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A Pechino in questi giorni si sta disputando la 24ª edizione delle Olimpiadi invernali. Un’ottima occasione per proseguire il racconto della storia degli atleti dalmati che sono riusciti a coronare il sogno di partecipare ai Giochi. Nello scorso numero abbiamo ripercorso le gesta della spedizione dalmata alle Olimpiadi estive del 2008, svoltesi anch’esse a Pechino. In questa puntata della nostra rubrica ripercorreremo, invece, narreremo della presenza degli atleti dalmati ai Giochi di Londra nel 2012.

 

Furono cinque le città a contendersi la 30ª edizione dei Giochi olimpici. Fu una lotta fino all’ultimo voto. Londra riuscì ad avere la meglio nei confronti di Parigi per soli quattro voti e appena al quarto giro di votazioni. Furono 204 i Paesi presenti ai Giochi, che videro scendere in campo quasi 11mila atleti. Per la Croazia furono le seste Olimpiadi. La spedizione fu maggiore rispetto alle Olimpiadi precedenti. La delegazione croata era composta da 110 atleti e atlete iscritti alle competizioni in 17 discipline sport. Le ambizioni erano come sempre grandi. Alla fine la Croazia portò a casa sei medaglie: tre ori, un argento e due bronzi. L’oro fu vinto nell’atletica leggera con Sandra Perković, mentre il connazionale Giovanni Cernogoraz s’impose nel tiro a segno. Tornarono a casa con l’oro olimpio pure i Barracuda, ovvero la squadra maschile di pallanuoto. L’argento arrivò nel canottaggio, più correttamente nel quattro senza con Damir Martin, Martin Sinković, Valent Sinković e David Šain. Infine i bronzi sono stati vinti dalla spalatina Lucija Zaninović nel taekwondo e dalla nazionale maschile di pallamano (i Cowboy).

Pallanuoto d’oro
Per la Croazia a Londra arrivò un oro tanto atteso, quella della pallanuoto. Dopo l’argento di Atlanta 1996, la nazionale croata nelle tre successive edizioni dei Giochi non riuscì più a salire sul podio olimpico. A Londra finalmente arrivò la medaglia più importante. Il percorso trionfale dei Barracuda iniziziò con cinque vittorie nel girone eliminatorio. A cadere nell’ordine furono Grecia 8-6, Spagna 8-7, Italia 11-6, Australia 11-6 e Kazakistan 12-4. Nei quarti di finale i futuri campioni olimpici la selezione degli Stati Uniti non riuscì a creare particolari difficoltà. La Croazia vinse per 8 reti a 2. Nella semifinale l’avversario fu il Montenegro, un avversario ben più tosto dei nordamericani, ma anch’esso costretto a cedere ai Barracuda che s’imposero per 7-5. A Nella finalissima i Barracuda si trovarono a contendere il gradino più alto del podio olimpico al Settebello. I croati erano già riusciti a sconfiggere gli avversari italiani nel girone eliminatorio, ma la finale fu decisamente una partita ben più tosta. La Croazia dopo una difficile partenza nel primo quarto riuscì ad agguantare il vantaggio e a mantenerlo fino all’urlo della sirena finale, vincendo per 8 a 6.
In quella nazionale militavano ben dieci pallanotisti dalmati (la rosa della nazionale comprendeva 13 atleti): Frano Vićan, Andro Bušlje, Nikša Dobud, Sandro Sukno, Maro Joković, Miho Bošković e Paulo Obradović di Ragusa (Dubrovnik); Josip Pavić e Petar Muslim di Spalato; e infine Ivan Buljubašić di Makarska.

