Share

Quando uno pensa di fare una visita turistica alla Francia, di sicuro il suo primo pensiero va alla sua capitale, scelta obbligata si direbbe. Nella sua immensità ci si può immergere per giorni e giorni. Se invece uno è più legato al mare, non si deve perdere la Costa Azzurra: per male che vada, almeno il bel tempo non gli mancherà. Altra alternativa valida è la Corsica, quell’isola “incastrata” tra Genova e la Sardegna di cui si sente spesso parlare ma che rimane comunque sempre un po’ misteriosa. Però la Francia è piuttosto estesa. Cosa può offrire al turista “il resto” di questo Paese? Molto, e per tutti i gusti. Vediamo un po’ che cosa ci ha offerto il “tour” che grossomodo ha seguito i suoi bordi partendo dal nord est per arrivare alle Alpi e al San Bernardo.

Share
Share

Quando si parla di turismo, la Germania decisamente non è una delle mete che vengono per prime alla mente. È un Paese che, pur offrendo tante bellezze, del turismo non ha fatto la sua attività primaria. Ridotta in macerie dalla guerra, al giorno d’oggi non ha molto da esibire del proprio passato. Anche se oggi l’ignaro turista può ammirare non pochi palazzi ed altre “testimoninze del Medioevo”, tipo quelle che campeggiano a Norimberga, molto spesso ammira solo le loro fedeli copie.
Nella nostra visita a questo grande Paese ci siamo diretti al suo estremo nord, nella parte affacciata al Mar Baltico, solo di recente valorizzata nell’aspetto turistico e “offerta” a quei visitatori che cercano qualcosa di speciale, fuori dalla norma. Questa zona da sempre è stata orientata al mare, da una parte al mare del Nord e dall’altro a quel grande lago che in realtà è il mar Baltico. Negli anni il commercio e il trasporto sono diventati sempre più importanti e questa è stata la sua fortuna. Il momento d’oro è venuto alla fine del Medio evo, quando è stata creata la Lega anseatica, quasi una specie di predecessore della Comunità economica europea, legata all’area del mar Baltico ma nel contempo proiettata su gran parte dell’Europa settentrionale. Anche se ormai non esiste più, oggi parecchie città si vantano di esserne stati membri. Tra questi ci sono pure quelle che abbiamo visitato.

Share
Share

La sera il turista esce dall’albergo. Guarda il cielo che si fa sempre più nero: pioverà di nuovo. Pochi passi dopo, ecco le prime gocce, che pian piano diventano sempre più insistenti. Apre l’ombrello, affretta il passo e passa poco dopo presso un campo di tennis illuminato a giorno restando sorpreso nel vedere diverse persone che giocano sotto la pioggia. Poco più avanti, attratto dalla classica musica nazionale entra in un bar. Si guarda attorno ma non vede dove posare il proprio ombrello. Nota però che buona parte degli avventori lo fissa. D’istinto chiede dove deporre l’oggetto. Non ottiene risposta, però la gente continua a guardarlo. Del tutto stupito, comincia a chiedersi che cos’ha di strano. Uno dei presenti gli alfine chiede: “Vedi altri ombrelli?”. “Effettivamente no”, è costretto ad ammettere. Alla fine spiegano al malcapitato: “Gli ombrelli qua non li utilizziamo quasi mai. Ci sono piogge quasi tutti i giorni, raramente sono forti e durano a lungo, sicché siamo abituati a fare tutto sotto l’acqua che viene dal cielo.”

Share
Share

Dopo una breve pausa rieccoci in viaggio. Prima meta: il Belgio in cui entriamo dall’Olanda passando un confine “da Schengen” molto prima che questo nome divenisse anche un concetto politico per arrivare a Brugges preannunciataci a ragione come la più bella città del Belgio. La visita parte dal centro, a prima vista la fotocopia di Amsterdam. Siamo in pianura e le biciclette abbondano, ma di sicuro da queste parti gli automobilisti sono più cauti. L’affascinante Grande piazza è dominata dall’erta Torre campanaria (XIII sec.), salire i 366 scalini è un’impresa, ma merita: si vede tutta la pianura fiamminga. Poco distanti, la fortezza eretta dal conte Baldovino I, il gotico Palazzo comunale unico per le sue 48

Share
Read More Comment (0) Hits: 1274
Share

Volete trascorrere le vacanze invernali sciando in un luogo insolito? Scegliete la Corsica! Vi sembra che chi scrive queste righe sia fuori di testa? Lasciatevelo dire: delle grosse opportunità che ci può dare la più grande isola francese sappiamo ben poco, comprese le possibilità di sciare.
Terza per grandezza di tutto il Mediterraneo, la Corsica ha una conformazione tale da “offrire” entro un arco di pochi chilometri, e dunque in tempi piuttosto ridotti, tutte le quattro stagioni dell’anno. La cima più alta è quella del monte Cinto, di ben 2706 metri, sicché i nevai non sono pochi. Non basta: sono oltre dieci le vette che superano i duemila metri. Ma quello che la rende unica è il fatto che, per esempio, a soli 28 chilometri dal monte Cinto ci sono bellissime spiagge. Di conseguenza anche il clima è caratterizzato da sbalzi delle temperature che arrivano fino a 20 gradi.

