsero alla ricerca delle formule vincenti, più indovinate, per i vari campionato sotto il livello della Prima lega. Ci furono tantissimi cambiamenti e il numero crescente delle società di sicuro non fu di grande aiuto. Per tentare di organizzarsi al meglio, il 22 marzo del 1959 si tenne l’Assemblea delle Federcalcio spalatina che decise di dividersi in quattro sezioni che facevano capo alle città di Ragusa (Dubrovnik), Spalato, Sebenico e Zara. Con questo nuovo modello organizzativo, il centro calcistico spalatino restava comunque molto grande e comprendeva le zone di Spalato, Sinj, Traù (Trogir), Imotski, Almissa (Omiš), Brazza (Brač), Lesina (Hvar) i e Lissa (Vis).

Un periodo di buio pesto
A livello nazionale l’Hajduk negli anni ‘40 e ‘50 rimane costantemente ai vertici. Alla fine conquistò tre titoli nazionali (1950, 1952 e 1954/55), mentre nelle altre stagioni rimase sempre ai vertici. Nell’estate del 1957 in Prima lega arrivò pure lo Split che si fermò qui una sola stagione per poi tornarci nell’estate del 1960. Scarso successo ebbero le quadre dalmate in Seconda lega. Al primo campionato, quello del 1947/48, partecipò soltanto una squadra dalmata: almeno sulla carta fu quella della marina militare, chiamata Mornar. La compagine alla fine si piazzò al quinto posto, per poi arrivare al secondo posto nella stagione 1948/49 e qualificarsi in Prima lega. Però rinunciò a partecipare al campionato e scomparve dalla scena calcistica nazionale. Poi buio pesto fino al 1953/54, quando in Seconda lega arrivò lo Šibenik. Fu un disastro: la squadra di Sebenico si piazzò all’ultimo posto. Scarso successo pure con il campionato di Seconda lega diviso in quattro zone, al quale parteciparono negli anni Šibenik, Split, Jadran (Castel San Giorgio/Kaštel Sućurac). Unicamente lo Split si fece valere e alla fine della stagione 1957/58 s’impose nella propria zona e poi superate le qualificazioni entrò in Prima lega. Nel 1958 si assistette per la prima volta in Jugoslavia alla fondazione del campionato della Dalmazia, inteso come uno dei gironi del campionato a livello croato. A partecipare al torneo furono Dalmatinac (Spalato), Jadran (Castel San Giorgio/Kaštel Sućurac), Junak (Sinj), Metalac (Zara), Orkan (Dugi Rat), Slaven (Traù/Trogir), Solin (Salona), Rudar (Siverić), Tekstilac (Sinj), Val (Castel Vecchio/Kaštel Stari), Zadar (Zara) e Zmaj (Makarska). A vincere fu la Jadran (Castel San Giorgio/Kaštel Sućurac) che poi partecipò alle qualificazioni croate senza però riuscire a piazzarsi in Seconda lega.
Nonostante tutto, negli anni ‘30, ‘40 e ‘50 l’unica squadra che si fece valere in Dalmazia fu l’Hajduk con tanto di titoli nazionali. Alle sue spalle poche altre compagini: i cugini dello Split e con diversi alti e bassi la squadra dello Šibenik, che negli anni ha cambiato tante volte nome, ma ha pure vinto diversi campionati regionali. (2 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 7 aprile 2018.

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