Due grandi giocatori
Furono le Olimpiadi di due grandi giocatori: Miho Bošković e Josip Pavić. Bošković, nato a Ragusa (Dubrovnik) l’11 novembre del 1983 ha giocato per il Cavtat (la squadra di Ragusavecchia/Cavtat), lo Jug (Ragusa/Dubrovnik), lo Jadran (Spalato), il Vasas (Ungheria) e il Primorje (Fiume). Per lui il primo grande successo in nazionale giunse nel 2007, quando vinse l’oro iridato a Melbourne in Australia. Seguiranno altri due bronzi mondiali, nel 2009 a Roma e 2011 a Shanghai . Vinse l’oro pure agli Europei di Zagabria (2010). Oltre ai giochi di Londra partecipò pure alle Olimpiadi di Pechino (2008). Ha giocato in totale 108 partite per la nazionale, segnando 369 reti. La Lega europea di nuoto (LEN) lo ha proclamato due volte miglior giocatore europeo, nel 2007 e nel 2012. Con il suo Jug ha vinto sei campionati e quattro coppe nazionali, una coppa dei campioni e una supercoppa europea. Ha vinto pure uno “scudetto” ungherese con il Vasas.
Simile la carriera del portiere Josip Pavić. Nato a Spalato il 15 gennaio 1982. Ha esordito nella Jadran di Spalato. Poi ha difeso i colori della Mladost di Zagabria e dell’Olympiacos in Grecia. Con la nazionale ha partecipato a tre Olimpiadi: sesto posto a Pechino 2008, oro a Londra 2012 e argento a Rio 2016. Ben cinque le medaglie conquistate ai Mondiali: oro a Melbourne 2007, bronzo a Roma 2009, bronzo a Shanghai 2011, bronzo a Barcellona 2013 e infine argento a Kazanj 2013. Nella sua bacheca pure un oro Europeo (Zagabria 2010) e un oro dei Giochi del Mediterraneo 2013. La Federazione internazionale di nuoto (FINA) lo ha proclamato miglior pallanuotista del 2012! Alle Olimpiadi del 2016 gli è stato affidato il ruolo di Alfiere, ossia di portabandiera della spedizione croata alla cerimonia d’apertura dei Giochi. Alle Olimpiadi londinesi è stato eletto miglior giocatore del torneo di pallanuoto.
Con la Mladost ha vinto tre campionati e quattro coppe nazionali, mentre con l’Olympiacos ha conquistato quattro campionati, tre coppe nazionali, una super coppa nazionale, una Coppa dei campioni.

Pallamano di bronzo
Dolo l’oro di Atlanta 1996 ed Atene 2004 e la medaglia di legno di Pechino 2008, a Londra per la pallamano croata arriva un’altra medaglia, questa volta di bronzo. Il torneo parte benissimo con cinque vittorie nel girone eliminatorio. A perdere furono: Corea del sud 31-21, Serbia 31-23, Ungheria 26-19, Danimarca 32-21 e Spagna 30-25. Nei quarti di finale si registrò una vittoria sofferta più del previsto contro la Tunisia battuta per 25 a 23. Nella semifinale i Cawboy affrontarono la Francia perdendo per 25 a22. Per la medaglia di bronzo la nazionale croata dovette affrontare l’Ungheria che tutto sommato si piegò abbastanza presto, perdendo per 33-26.
Di questa nazionale di bronzo fecero parte cinque dalmati: Ivano Balić, Drago Vuković e Jakov Gojun di Spalato; Ivan Čupić di Metković; e Ivan Ninčević di Zara.
Stella di questa nazionale fu Ivan Čupić. Segnò ben 49 reti, una in meno del capocannoniere del torneo lo svedese Niclas Ekberg. Nato a Metković il 27 marzo 1986. Esordì nella squadra locale prima di diventare un grande girovago, vestendo colori del Medveščak (Zagabria), dell’Octavio Viga (Spagna), del Gorenje Velenje (Slovenia), del Rhein Neckar Lowen (Germania), del Vive Kielce (Polonia), del Vardar (Macedonia) e dal 2021 quelle del PPD di Zagabria. Con il Gorenje ha vinto un campionato e una supercoppa nazionale. Con il Vive Kielce quattro campionati e coppe nazionali e una coppa dei campioni. Infine con il Vardar quattro campionati, tre coppe e tre supercoppe nazionali, nonché due coppe dei campioni e tre SEHA league.
Prima medaglia con la nazionale quella dei Giochi del Mediterraneo, un argento ad Almeria nel 2005. È stato bronzo a Londra 2012 e poi quinto a Rio 2016. Due le medaglie ai Mondiali: argento a Zagabria 2009 e bronzo a Barcellona 2013. Quattro le medaglie agli Europei: argento a Lillehamer 2008 e Vienna 2010 e due bronzi a Belgrado 2012 e Cracovia 2016.
Da notare pure la presenza della nazionale femminile. Il torneo iniziò benissimo con un secondo posto nel gruppo eliminatorio dove perse soltanto contro il Brasile. Poi però le ragazze della pallamano dovettero arrendersi alla Spagna, terminando l’avventura olimpica al settimo posto nella classifica generale. Di questa nazionale facevano parte le dalmate: Kristina Elez, Anita Gaće, Andrea Šerić e Maja Zebić di Spalato, nonché Vesna Milanović Litre di Sinj.