Share
Share

Cosa vi viene in mente quanto sentite parlare della Sardegna? Turismo, spiagge e terre belle e incontaminate, bellissime ragazze, glamour, vip, un paradiso turistico assolutamente da visitare. Ma è veramente così? Già il nome Sardegna è un’attrattiva, ma in realtà quello che si può notare andando solo un po’ fuori dai classici itinerari dei tour operator è una realtà poco turistica e dedita molto di più da una parte all’allevamento, dall’altra a un’industria molto diversificata, anche quella pesante e inquinante. Solo un terzo dell’isola, circa, è la Sardegna turistica, spettacolare, da visitare, è la zona settentrionale, con esclusione dei dintorni di Porto Torres. Ed è proprio questa parte dell’isola che abbiamo visitato. Andiamo a scoprirla.

Share
Share

Paesi Bassi o Olanda che dir si voglia, è uno Stato dell’Europa nord occidentale che ha una storia molto ricca e che ha lasciato profonde tracce soprattutto con il suo colonialismo (dal XVII secolo interessò l’attuale Indonesia e alcune isole delle Piccole Antille) e con l’arte: la pittura olandese ha una grande tradizione che risale ai maestri fiamminghi del tardo medioevo e del primo rinascimento e va da Van Gogh a Rembrandt ed a Mondrian, ma il più famoso resta Van Gogh, attivo alla fine del XIX secolo. Oggi il Paese si presenta al visitatore in una veste diversa, anche se mantiene la tradizionale cornice dei colorati campi di tulipani.

Share
Read More Comment (0) Hits: 1711
Share

Francia, Costa Azzurra, lunghe spiagge, sole. Sono i primi concetti che vengono alla mente quando uno pensa al sud-est della Francia. C’è però chi ha inventato la precisazione: a Nizza si va per viverci, a Cannes per divertirsi, al Casinò di Montecarlo a passare le notti. Infine, per le tranquille giornate della vecchiaia, ecco Mentone. Ma quest’affermazione definisce a puntino i quattro più importanti centri della Costa Azzurra o dà qualche immagine falsata? Il giudizio al lettore che avrà la pazienza di leggere fino in fondo questo resoconto di un viaggio compiuto in primavera.

Share
Share

Pensate di avere naso? Volete utilizzarlo? Potete farlo, però con qualche sacrificio. In primo luogo dovete “coltivarlo” molto giovani. Dovete dire addio a gran parte della cucina piccante e con odori forti. Non dovete bere. Non dovete fumare. Inoltre è severamente proibito ammalarvi.
Un semplicissimo raffreddore potrebbe distruggere la vostra carriera. Però se siete pronti a questi a svariati altri sacrifici esiste un lavoro d’oro per voi. E’ quello del “naso”.

Share
Read More Comment (0) Hits: 1255
Share

Lituania, Lettonia ed Estonia, terre per noi non tanto lontane quanto, e molto di più, sconosciute. Proseguendo idealmente il viaggio iniziato nello scorso numero, vediamo come si presentano al giorno d’oggi. Della loro storia - fatta salva l’appartenenza all’Unione Sovietica - sappiamo ben poco. Allo stesso modo poco o nulla possiamo dire in merito alle bellezze paesaggistiche. Il viaggio ci aiuterà a capire che le loro storie hanno nel contempo “peculiarità parallele” e radicalmente opposte. La Lituania, che a lungo ha condiviso la storia con la Germania e la Polonia, è strettamente legata in particolare a quest’ultima. La Lettonia, complice la fortissima minoranza russa (quasi il 40 p.c.) è inevitabilmente legata alla Russia pur non confinando con essa. Infine l’Estonia, la più settentrionale, è oggi quasi un tutt’uno con la Finlandia. Biciclette in autostrada?!?

Share
Share

Conclusa l’esplorazione dell’area scandinava, mentre la parabola estiva infila la fase discendente si opta per un viaggio nell’Europa settentrionale, ovvero si va a visitare e conoscere da vicino la parte orientale del mar Baltico, caratterizzata da Paesi a noi generalmente poco conosciuti, di cui al massimo sappiamo che ancora al giorno d’oggi “fanno i conti” con i decenni passati tra le “mani”dell’Unione Sovietica.
Partiti all’alba da Zagabria, con tappe intermedie per raccogliere gli ultimi escursionisti a Varaždin e Čakovec, nel primo pomeriggio arriviamo a Vienna, per la cronaca la prima delle tante capitali visitate. In una giornata afosa facciamo per prima una visita panoramica della città per uscire poi nel pieno centro cittadino. Visitiamo così in primo luogo il maestoso Duomo di Santo Stefano in pieno rinnovamento esterno. Lungo la strada “tocchiamo” le altre grandi attrazioni turistiche, dalla facciata dell’Holfsburg al Michaelertrakt, alla Votivkirche - fatta erigere come attestazione di ringraziamento per un attentato fallito all’imperatore Francesco Giuseppe dal fratello, l’arciduca Ferdinando Massimiliano e, per un brutto scherzo del destino, inaugurata nel 1879, 22 anni dopo che questi fu fucilato in Messico - a svariati musei e al Parlamento nazionale. Meno di quattro ore per una visione sintetica ma impressiva di questa città di 1,6 milioni di abitanti, che nel corso della storia ha avuto un’influenza di primo piano nelle terre da cui proveniamo.

Share
Read More Comment (0) Hits: 1409