Una taekwondoka sul podio
La spalatina Lucija Zaninović vinse uno splendido bronzo nel taekwondo nella categoria fino ai 49 chilogrammi. Nata a Spalato il 26 giugno del 1987. Si mise in luce nel 2010 quando agli europei di San Pietroburgo vinse la medaglia d’oro. Ripeté il successo a Manchester nel 2012 e a Baku nel 2014. A Baku vinse pure l’oro a squadre. Nel suo palmares pure un bronzo vinto a Nalčik nel 2015. Nel 2015 a Baku ai Giochi europei vinse un altro bronzo. Si qualificò due volte alle Olimpiadi, la prima a Londra e la seconda a Rio dove si arrese ai quarti di finale. L’ultimo titolo internazionale lo conquistò nel 2013 a Puebla, vincendo un bronzo iridato. Pluricampionessa nazionale si è ritirata dall’attività agonistica nel 2016.
A Londra partecipò anche la sorella gemella, Ana Zaninović, ma nella categoria fino ai 57kg. Sebene nutrisse grandi ambizioni – 2011, dopo aver vinto l’oro ai Mondiali di Gyeongju era stara proclamata miglior taekwondoka – ma non andò oltre l’11º posto. Nel suo palmares figurano pure un argento vinto ai Mondiali di Pechino 2007, un secondo posto alla competizione iridata a Puebla nel 2013 e un bronzo a Čeljabinsk 2015. Dagli Europei di Manchester 2012 e a quelli di Baku 2014 tornò a casa rispettivamente con la medaglia di bronzo e d’argento.

I buoni piazzamenti nella vela
Dalla vela non giunsero medaglie, ma vi furono tanti ottimi piazzamenti. Il risultato migliore fu quello ottenuto da Tonči Stipanović al suo esordio olimpico, quarto nella classe laser. Ma per lui le medaglie (due argenti) erano ormai dietro l’angolo. Poi nella classe Finn troviamo lo spalatino Ivan Kljaković-Gašpić. Dopo l’ottavo posto conquistato alla edizione precedente dei Giochi, a Londra ottenne un ottimo quinto piazzamento. Ottimo sesto posto pure per lo zaratino Šime Fantela nella classe 470, già nono a Pechino e futuro oro a Rio 2016. A Londra ci fu anche il ritorno il ritorno della coppia zaratina Petar Cupać-Pavle Kostov, che finì l’esperienza con un 17º posto nella classe 49er. Infine nel surf (classe RSX) lo spalatino Luka Mratović non andò oltre il 21º posto. Sul fronte femminile la spalatina Enia Ninčević concluse la sua unica esperienza olimpica al 17º posto nella classifica della classe 470.

Gli altri sport
La nazionale femminile di basket finirà al decimo posto. L’avventura comincia subito male nel girone dove riesce a vincere solo contro l’Angola. Miglior marcatrice di questo incontro è stata la spalatina Ana Lelas. Indosso la canottiera della nazionale dal 2001 al 2017, conquistando un unico podio; ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi 2001, vincendo l’oro. Facevano parte di quella nazionale pure Luca Ivanković di Spalato, Antonija Mišura di Sebenico e Marija Vrsaljko di Zara.
Nell’atletica leggera da registrare il ritorno di Martin Marić nel lancio del disco. Pur essendo nato a Belgrado ha sempre gareggiato per l’ASK di Spalato. Dopo il 29º posto di Pechino 2008 a Londra si piazzò al 17º posto. Nel 2013 vinse la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Mersin.
Nel nuoto da registrare la presenza di Karla Šitić. Spalatina, classe 1992, partecipò alla gara dei 10 chilometri, conquistando un 12º posto di tutto rispetto. Per lei, inoltre, un bronzo di squadra ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2015. Per spalatina Sanja Jovanović, quelle di Londra furono le terze ed ultime Olimpiadi alle quali prese parte. Gareggiò nei 100 metri dorso, finendo al deludente 36º posto. Poco migliore il raguseo Mario Todorović che nei 50 stile libero finì 28º. Nella ginnastica ci fu il ritorno di Tina Erceg. Dopo la totale delusione di Pechino a Londra arrivò per lei un 14º posto nel concorso individuale.

L’addio di Zoran Primorac
Al torneo di judo parteciparono due spalatini Tomislav Marijanović e Marijana Mišković. Marijanović finì al 17º posto nella categoria fino agli 81º chilogrammi. Nel 2013 fu argento agli Europei di Budapest. Conquistò l’argento anche ai Giochi del Mediterraneo a Mersin. Marijana Mišković, ebbe un piazzamento migliore. Finì al nono posto nella classe fino ai 63 chilogrammi. Nel 2009 fu bronzo agli Europei di Tbilisi.
Quelle di Londra furono le ottave Olimpiadi disputare da Zoran Primorac (tennis da tavolo). Alla sua ultima partecipazione ai Giochi lo zaratino non riuscì ad andare oltre al secondo turno. Il suo concittadino, Andrej Gaćina, costretto ad arrendersi appena agli ottavi di finale uscirà agli ottavi di finale.
(16 e continua)

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 5 febbraio 2022.

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